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Diverse e generali > che cos'è il desiderio?

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francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
Il desiderio è la liana dell'esistenza: mi sono imbattuto in questa massima del Dhammapada, un testo del canone buddhista. Nel contesto del canone, il desiderio è il mezzo che ci permette di elevarci spiritualmente; nella vita quotidiana, per lo più il desiderio è rivolto al possesso di qualcosa e spesso non è spontaneo ma indotto.
Ne vogliamo parlare?


message 2: by [deleted user] (new)

francesco(ho poche idee ma confuse) wrote: "Il desiderio è la liana dell'esistenza: .... nella vita quotidiana, per lo più il desiderio è rivolto al possesso di qualcosa e spesso non è spontaneo ma indotto."

mi hai fatto venire in mente quello che dice Hannibal Lecter ne 'il silenzio degli innocenti' ... "il desiderio nasce da quello che vediamo ogni giorno" (o una frase del genere) ...


message 3: by francesco(ho poche idee ma confuse) (last edited Feb 06, 2011 03:38PM) (new)

francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
La notte di S. Lorenzo siamo con la testa in su, anche se adulti, aspettando la stella filante che dalla sua cornucopia spande su di noi i desideri che siamo pronti ad afferrare e custodire segretamente affinché si realizzino. L’etimologia della parola desiderio ci porta a credere che i desideri provengano dalle stelle e dunque non sarebbero spontanei ma indotti. E’ vero solo in parte, solo se pensiamo che la scintilla del fascino, della malia, dell’imitazione accenda la fiamma di qualcosa che abbiamo dentro di noi, che ci costituisce, formando la nostra identità antropologica. Sono i desideri che ci <> ad una continua attività, perché vogliono essere soddisfatti. Del resto cosa sarebbe la vita senza desideri? Non avremmo futuro. Ma l’attesa della stella filante ci fa pensare che i desideri siano custoditi dalle stelle nell’infinito e perciò stesso tendono all’infinito, non potendo mai essere soddisfatti. Inspiegabile contraddizione! L’eros socratico andava oltre le cose, alla ricerca della bellezza assoluta-conoscenza, proiettandosi sempre più avanti, sempre insoddisfatto. Socrate non poteva immaginare che qualche secolo dopo il Signore che si accomodò sul trono di Zeus avrebbe ritenuto questa pretesa un atto di superbia da punire, tanto che cacciò Adamo dal paradiso facendo di ogni essere umano un peccatore a prescindere.
<> ci impone uno dei comandamenti, indirizzando verso una considerazione negativa del desiderio come piacere della carne. D’altro canto, la società dei consumi solletica la nostra sensazione di mancanza spingendoci a riempire la nostra bisaccia, dopo averci convinti che ogni desiderio è legittimo e soddisfacibile a prescindere da una valutazione sulla sua bontà.
Ha ancora un senso la massima del Dhammapada?


message 4: by [deleted user] (last edited Feb 07, 2011 02:19AM) (new)

L'essere umano anela per natura alla soddisfazione del proprio egoismo e questo è senz'altro un elemento molto importante dell'esistenza dell'uomo e in questo senso il desiderio è necessario. Quello che è diverso da uomo a uomo è ciò che lo soddisfa. Nel caso più comune di desiderio, quello sessuale, vediamo che c'è una profonda differenza tra il desiderio dell'adolescente, per il quale l'altro è solo un oggetto e il desiderio dell'uomo adulto, per il quale l'altro è persona da incontrare, nella sua completezza, come un tu che gli viene incontro.
Il desiderio è lo stesso, ma è diverso il modo in cui questo desiderio viene soddisfatto.
Il discorso del desiderio non può essere disgiunto da un discorso sulla libertà, che a volte può essere anche libertà da un desiderio. La repressione di un desiderio, quando questo non ci porta al bene, non funziona, perché è naturale che più si cerca di reprimere un desiderio e più questo diventa pressante. C'è solo un lento cammino interiore per andare verso la liberazione da quello che non ci condurrebbe al bene, ma solo al male e all'ingiustizia. E' molto diffuso, oggi, l'errore di intendere la libertà come libertà di e non libertà da.
Il vero peccato è dunque l'errore e non il desiderio.


message 6: by francesco(ho poche idee ma confuse) (last edited Feb 26, 2011 01:26PM) (new)

francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
La massima del Dhammapuda << il desiderio è la liana dell'esistenza>>, intendendo la liana come mezzo per proiettarsi verso la conquista della bellezza-conoscenza, ha secondo me,lo stesso significato del mito di eros. Entrambi ci avvertono che il desiderio è, se si può dire, il carburante che permette al nostro essere la marcia continua verso il futuro; da qui la caratteristica del desiderio di non poter essere soddisfatto: Penia è sempre pronta a carpire qualcosa ad Eros! Oggi, la genetica conferma che gli esseri umani progrediscono grazie agli stimoli dovuti a questo oscillare tra limitata soddisfazione e ricerca di qualcosa.
La differenza che noto tra il pensiero della filosofia del Dhammapuda e il pensiero greco è che il primo tende ad una più spiccata spiritualità verso la trascendenza, quello greco rimane più ancorato alla concretezza umana, all'immanenza che, però, devia l'attenzione sugli oggetti del desiderio più che del desiderio in sé: il desiderio, dunque, come bisogno, piacere, passione, possesso, mancanza. Perciò la necessità di controllare, governare il desiderio per farne uso senza esserne travolti.
Avere spostato l'attenzione del desiderio sulle cose ha come prima conseguenza un giudizio di valore sull'atto del desiderare, distinguendo il desiderare buono dal desiderare cattivo: ma chi decide le scale di valori? E' facile intuire come si possa essere indirizzati verso obiettivi interessati. L'avevano ben capito Epicuro e gli stoici, ma ancor prima Aristippo di Cirene(con gli amici anobiani ne abbiamo parlato leggendo Onfray)che fissarono la loro analisi sul desiderio in sé e ci esortarono a vivere con un certo distacco dalle cose terrene, per evitare di essere travolti dal vortice del piacere e delle passioni col bel risultato di cadere nel dolore(partendo da queste considerazioni, per i cinici è stato facile accomunare il piacere con il dolore). L'insegnamento di Epicuro e degli stoici fa leva sulla razionalità e quindi sull'essere responsabili, sull'esercizio della libertà. Ma le loro esortazioni hanno avuto poco ascolto se abbiamo potuto constatare e constatiamo che ci troviamo ad essere esseri desideranti di cose il cui valore non è stabilito da noi e perciò il desiderio non è più spontaneo ma mediato e, d'altra parte, siamo soggetti a proibizioni anche di tipo religioso. Penso al comandamento Cristiano <> che, oltre a veicolare, nel pensiero comune, l'idea che il desiderio è solo desiderio sessuale, accomunando la donna alla roba fa della donna un oggetto su cui qualcuno può esercitare un diritto di proprietà come su una casa, un terreno. Un'idea che si è talmente radicata nella società di tutti i tempi da diventare caratteristica antropologica della società stessa. Se immaginiamo di essere ai tempi di Mosè, ci rendiamo conto come questo comandamento fosse giustificato dalla necessità di porre un argine alle abitudini predatorie delle tribù del deserto che costituivano il popolo di Israele. Erano abitudini che portavano alla disgregazione non solo della famiglia ma di tutta la comunità. Per evitare questa infausta conseguenza, il comandamento è inserito nel Decalogo che è il patto di alleanza del popolo di Israele con il Dio unico. Si andò formando una società patriarcale dove tutto faceva capo al padre che mediante il possesso dei beni - comprese le donne(moglie e figlie) e i figli - e il sangue si garantiva l'eterna sopravvivenza. Un aspetto conseguente, degenerato, è il ius primae noctis che si è protratto fino alle nostre società feudali; in questo caso il fallo diventa espressione concreta del potere. L'aspetto patriarcale delle società si è andato attenuando; in occidente dove più dove meno, in oriente e nel mondo islamico è ancora ben presente e radicato, come testimonia A.Nafisi nel suo bellissimo <>. Con l'avvento del Cristianesimo e l'affermarsi del cattolicesimo il desiderio è solo piacere sessuale da imbrigliare anche con il cilicio.
C'è poi una interpretazione psicoanalitica del desiderio su ci si è concentrato sopratutto Lacan.
Questo è il link dove ne parla
http://www.festivaldellamente.it/vide... se il video non parte provate con http://portale.festivaldellamente.it/...
all'apertura della pagina cercate l'evento n. 32


message 7: by [deleted user] (new)

Sulle riflessioni che aveva postato Agathangelos, mi aveva colpito la frase L'amore unisce, il desiderio sposta.
Contiene una verità, ma è concettualmente diversa dal pensiero comune.


message 8: by nevvero (new)

nevvero "Insomma, tutto si riduce a desiderio o assenza di desiderio. Il resto è sfumatura." (Emil Cioran)

Più chiaro di così si muore.


message 9: by [deleted user] (new)

http://www.liberliber.it/biblioteca/d...

pag. 7 ... "Che cosa è il desiderio? Un moto incosciente, un istinto: basta esaminarlo per farlo cessare."


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