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Scritti corsari
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Gruppi di Lettura > GdL Saggistica Maggio-Giugno 2015: Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini - Commenti e Discussione

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Pierre Menard | 2332 comments Diamo inizio al V gruppo di lettura saggistica, di durata bimestrale (maggio-giugno 2015)

Questo bimestre leggiamo gli Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini proposto da Diabolika.

Vi ricordo le semplici "non-regole" dei nostri GdL:

Per partecipare ai Gruppi di Lettura non è necessario "iscriversi" da nessuna parte.
I nostri GdL sono un po' atipici: non ci sono scalette di lettura, né step da rispettare, semplicemente si legge insieme lo stesso libro durante l'arco di 2 mesi, ognuno con il proprio ritmo (e con il tempo che ha a disposizione). Chi vuole commenta in corso di lettura, altri preferiscono farlo a lettura terminata: il pericolo "spoiler" esiste più che altro per la narrativa, per i saggi non dovrebbero essere un problema. Inoltre i topics rimangono "aperti", in modo che anche altri utenti (che magari si sono aggiunti al Gruppo in seguito) possano lasciare i loro commenti sulla lettura, anche a mesi di distanza dal termine del GdL.

Buona lettura!


MarDe (mardevalca) | 2 comments Grazie! Sarà un piacere rileggerlo.


Pierre Menard | 2332 comments Iniziato ieri sera. Devo dire che la prefazione di Alfonso Belardinelli mi ha lasciato un po' perplesso: (view spoiler). Penso che nel leggere questo saggio dovremmo distinguere fra il valore che le riflessioni di PPP avevano a suo tempo e il valore che possono avere oggi.


message 4: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6231 comments Mod
Per maggio non vi seguirò, ho già altri titoli e di certo non aiuta il fatto che, nel riportare 2 libri in biblioteca, io ne sia uscita con altri 4 (come è potuto accadere? ma...)
Vediamo poi con giugno


message 5: by Manu (new)

Manu | 365 comments Buona lettura a tutti. Non partecipo perché PPP mi è sempre stato sulle scatole.


Pierre Menard | 2332 comments In vari articoli dedicati alle trasformazioni della società italiana, PPP individua nella crisi e scomparsa del mondo contadino, avvenuta nel secondo dopoguerra, uno degli eventi più fondamentali della storia (per lui) recente, un vero e proprio cambiamento senza ritorno. Colpisce questa idealizzazione della civiltà contadina che nulla ha da invidiare ai rimpianti ordinari delle numerose età dell'oro che altri, prima del nostro, hanno celebrato. Colpisce perché se risulta condivisibile la critica verso ciò che ha sostituito la civiltà contadina (la società consumistica e massificata), non sembra altrettanto comprensibile la nostalgia di un mondo che sarà anche stato più spontaneo e semplice, ma che doveva essere profondamente immerso nella sofferenza, nella tribolazione e nell'ignoranza.


message 7: by Pierre (last edited May 12, 2015 01:14PM) (new) - rated it 2 stars

Pierre Menard | 2332 comments Trovo le riflessioni che riguardano l'omologazione dei giovani che rende indistinguibili antifascisti e fascisti, destra e sinistra, di una notevole attualità. Sembra che PPP abbia anticipato il senso di smarrimento dello spettatore dei talk show che non riesce a identificare la provenienza politica dei partecipanti...


message 8: by Pierre (last edited May 14, 2015 04:49AM) (new) - rated it 2 stars

Pierre Menard | 2332 comments Giunto alla serie di articoli sull'aborto. Il primo è piuttosto difficile da digerire, sembra che PPP non abbia neanche lui molto chiari i termini del problema e tenti una disamina non lucida come in altre situazioni.

Dalle risposte (alcune piuttosto cattive, come quelle contro la povera Ginzburg, descritta simpaticamente come una narcolettica), sembra di desumere che il nostro consideri l'aborto una colpa senza un colpevole: una colpa perché impedisce ad una nuova vita di venire alla luce, sopprimendone l'insopprimible desiderio di vita. La necessità tragica dell'aborto potrebbe invece derivare dal bisogno di fare qualcosa di concreto contro la sovrappopolazione mondiale. Per PPP più che puntare sull'aborto si dovrebbe pensare a organizzare una seria educazione sessuale per le giovani generazioni, in modo da far capire loro il senso della maternità (o paternità) responsabile. Potremmmo dire che il problema principale, per PPP, non è il prodotto finale (il feto o il nascituro), ma la fase (ri)produttiva. Sulla bontà del progetto di una seria educazione sessuale sono d'accordo, sulla definizione di aborto per niente.

Si avverte un po' la mancanza degli articoli contro cui il nostro polemizza duramente. Allegarli al volume non sarebbe stata una cattiva idea...


message 9: by Pierre (last edited May 17, 2015 01:08AM) (new) - rated it 2 stars

Pierre Menard | 2332 comments Sono ormai nella seconda parte, dove sono raccolte recensioni e commenti di PPP su libri e autori noti in quegli anni (e adesso forse non troppo conosciuti). Direi che le recensioni non sono il pezzo forte del libro, perché piuttosto enfatiche e retoriche (a tratti profetiche), sia quando sono in favore del libro in questione, sia quando sono contro.

E a proposito di profezie, in vari punti del libro il nostro nota la crisi della Chiesa cattolica, a suo dire ormai irreversibile e profonda, verso la quale (la crisi, intendo) mantiene un atteggiamento ambiguo: da una parte sembra contento, come intellettuale comunista, del fatto che quel centro di potere clerico-fascista sia in forte difficoltà, dall'altro invece mostra rammarico perché, nel bene e nel male, la Chiesa è stata una delle colonne portanti di quel mondo rurale e semplice che PPP idealizza e rimpiange. La profezia sull'irreversibilità non credo sia molto fondata, visto come la Chiesa, grazie a Giovanni Paolo II, che PPP non potè conoscere, sia tornata nettamente alla ribalta.


message 10: by Diabolika (last edited May 17, 2015 09:35AM) (new) - rated it 1 star

Diabolika | 1807 comments Sono molto indietro con tutte le mie letture (pessimo periodo lavorativo) :-(

Non ho ancora finito la Arendt e ho appena incominciato PPP. Ho solo letto "Il discorso dei capelli" e si, concordo molto con Pierre

Pierre wrote: "Trovo le riflessioni che riguardano l'omologazione dei giovani che rende indistinguibili antifascisti e fascisti, destra e sinistra, di una notevole attualità. Sembra che PPP abbia anticipato il se..."

C'è una frase che mi è piaciuta molto (view spoiler)


Pierre Menard | 2332 comments Terminato questa mattina. Chiudono il libro un breve commento al De imitatione Christi, spunto per discutere sull'essenza delle "cose divine", e un attacco molto duro, quasi violento, al giornalista della Stampa Carlo Casalegno, da PPP definito "uomo d'ordine" e reo di aver contestato la dimensione intellettuale del nostro.

Un fato egualmente tragico sembra accomunare Pasolini ad alcuni dei suoi interlocutori o avversari politici. PPP venne assassinato, secondo la verità ufficiale, dal giovane "ragazzo di vita" Pino Pelosi, il 2 novembre 1975. Carlo Casalegno cadde vittima delle BR il 16 novembre del 1977 e morì 13 giorni dopo per le ferite riportate.

Cito anche il commovente omaggio di Nanni Moretti in Caro diario (1993):

https://www.youtube.com/watch?v=KVHbb...


Diabolika | 1807 comments Cavolo, Pierre, l'hai già finito?!?!? Complimenti!!!


Pierre Menard | 2332 comments Alla fine non sono andato oltre le due stelle... Per molti versi, il libro ha perso gran parte della sua verve polemica e della sua attualità: il fiero dichiararsi comunista di Pasolini risulta oggi scarsamente comprensibile, il rimpianto per il mondo contadino è difficilmente condivisibile e gli strali lanciati contro la società consumista risultano banali e scontati (non lo erano certamente negli anni 70). E' sicuramente un testo importante per comprendere l'intellettuale Pasolini (meno per comprendere l'uomo Pasolini), ma interessa forse più la storia del pensiero politico e intellettuale dell'Italia negli anni 70.


Pierre Menard | 2332 comments Conosco Pasolini come regista (La ricotta, Il Vangelo secondo Matteo, Salò), e devo dire che non l'ho mai apprezzato, soprattutto dal punto di vista tecnico. Ho letto altri suoi articoli, ma non ho mai letto i suoi romanzi più importanti (Ragazzi di vita e Una vita violenta, per fare qualche esempio)... forse dovremmo partire da qui? Probabilmente sono le poesie a rivelarci più l'uomo Pasolini, per esempio Tutte le poesie.

Come vedi, non sono affatto esperto del nostro... magari se qualcuno che sa di più ci legge e ci dà un aiuto! ;)


message 15: by Bruna (last edited May 21, 2015 02:40AM) (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Io ho letto Ragazzi di vita e Una vita violenta e mi sono piaciuti. Ho visto alcuni film (ricordo in particolare Il Vangelo secondo Matteo, addirittura mi portarono a vederlo quando andavo a scuola, e Uccellacci e uccellini) e mi sono piaciuti anche quelli, ma è passato davvero molto tempo. Ho letto sicuramente alcuni degli articoli della raccolta che avete letto, e mi avevano già discretamente infastidito all'epoca. Era un polemista, molto e volutamente provocatorio, veniva letto come antifemminista e la sua nostalgia per il mondo contadino era condivisa allora ancora meno di oggi, probabilmente perché quelli che avevano vissuto davvero il mondo contadino se lo ricordavano ancora benissimo e non lo rimpiangevano per niente. Qualcuno potrebbe dirlo profetico, un po' come Celentano è stato profetico con Il ragazzo della via Gluck (non credo che Pasolini gradirebbe il paragone, forse nemmeno Celentano). Era un uomo complicato che certamente non si trovava a suo agio nell'Italia provinciale e ancora molto bigotta di quegli anni. Tutto quello che ha fatto rivela un pezzetto di quello che era, perché era tante cose. Non so giudicare le poesie, che pure un po' conosco, ma io personalmente sono dell'opinione che il meglio lo ha dato nei romanzi, dove si vede la pietà umana e il rispetto per i dimenticati dalla storia. Diciamo che non faceva niente per rendersi simpatico al pubblico, e in genere ci riusciva benissimo. Da vivo stava sugli zebedei praticamente a tutti, comunisti e anticomunisti, credenti e atei, donne e uomini, etero e gay, vecchi e giovani, cittadini e campagnoli. Da morto è diventato un simbolo di cui nessuno è mai riuscito veramente ad appropriarsi, nonostante i molti tentativi.
EDIT per precisare che il mio "sapere di più" è solo perché sono abbastanza vecchia da riuscire a ricordarlo vivo. Per approfondimenti critici, non sono certo all'altezza.


message 16: by Diabolika (last edited May 22, 2015 10:30AM) (new) - rated it 1 star

Diabolika | 1807 comments Ho letto solo i primi 5 articoli. Cerco di leggere il volume calandomi nell'Italia di allora. Capisco la critica di Pierre ma non mi convince. Non solo credo che scritti del genere dovrebbero essere, appunto, contestualizzati e storicizzati ma credo che PPP abbia ancora qualcosa da dirci, anche oggi. Per esempio (view spoiler).

Trovo molto divertente il linguaggio tipico degli anni '70. E ringrazio Bruna della bella descrizione del nostro... il fatto che risultasse antipatico a tutti, ma proprio a tutti, me lo rende molto simpatico. Perché credo che questo sia il dovere di un intellettuale: dire la verità (ovviamente la sua verità) senza fare concessioni a nessuno (nè a quelli della sua parte politica nè agli avversari politici). Considero ciò una grande virtù che si è completamente persa oggi. Siamo circondati da yesmen e yeswomen... che tristezza!

Intanto proseguo la lettura...


message 17: by Diabolika (last edited Jun 02, 2015 08:43AM) (new) - rated it 1 star

Diabolika | 1807 comments Sono alle seconda parte del libro ("Documenti e allegati") e devo confessare la mia profonda delusione verso PPP.

La cosa che mi piace di più è la sua verve polemica, indiscriminata, sia contro chi dovrebbe pensarla come lui che chi dovrebbe pensare diversamente.

Lo leggo cercando di calarmi nell'Italia degli anni '70 ma, anche così, sono basita di fronte a certi suoi ragionamenti. Prima di tutto (view spoiler). Quindi, la penso un po' come Pierre :-D

Una cosa mi ha, invece, impressionata positivamente: il fatto che questi suoi scritti venissero pubblicati in un quotidiano come Il Corriere della Sera. La dice lunga della qualità della stampa di quel periodo.

Proseguo la lettura, contenta comunque di aver avuto l'opportunità di "smontare" un grande.


Diabolika | 1807 comments Finito. Come ho già scritto è stata una grande delusione scoprire certe idee retrograde (o, peggio, storicamente sbagliate) di quello che è stato uno dei nostri grandi intellettuali.

La seconda parte, quella nella quale PPP commenta scritti di altri, l'ho trovata abbastanza intrigante, per via della sue verve polemica.

Resto contenta di averlo letto, ma non andrò oltre 1 stella... un disastro :-D


message 19: by Diabolika (last edited Jul 20, 2015 01:17PM) (new) - rated it 1 star

Diabolika | 1807 comments Solo ora sono riuscita a buttar giù due righe di commento...


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