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Discussioni sui Libri > Leggere troppo fa male?

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message 1: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Parlo seriamente. GR mi ha dato la possibilità di monitorare le mie letture, e ho così scoperto che leggo circa 10 libri al mese. Qui ci sono parecchi che leggono molto più di me, ma in giro, là fuori nel mondo, è un numero che fa paura, se pensiamo che l'obiettivo di due libri al mese viene spesso considerato ambizioso. Che io mi ricordi, ho sempre letto più o meno lo stesso numero di libri, fin da quando ero una ragazzina. Ci sono periodi in cui ho letto di meno (bambini piccoli, problemi di vista, ecc.) e periodi in cui ho letto di più (gravi malattie, pendolarismo, ecc.) ma direi che la mia media ormai è assestata. Non vi dico quanti libri ho letto in vita mia, se no vi dovrei dire anche quanti anni ho. Fidatevi: tanti. Tanti libri (oddio, anche tanti anni). Eppure non sono più ricca né più felice di tutti quelli che leggono molto meno di me. Non mi sento nemmeno più intelligente e neanche più colta. Non posso nemmeno dire di aver letto solo narrativa usa e getta, ma che cosa ci ho guadagnato? Non faccio errori di ortografia, conosco qualche cosa in più, so molte più storie e mi viene spesso da pensare "questa devo averla già letta da qualche parte". Tutto qui. Ma ho evaso molto. Forse troppo. Avrei potuto leggere di meno e impiegare quel tempo per imparare il francese o il russo. O fare più sport ed essere più in forma. O fare più vita sociale e avere più amici. Avrei potuto imparare a dipingere o creare un giardino; avrei potuto fare del bene agli altri o giocare in borsa on line. Sono infinite le cose che avrei potuto fare invece di stare lì con un libro in mano e la testa da un'altra parte. Persino Pennac dice che non si deve leggere troppo, giusto?
Sto parlando seriamente, ripeto. Per me è un po' tardi per cambiare, ma per i giovani, per quelli che hanno tutta la vita davanti a sé, siamo sicuri che non ci sia il rischio di leggere troppo?
Voi, lettori più o meno voraci, che cosa ne pensate? Qualcuno è in grado di dimostrarmi che leggendo di più ha migliorato la sua vita?
Magari la mia potrebbe migliorare se mi astenessi dalla lettura del tutto o se almeno la ridimensionassi drasticamente. Che ne so, io? In fondo, non ho mai provato.


message 2: by Monica (new)

Monica Boscolo | 204 comments Io ho studiato lingue e letterature straniere perché avevo la scusa giusta per poter leggere, leggere, leggere :)


message 3: by Paola (new)

Paola | 287 comments Spesso navigando in mondi paralleli narrati nei libri si riesce ad alleggerire alcuni momenti tristi che a tutti capitano nella vita. Secondo me si tratta di un'evasione che aiuta a superare i problemi, non un'evasione che li accantona. A questo punto, quindi, spero di non guarire mai dalla malattia della lettura (non leggo troppo perché incastro anche altri mille hobby, ma non toglierei altro tempo alla lettura).


message 4: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments
Monica wrote: Io ho studiato lingue e letterature straniere perché avevo la scusa giusta per poter leggere, leggere, leggere :)


Furba. Io purtroppo ho fatto una scelta infelice in questo senso.


message 5: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Ogni tanto mi pongo lo stesso quesito, dato che anche io mi assesto sui 10 libri al mese (nelle mie statistiche ufficiali ci sono anche non meno di 14 fumetti l'anno a cui sono legata e che catalogo qui con i libri, per cui dovete arrotondare per difetto i miei numeri).
Penso al libro che sto leggendo adesso, Blood: An Epic History of Medicine and Commerce. Interessante. Ho imparato che le trasfusioni sono iniziate nelle corti inglesi e francesi. Che dopo ogni guerra, o durante, ci sono state scoperte e miglioramenti. Che gli americani ci hanno messo 16 anni di tribunale per decidere se il sangue fosse un bene o un servizio, da come la coca-cola. A cosa mi serve? Forse a vincere qualche partita a Trivial Pursuit, nell'immediato. Sul lungo periodo invece fa di me una persona migliore.

Recentemente mi era passata sott'occhio una discussione del 2014 sull'analfabetismo di ritorno
http://mondodigitale.org/blog/2014/05...

E' triste. Forse tu, Bruna, se leggessi 9 libri al mese invece di 10 approfitteresti del tempo guadagnato per studiare francese. Ma una persona che arranca e raggiunge i fatidici due libri al mese con fatica non ha il cervello abbastanza allenato per staccarlo da un testo scritto e applicarlo allo studio di una lingua, o alla pittura (che richiede comunque una tecnica). Vuoi darti al giardinaggio? O conosci una persona che ti insegna per via socratica e ti porta nell'orto a fare pratica, o le informazioni le prendi da un libro, da un manuale. Fotografia? Riviste specializzate e ancora manuali. Volontariato? Persino la mia amica che è stata in canile ha avuto il suo carico di normative e burocrazia tra cui districarsi. E sì, mia nonna mi ha insegnato il dritto e il rovescio a maglia, ma ora che lei non c'è più anche qui mi affido a un testo scritto per recuperare quelle istruzioni che la memoria non ricorda.

Leggere molto mi ha migliorato la vita nel senso che mi capisco di più, e capisco di più gli altri. Ho un blando problema di salute, ma capisco il mio medico quando mi parla e ho imparato velocemente a leggere le etichette per fare una spesa più adatta alle mie necessita.
Ma forse la cosa più importante che la lettura mi ha dato è il non avere paura. Mi spiego: per il primo maggio è tornata fuori la leggenda metropolitana dell'arabo che perde il portafoglio in metropolitana. Un italiano lo raccoglie, lo riconsegna al distinto straniero, e per ringraziarlo questi gli dice di non prendere la metro nella tal data perché ci sarà un attentanto. Io so che la leggenda nasce dalle ceneri dell'11 settembre, ma qui a Milano sta ancora andando forte.

Potrei riportare tantissimi esempi, ma concludo il post già troppo lungo con un rimando letterario: leggendo, io non sono Renzo di fronte all'Azzeccagarbugli. Il latinorum non mi intimorisce. Non capisco? Chiedo che mi venga rispiegato, senza vergogna. Non capisco? So che posso andare a casa e consultare la buona vecchia enciclopedia, o un dizionario, perché ho imparato che ci sono canali e mezzi per risolvere un dubbio. Difficilmente sottoscriverò un contratto "per sbaglio", perché il venditore è un imbonitore dalla lingua sciolta.


message 6: by Bruna (last edited Apr 27, 2015 07:03AM) (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments OK, Roberta, capisco quello che intendi dire. Io però il valore aggiunto che tu attribuisci alla lettura, lo attribuisco alla cultura, che non è necessariamente libresca. Potrei leggere più giornali e meno libri, ad esempio, e sicuramente otterrei lo stesso risultato, o un risultato anche migliore. Potrei frequentare più conferenze.


message 7: by Monica (new)

Monica Boscolo | 204 comments Io ho sempre visto il mio tempo per leggere come delle coccole personali, un pò come la mia migliore amica invece investe in massaggi, il moroso in attività sportive, qualcun altro in piante e cosi via. La mia vita non soffre per le mie letture, anzi da un punto di vista sociale mi sono ritrovata a fare delle meravigliose chiacchere in libreria e a frequentare un paio di persone che altrimenti non avrei conosciuto.


message 8: by Simona (new)

Simona Imberti | 9 comments Secondo me qui la questione è quantitativa, non qualitativa: si potrebbero avere gli stessi benefici intellettuali/ricreativi della lettura di dieci libri al mese leggendone la metà e ampliando le proprie vedute anche in occupazioni diverse? Secondo me sì, perché questo discorso si può declinare anche in ogni altro ambito dove la propensione al fanatismo è alta (sport, alimentazione, enciclopedismo...). Il fatto che leggere tanto, o mangiare bene, o tenersi informati faccia bene non vuol dire che dedicandosi completamente a una di queste attività i benefici aumenteranno esponenzialmente, anzi. La varietà è una parte essenziale della vita, per non perdere interesse e spirito in ciò che facciamo (tento di autoconvincermi poichè sono proprio io una di quelle fanatiche delle "Nuove attività", che se si mette in testa di diversificare lo sport che fa punta subito al triathlon...).


message 9: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Simona wrote: si potrebbero avere gli stessi benefici intellettuali/ricreativi della lettura di dieci libri al mese leggendone la metà e ampliando le proprie vedute anche in occupazioni diverse?

Forse sì. Ma pensa all'abitudine inveterata da anni e anni di leggere sempre prima di addormentarsi. E di leggere se ti svegli nel cuore della notte. E di portarti sempre un libro quando devi fare anticamera o devi aspettare un treno. E di leggere sempre un po' durante i fine settimana. Sempre: Ferragosto e Natale, se sei felice perché sei felice e se sei triste per tirarti su di morale. Perché è così che io arrivo ai miei dieci libri al mese: inavvertitamente, come uno che ha il vizio del fumo e non conta più le sigarette. Non devi pensare che io mi dico: "Che si fa stasera? Si va al cinema o si legge un libro? Ma sì, dai: leggiamoci un libro." Non sono a questi livelli di consapevolezza! Mi cade l'occhio sul libro che sta lì, non resisto a leggerne qualche pagina e... ed ecco che s'è fatto troppo tardi per uscire.


message 10: by Francesca (new)

Francesca Mascari | 86 comments Magari avessimo tutti "il vizio" della lettura!!
Sarà anche vero che leggere troppo toglie tempo ad altro, ma è anche vero che probabilmente chi è portato alla lettura probabilmente non farebbe mai "altro".
Ognuno ha i propri interessi e non vedo perchè farsene un problema...


message 11: by Iria (new)

Iria | 60 comments Ciao Bruna, io credo che quando si legge non si toglie mai tempo al resto perché la lettura aiuta a formare il pensiero critico e a saper affrontare situazioni inaspettate, nuove o "extra ordinarie". A vivere meglio insomma. Con me almeno funziona così. La cosa importante è sempre considerare la lettura un momento di piacere e svago e non un lavoro. Nel mio caso poi leggo spesso in situazioni in cui non avrei la possibilità di fare altro: nelle attese alla posta, nel traffico, nel tempo "risparmiato" insomma. Questo mi permette di avere anche tempo libero per altro: imparare una lingua, guardare 4 stagioni di una serie tv ecc.


message 12: by Laura (new)

Laura Jelenkovich (laurajelenkovich) | 141 comments Cara Bruna penso che in fondo fare giardinaggio, imparare il francese o fare sport in fondo non siano ai posti più alti della tua lista di valori e priorità, altrimenti metteresti giù il libro di turno ed andresti a correre. Ognuno di noi ha nella vita aspetti che ritiene più importanti di altri, anche inconsapevolmente. Nutrire la tua fantasia respirando inchiostro direi che per te e' decisamente al numero uno. No, leggere non è mai troppo, non sarà mai abbastanza, perché finché ci sarà qualcuno disposto a mettere la sua anima in una storia ci sarà qualcuno a beneficiare di quella lettura.


message 13: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Devo essere sincera, queste tue parole, Bruna, mi hanno sconcertata.
Ho provato sulla mia pelle, e soprattutto sui miei neuroni, cosa significa non leggere o leggere molto poco. Mi sono sentita povera, vuota, senza uno scopo reale. Poiché, nella mia filosofia di vita, essa ha un solo vero fine: la conoscenza. Sono di natura curiosa, fin troppo, e questa curiosità mi ha sempre portata a domandarmi infiniti perché e non accontentarmi mai delle risposte. Ho iniziato a otto/nove anni quando, durante una lezione di catechismo, mi ritrovai a chiedermi perché quella particolare storia che mi stavano inculcando la trovavo a scuola e non in edicola, come tutti gli altri fumetti fantasiosi che leggevo. E per cercare delle risposte lessi la Bibbia, i Vangeli, partecipai a recite religiose e gruppi religiosi. Ma nessuna di queste esperienze mi bastò, quindi, grazie alla lettura ed alla mia curiosità, iniziai la mia personale relazione con i libri che col trascorrere del tempo si è sempre più approfondita diventando vitale (e portandomi a divenire 'religiosamente atea).
Dentro ad un libro non si troveranno tutte le risposte, ma sanno indicarti valide strade per scoprirle.
Certo, generalizzando, la lettura è, anzi può essere, un hobby.
E ci sono, dal mio punto di vista, tre tipologie principali di lettore:
a) lettore per piacere
b) lettore per conoscenza
c) un insieme dei due precedenti

Io rientro nella categoria del lettore c; pendo un poco più verso b, ma leggo anche per svago, per evadere, per rilassarmi. Una mia ex compaesana rientra nella categoria a: come essa stessa diceva, 'faccio un lavoro che mi stressa e quando ho tempo per un libro voglio cose leggere che mi alleggeriscano'.
A queste tre categorie principali direi di aggiungerne due altrettanto fondamentali: lettore consapevole, lettore inconsapevole. E queste due rientrano nella mia opinione del genere di lettura, ossia la qualità. Per spiegarmi sarò diretta: conosco gente che legge solo storie di vampiri e streghe, gente a cui non interessa capire il mondo, gente che non va oltre e si limita a farsi guidare da altri, dalla massa, come una pecora va docilmente dove va il gregge senza porsi alcuna domanda al riguardo. Questi sono lettori inconsapevoli, che leggono ciò che va di moda perché è moda, che non leggono una lettura di qualità. Questa è l'unica categoria che andrebbe biasimata. Ma lei, la categoria, il gregge, non si pone certo il problema.
Il lettore consapevole è colui che SA cosa legge e perché lo legge; che sia narrativa o saggistica, per svago o per conoscere, il lettore consapevole sceglie seguendo il suo personale perché, non quello inculcato dalla moda.
Accade, al lettore consapevole, di ritrovarsi in un momento in cui sente che qualcosa manca. Che la risposta non è tutta quella che aveva sempre pensato. Allora, forse, questo lettore è giunto ad un bivio: a, b o c? (le tre categorie sopra).
Forse, Bruna, la tua scelta di categoria di lettura non ti soddisfa più.
Io sono per una lettura a 360° gradi (a, b e c); per una lettura consapevole; per una lettura di qualità.
Io non potrei mai fare senza lettura ed anche se per molte cose il 'troppo stroppia' può essere vero, non lo è, per me, la lettura.


message 14: by Laura (new)

Laura Noi | 2 comments Non so Bruna, sto riflettendo su quello che hai scritto. Io sono una da dieci libri al mese più o meno e quindi passo buona parte della mia vita suoi libri. Io un po' più ricca degli altri mi ci sento. Ricca di storie, avventure, riflessioni, amori, viaggi. Forse avrei potuto spendere questo tempo imparando il russo o chissà che ma non mi avrebbe trasmesso le stesse emozioni. I libri, quelli belli, mi trasmettono emozioni. E non potrei mai per nulla al mondo rinunciarci. Ormai i libri, la narrazione, hanno nella mia vita un posto troppo importante e insostituibile..


message 15: by Kua (last edited Apr 27, 2015 12:32PM) (new)

Kua (kuaele) | 1877 comments Laura wrote: "Cara Bruna penso che in fondo fare giardinaggio, imparare il francese o fare sport in fondo non siano ai posti più alti della tua lista di valori e priorità, altrimenti metteresti giù il libro di t..."

Ciao Bruna, concordo pienamente con quanto ha detto Laura. Penso che se tu volessi davvero fare altre cose, invece di leggere, le faresti. Probabilmente leggere un libro semplicemente ti interessa di più. Non mi sono mai posta il problema di cosa avrei potuto fare invece di leggere, perchè penso che se continuo a leggere (invece di fare altro) è perchè leggere mi piace di più.


message 16: by Emanuela (new)

Emanuela (siamailyadefog) | 55 comments Leggere è una passione, e come tante altre passioni non fa mai male!!! ;)


message 17: by Shardangood (new)

Shardangood | 2137 comments Se devo essere sincero, senza fare troppo il retorico o sparare la frase ad effetto, sì, secondo me 10 libri al mese sono troppi e sì, è giusto occupare il tempo in modi diversi. E' giusto soprattutto se ti vengono dei rimpianti, perchè evidentemente un po' di voglia di fare altro la hai.
Io non riesco ad immedesimarmi in tutti quelli che parlano di lettura come insegnamento alla vita, perchè per me la lettura è un hobby. Gli insegnamenti li ricevo o li ho ricevuti da altre fonti. Certo qualche curiosità la apprendi anche leggendo, tipo che ora so che in passato esisteva uno squalo gigante.... ma ripeto per me è giusto svariare fra le attività.
Io faccio sport, poco, prima ne facevo di più, esco,vado allo stadio; viaggio, e quando viaggio leggo dai dieci ai 15 minuti prima di andare nel mondo dei sogni, mentre sento gente che quando parte in vacanza passa il tempo a leggere. Il mondo ogni tanto lo si può vedere pure con i propri occhi oltre che con quelli degli altri.
De gustibus, ma se ti vengono rimpianti, sì, inizia un corso di pittura, di ioga, lingue, danza e leggine 5 di libri al mese non 10.


message 18: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Shardangood, hai scritto: "Gli insegnamenti li ricevo o li ho ricevuti da altre fonti".
Boh, io a scuola studiavo sui libri ed ancor oggi studio su (alcuni) libri. I libri sono libri, contengono sapere o svago. Ma sono sempre libri. Ma forse ho vissuto in un mondo alternativo dove sui libri si studiava.


message 19: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments PS: comunque sì, dieci libri al mese sono un pò troppi, forse. Perché alla fine diventa una maratona.


message 20: by Antonietta (new)

Antonietta | 145 comments Dirò una banalità ma dipende anche da quanto sono impegnativi questi libri e da quali sono i nostri impegni lavorativi/ scolastici/ parentali. Se oltre ai 10 libri al mese riusciamo a dedicare tempo ai figli e/o agli amici oppure se non ci resta per molto altro. Non è che un corso di russo debba necessariamente arricchirci più di tanti buoni libri, per i tanti motivi elencati da chi si è espresso prima di me. L'importante è che rimanga tempo anche per "vivere" quello che si è letto.


message 21: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Tra le vostre interessanti osservazioni, parto dal fondo e rispondo a Antonietta. I miei figli sono grandi, il mio lavoro mi tiene impegnata per molte ore al giorno e la mia salute non mi consente di praticare sport (a dir la verità mi è stato sconsigliato proprio il giardinaggio... suona buffo, ma giuro che è vero). Diciamo che per me è troppo tardi, infatti ne facevo più una questione generale. Nel mio caso specifico, leggere è uno dei pochi piaceri che mi rimane e non so quanto sarebbe sensato privarmene: io leggo quello che ho voglia di leggere, a parte seguire delle mie liste più o meno sensate, e tutto quello che leggo in un modo o nell'altro mi diverte. Leggere non mi stanca - al massimo stanca i miei occhi, e allora smetto - e non costituisce mai un impegno, o almeno io non lo sento come tale. Preciso che le cose che invece leggo per lavoro, saggi o manuali, mi annoiano, anche se la mia lunga abitudine alla pagina stampata effettivamente mi rende lieve questo tipo di fatica (ecco, questo potrebbe essere veramente un vantaggio, come dice Roberta: quello di impadronirmi velocemente di qualsiasi testo scritto, che siano le condizioni di una gara d'appalto o la relazione di un curatore fallimentare o gli atti di un convegno di settore o l'articolo del giornalino della parrocchia).


message 22: by Sorairo (new)

Sorairo | 146 comments Concordo in parte con "leggere troppo fa male". Ho vari interessi. Ma da che ho figli ho davvero poco tempo e poiché è ridotto lo dedico alla mia più a lta passione ovvero la lettura. Sono piccoli. Man mano che crescerannl avrò tempo per altro. Mostre, gite, sport, manicure, lingue e via dicendo. Prima potevo ora meno.


message 23: by Serpelloni (new)

Serpelloni Cristina | 25 comments Leggere è sempre stato il mio modo di conquistare mondi fantastici, e sin da quando ero bambina non ho conosciuto passatempo che mi attirasse di più. Il mio papà mi ripete sempre che un libro è il regno delle possibilità infinite, il regno di tutte le storie narrate e di quelle che restano da raccontare. In certi periodi della mia vita, credo che i libri mi abbiano salvato, non so spiegare esattamente da chi o da cosa, ma sono certa che l'hanno fatto... ho sempre pensato che sia la curiosità che muove il mondo, senza la curiosità non si sarebbero fatte molte scoperte, e spesso per soddisfarla bisogna leggere.
Non leggo molto, cerco di distribuire il tempo anche tra la passione per il teatro (anche se in realtà il copione lo leggo più e più volte) e per il tango... però non riesco ad andare a dormire se prima non leggo almeno qualche pagina.


message 24: by Sorairo (new)

Sorairo | 146 comments Dopo 4 anni mi concedo un telefilm una volta a settimana. Non ho mai rinunciato a quei 4 film tratti da libri che amo che saltuariamente sono al cinema. Ho iniziato a frequentare un gruppo di lettura della biblioteca per scambiare pareri reali con altri lettori una volta al mese ,anche se causa trasloco , temo dovrò rinunciare. Troppo scollegato dalla nuova casa e non guido.
È una conquista anche solo una pedicure o andare ad una giornata di trucco all erboristeria di fiducia.
Per cui si... Se non ho urgenza di far altro nel "tempo libero" leggo.


message 25: by Shardangood (new)

Shardangood | 2137 comments Lu, si ovviamente non mi riferivo ai libri scolastici. Quelli non mi hanno mai divertito né a scuola né all'università. Parlo dei libri, per lo più romanzi che uno legge per scelta, non di quelli imposti. Io scelgo di leggerli per puro svago, non perché possano in qualche modo migliorarmi o arricchirmi intellettualmente (non che escluda che per altri sia così) . Ma, detto questo, Bruna, chiaro che se alla fine preferisci leggere invece che fare altro, vuol dire che le altre cose non ti mancano, se lo sport poi non lo puoi fare ... leggi.


message 26: by [deleted user] (new)

Concordo con Shardangood sul fatto che la lettura sia un hobby, quando ho finito l'università finalmente ho potuto leggere non più per dovere ma per il gusto di farlo... Mi sono però resa conto dopo aver passato un periodo divorando libri a tutte le ore del giorno e della notte ( leggo storie di vampiri e di streghe ma non mi sento meno degli altri, una saga da 10 libri l'ho finita in una settimana), che forse era meglio diversificare il tempo libero, anche perché restavo giorni "imprigionata" nella storia che leggevo.
Sto facendo un corso di cucito, i libri sono diminuiti di numero, ma trovo soddisfazione nell'alimentare la mente in modi diversi.. Puoi sempre provare, magari cercando di non scostarti troppo da quello che fai già ( per intenderci non andare a fare bungee jumping!)..


message 27: by Bardamu (new)

Bardamu | 155 comments 10 libri al mese? dipende anche da quali. La serie del commissario Montalbano la puoi leggere anche in meno tempo, così come i deliziosi libri di Malvaldi ( che però non ne ha ancora scritti 10 ).
La Recherche di Proust, che consta di 7 volumi, ci ho impiegato un paio d'anni a leggerla; ovviamente in quel lasso di tempo ho letto anche molti altri libri.
Effettivamente, comunque, 10 libri di media caratura sono veramente tanti in un mese; concordo con quanto scritto da Shandargood in entrambi gli interventi.
Io ne leggo 2-3 alternando libri di puro svago con qualcosa di più impegnativo, quasi sempre comunque di narrativa ( qualche saggio me lo ciuccio ma il vero piacere me lo dà solo la narrativa ).
Da quando ho il kindle leggo molto di più perché lo faccio anche nei ritagli di tempo, che in una giornata mi capitano spesso, anche sul lavoro ( sono un libero professionista e tra un cliente e l'altro a volte ho anche 10 minuti di tempo ). Prima leggevo soprattutto a letto, prima di addormentarmi, abitudine che naturalmente non ho affatto perso; anzi, col kindle riesco anche a leggere senza disturbare mia moglie con la luce della lampada da comodino e col rumore delle pagine girate.
L'unico periodo della mia vita in cui ho letto veramente poco è stato durante gli studi universitari, per ragioni che si possono facilmente intuire.
Con un'unica notevole eccezione: il signore degli anelli. Per ultimarlo senza distrazioni arrivai ad interrompere la preparazione di un esame.
Riuscii a leggere 700 pagine in tre giorni.


message 28: by Bruna (last edited Apr 28, 2015 08:58AM) (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Non so se le mie letture si possano definire impegnate, per me non lo sono tranne rare eccezioni, perché leggo solo per divertirmi, in quanto alla mia età non spero più di migliorarmi. Ultime letture in ordine di tempo:
Todo Modo di Sciascia
La verità sul caso D. di Fruttero e Lucentini
Vita di un fannullone di Von Eichendorff
Lamento di Portnoy di Philip Roth (personalmente l'ho trovato molto impegnativo, ma mi ero ripromessa di leggerlo e l'ho fatto)
La saga di Terramare della Le Guin (lungo, ma certamente non impegnato)
Leggo saggi solo di rado e solo se mi piacciono sia l'argomento sia il modo in cui sono scritti. Ovviamente in quel caso la mia velocità di lettura - che dev'essere piuttosto elevata altrimenti non riuscirei a leggere i miei 10 libri, a lavorare circa 10 ore al giorno, ad occuparmi della famiglia e a dormire, anche se abbastanza poco - rallenta notevolmente.
Comunque non intendevo aprire un dibattito intorno alle mie abitudini di lettura - cioè, vi ringrazio per le vostre opinioni e le terrò in debito conto, ma non mi ritengo così interessante - quanto avanzare timidamente l'ipotesi che oltre ai non lettori, ai lettori deboli e ai lettori forti ci siano in giro anche i lettori per così dire "dopati", come me. E che anche questo possa costituire un problema.

EDIT per aggiungere: La ricerca di Proust è la mia lettura autoimposta di quest'anno. Non l'ho ancora iniziata, ma voglio farlo presto. Ecco, quella di "autoimpormi" delle letture è un ritorno alle origini, ormai erano molti anni che leggevo solo quello che avevo voglia di leggere.


message 29: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Bruna wrote: "...ci siano in giro anche i lettori per così dire "dopati", come me..."


Capisco ciò che intendi, ma secondo la mia opinione gli unici lettori 'malati' sono coloro che leggono non per imparare o per diletto, ma per numero, per moda. Mi spiego con un semplice esempio: c'è gente che legge come pazzi solo per poter dire io ho letto un tot di libri in un tot di tempo, come coloro che accumulano followers o amicizie facebookiane o altra tipologia di contatti solo per fare numero, per averne più di altri. Ai tempi della scuola avevo una 'pseudo-amica' che leggeva ciò che volevo leggere io, solo per leggerlo prima e spiattellare la trama con arroganza. Non le importava del libro, solo di vincere la sua malata sete di arrivare prima...


message 30: by Pierre (last edited Apr 28, 2015 02:39PM) (new)

Pierre Menard | 2332 comments Certo che siete veramente perfidi! Uno si assenta per un paio di giorni per impegni di lavoro dalle discussioni attive ed ecco che Bruna fa una domanda da 1 milione di euro e colleziona una serie di risposte meravigliose... ora non posso più intervenire perché qualsiasi cosa dicessi sarebbe già stata detta (in particolare condivido molte delle categorizzazioni proposte da Lu).

Mi piacerebbe invece chiedere a Bruna che parte hanno nelle sue riflessioni sulla scelta di (non) leggere i cambiamenti che le società umane avanzate hanno sperimentato negli ultimi 10-15 anni, in particolare nella gestione del tempo libero individuale.

Aggiungo che le neuroscienze stanno tentando di dare una risposta al quesito di Bruna e sembra che, almeno per quanto riguarda Jane Austen, la risposta sia negativa: leggere fa bene al cervello!

http://news.stanford.edu/news/2012/se...


message 31: by Elisabetta (new)

Elisabetta | 767 comments Ciao,

io non leggo 10 libri al mese, ma vario dai 4 ai 6 (dipende dalla lunghezza e da quanto sono impegnativi).
Il tempo lo tolgo alla TV principalmente. Non c'è mai nulla di interessante e piuttosto che continuare a fare zapping tutta la sera, spengo e mi dedico ad un libro...
So però quali sono le priorità. se devo uscire con una amica esco, non rinuncio solamente per terminare il libro. Dedico tempo a mio marito e anche se lui è un lettore accanito come me, non ci rinchiudiamo in casa, ma quando è possibile usciamo, una piazza, un cinema, una gita da qualche parte..
Sicuramente abbiamo sempre il nostro libro con noi perchè per noi significa relax..
E poi è bello staccare la spina, smettere di pensare ai propri problemi, al lavoro, ecc per immergermi in una vita non mia, in una storia, fantastica o reale che sia..
Se ho imparato qualcosa sono per lo più curiosità, però ad esempio, uno degli ultimi libri che ho letto era sulla Groenlandia, e ho conosciuto usi e abitudini che prima ignoravo.. Forse non mi servirà nella vita di tutti i giorni, ma magari come ha detto qualcuno, vincerò qualche partita in più a trivial!!


message 32: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 41 comments Stamattina, a lezione di pilates (due volte la settimana, per me è una pena perché ho sempre detestato lo sport ma la schiena lo richiede) mi son sorbita pazientemente un pippone dell'istruttrice sul fatto che "bere latte fa male".
Io risparmierei comprandomi una mucca tutta mia, per capirci.
Il punto è: ammettiamo (non lo faccio, ma ammettiamolo) che bere latte faccia male, ma io lo ami e me ne senta confortata (quando sono giù, tazza di latte caldo e biscotti): perché mai dovrei privarmene?

Per la lettura è lo stesso; io sono quella che Bruna definisce "dopata", probabilmente: leggo una media di una decina di libri al mese, da tanti, tanti anni. Sono onnivora: consumo letteratura leggera e classici, narrativa e saggistica, fumetti, racconti, un pizzico di poesia e teatro, per adulti bambini e ragazzi; se non lo faccio per lavoro o per studio, l'unica cosa che chiedo è che risveglino il mio interesse (altrimenti non mi disturbo a continuare) e che siano scritti in maniera adeguata. Non lo faccio come maratona, non mi interessa raggiungere un traguardo ogni mese; ma è vero che l'allenamento mi induce a leggere molto più rapidamente di altri.
Al momento non lavoro (il più grande dispiacere della mia vita, altrimenti serena), quindi mi sono reiscritta all'università per la seconda laurea; sono sposata; ho due gatti, molti amici vicini e lontani, una sorella, cugini, una madre.
La quantità di pagine mensili che consumo NON mi impedisce di prendermi cura della casa, dedicare tempo, cure e attenzione a marito, felini e famiglia, ascoltare i miei amici, vederli.
Mio marito è un lettore; questo non ci impedisce di scorrazzare per la città nei giorni liberi (abitiamo sul mare, abbiamo la campagna vicina) - e se in borsa abbiamo i nostri libri, per leggere dieci minuti al sole e al vento quando ne abbiamo voglia, è un'aggiunta; andiamo al cinema ogni volta che c'è qualcosa di interessante; consumiamo film e telefilm (ma per il resto guardiamo pochissima tv); facciamo gite, ceniamo in compagnia, giochiamo di ruolo (sì, ancora), ci scambiamo visite con amici per il fine settimana, e una o due volte l'anno, se il tempo e i soldi lo consentono, viaggiamo.
Leggo e parlo correntemente inglese e spagnolo, vorrei imparare il francese (avevo iniziato ma poi sono partita) e fare un corso di cucito (ma non lo trovo); spero tanto di riprendere a lavorare il più presto possibile.
Scambio libri e storie con i miei amici - e confidenze, e sostegno, e aiuto; ci sono posti di cui sento la nostalgia senza averci messo piede, persone che mi mancano anche se le ho conosciute solo fra le pagine.
La lettura non mi avrà arricchito, ma di certo non mi ha mutilato; ed è in buona parte quello che sono.
Perché dovrei impormi una rinuncia per fare qualcosa che non mi piace (sport), non mi interessa, o mi mette a disagio?


message 33: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Pierre wrote: Mi piacerebbe invece chiedere a Bruna che parte hanno nelle sue riflessioni sulla scelta di (non) leggere i cambiamenti che le società umane avanzate hanno sperimentato negli ultimi 10-15 anni, in particolare nella gestione del tempo libero individuale.

Ho riflettuto sulla tua domanda, Pierre, anche perché non sono del tutto sicura di aver ben chiara la scansione temporale dei cambiamenti di cui parli. Certamente, l'essere ormai quasi costantemente connessi offre la possibilità di informarsi sulla realtà in modo alternativo alla lettura. Se un tempo l'alternativa poteva essere tra leggere e guardare la TV adesso è diventata quella tra leggere e stare su Internet. In questo momento io non sto leggendo ma sono qui a scriverti -in un certo senso noi "corrispondiamo" proprio come avrebbero potuto fare i nostri antenati, ma usiamo la tastiera invece di carta e penna. Non per niente con i social è ritornata in auge la scrittura (e incidentalmente questo fenomeno avvantaggia i lettori abituali nel mondo del lavoro, dove dal telefono si è passati all'e-mail). Mentre ti scrivo presto distrattamente orecchio alla TV, e se putacaso al telegiornale dessero una notizia importante vi riporterei temporaneamente la mia piena attenzione.
Allo stesso tempo, l'offerta di libri sia in formato tradizionale sia digitale si è enormemente dilatata: vent'anni fa leggere un libro in lingua straniera era ancora un'impresa abbastanza complicata e talvolta costosa, adesso chiunque di noi può scaricare quasi istantaneamente per pochi soldi un e-book in inglese, lingua nella quale viene tradotta quasi qualsiasi cosa sia pubblicata in qualsiasi lingua un po' dovunque.
L'enormità di questa offerta, te lo confesso, mi dà talvolta una sensazione di futilità: per quanto io legga, ci sarà sempre qualcosa, moltissimo anzi, che non leggerò e che mi sarebbe piaciuto leggere. Ci sarebbe stato anche vent'anni fa, naturalmente. Ma vent'anni fa, probabilmente non lo avrei nemmeno saputo.


message 34: by Giuseppe (new)

Giuseppe Saracino | 396 comments questo post ci invita tutti a riflettere...

Se non leggo faccio altro, cito i vostri esempi, avrei imparato il russo o fatto sport, ma dovrei anche pensare che chi studia il russo o qualsiasi altra cosa non può dedicarsi alla lettura...

quindi è un pò come la storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, per ora mi limito nel dire che io come forse anche voi tutti propendiamo per il bicchiere mezzo pieno...


message 35: by Esteb (new)

Esteb | 860 comments Avrei tanto da dire .... molto è già stato detto da altri. Anche che la lettura mi ha salvata, però io so da cosa. Mi ha salvata da un'infanzia infelice e da una nonna degna della matrigna delle fiabe. Mi ha salvato dal sentirmi inadeguata perchè a mia madre non bastava mai quello facevo. Mi ha salvato dal cadere in depressione in momenti bui della mia vita. Io sono grata di avere questa dipendenza, ho solo questa - non fumo, bevo pochissimo, non mi drogo, nonostante sia obesa ho un rapporto abbastanza sano col cibo - non potrei abbandonarla. Ritengo anche che abbia fatto di me una persona migliore, perchè anche da Topolino ho imparato moltissimo e perchè posseggo chiavi di lettura per comprendere meglio il mondo e strumenti per affrontare le difficoltà che non avrei avuto, perchè non ho imparato solo dalle mie esperienze ma anche da tutte quelle che ho letto e ho conosciuto molti posti, oltre a quelli che ho visitato di persona. Leggo di tutto, tutto quello che mi va, a volte di più a volte di meno, ma leggo e continuerò a leggere, come mio zio che diventato cieco divora audiolibri o Carlo Fruttero che si faceva leggere libri dalla figlia quando stava male...


message 36: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments @Esteb, quello che hai detto di tua madre io l'ho vissuto, e vivo tutt'ora, con entrambi i genitori, in particolare con mio padre. Leggere, oltre a quello che ho già scritto, mi aiutava anche a 'fuggire' da una situazione famigliare che mi faceva spesso sentire sola, incompresa. Dunque posso capirti (anche per la ciccia corporea :D).


message 37: by Esteb (new)

Esteb | 860 comments @Lu una prozia regalandomi ABC di Richard Scarry a quattro anni mi disse una cosa che non ho mai dimenticato:"non piangere, impara a leggere e non sarai mai più sola". Sono felice di trovare anche amiche virtuali come te, che mi capiscono! (e questo grazie al comune amore per la lettura!)


message 38: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments @Esteb, la prozia aveva ragione! Un libro è uno dei migliori amici dell'uomo, insieme ai cani. Purtroppo non ho mai ricevuto libri da mio padre, né da altri parenti, dovevo rifugiarmi in biblioteca e leggere di nascosto.
È sempre piacevole conoscere persone con esperienze/pensieri simili, fa sentire un pò meno incompresi ;)


message 39: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Alcuni anni fa, ad un esame di maturità fu assegnato un breve testo di Montale in cui il poeta manifestava qualche preoccupazione per l'espansione del tempo libero individuale:

“Passare il tempo” dinanzi al video o assistendo a una partita di calcio non è veramente un ozio, è uno svago, ossia un modo di divagare dal pericoloso mostro, di allontanarsene. Ammazzare il tempo non si può senza riempirlo di occupazioni che colmino quel vuoto. E poiché pochi sono gli uomini capaci di guardare con fermo ciglio in quel vuoto, ecco la necessità sociale di fare qualcosa, anche se questo qualcosa serve appena ad anestetizzare la vaga apprensione che quel vuoto si ripresenti in noi.

Non è solo questione di lettura o di internet. In generale, negli ultimi decenni, l'offerta del tempo libero (che si veicola molto grazie a internet) è incredibilmente aumentata come varietà e come quantità. Al punto che, potremmo dire paradossalmente, è più facile che ci propongano uno svago che non un lavoro. Questa bulimica disponibilità, ho pensato, potrebbe essere una delle molle della domanda di Bruna. Come occupare il tempo libero? E come occuparlo in modo che risulti in qualche modo "produttivo"? Tu ti chiedi che cosa hai guadagnato, a leggere tanti libri: non era meglio occupare quel tempo libero con altri impegni? Il problema è capire se quel tempo libero deve essere "libero" oppure deve essere impegnato in modo analogo a quello lavorativo. Nel primo caso, la lettura non dovrebbe considerarsi inferiore agli altri "passatempi": uno vale l'altro, pilates come teatro, cinema come apicoltura. Nel secondo caso, si farebbe presto a confondere il tempo libero con quello non libero, facendo venire meno la necessità della distinzione.

Sul fatto che stia tornando in auge la scrittura grazie ai social, esprimo qualche dubbio: il modello twitter o la messaggeria istantanea sono un po' lontani dal mio concetto di scrittura.

Provo a rispondere alla tua domanda, se leggere ha migliorato la mia vita. Non posso dimostrartelo, perché ciò richiederebbe una concezione condivisa di "vita migliore" che è invece fortemente soggettiva. Per quanto riguarda la mia percezione di una vita vissuta al meglio, per me la lettura è stata ed è una cosa fondamentale, senza la quale davvero non sentirei di vivere come vorrei. In altre parole, la lettura per me non è un mezzo per vivere meglio, ma una condizione necessaria per realizzare la vita che voglio vivere. In tal senso non è uno svago vero e proprio, ma un impegno che talvolta si sovrappone con gli impegni di lavoro veri e propri.

Molti hanno fatto riferimento al fatto che leggere aiuta a scrivere o arricchisce il proprio vocabolario. Sarebbe divertente scoprire/ricordare quale libro ci ha insegnato una parola o l'altra. Io per esempio, ricordo di aver imparato "stereotipato" grazie a Bradbury: è l'aggettivo con cui definisce il sorriso del capitano dei pompieri Beatty (un personaggio, non lo nascondo, che mi provocava una notevole inquietudine), poco prima del confronto con Montag...


message 40: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Pierre wrote: Non è solo questione di lettura o di internet. In generale, negli ultimi decenni, l'offerta del tempo libero (che si veicola molto grazie a internet) è incredibilmente aumentata come varietà e come quantità. Al punto che, potremmo dire paradossalmente, è più facile che ci propongano uno svago che non un lavoro. Questa bulimica disponibilità, ho pensato, potrebbe essere una delle molle della domanda di Bruna.

Non nel mio caso, Pierre. Il mio tempo libero è vertiginosamente diminuito, al contrario: come parte degli occupati, in realtà, lavoro molto più di prima per guadagnare meno di prima, condizione abbastanza comune in diversi settori produttivi. Se leggo come prima è solo perché a) dormo di meno anche a causa di vari malanni b) la mia vita sociale si è quasi azzerata causa crisi economica e incompatibilità di orari c) poco tempo, poca salute, pochi soldi e impegni familiari ineludibili significa aver ben poche alternative alla lettura come svago.
In definitiva non parlavo per il presente, soprattutto il mio presente, ma mi riferivo al passato. Ho il sospetto infatti che se avessi letto di meno e avessi dedicato più tempo ad altre cose quando ancora potevo farlo, oggi potrei essere - per dirla in breve - non solo più sana e più ricca ma anche non più ignorante di quanto non sia.
In senso generale, sicuramente le tue riflessioni hanno rilevanza; vorrei aggiungere che conseguenza dell'essere eternamente connessi è proprio quella di azzerare la distinzione netta tra tempo libero e lavorativo: le e-mail degli amici ti raggiungono contemporaneamente a quelle dei colleghi, spesso sulla medesima casella di posta; i tempi di attesa che sono sempre presenti in qualsiasi lavoro d'ufficio vengono ingannati gettando un'occhiata a facebook o a un forum; alcune persone trasformano in lavoro la loro attività di svago su internet o la utilizzano comunque per fini lavorativi presenti o futuri; ecc. ecc.


Pierre wrote: Sul fatto che stia tornando in auge la scrittura grazie ai social, esprimo qualche dubbio: il modello twitter o la messaggeria istantanea sono un po' lontani dal mio concetto di scrittura.

Non so come si twitta o si messaggia - non faccio nessuna di queste cose - ma so che nel mondo del lavoro e non solo, gran parte della comunicazione si è spostata dal telefono all'e-mail e sarai d'accordo con me che se gli errori di ortografia al telefono non si sentono e quelli di sintassi vengono presto dimenticati, gli scritti restano a imperituro dileggio di colleghi, clienti e fornitori. Saper scrivere correttamente e velocemente permette perciò di fare una migliore figura ma soprattutto di risparmiare molto tempo, anche nel caso in cui la posizione lavorativa non abbia nulla a che fare con le competenze linguistiche ma sia puramente di natura tecnica o commerciale.

Infine, interessante la tua idea di fare un vocabolario personale delle fonti letterarie del proprio arricchimento linguistico. Purtroppo non posso contribuire perché la mia memoria a proposito latita.


message 41: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Credo che questa signora ci batta tutti nella discussione, sia per il quantitativo di libri, sia per la motivazione

http://www.lastampa.it/2015/07/08/edi...


message 42: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Complimenti per la vista, che nonostante l'età evidentemente si conserva ottima!


message 43: by Shardangood (new)

Shardangood | 2137 comments Che premio le danno, non c'è scritto?


message 44: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Spero si inventino qualcosa: sono provincie benestanti, nonostante la crisi. Anche io spero che la parola premio non sia solo un modo di dire


message 45: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Il 242esimo libro?


message 46: by Elisabetta (last edited Jul 09, 2015 07:47AM) (new)

Elisabetta | 767 comments @Pierre io imparai la parola "stiletto" grazie a Ken Follett ai tempi delle medie!

Leggevo moltissimo anche allora, ma in fatto di scrittura non so se sono migliorata..
So solo che ai tempi delle medie e superiori i miei voti sui temi rasentavano a malapena la sufficienza..


message 47: by Shardangood (new)

Shardangood | 2137 comments Io la parola stiletto l'ho imparata grazie ai Litfiba. Gliene sarò sempre riconoscente.


message 48: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments "Stiletto"... mi sa che devo ringraziare Dumas (padre, ovvio!).

Se alla prossima gara di lettura su GR Italia partecipa la signora, ne vedremo delle belle! Ma si può vedere l'elenco dei libri che ha letto?


message 49: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3395 comments Pierre wrote: ""Stiletto"... mi sa che devo ringraziare Dumas (padre, ovvio!).

Se alla prossima gara di lettura su GR Italia partecipa la signora, ne vedremo delle belle! Ma si può vedere l'elenco dei libri che ..."


L'elenco dei libri che ha letto credo sia nel sistema bibliotecario e non altrove. Lei comunque parla di gialli. Prima volta che sento di biblioteche che danno premi ai frequentatori più assidui, in ogni caso. Non mi pare nemmeno un'iniziativa un granché sensata, a parte questo caso limite: noi ad esempio in famiglia usiamo le tessere della biblioteca, che abbiamo tutti, un po' a casaccio. Forse la mia biblioteca premia i lettori più accaniti tra i ragazzini delle scuole che vengono portati in visita. E questo mi fa pensare che quando ero una ragazzina, non c'era il premio per aver letto i libri ma c'era il libro come premio. Nel senso che per i miei bei voti a scuola - non ricordo in che classe, forse la prima media - ebbi in premio dalla scuola... un libro. Il circolo Pickwick, per la precisione. Con tanto di note e commento. Ce l'ho ancora.


message 50: by Esteb (new)

Esteb | 860 comments io ho avuto in premio un libro dalla mia azienda due anni fa "Il maestro e Margherita"


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