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La guerra delle salamandre
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La Sfida dei desideri > GDL: La guerra delle salamandre di Karel Čapek

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Saturn (xsaturn) | 2943 comments Ho appena iniziato il libro!


Saturn (xsaturn) | 2943 comments Ho letto le prime 50 pagine, il vivo dell'azione credo che comincerà adesso...


message 3: by Simona (last edited Aug 28, 2020 12:34AM) (new) - rated it 5 stars

Simona Fedele | 2798 comments Eccomi, Saturn.
Ho superato la metà libro e mi sta piacendo, nonostante mi fossi fatta un'idea diversa del romanzo.
Le frecciatine non si lesinano: Capek ne ha per tutti, soprattutto per gli inglesi.


Saturn (xsaturn) | 2943 comments Anche io ho superato la metà, adesso devo leggere il Libro terzo. Spero di riuscire a finirlo entro domani 😬

Comunque anche a me piace. Ne percepisco la genialità anche se la parte centrale è un po' ridondante... Ma l'idea di affrontare il tema della schiavitù e della diseguaglianza tramite le salamandre è pazzesca!


Simona Fedele | 2798 comments Saturn wrote: "Anche io ho superato la metà, adesso devo leggere il Libro terzo. Spero di riuscire a finirlo entro domani 😬

Comunque anche a me piace. Ne percepisco la genialità anche se la parte centrale è un p..."


Anch'io ho fatto un po' di fatica a superare la parte centrale, con tutti quei riferimenti ad articoli e documenti vari. Poteva tagliare un tantino ma il risultato non è stato penalizzato


Simona Fedele | 2798 comments Incollo qui il mio commento finale, certa che non spoilero nulla.

Romanzo geniale! Insolito, imprevedibile, interessante e divertente, anche se talvolta l'umorismo sfocia in amara ironia.
Con perizia di dettagli l'autore descrive il nascere e lo svilupparsi, prima della seconda guerra mondiale, di una società basata sullo sfruttamento del lavoro di una nuova razza di salamandre antropomorfe, capaci di imparare e di eseguire i compiti assegnati.
Le salamandre sono miti e accettano tutto con condiscendenza ma intanto sotto il mare costruiscono da sole il loro futuro.
Nel frattempo l'umanità fa quello che sa fare meglio: approfitta della situazione in maniera egoistica e poco lungimirante.


Saturn (xsaturn) | 2943 comments Finito anche io!

Leggendo questo strambo libro con queste strambe salamandre non si può non apprezzare la genialità di Čapek. La sua grandezza non sta solo nell'aver scritto una storia incredibilmente originale ma soprattutto nella sua capacità di raccontare l'umanità con perspicacia e descrivere una realtà che riflette l'eco dei terribili anni in cui il libro è stato scritto, il 1936. Scritto dunque prima della Seconda guerra mondiale e quindi prima della pace europea che è nata da quelle macerie, la storia vede le potenze dell'Europa in perenne conflitto e sempre sull'orlo di una guerra, dove l'Italia è ancora un paese fascista e coloniale. Si percepisce benissimo la tensione continua che si viveva in quegli anni e che fortunatamente oggi è un lontano ricordo. Il libro però è di molto più ampio respiro. Questa distopia è una riflessione sulle brutture che l'essere umano è capace di commettere e perpetrare, come la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento, l'avidità, l'incapacità di empatizzare con altre specie animali, il razzismo, il classismo, l'esclusione di alcune categorie sociali dai benefici dell'istruzione, la follia distruttiva che spinge a mettere a repentaglio il futuro per accaparrarsi un piccolo beneficio nel presente, e ancora mille altri aspetti che ci riguardano. Le miti salamandre di Čapek man mano che si addentrano nei vari aspetti della civiltà europea diventano sempre più simili all'uomo: il risultato è una specie egoista, distruttiva, aggressiva, incapace di contenere la sua fame di territorio. Sono dunque le specie più intelligenti, più colte, più "civili" quelle che risultano più minacciose e devastanti? Il libro, che a volte prende la forma di un trattato su queste salamandre antropomorfe, usa l'espediente geniale di descrivere questa specie e il suo rapporto con l'uomo per parlare delle relazioni che l'essere umano instaura con i propri simili; tutto ciò che viene fatto alle salamandre nel libro è stato fatto all'essere umano da altri esseri umani. Pessimista come spesso le distopie sanno essere, Čapek utilizza la sua satira spietata per farci riflettere sul peggio di cui siamo capaci ma ci riserva un guizzo di speranza da coltivare su quelle macerie che finiamo spesso per creare.


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