pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

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Consigli di lettura > 2021: Anno Dantesco

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message 1: by Mario_Bambea (last edited Aug 26, 2020 06:10AM) (new)

Mario_Bambea | 1939 comments Vista l'imminenza della ricorrenza della morte del Sommo Poeta e dato il fatto che ho da poco terminato la lettura del suo capolavoro, apro questo spazio per discutere di colui che, nel bene e nel male, rimane il riferimento culturale irrinunciabile per tutti noi "latini".

Da parte mia, segnalo l'iniziativa dell'Indiscreto che propone un commento collettivo alla commedia - ogni canto è affidato ad un autore diverso.

https://www.indiscreto.org/category/c...

Come in ogni iniziativa del genere, vi sono pezzi pregevoli ed interessanti insieme a scritti francamente ridicoli ed imbarazzanti nella loro pochezza e minimalismo. Per conto mio, ho molto apprezzato i commenti di Guido Vitiello, Vanni Santoni, Edoardo Rialti, Francesco Ammannati, Emanuele Rimoli.


Oltre a ciò, condivido un commento che mi si è formato in mente al termine della lettura della Divina Commedia:
davvero pare che il genio letterario e poetico si accompagni spesso a posizioni socio-politiche conservatrici e/o reazionarie (Pound, Céline, Eliot) - in parecchi passi Dante non nasconde il suo disprezzo per i "nuovi ricchi", mercanti parvenu colpevoli del disastro sociale dell'Italia contrapposti alle antiche e nobili casate aristocratiche: alfiere dei "valori di una volta", impegnate nelle crociate, fedeli vassalle dell'Imperatore.

Insomma, il grandissimo poeta si pone in aperto contrasto con il rivolgimento storico e sociale (il declino del nobilato feudale e l'ascesa della città come centro di potere) che avrebbe portato in un centinaio di anni alla rinascita dell'Italia (proprio da quella Fiorenza così stigmatizzata nella Commedia). Ed invece, Dante attese tutta la vita il ritorno in Italia dell'Imperatore e la ricostituzione di un sistema di potere totalmente medievale.

Trovo davvero interessante (e rivelatore di alcuni vezzi culturali italici) che questo aspetto del pensiero di Dante sia poco discusso: come se si avesse paura di ammettere che una visione passatista può convivere con un genio poetico inarrivabile...


message 2: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
Mi pare però una semplificazione: la visione di Dante era estremamente personale e non piaceva né ai "progressisti" né ai "conservatori" dell'epoca. Il cattolicesimo stesso che professava non era poi molto cattolico, e se anziché professarlo in un poema l'avesse fatto in uno scritto teologico probabilmente sarebbe finito come Jan Hus: per sua fortuna era più interessato al lato poetico della spiritualità (non che per le sue idee non dovette penare, poi).
La stessa idea di favorire il potere temporale dell'imperatore su quello del papa, per l'epoca, non era esattamente reazionaria. C'è più che altro un certo catastrofismo in lui: escludendo l'aspetto mistico e prendendo in esame solo quello politico, mi pare che Dante non solo rinfacci il suo malcontento verso tutto e tutti, ma che ponga delle condizioni francamente impossibili per considerarsi soddisfatto. E che fossero impossibili lo sapeva benissimo, non ci metteva mai quel tocco utopico del tipo "so che non si può arrivare a tanto, ma almeno porci questo obiettivo ci porterà ad avvicinarci". No, lui era più sulla sponda del "se tutto va bene siamo rovinati", e questo nella Commedia salta fuori spessissimo (si attenua un po' nel paradiso, dove la riflessione sulla politica temporale diventa meno presente).
Sono passati sette secoli, ovviamente oggi pare al 100% reazionario, ma non mi convince il fatto che potesse essere considerato tale all'alba del XIV secolo.


message 3: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments Sì, ho un po’ calcato la mano per stimolare un po’ la discussione.

Concordo con i tuoi rilievi, teologicamente Dante è sicuramente molto avanti (rischiando anche parecchio in alcuni passaggi) rispetto ai suoi tempi e politicamente in effetti essere papista non era necessariamente segno di progressismo.

A dir la verità è la condanna totale e inappellabile delle “nuovi classi” in ascesa e la lode sperticata per gli antichi nobili feudali a suscitarmi questa impressione: forse non reazionario, ma passatista (almeno in campo sociale) direi di sì! Anche se è comunque complicato non considerare la sua esperienza di vita come causa dei suoi giudizi catastrofici: essere esiliati per sempre può causare giudizi un po’ estremi...


message 4: by Catoblepa (last edited Aug 26, 2020 07:26AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
Sul genio poetico/letterario che si accompagna a posizioni conservatrici ho letto di recente un commento su Facebook di una persona molto intelligente e arguta ma che non mi ha convinto granché, più che altro a causa di un problema che noto spesso quando si avanza una tesi in campo umanistico: l'assenza di controprove.
Si parlava della poesia moderna italiana (post-leopardiana) e si sosteneva che fosse perlopiù conservatrice o reazionaria (politicamente, non esteticamente), almeno fino alla metà del '900 (quando si spostò chiaramente a sinistra). Si portavano ad esempio Manzoni, Carducci, Ungaretti, Marinetti, Montale, ma si dimenticava di citare Boito, Pascoli, Saba, Sbarbaro e Palazzeschi (tra questi c'erano anarchici, socialisti, scapigliati e antifascisti convinti), oltre al fatto che Carducci, Ungaretti e Montale erano molto meno conservatori di quanto non voglia la vulgata (Montale, per quanto borghesissimo, fu veementemente antifascista e Carducci, suvvia, scrisse degli inni a Satana).

Insomma, forse siamo troppo abituati alla contemporaneità occidentale in cui la grandissima maggioranza degli intellettuali (e quindi degli scrittori) è schierata a sinistra, ma chiaramente non è sempre stato così. Ma a tutti gli esempi di geni letterari conservatori che si possono trovare nel passato si può controbattere con un numero simile di geni progressisti. E probabilmente per pochissimi di questi, conservatori e progressisti, l'appartenenza politica è un dato davvero importante.

EDIT: ho scritto questa risposta prima del tuo ultimo commento.


message 5: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments Comunque, a parte il “passatismo” nostalgico, un altro elemento che mi ha molto colpito dell’opera di Dante è la sfida di fare filosofia e teologia usando il linguaggio poetico.
Data la mia ignoranza letteraria non ricordo altri poeti così decisi nell’unire in questo modo riflessione razionale e scrittura “estetica” (passatemi il termine). Dal romanticismo in poi, anzi, mi sembra quasi che la poesia sia stata limitata al campo pre-razionale o non-razionale (intuitivo, sentimentale, o come volere chiamarlo), o no?

Invece Dante riesce a fare poesia disquisendo della memoria degli angeli o inveendo contro Bonifacio VIII e i fiorentini... Mi sembra che abbiamo rinunciato alle capacità espressive della poesia in questi ultimi secoli o esagero??


message 6: by Catoblepa (last edited Aug 27, 2020 05:38AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
Se con poeti intendi puramente gli scrittori di versi, in effetti era raro (ma non inesistente) fino alla metà del Novecento: il tipico rimescolio di generi del post-modernismo ha molto cambiato le carte in tavola ed è diventata quasi una moda (che continua ancora) quello di unire poesia e saggistica (come d'altronde avviene, anche più diffusamente, nella narrativa con il nonfiction novel), e quindi di riflettere abbondantemente sul presente.

Forse quello che manca alla maggior parte di questi poeti è la veracità di Dante, che scriveva quel che scriveva perché provava un'urgenza ineluttabile. Vale lo stesso per i poeti odierni? L'impressione è che lo facciano perlopiù per puri motivi estetici ("Guardate come si possono unire generi agli antipodi!") e non perché veramente sentano la necessità della riflessione sul presente. Ma questo vale per la massa, ci sono dei singoli che invece lo fanno con la forza necessaria (stavo scrivendo "con la stessa forza di Dante", ma è in effetti impossibile). È d'altronde di ogni epoca avere solo dei rari singoli che si sappiano elevare.

C'è da dire, comunque, che la poesia lirica (l'unico tipo di poesia rimasta, in pratica) è poco amica della riflessione sul tutto che ci circonda e molto amica della riflessione sul sé. Questo non aiuta.

Un'ultima cosa sul romanticismo: è stato decisivo nel far prendere questa piega? Forse. Di sicuro è stato decisivo nel dare alla lirica il monopolio che ha oggi, ma se pensiamo a Leopardi (cioè il più grande romantico italiano) è stato forse quello che meglio di ogni altro in Italia, ovviamente escludendo Dante, ha saputo fare poesia anche confrontandosi con la storia e con la filosofia. E andando in giro per l'Europa mi pare valga anche per altri romantici: Hugo su tutti (anche solo parlando dell'Hugo poeta).


message 7: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Io sull'eterodossia di Dante però andrei coi piedi di piombo. La sua teologia politica in effetti fu condannata implicitamente, visto che il De monarchia venne messo all'Indice (ma già nel Trecento era avvenuta un condanna del libro), ma né ai tempi di Dante né in epoca controriformistica la Divina Commedia divenne oggetto di censura teologica in Italia; ricordo solo di aver letto nel Vossler che l'Inquisizione Spagnola fece espungere dal testo del poema i versi dell'Inferno sull'eresia di papa Anastasio (in effetti frutto d'un abbaglio storico di Dante) e alcuni versi "anticlericali" del Paradiso, che nel secolo XVI sonavano molto affini alle polemiche protestanti coeve: non so, d'altronde, in che misura circolasse il poema dantesco nella penisola iberica. Resta dibattuta, per esempio, la conoscenza dell'averroismo da parte del poeta, e la misura dell'adesione ad esso da parte di Dante; sebbene ad esempio le ricerche di Maria Corti abbiano dimostrato in modo probabilmente persuasivo la conoscenza delle teorie grammaticali dell'averroista Boezio di Dacia da parte di Dante, resta da vedere se e quanto ampiamente Dante conoscesse invece le opere filosofiche del pensatore nordico: purtroppo conosciamo troppo poco sulla formazione e sulla cultura filosofica e teologica del poeta fiorentino. Sta di fatto che in età controriformistica (una volta rimossa l'ingombrante presenza del De monarchia) proprio guardiani ferrei dell'ortodossia, diffidenti verso la poesia in volgare di argomento profano (a cominciare da quella petrarchesca), quali erano i gesuiti, furono tra quelli che favorirono una rivalutazione di Dante proprio come poeta cattolico. Ciò mi sembra degno di nota, perché si tratta d'un'operazione culturale (cui intervenne anche il cardinal Bellarmino) appunto avvenuta in un momento di assai minor libertà teologica rispetto all'epoca in cui era vissuto Dante.
Quanto alla qualificazione di progressista/conservatore, a mio parere si tratta di categorie molto scivolose ove si applichino a personaggi vissuti prima della formazione dello stato moderno e dei sistemi parlamentari: mi viene in mente la disinvoltura con cui nel Risorgimento si esaltava Dante come poeta della libertà per la sua lotta contro Bonifacio VIII e il potere temporale dei papi, lasciando passare in cavalleria tutta la sua politica filo-imperiale, che andava direttamente contro le libertà dei Comuni (spesso, peraltro, anche guelfi), nel contempo esaltati come momento seminale del sentimento nazionale italiano.
P.S.: sono da sempre un grande estimatore del Carducci, ma il suo Inno a Satana è tra i componimenti più involontariamente comici dell'intera letteratura italiana.


message 8: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
Io non sono per nulla amante dei Carducci, quindi sfondi una porta aperta. Lo citavo puramente per motivi ideologici.


message 9: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments Interessante (per me, parecchio ignorante in letteratura) sapere che Dante è stato esaltato dal Risorgimento - in effetti, fa abbastanza effetto se uno ricorda come più e più volte nella Commedia viene invocata la discesa in Italia dell'Imperatore del Sacro Romano Impero. Non proprio un'anelito da super campione nazionalista, mi pare...
Ma questi sono gli svarioni di chi legge Dante fuori dal contesto storico e sociale in cui ha vissuto, no?

Anche dal punto di vista teologico-filosofico a volte il Sommo Poeta mi sembra sbandare un pò: da un lato mi pare che tenga molto a preservare la ragione e la possibilità di accedere alla salvezza attraverso di essa, dall'altro al termine del Paradiso un paio di volte cade nella "teologia negativa" concludendo che noi umani dobbiamo stare zitti perchè non possiamo capire le ragioni di Dio (canto XIX - canto XXIX).

E se da un lato, come dice Cato, propone soluzioni di salvezza alquanto ardite (come la "rivelazione implicita" che salva Traiano e Rifeo), dall'altro si congratula con convinzione con San Domenico il quale
"ne li sterpi eretici percosse l'impeto suo" (cioè agì con decisione contro gli albigesi - senza dimenticare che i domenicani svolgevano volentieri le funzioni di giudici nei processi contro gli eretici).
Tra l'altro il panegirico incrociato tra domenicani e francescani (con Bonaventura che esalta San Domenico e Tommaso d'Aquino che loda san Francesco) mi sembra un pò troppo propagandistico mostrando unità ed amore assoluto anche tra due ordini abbastanza diversi tra loro.

Tutto sommato mi pare che il vero genio di Dante resti nel suo inarrivabile talento poetico - e credo che le pagine più alte siano quelle del Paradiso dove neologismi, invenzioni visive e perfezione stilistica creano un miracolo.


message 10: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Se non ricordo male, però, l'elogio incrociato di San Domenico e San Francesco da parte d'un predicatore dell'altro ordine al tempo di Dante avveniva davvero, perlomeno a Firenze; il bello della teologia dantesca è proprio la sua polifonia, perché la formazione culturale del poeta avvenne in modo eclettico e graduale: senza dubbio vi ebbero parte sia il tomismo sia la teologia francescana, il platonismo di Severino Boezio, ma anche influssi averroistici e di teologia apofatica e perfino di millenarismo gioachimita (di cui secondo me si scorge un tratto, più che nell'aver posto Gioacchino da Fiore tra gli spiriti sapienti del Paradiso, nei versi sul trono glorioso di Arrigo VII già pronto nell'Empireo, dove sembra aleggiare un sentore di apocatastasi imminente): però, se si eccettua il gioachimismo, la teologia mistica di Dante mi sembra sempre in linea con l'ortodossia, e non a caso ad incarnarla Dante scelse San Bernardo; viceversa, egli non mostra nessuna simpatia per i francescani "spirituali" ("ma non fia da Casal né d'Acquasparta/ donde giungon cotali alla scrittura:/ questi la fugge, e quelli la coarta", dice San Bonaventura subito dopo l'elogio di San Domenico). Sulla salvezza di Traiano, l'Alighieri era in una botte di ferro , perché ai suoi tempi girava ed era creduta diffusamente la leggenda che papa Gregorio Magno l'avesse miracolosamente resuscitato per consentirgli di convertirsi al cristianesimo: il passo del Purgatorio mostra chiaramente che il poeta stesso credeva alla realtà dell'episodio. Ma in generale la dottrina del battesimo di desiderio implicito con cui Dio avrebbe potuto salvare per pura grazia anche pagani giusti e saggi vissuti prima di Cristo è del tutto ortodossa, e se non erro fu sostenuta esplicitamente anche dall'Aquinate: Dante mette in evidenza proprio il carattere misterioso della grazia salvifica, puro dono divino e non frutto del merito individuale, col mostrarne beneficiato non un grande personaggio dell'antichità (come Socrate, Aristotele o Cesare, o magari Virgilio), bensì una figura oscura e minore dell'Eneide com'era Rifeo, pur definito nel poema latino iustissimus unus qui fuit in Teucris, et servantissimus aequi. Dante mi pare anzi il rappresentante più insigne - sia per il livello del suo capolavoro sia per la profondità della sua cultura - di quella preparazione teologica dei laici che si diffondeva proprio in quel periodo di sempre maggior circolazione dei libri e della formazione universitaria, e si sarebbe oscurata solo con la Controriforma, quando l'ansia di difendere l'ortodossia rese la formazione teologica sempre più appannaggio esclusivo del solo clero, e specialmente degli ordini religiosi. D'altronde, fu in quello stesso periodo che la lettura della Bibbia, per evitare il pericolo del "libero esame" protestante, dopo molti dibattiti venne limitata al solo testo latino e col permesso delle autorità ecclesiastiche, laddove l'Italia (con la Germania) era stato fra i paesi con la maggior diffusione delle traduzioni della Bibbia o di sue parti in volgare, ancor prima che cominciasse il movimento luterano.


message 11: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1890 comments senza dubbio vi ebbero parte sia il tomismo sia la teologia francescana, il platonismo di Severino Boezio, ma anche influssi averroistici e di teologia apofatica e perfino di millenarismo gioachimita

sono sicura di avere studiato tutto questo, almeno un paio di volte, ma per fare un esempio contemporaneo, mi è comprensibile quanto un film di Nolan .....


message 12: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments Asclepiade wrote: "Se non ricordo male, però, l'elogio incrociato di San Domenico e San Francesco da parte d'un predicatore dell'altro ordine al tempo di Dante avveniva davvero, perlomeno a Firenze; il bello della te..."

ottima chiarificazione, grazie davvero! concordo che la preparazione teologica di Dante è profondissima e (credo) molto in linea con il livello elevato della cultura laica del tempo e ammetto che le mie impressioni si basano su una prima lettura non molto approfondita(sostanzialmente basata sui commenti di Chiavacci Leonardi). D'accordo sulla solidità degli argomenti per la salvezza di Traiano e Rifeo (d'altra parte le "leggende" su conversioni in punto di morte sono alla base anche dell'avere Manfredi e altri "peccatori" nel Paradiso), comunque anche Dante qualche insicurezza l'aveva sul punto se afferma:
Chi crederebbe giù nel mondo errante,
che Rifeo Troiano in questo tondo
fosse la quinta de le luci sante?


In ogni caso il Paradiso (che, ribadisco, mi sembra davvero la Cantica migliore e davvero unica) mi è sembrato oscillare tra passi complessi e quasi contorti nel discettare di minuzie (come la memoria degli angeli o gli esami scolastici fatti a Dante su fede, speranza, carità) e improvvisi salti poetici in cui concetti complicati e quasi ineffabili sono resi con una poeticità incredibile e immediata.

Per esempio trovo incredibile come abbia reso la vexata quaestio della predestinazione opposta al libero arbitrio umano:
Regnum celorum vïolenza pate
da caldo amore e da viva speranza,
che vince la divina volontate:

non a guisa che l’omo a l’om sobranza,
ma vince lei perché vuole esser vinta,
e, vinta, vince con sua beninanza.



Forse non inattaccabile sul piano filosofico o teologico, ma insuperabile sul piano poetico con questa risonanza delle parole "vinte, vince, vince" che crea una specie di melodia avvolgente che torna su stessa....


message 13: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Mario_Bambea wrote: "Asclepiade wrote: "Se non ricordo male, però, l'elogio incrociato di San Domenico e San Francesco da parte d'un predicatore dell'altro ordine al tempo di Dante avveniva davvero, perlomeno a Firenze..."
Sono contento di trovare qualcun altro che come me ritenga il Paradiso la cantica migliore! Con punti deboli, hai ragione: purtroppo ne ha perfino Dante!


message 14: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments Asclepiade wrote: "Mario_Bambea wrote: "Asclepiade wrote: "Se non ricordo male, però, l'elogio incrociato di San Domenico e San Francesco da parte d'un predicatore dell'altro ordine al tempo di Dante avveniva davvero..."

credo che questa opinione sia anche quella di Cato qui sopra - sarebbe bello poter fare qualche iniziativa per celebrare degnamente il sommo poeta anche qui... anche se temo che gli interessati sarebbero davvero pochi...


message 15: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments ieri ho letto questo ottimo volumetto di Carlo Sini - davvero notevole per alcuni intuizioni molto originali ed interessanti, e poi la chiarezza espositiva e la lucidità di ragionamento di Sini non sono seconde a nessuno

Dante: Il suono dell'invisibile

voialtri che Dante lo conoscete molto meglio di me, avete qualche altro testo valido da raccomandarmi?


message 16: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
"Conversazione su Dante" di Mandel'stam, palesemente antiaccademico e con una visione molto personale e idiosincratica, a me è piaciuto molto.

Poi mi ha sempre incuriosito, ma è difficile da trovare e per ora non ce l'ho, "Su Dante" di Gombrowicz, che dovrebbe essere un pamphlet contro Dante (più che altro di uno scrittore che ha paura di mettersi a confronto con Dante). Non so se lo pensava davvero, ma aveva bisogno di odiarlo.


message 17: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Mario_Bambea wrote: "ieri ho letto questo ottimo volumetto di Carlo Sini - davvero notevole per alcuni intuizioni molto originali ed interessanti, e poi la chiarezza espositiva e la lucidità di ragionamento di Sini non..."
Grazie per l'indicazione di Sini, perché mi era sfuggito che avesse scritto anche su Dante: i suoi libri sono sempre interessanti e fanno pensare molto. A me non viene in mente nulla da raccomandare, a parte il saggio di Mandel'stam suggerito da Catoblepa: che è strano, ma stimolante, e aiuta anche a capire come possa o potesse leggere Dante un poeta cresciuto in un sistema linguistico e in una cultura diversi.


message 18: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments avrei trovato altri testi che trattano della Commedia e di Dante

Il racconto della Commedia. Guida al poema di Dante di Marco Santagata

Doppio ritratto di Massimo Cacciari

L'Italia di Dante: Viaggio nel Paese della Commedia di Giulio Ferroni

Dante. Storia di un visionario di Guglielmo Gorni

Dante: guida alla Divina Commedia di Giorgio Inglese

che dite? c'è qualcosa di valido??

poi ci sarebbero anche i libri di Auerbach e Croce, ma forse sono un pò ostici per i non professionisti, temo... (non è che voglio prendere una laurea in letteratura, eh!)


message 19: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
Il primo e l'ultimo mi paiono estremamente didattici, gli altri forse sono più interessanti (anche se non amo Cacciari).


message 20: by vecchiaphoebe (new)

vecchiaphoebe | 961 comments ieri notte ho pensato a voi, subito dopo cena. era passata l' 1.00 (ho orari selvaggi come se fossi ancora una studentessa, non mi rassegno al tempo che passa), guardavo distratta una replica di Terza Pagina su raitre,
tra i libri "suggeriti" c'era questo:

Dante: Storia avventurosa della Divina commedia dalla selva oscura alla realtà aumentata

copincollo:
La Divina commedia è universale ma è legata a vicende personali e contingenti. Come è arrivata fino a noi e come ha fatto a conservare una tale potenza? Alberto Casadei, intrecciando indagine storica e analisi poetica, ripercorre le tappe del poema, dalla prima circolazione nelle mani di Boccaccio e Petrarca fino alle più recenti interpretazioni, artistiche e persino informatiche. Perché l’eredità di Dante è tutt’altro che esaurita, e la Divina commedia continua a dialogare con l’umanità del presente e del futuro.

ma la vera notizia è che vi penso, dopo cena.
:-p


message 21: by Agnes (new)

Agnes | 106 comments Dante di Barbero? Che ne pensate, vale la pena?


message 22: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
A me Barbero piace molto, presumo il libro abbia perlopiù un taglio storico/biografico, e la sua capacità divulgativa in quest'ambito è elevatissima.
Se però fosse un libro di commento all'opera di Dante non so quanto valore possa avere.


message 23: by Cristina (new)

Cristina | 183 comments Ho in casa Dante di Barbero (appena finisco Ho paura torero parto con lui) e da quello che posso leggere dai risvolti di copertina sembra proprio un lavoro di ricostruzione biografica fatta attraverso le fonti disponibili, come dicava Catoblepa, ma ve ne darò conferma. In compenso ho ordinato in libreria due copie dei tre volumi de La Divina Commedia commentata da Anna Maria Chiavacci Leonardi (che mi avevate consigliato in un'altra discussione), ce lo regaleremo per natale a vicenda con mia sorella, e sono molto emozionata di dedicare almeno in parte il 2021 a questa lettura!


message 24: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 3049 comments Mod
Grazie, ci faccio un pensierino anche io che sono ferma ai ricordi scolastici.


message 25: by Mario_Bambea (last edited Oct 28, 2020 02:17AM) (new)

Mario_Bambea | 1939 comments Catoblepa wrote: "A me Barbero piace molto, presumo il libro abbia perlopiù un taglio storico/biografico, e la sua capacità divulgativa in quest'ambito è elevatissima.
Se però fosse un libro di commento all'opera di..."


Ho sentito a RadioTre lo stesso Barbero parlare del libro: confermo che si tratta di una biografia inserita in una panoramica del tempo medievale in Toscana.
Ho avuto l’impressione che Barbero ci tenesse a presentare il suo libro come innovativo e senza timori reverenziali, presentando Dante come uomo del Medioevo (quale in effetti era), dedito alla battaglia politica e anche militare.... Magari anche un po’ controverso e provocatorio (queste parole hanno le capacità di irritarmi, perché ormai mi sembrano totalmente schiave di intenti promozionali e da marketing culturale di bassa lega).
Visto la predilezione di Barbero per le guerre come eventi cruciali della storia e la sua innegabile competenza (vedasi l’ottimo testo su Adrianopoli) mi aspetto un’opera di storia medievale di Firenze in cui Dante agisce un po’ da personaggio archetipico. Tra l’altro il libro parte proprio dalla battaglia di Campaldino.
Non credo che invece ci sia un lavoro di commento all’opera letteraria: anche se divulgatore maximo, televisivo e iper-popolare, mi pare che Barbero sappia mantenersi nel suo settore di competenza.
Personalmente prima leggerò altre opere dedicate alla biografia di Dante e alla storia del tempo, se mi avanza tempo ed interesse magari darò una possibilità anche a Barbero....anche se i libri scritti sulle onde commerciali mi contrariano un poco. Mi aspetto l’anno prossimo una iperproduzione (che dubito sarà di grandissima qualità)


message 26: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 3049 comments Mod
Mario_Bambea wrote: "Catoblepa wrote: "A me Barbero piace molto, presumo il libro abbia perlopiù un taglio storico/biografico, e la sua capacità divulgativa in quest'ambito è elevatissima.
Se però fosse un libro di com..."


Pensi, però, che potrebbe essere utile per chi abbia voglia di accostarsi nuovamente a Dante (come me) attraverso una panoramica più ampia, per poi decidere come avvicinarsi all'opera?


message 27: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments piperitapitta wrote: "Mario_Bambea wrote: "Catoblepa wrote: "A me Barbero piace molto, presumo il libro abbia perlopiù un taglio storico/biografico, e la sua capacità divulgativa in quest'ambito è elevatissima.
Se però ..."


Preciso che non l’ho letto ancora e mi baso sull’intervista data da Barbero su RadioTre: credo possa essere utile se sei interessata a Dante uomo medievale e alla storia di Firenze del tempo.
Non credo sia il miglior testo se vuoi saperne di più del Dante letterato e poeta.


message 28: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 3049 comments Mod
Mario_Bambea wrote: "piperitapitta wrote: "Mario_Bambea wrote: "Catoblepa wrote: "A me Barbero piace molto, presumo il libro abbia perlopiù un taglio storico/biografico, e la sua capacità divulgativa in quest'ambito è ..."

Grazie mille, per ora aggiungo in wishlist :-)


message 29: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1890 comments Proseguono i contributi all'anniversario dantesco, pure Cazzullo .... (e poteva forse mancare l'instant writer della qualunque?)


message 30: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments A parte il libro di Barbero (divulgatore simpatico ma non banalizzante, e specialista proprio di Storia Medievale), che non ho letto, mi viene in mente una biografia su Dante che è in realtà un classico, la Vita di Dante di Giorgio Petrocchi: oggi qualche suo particolare, com'è inevitabile, è messo in discussione dai dantisti, ma nel complesso si tratta ancora d'un testo di riferimento.


message 31: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Tittirossa wrote: "Proseguono i contributi all'anniversario dantesco, pure Cazzullo .... (e poteva forse mancare l'instant writer della qualunque?)"
Ecco, leggendo d'iniziative editoriali siffatte, mi viene in mente che gli editori dovrebbero invece ricorrere più spesso a quel caveat che si adoperava quand'ero giovane negli annunci, diciamo così, galanti: astenersi perditempo.


message 32: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1890 comments mi sono appena sovvenuta che un paio di anni fa ho comperato "Biondo era e bello" di Tobino (passione biografica, la mia ....) ma non l'ho ancora letto


message 33: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Tittirossa wrote: "mi sono appena sovvenuta che un paio di anni fa ho comperato "Biondo era e bello" di Tobino (passione biografica, la mia ....) ma non l'ho ancora letto"
Attilio Momigliano diceva che quel verso del Purgatorio era il più bel ritratto umano di tutto il poema dantesco.


message 34: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 3049 comments Mod
È morto Marco Santagata, ne do notizia anche qui visto che era considerato fra i massimi studiosi di Dante e Petrarca.


message 35: by minty (new)

minty (minty_2017) | 691 comments In questi giorni è morto anche Emilio Pasquini
( https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_... )
Autore (insieme a A.E. Quaglio) di un famoso commento alla Divina Commedia, che ho studiato al liceo, e mio professore di Letteratura Italiana all'università. "Colpa sua" se ho letto e studiato l'intero poema, ai tempi. Un altro dantista che ci lascia.


message 36: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1890 comments il Pasquini! io ho almeno 4 versioni complete della Commedia commentate da autori diversi (Momigliano, Pasquini, due autori "moderni" epoca attuale cioè libri di testo delle superiori della prole), una versione miniaturizzata di inizio '900 (affianca Un don Chisciotte miniaturizzato di 5x7cm), e pure un Doré (che mia sorella mi ha inopinatamente sottratto mentre ero distratta).
avevo anche una specie di infolio declamatorio (con accenti e metriche recitative, in Romagna andava da matti impararla a memoria e declamarla), ma l'ho maledettamente prestata per una mostra e uno se l'è presa in prestito per studiarla.


message 37: by minty (new)

minty (minty_2017) | 691 comments Tittirossa wrote: "io ho almeno 4 versioni complete della Commedia commentate da autori diversi"

Al liceo ci diedero l'alternativa: potevamo usare un'edizione già presente a casa oppure scegliere fra quella di Quaglio/Pasquini o la Bosco/Reggio. Così io usai come testo d'appoggio la vecchia edizione Sapegno di mio padre (che tuttora possiedo), integrandola con gli appunti presi in classe, che mixavano un po' fra le varie edizioni adottate (e a cui in quinta si aggiunse anche il commento al Paradiso di Bianca Garavelli).
Poi per l'università mi feci prestare un'edizione Pasquini da una ex compagna di classe. Che in quell'occasione mi scaricò a casa anche la terza cantica della Garavelli e il "bignami" dei CentopagineMilleLire Newton Compton. I volumi del Pasquini se li è poi ripresi, il rimanente m'è rimasto in dote... XD

Per il resto in casa è presente la mastodontica versione illustrata da Dorè, orgoglio di mio padre (che la recuperò in un remainders) :)


message 38: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Anch'io studiai al liceo sull'edizione del Sapegno. Di Santagata dovetti studiare invece per un esame all'università il saggio Dal sonetto al canzoniere, il cui stile non mi piacque affatto; ma ero abituato alla lingua di Contini, ch'è tutt'altro. Oltre ad esso, di Santagata conosco il commento al Canzoniere petrarchesco pubblicato negli Oscar Mondadori; ma l'esperienza di quel saggio mi allontanò sostanzialmente da lui, sicché non ho potuto conoscere né il Santagata dantista né il Santagata romanziere.


message 39: by minty (new)

minty (minty_2017) | 691 comments Asclepiade wrote: "ero abituato alla lingua di Contini, ch'è tutt'altro."

All'università ho dovuto studiare sulle sue mastodontiche antologie. Abituata com'ero ai commenti, critiche e parafrasi super-dettagliati del De Caprio-Giovanardi, ci ho messo mesi per venire a patti con l'apparato critico quasi inesistente del Contini. Ci battagliai parecchio, è uno stile che non mi fa impazzire...


message 40: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 99 comments Anch'io avevo i due mattoni continiani da portare all'esame; ma non mi riferivo tanto ad essi, quanto al Contini dei saggi su Dante o degli elzeviri, che è uno stilista prezioso e fiorito; il suo apparato critico al Petrarca, molto più scarno rispetto ad esempio proprio a quello di Santagata, non soddisfaceva invece neanche me, che gli preferivo quello vetusto di Carducci e Ferrari.


message 41: by Mario_Bambea (last edited Dec 07, 2020 04:51AM) (new)

Mario_Bambea | 1939 comments sto proseguendo nel mio approfondimento sulla Commedia con altri tre testi: il primo una conferma, il secondo una delusione, il terzo una rivelazione!

Doppio ritratto by Massimo Cacciari

Doppio ritratto di Massimo Cacciari

breve, ma interessante dissertazione di Cacciari più centrata su San Francesco che su Dante, a dire il vero. Lo spunto è il confronto tra la rappresentazione data del santo di Assisi da Dante e da Giotto, geni contemporanei ma (quasi) opposti per spirito, convinzioni e vicenda artistica.

Dante. Storia di un visionario by Guglielmo Gorni

Dante. Storia di un visionario di Guglielmo Gorni

opera disomogenea e frammentaria di un filologo importantissimo e molto competente. Peccato, però, che questo testo sembri messo insieme con materiali di diversa provenienza, con 60-70 pagine dedicate ad una accurata disanima della Vita Nuova, mentre le poche pagine dedicate alla Commedia sono compattate in una lunga e noiosa sinossi inutile per qualunque lettore.
E poi c'è un giudizio storico finale su Dante un pò drastico e (soprattutto) non dimostrato nel testo. un pover'uomo, sconfitto dagli eventi, che ha sbagliato ogni calcolo
Va bene non scadere nell'agiografia, ma qui si è un pò esagerato, credo....

Studi su Dante by Erich Auerbach

Studi su Dante di Erich Auerbach

meraviglioso e fondamentale per comprendere (per quanto possibile) la struttura del pensiero medievale - in particolare, illuminante il concetto di "figura" - il fatto che un evento o un personaggio storico divengono profezia e prefigurazione di un seguente evento divino. Così come l'Antico Testamento in epoca medievale divenne "figura" della venuta di Cristo che ne fu il suo adempimento (e poi la stessa venuta di Cristo fu concepita come figura dell'avvento escatologico del regno di Dio). Questo concetto permette di aprire gli spazi dell'interpretazione e comprendere il lavoro di Dante sugli eventi e personaggi storici del suo poema (Beatrice e Virgilio per primi).
Una lettura basilare e preziosa - richiede attenzione e impegno nelle parti più filosofiche, ma assolutamente consigliata!



Uno dei passaggi del testo di Auerbach mi ha fatto pensare ad una possibile eterogenesi dei fini dell'opera dantesca: l'autore afferma che nella storia della cultura europea dei tempi moderni c'è una costante [....] che è riconoscibile in Dante per primo: l'idea che la sorte individuale non possa essere trascurata, ma sia necessariamente tragica ed importante e che in essa riveli la connessione universale.
Quindi Dante stesso può essere considerato il primo artista-pensatore in cui l'individuo, la persona umana comincia il suo processo di affrancamento e indipendenza dai sistemi politico-religiosi quali impero e papato - abbastanza ironico per chi vagheggiava un ritorno ad un mondo con un unico impero cristiano romano dove ognuno sapesse stare al suo posto.


message 42: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 3049 comments Mod
Io ho iniziato a leggere Dante di Barbero, invece, e sono molto contenta dell'input che ho ricevuto da voi tutti che ne avete parlato. Grazie :-)


message 43: by minty (new)

minty (minty_2017) | 691 comments Uh, il martellamento sulla "figura" e su Auerbach che ci fecero al liceo! XD


message 44: by Cristina (new)

Cristina | 183 comments Io ho finito Dante di Barbero, la mia Divina Commedia commentata da Anna Maria Chiavacci è in libreria e aspetta solo che io passi in zona gialla per recuperarla (ma il sindaco in persona personalmente mi ha autorizzata ad andare in libreria, in un altro comune, anche se restiamo arancioni), e a gennaio inizierò il mio anno dantesco. Ho ordinato Studi su Dante, grazie Mario_Bambea (e il pover’uomo, sconfitto dagli eventi, mi va di traverso, mi terrò lontana da quello), insomma, sono carica. Il Dante di Barbero mi è piaciuto molto, soprattutto perché riesce a dare un’idea del tipo di ragionamenti sulla ricerca storica che si trova a dover fare che la intraprende come professione.


message 45: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments altri due saggi aggiunti al mio cammino intorno al Sommo:

Vita di Dante di Giorgio Petrocchi

complessivamente deludente: molto forbito (anche troppo, mi sembrava di leggere un tomo dei primi anni '20, non del 1984) ma altalenante tra una agiografia senza molte discussioni e un minuziosa filologia dei testi danteschi. Molto carente e superficiale la trattazione storica (si vede che per Petrocchi conta più il testo della vita)


Nove saggi danteschi di Jorge Luis Borges

affascinante e pregnante, come ogni testo del grande portegno - in poche pagine ci sono delle intuizioni e delle riflessioni originalissime che fanno venire voglia di rileggersi la Commedia di nuovo. Vi sono alcune ipotesi audaci che sicuramente non troverebbero il consenso dei dantisti "duri e puri" e qualche volo pindarico - ma quando Borges vola non si può non seguirlo...


message 46: by Moira (new)

Moira | 1 comments Buonasera a tutti e buon anno!
Comincio oggi la Divina Commedia, con l'intenzione di leggerla tranquillamente durante l'anno, e seguendo i vostri consigli ho preso la versione della Chiavacci Leonardi.
Chi altri si cimenta nell'impresa?
Buone letture a tutti!
moira


message 47: by minty (new)

minty (minty_2017) | 691 comments Mario_Bambea wrote: "Vita di Dante di Giorgio Petrocchi
(cut)
tra una agiografia senza molte discussioni e un minuziosa filologia dei testi danteschi."


Non mi stupisco. Petrocchi ha curato l'edizione critica della Commedia cui (almeno fino a 20 anni fa, non so dopo) faceva capo quasi tutta la dantistica specializzata. Quello filologico era sicuramente il suo approccio privilegiato. Non mi sarei aspettata diversamente.


message 48: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1939 comments visto che siamo ormai abbondantemente entrati nel 2021, qualcuno sarebbe interessato a celebrare l'anniversario del Sommo Poeta con una iniziativa anche qui?

Per esempio, si potrebbe replicare il "Commento Collettivo alla Commedia" che viene pubblicato ormai da oltre un anno su L'Indiscreto

https://www.indiscreto.org/primo-commento-collettivo-alla-commedia

in sostanza, ognuno si sceglie un canto (o due o tre, dipenderebbe dai partecipanti) e stende una sorta di commento personale - sarebbe un intervento del tutto libero, senza limiti, senza ansie da prestazioni esegetiche o elucubrazioni filosofiche. Se scorrete il sito dell'Indiscreto, vedrete che c'è veramente di tutto - anche persone che hanno postato un video, delle semplici immagini o raccontato i fatti propri.

Qualcuno interessato??


message 49: by Cristina (new)

Cristina | 183 comments Io ci sono. Sto leggendo la Commedia, due canti a settimana, l'edizione che proprio tu mi hai consigliato, commentata da Anna Maria Chiavacci Leonardi e sono completamente presa dall'entusiasmo!


message 50: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3642 comments Mod
Mi sembra estremamente complicato, ma si può provare.


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