pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

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Tornei e giochi > Torneo America Latina: Semifinale 1

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message 1: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Al via dunque le semifinali. Anche in questo caso, anzi, in questo caso ancor di più, siete caldamente invitati a commentare e a motivare il nostro voto, pur senza obblighi.

Gabriel García Márquez: Cent'anni di solitudine VS Jorge Luis Borges: L'Aleph

Termine votazioni: mercoledì 27 maggio, ore 14.00


message 2: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Se è vero che era abbastanza prevedibile che 'sti due arrivassero in semifinale, è altrettanto vero che a mio parere nessuno dei due è l'apice dell'autore (l'apice per entrambi è stato eliminato ai turni precedenti).
Ma ormai posso dire che comunque vada questo torneo sarà un successo, perché tutti e quattro i libri arrivati fin qui sono imprescindibili e meravigliosi, quindi va bene così.

Ciò detto, lo dicevo per Finzioni e lo ribadisco qui, per me Borges è il più grande degli scrittori latinoamericani e tra i quattro o cinque più grandi del Novecento mondiale. Basta scorrere l'indice de L'aleph e sfido a trovare anche un solo racconto che non sia di assoluta perfezione. Il mio voto non può non andare a lui.


message 3: by Emica89 (new)

Emica89 | 41 comments Anch'io voto per L'aleph, Marquez non è il genere di letteratura sudamericana che preferisco.


message 4: by Mario_Bambea (last edited May 25, 2020 03:38AM) (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Catoblepa wrote: "Se è vero che era abbastanza prevedibile che 'sti due arrivassero in semifinale, è altrettanto vero che a mio parere nessuno dei due è l'apice dell'autore (l'apice per entrambi è stato eliminato ai..."

Ti quoto parola per parola, aggiungendo che è davvero difficile (e forse inutile) decidere se è più perfetto Finzioni o l’Aleph - dato che la perfezione non ha gradi comparativi.

Per me, Borges è il massimo possibile di ciò che possiamo avere dalla letteratura: la creazione di dimensioni dell’esistenza nuove, immense, assolute. Nessuno in America Latina è mai riuscito a creare mondi così illimitati e affascinanti, e pochi altri nella storia della letteratura hanno tale statura....


message 5: by Alegna (new)

Alegna (alegna2) | 104 comments Scelta molto difficile.
Sono d'accordo: Borges è uno dei grandi e i suoi scritti rasentano la perfezione.
Ma il mio voto va a "Cent'anni di solitudine", perché emotivamente per me rappresenta tutto il piacere che ti può dare la lettura.


message 6: by Evi * (new)

Evi * | 430 comments Non garantisco la fonte, aneddoto che ho trovato in giro ma intravedo una sana e comprensibile stizza, prevengo  l'obiezione - Borges era troppo colto per il Nobel -

Cent’anni di solitudine”? Ne bastano cinquanta. Per anni Borges ha atteso, invano, il Nobel per la letteratura. Nel 1982 lo avvisarono che il Nobel era andato a Gabriel García Márquez. Borges era in questura a rinnovare il passaporto, i giornalisti si affollarono per chiedergli una dichiarazione. “Penso che García Márquez sia un grande scrittore. Cent’anni di solitudine è un ottimo romanzo, anche se penso che cinquant’anni siano sufficienti”, disse

Voto Cent'anni di solitudine di Márquez.


message 7: by lise.charmel (new)

lise.charmel (lisecharmel) | 1077 comments Ho incredibilmente letto entrambi.
Non ho niente da dire dell'Aleph, è sicuramente come dite una raccolta perfetta e che ho molto apprezzato.
Ma non sono abbastanza intelligente per questo tipo di letteratura, preferisco qualcosa che mi arrivi al cuore (ora qualcuno penserà che posso andare a leggere l'intera bibliografia di Liala, pazienza).
Cent'anni di solitudine per me è stato questo. E' stato scoperta e meraviglia, perché quando l'ho letto non sapevo che si potesse scrivere a quel modo lì. Non posso quindi non votarlo.


la veglia dell'aceto | 150 comments il piacere intellettuale che mi ha donato borges non me l'ha mai donato nessun altro, ergo l'aleph senza grandissimi dubbi.


message 9: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2661 comments Mod
Anche io voto Cent'anni di solitudine: probabilmente avete ragione voi che parlate di piacere intellettuale e di perfezione, ma non posso accontentarmi di quei soli cinque racconti letti a fronte di un'opera che ho amato, così come è stato con quella di Gabriel García Márquez (sposando anche le motivazioni di @Alegna).


message 10: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Fofi e Pauls discettano di Borges...

https://www.cronacheletterarie.com/20...

Comunque qua sembra che sia una lotta tra ragione e sentimento, tra cervello ed emotività, ma vi sbagliate...
Borges emoziona e scalda il cuore molto più di Marquez, solo sceglie vie meno scontate e semplici per farlo


message 11: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Evi * wrote: "Non garantisco la fonte, aneddoto che ho trovato in giro ma intravedo una sana e comprensibile stizza, prevengo  l'obiezione - Borges era troppo colto per il Nobel -

Cent’anni di solitudine”? Ne ..."


Aneddoto da verificare, ma comunque non è vero che Borges non tenesse al Nobel, anzi andò molto vicino a vincerlo...
Ma è probabile che ci fossero ragioni politiche ad impedirlo - ragione in più per diffidare di questo Premio come garanzia di qualità letteraria (con tutto il rispetto per Churchill)

http://www.rainews.it/dl/rainews/arti...


message 12: by Elalma (new)

Elalma | 153 comments Ho appena riletto Aleph, mentre di cent’anni di solitudine serbo solo il ricordo dei tempi passati. Ma ho dovuto rileggere (e apprezzare) Aleph per poter avere una pietra di paragone perché non lo ricordavo.
E l’ho letto poco dopo Sabato, Rulfo, Onetti e poco prima di Lezama Lima, una vera e felice abbuffata.
Borges è grandissimo, ma Aleph non è il romanzo più rappresentativo della letteratura latino americana, per me, per quanto perfetto. Dunque voto cent’anni di solitudine


message 13: by floricanto (new)

floricanto | 412 comments Ovviamente L’Aleph semplicemente perché è il mio ideale di letteratura, per lingua e contenuti.


message 14: by Marica (new)

Marica (wmarica) | 275 comments Cent'anni di solitudine, perché in genere preferisco una narrazione che mi conquisti mettendo a tacere il cervello per un po'.
Ho sempre usato i libri come via di fuga dal mondo, quindi lo splendore intellettuale, che ammiro, non è quello che mi serve.


message 15: by Cristina (new)

Cristina | 116 comments L'Aleph, perché ricordo perfettamente la prima volta che lessi Lo Zahir, era nel libro di antologia delle medie, e ricordo la sensazione chiara di non aver mai letto nulla del genere (e certo ero abbastanza piccola, però uno stupore così grande mi è rimasto nel cuore). Cent'anni di solitudine non è arrivato neppure vicino a quella sensazione.


message 16: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Marica wrote: "Cent'anni di solitudine, perché in genere preferisco una narrazione che mi conquisti mettendo a tacere il cervello per un po'. "

Non mi sembra un grande complimento per un libro.

In generale questa distinzione che molti stanno facendo tra un autore che sarebbe puramente di cuore e uno puramente di cervello mi pare sia alquanto banalizzante per entrambi.


message 17: by Campuz (new)

Campuz | 16 comments Per quanto io abbia preferito Finzioni, considero Borges uno scrittore geniale e in grado di scrivere pagine che ti lasciano senza respiro. Altro che ragione contro sentimento, leggere Borges la prima volta mi ha dato una quantità di emozioni che Marquez, semplicemente, non mi ha dato, con tutto il rispetto per Cent'anni di solitudine che è un grande romanzo e merita l'apprezzamento che riceve.


message 18: by Campuz (new)

Campuz | 16 comments Questo per dire che voto L'Aleph, ovviamente.


message 19: by Evi * (new)

Evi * | 430 comments Io non credo Marquez sia autore solo di cuore, Marquez usa sì artifici ha uno stile esagerato e barocco e descrive costumi, profumi usanze, colori locali,  ma questo non significa che non scriva anche   grandi verità sulla natura dell'uomo, le sue pagine  sotto una cortina di luce e colore hanno  un  intento dissacratorio contro il potere e i suoi giochi politici,  mi riferisco nella fattispecie a L' autunno del patriarca.


message 20: by LW (new)

LW | 90 comments Due grandi autori , due libri di elevata qualità , la mia preferenza va a Cent'anni di solitudine , l'ho amato troppo per non votarlo, anche contro un genio come Borges


message 21: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Comunque io credo che la stessa dicotomia “cuore-cervello” sia senza senso, figlia di un tardo-romanticismo anti-intellettuale del quale sarebbe ora ci liberassimo.

Si ama con il cervello e con la mente, ogni sentimento ed ogni emozione coinvolgono ogni parte razionale del nostro essere - processi percettivi e emotivi inconsci sono condizionati da pensieri, memorie e altri elementi mentali dispersi in noi. Poi, se si volesse essere neopositivisti, si potrebbe dire che le emozioni sono solo scariche di neurotrasmettitori ormonali, ma lasciamo stare...

E i grandi scrittori lavorano sul tutto unico che siamo noi, con metodi diversi ma sempre lavorando sulla nostra mente.

Scusate, ma questa retorica del genere “leggi con il cuore” mi è incomprensibile...


message 22: by Chiara187 (new)

Chiara187 | 349 comments Mario_Bambea wrote: "Comunque io credo che la stessa dicotomia “cuore-cervello” sia senza senso, figlia di un tardo-romanticismo anti-intellettuale del quale sarebbe ora ci liberassimo.

Si ama con il cervello e con la..."


Forse è meglio dire che ci sono libri che ci trasmettono forti emozioni ed altri che lasciano freddi?


message 23: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1564 comments Ero indecisa se astenermi perchè le mie (non tanto) granitiche certezze verso entrambi gli autori/opere/libro arrivato in finale sono state messe in dubbio dai diversi commenti rilasciati durante il torneo.

A Borges darò un'altra chance (troppa grazia, diranno i suoi estimatori, come se l'argentino avesse bisogno che io gliela dia :-) ) , non avverto lui come troppo intelligente o cerebrale, ma io come non abbastanza per gustarlo/comprenderlo appieno.
E' un mio limite, ma altri autori hanno saputo valicarlo senza lasciarmi quella lievissima quasi impercettibile sensazione di troppo costruito. Perchè alla fin fine è quello che non perdono agli autori (in generale): di farmi sentire il lavorìo del loro cervello, della costruzione, della volontà di affabulazione, mentre leggo.

Forse sono stata una lettrice giovane e inesperta (pur con l'elefantiaco corredo dell'ermeneutica di Raimondi), ma la stessa lettrice giovane e inesperta un anno prima si era innamorata di Marquez.
E vi pregherei di non insultarmi con la dicotomia cuore-cervello. Perché non ci casco. Sono innamorata in questo momento del Libro degli essere a malapena immaginabili, "innamorata di un libro" per quanto mi riguarda è un codice per definire uno stato intellettuale.

Quindi alla fine voto Marquez, perchè se questo è il Torneo America Latina per me esprime la letteratura latino-americana più di Borges (che esprime il suo proprio essere).


message 24: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Domani la scadenza potrebbe ritardare di un paio d'ore perché non sono sicuro di poter leggere i risultati alle 14.00. Farò sapere domani mattina.


message 25: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2661 comments Mod
"Scusate, ma questa retorica del genere “leggi con il cuore” mi è incomprensibile..."
"In generale questa distinzione che molti stanno facendo tra un autore che sarebbe puramente di cuore e uno puramente di cervello mi pare sia alquanto banalizzante per entrambi"
"E vi pregherei di non insultarmi con la dicotomia cuore-cervello."


Sono semplificazioni, un po' come le tante etichette che alcuni critici si divertono ad apporre agli autori o alle correnti letterarie: credo che possiamo fare lo sforzo di comprendere quello che intende dire chi la sostiene, o al più chiedere spiegazioni. :-)


message 26: by lise.charmel (new)

lise.charmel (lisecharmel) | 1077 comments sarà certamente come dite voi, però io Borges lo ammiro, mentre Marquez lo ammiro E lo amo.

e questa è una mia percezione personale, in fondo ognuno di noi vota portandosi dietro il suo vissuto personale, cosa che del resto fa più o meno consciamente anche quando legge.
ma per me Borges è un autore faticoso, che richiede un bagaglio pregresso, una cultura di base alta. io questa cultura di base non ce l'ho. immagino che a qualcuno di voi possa far piacere faticare durante la lettura, ognuno trae piacere a modo proprio. io sono una lettrice di tipo diverso.


message 27: by Gattalucy (new)

Gattalucy | 137 comments Mi sento lacerata a lasciare fuori uno di questi due autori. Se Marquez è stato il mio amore adolescente, Borges è stato quello adulto. Sono tipi di amore diverso, come accade sempre anche con i nostri rapporti più intimi e contrastati, anche perchè noi cambiamo nel tempo. Se devo pensare a un autore che meglio rappresenti l'America Latina la bilancia pende per l'uno, se invece penso a uno scrittore che rasenti la perfezione, allora il piatto scende di più per l'altro. Mi prendo ancora un po' di tempo per accettare l'idea che alla fine "mors tua vita mea".


message 28: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 495 comments Ci fosse stato Finzioni, avrei votato Finzioni.
L'Aleph è una raccolta di racconti perfetti, una lettura splendida. Ma non quanto Finzioni, in cui ogni singolo racconto mi ha regalato emozioni (sì, emozioni) e riflessioni e godimento intellettuale (che è anch'essa un'emozione). Invece, un paio di racconti de l'Aleph mi hanno lasciato freddo.

Per questo voto Cent'anni di solitudine, romanzo formidabile che ho letto una vita fa, ma di cui ricordo ancora personaggi e brani.


message 29: by Héctor (new)

Héctor Genta | 323 comments voto L'Aleph. Poco convinto perché ne ho un ricordo piuttosto lontano nel tempo. Mi era sembrato difficile, a tratti abbastanza oscuro e molto cerebrale. Però l'avevo ripreso, nel tempo ne ho riletto a distanza di anni qualche racconto, segno che è un libro che continua a chiamarmi.


message 30: by Emmapeel (new)

Emmapeel | 317 comments Ehm, a me hanno lasciato freddina entrambi i libri. Ne riconosco l'enorme valore letterario, l'importanza culturale e tutto quello che volete ma nessuno dei due entra nel mio personalissimo podio, né riesco a considerare uno più affine dell'altro. Per questi motivi mi astengo.


message 31: by flaminia (new)

flaminia | 249 comments fra i due, quello che mi porterei su un'isola deserta è cent'anni di solitudine, perché aureliano buendia, insieme al principe andrei bolkonskij, è il personaggio letterario che sposerei fra cinque minuti.
e comunque ci tengo a dire che se non ho letto l'intera bibliografia di liala poco ci manca.


message 32: by Chiara187 (new)

Chiara187 | 349 comments Sto leggendo L’Aleph per dare un voto a ragion veduta. Conferma la mia opinione che Borges non è uno scrittore che potrò mai amare, per riconoscendone i tanti pregi.
Voto Cent’anni di solitudine per le emozioni che mi ha dato.


message 33: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Catoblepa wrote: "Domani la scadenza potrebbe ritardare di un paio d'ore perché non sono sicuro di poter leggere i risultati alle 14.00. Farò sapere domani mattina."

Non è vero, riesco, quindi confermata chiusura alle 14.


message 34: by aconeyisland (new)

aconeyisland | 138 comments Voto Borges (più l’autore che il libro) perchè lo cerco e ci ritorno con una certa costanza mentre non sento l’esigenza di riavere M. tra le mie riletture.


message 35: by vecchiaphoebe (new)

vecchiaphoebe | 539 comments Cent'anni di solitudine

(L'Aleph è uno dei libri che più spesso ho "mollato" in libreria pensando vorrei leggerti ma non ora. arriverà il suo momento)


message 36: by Gattalucy (new)

Gattalucy | 137 comments Va bene, sono pronta: la perfezione non è di questo mondo, e quindi trovo che in Borges, la ricerca della perfezione sia sublime si, ma non umana. Preferisco le imperfezioni.
voto Marquez pertanto, perchè rappresentativo di questo subcontinente, perchè le sue prolessi mi hanno avvinghiato alle sue storie, perchè vi hanno avvicinato anche la massa, magari non colta, di lettori che ricordano per tutta la vita i Buendia pur confondendoli l'un con l'altro.
Ringrazio il torneo che mi ha schiuso ad altri autori di questo continente australe, ma Marquez, se non il migliore, resta nel fondo del mio animo di lettore.


message 37: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Abbiamo il primo finalista:

Gabriel García Márquez: Cent’anni di solitudine VS Jorge Luis Borges: L’aleph 12-9


message 38: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Catoblepa wrote: "Abbiamo il primo finalista:

Gabriel García Márquez: Cent’anni di solitudine VS Jorge Luis Borges: L’aleph 12-9"


Prepara quella piotta che avevi puntato su Gabo perdente: l’amore vince sempre!!


message 39: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
È ancora lunga.


message 40: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Catoblepa wrote: "È ancora lunga."

sei il solito cinico che sottovaluta la forza dei sentimenti....


message 41: by floricanto (new)

floricanto | 412 comments Anche io continuo a scommettere su Gabo. Ma non griderò allo scandalo. Trovo abbastanza "naturale" che vada a finire così.


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