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L'isola dei senza memoria
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Gruppo di lettura > Lettura maggio 2020: L'isola dei senza memoria - commenti e discussione

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Silvia (thebookwormfromtheforest) | 581 comments Mod
Eccoci lettori, pronti a commentare la lettura del mese!
Cosa ne pensate? Vi è piaciuta?

Personalmente ero molto attratta da questo romanzo, che fa parte di uno dei miei generi preferiti. Una volta iniziato, mi sono sentita travolta dalla storia, scritta in modo semplice ma molto coinvolgente. Penso si possa percepire la differenza nello stile di scrittura, in questo caso giapponese, in contrasto con quello occidentale. Mi è piaciuto anche il fatto che vi fossero dei capitoli dedicati ai libri scritti dalla protagonista, anche se devo ammettere che l'ultimo è stato quello che mi ha colpita di più. Il finale, poi, lascia al lettore il compito di ipotizzare ciò che succederà dopo e mi è piaciuto molto. Una lettura che consiglio caldamente!


Massimo | 23 comments Un libro particolare, ambientato in un tempo indefinito, in cui tutto è pervaso da un senso di tristezza e tormento interiore per un mondo che si sta disgregando senza possibilità di recupero.
(view spoiler) C'è un'atmosfera inquietante che ti accompagna mentre aspetti la perdita successiva, con il racconto si snoda con una lentezza quasi esasperante. Un libro che invoglia a pensare a quanto stiamo perdendo nel nostro mondo.


Lorena | 40 comments Non sono una grande amante del genere distopico in generale perché leggo il romanzo più con un senso di angoscia o di tristezza che con piacere. Ed è capitato anche stavolta. La trama è interessante e originale e anche se scorre lentamente e senza grandi colpi di scena non risulta mai noiosa. Ho trovato particolare anche la scelta di non mettere un nome, nemmeno della protagonista o del suo editore o del "nonno", non c'è collocazione temporale né spaziale sembra quasi l'impostazione di una fiaba "c'era una volta, tanto tempo fa, in un'isola lontana..." dove la parte dell'orco è la perdita dei ricordi, l'eroe un editore costretto a nascondersi e che tuttavia cerca di instillare nella principessa, la scrittrice protagonista, il desiderio di lottare, di continuare a ricordare. Una fiaba al contrario perché manca ovviamente il classico "e vissero felici e contenti", mentre vince la perdita e il grande dolore che questa comporta.


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