pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

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message 1: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2751 comments Mod
Qualche giorno fa ho visto il film Tramonto, opera seconda del regista ungherese László Nemes, premiato agli Oscar 2016 per il miglior film straniero Il figlio di Saul.
Avevo apprezzato molto l’opera prima, mi è piaciuta (leggermente inferiore, ma l’ho trovata ugualmente di ottimo livello, l’opera seconda.

Come spesso faccio dopo aver visto qualcosa di importante, sono andata a leggere in rete le recensioni dei due siti online che consulto più spesso, cioè cinematografo.it e quintan.it.
E qui, dall’antefatto, arriviamo al nocciolo della questione, cioè la critica (cinematografica, in questo caso, ma intesa ad ampio spettro, perché vorrei allargare il discorso anche a quella artistica e a quella letteraria), perché mi sono trovata di fronte a due recensioni opposte, passando dalle quattro stelline e mezzo (di my link textcinque di Valerio Sammarco al “4” (su dieci) di Elisa Battistini su Quinlan.

Quasi sempre, chi come me non è né un critico né un esperto del settore, trova conforto nel leggere parole che vanno a confermare le sue impressioni, e il più delle volte si indispettisce quando le vede crollare sotto ai colpi di un critico di mestiere, altre ancora trova la giusta mediazione da entrambe; ma qui, in questo caso specifico, secondo me siamo al paradosso, e l’articolo di Quinlan mi sembra più che mai pretestuoso: si criticano le scelte tecniche dell’autore senza mettere in conto la possibilità che possa trattarsi di cifra stilistica dello stesso, si considera l’uso del mezzo tecnico un virtuosismo senza concedere all’Estetica la sua ragione di essere a prescindere dal contenuto, etc.
Alcuni nomi, oltre Nemes, potrebbero essere Larraín, Greenaway e Reygadas?

Ma soprattutto, e questa è la mia seconda obiezione domanda (la prima è quella su virtuosismo ed estetica), che senso ha che a recensire un autore sia un critico che è dichiaratamente ostile (infastidito, alla sua poetica? Il critico non dovrebbe essere super partes, fermo restando che è legittimo poi avere dei gusti propri? Non è come scrivere una recensione di una mostra sugli Impressionisti e criticarne il mancato uso del disegno preparatorio con la matita?

Chiaramente parliamo di artisti veri (quale he sia l’ambito in cui si esprimono) e non di dilettanti, cialtroni o improvvisatori.


message 2: by Catoblepa (last edited Jan 14, 2020 03:32AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3236 comments Mod
La questione è interessante e parte da un film piuttosto emblematico (la critica si è davvero spaccata a metà per Tramonto, film che peraltro non ho ancora visto perché la distribuzione nelle sale è durata 4 miserabili giorni, nonostante il relativo successo della pellicola precedente di Nemes).

Comunque un critico super partes è un'astrazione auspicabile ma impossibile: come succede per un artista, anche un critico mette nel suo lavoro non solo i gusti (su cui d'altronde si può lavorare), ma anche esperienze e vissuto. Ci stanno quindi visioni anche lontanissime di critici di professione.

Su questo punto, "che senso ha che a recensire un autore sia un critico che è dichiaratamente ostile", mi trovi completamente d'accordo. Certo, si potrebbe anche dire il contrario; che senso ha far recensire a un critico un autore che adora? Non c'è il rischio che soprasseda sui difetti? Anche qui, trovare un equilibrio non è facile, ma tendo a preferire il critico che ha già apprezzato quell'autore (se è un vero critico saprà notarne i difetti) a quello la cui visione evidentemente cozza con quella dell'autore.


message 3: by piperitapitta (last edited Jan 14, 2020 04:33AM) (new)

piperitapitta (lapitta) | 2751 comments Mod
Catoblepa wrote: "Su questo punto, "che senso ha che a recensire un autore sia un critico che è dichiaratamente ostile", mi trovi completamente d'accordo. Certo, si potrebbe anche dire il contrario; che senso ha far recensire a un critico un autore che adora?"

Sì, chiaramente il problema sarebbe lo stesso, forse è proprio l'esagerzione che mi porta a criticare questo modo di recensire, il non tener conto che i gusti sono gusti e che a fronte di un lavoro artistico bisognerebbe cercare di minimizzarli, o di sottolinearli senza che questi possano diventare la leva per stroncare.


message 4: by Mario_Bambea (last edited Jan 14, 2020 06:43AM) (new)

Mario_Bambea | 1569 comments piperitapitta wrote: "il non tener conto che i gusti sono gusti e che a fronte di un lavoro artistico bisognerebbe cercare di minimizzarli, o di sottolinearli senza che questi possano diventare la leva per stroncare."

io credo che il lavoro del critico dovrebbe essere quello di dare strumenti di valutazione di un'opera artistica che vadano al di là dei gusti (per quanto possibile, perchè non esiste una critica oggettiva, per fortuna!) - in sostanza, a me non interessa se un critico stronca o adora un film relativamente a ciò che penso io, quanto che sappia argomentare la sua opinione usando criteri più complessi di un "mi piace - non mi piace".

Io cerco di stare lontano da critici "auto-didatti", youtuber, blogger cresciuti e tutta la massa di recensori improvvisati (ma molto pieni di sè) - ho avuto una pessima esperienza con il gestore di un sito molto frequentato al tempo che asseriva che Night M. Shymalan era un genio superiore a Kubrick. Ho scritto una mail irritata chiedendo di cancellare la mia iscrizione dal sito e lui si è preso la briga di rispondermi privatamente e personalmente accusandomi di essere un "adepto di un culto irrazionale"...

Io mi riferisco solamente a due siti che raccolgono i contributi di diversi critici:
spietati.it e cineforum.it (questo collegato alla famosa e fondamentale rivista Cineforum) - qui, nella mia esperienza, si trovano voci diverse ma sempre preparate, di rado superficiali e anche quando liquidano un film come scarso, vi dedicano parecchie battute facendone un'analisi seria.

vedi qui per esempio la pagina dedicata a "Tramonto" su Spietati
https://www.spietati.it/tramonto/

c'è una approfondita analisi di un critico che lo ha apprezzato e alla fine anche i voti di altre firme - a conferma di quanto dite si va dal 9 al 5. Purtroppo non molto spesso si trova più di una critica per un film, ma quando capita spesso sono voci dissonanti. Dobbiamo anche tenere conto che tantissimi (tutti?) i critici collaborano con varie riviste e siti (sospetto a titolo sempre gratuito) e quindi non possono recensire tutto e sempre.

qui la pagina di Cineforum con la recensione entusiasta di Roberto Manassero
http://www.cineforum.it/recensione/Tr...

dove trovi la sezione con tutti i voti con le firme
http://www.cineforum.it/voti/film/Tra...



Il mio consiglio è di associare ad ogni critica e ad ogni recensione un nome - trovo alquanto superficiale e ingannevole considerare "la critica" o "i critici" come un blocco unitario snob, elitario e cervellotico.
Leggete più recensioni possibili scritte da un critico, cercate di comprendere se la vostra idea di cinema combacia con la vostra e usate i suoi testi come occasione per cogliere aspetti del film che non avete considerato e per allargare la vostra conoscenza della settima arte.

Io ho alcuni nomi di riferimento, ma su singoli autori capita comunque che mi trovi in disaccordo - ma tutto questo mi serve immensamente per rendermi più cosciente dei miei gusti e per aiutarmi ad argomentare se e perchè un film "mi è piaciuto"...


message 5: by Marica (last edited Jan 14, 2020 06:40AM) (new)

Marica (wmarica) | 280 comments Mi chiedo se un critico che recensisce un libro alla settimana per una rivista può scegliere cosa recensire. In caso affermativo, io parlerei di un bel libro da valorizzare piuttosto che di uno da stroncare, anche se quest'ultima attività è più facile.
In ogni caso quando si svolge un'attività rivolta al grande pubblico bisognerebbe essere un po' professionali, sembra strano che il film di cui parlava Piperita fosse da 4/10, quindi una valutazione equilibrata sarebbe utile e doverosa


message 6: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2751 comments Mod
Mario_Bambea wrote: "io credo che il lavoro del critico dovrebbe essere quello di dare strumenti di valutazione di un'opera artistica che vadano al di là dei gusti"

Sì sì, mi sono spiegata male, mi riferivo proprio ai gusti dei critici!
Grazie per i link, questa sera guardo tutto con calma.


message 7: by Mario_Bambea (last edited Jan 14, 2020 06:57AM) (new)

Mario_Bambea | 1569 comments piperitapitta wrote: "Catoblepa wrote: "Su questo punto, "che senso ha che a recensire un autore sia un critico che è dichiaratamente ostile", mi trovi completamente d'accordo. Certo, si potrebbe anche dire il contrario..."

per fare un esempio un pò rozzo e approssimativo relativo alla due recensioni di Tramonto che citavi:

Valerio Sammarco è caporedattore della Rivista del Cinematografo, si è laureato in Storia del Cinema alla Sapienza ed è critico cinematografico da 12 anni

Elisa Battistini è laureata in Filosofia e fa la giornalista al Fatto Quotidiano (anche se il suo ultimo articolo lì e di 5 anni fa) e il suo interesse per il cinema è così da lei definito: Vado al cinema da quando ho quattro anni. Il primo film in sala è stato “Biancaneve”, che mi ha terrorizzato e da cui sono fuggita piangendo. Pochi giorni dopo però volevo tornare in quella grande stanza buia con le luci che uscivano da un telone bianco. I miei genitori mi ci hanno riportato e poi non ho più smesso.

anche senza leggere le recensioni credo avrei pochi dubbi su chi scegliere come voce più affidabile....

(ma ovviamente io sono uno snob, elitario e trovo il Fatto Quotidiano il peggior giornale italiano - a pari merito con La Verità, forse....)


message 8: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3236 comments Mod
Capisco e appoggio la tua decisione di non considerare Il giornale un giornale.

Comunque io faccio una media fra voi due (Mario B. e piperita) sui siti di riferimento: cineforum e cinematografo (di quest'ultimo sono anche abbonato al cartaceo, che poi in realtà mi faccio mandare in PDF quindi non è poi così cartaceo).


message 9: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1569 comments Catoblepa wrote: "Capisco e appoggio la tua decisione di non considerare Il giornale un giornale.."

Nonostante l'orribile vicenda storica del quotidiano che fa di Montanelli, odio di più (direi uno 0.1-0.2 su una scala 1-10) il Fatto Quotidiano rispetto a Giornale, Libero, Verità.... quelli sono fogli di agit-prop di destra ma almeno lo dichiarano onestamente - quegli altri lo sono egualmente ma fanno finta di essere "popolari de sinistra"...


message 10: by Ubik (last edited Jan 14, 2020 08:35AM) (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments Sono assolutamente d’accordo con l’ “adepto di un culto irrazionale”: occorre …associare ad ogni critica e ad ogni recensione un nome… è ingannevole considerare "la critica" o "i critici" come un blocco unitario.

Due piccoli esempi personali (chi mi conosce un po’ avrà capito che sono un “compulsivo statistico”, un po’ per natura un po’ perché dispongo di molto tempo libero).

1) Compro “Cineforum” da quando aveva un formato tipo Iperborea…, in prima battuta leggo solo gli articoli e le rubriche generali poi lo metto da parte; dopo aver visto un film (mai prima…!) riprendo il numero della rivista dove si trova la critica e me la leggo con attenzione. Ebbene ho classificato i critici ormai ultradecennali che vi operano. Con alcuni trovo perfetta consonanza, di altri condivido l’articolato parere ma trovo qualche dissenso, altri ancora (una minoranza per fortuna) mi sembra che scrivano in sanscrito (sarà un limite mio…)!

2) Seguo anche la rivista “Segnocinema” dove in ultima pagina c’è un ottimo specchietto con i voti ai film più recenti. Nel mio immancabile database dove ovviamente annoto i miei voti (ad oggi 2739!!), mi segno anche quelli dei critici. Con un programmino di calcolo che mi sono fatto, ho potuto ricavare che: con alcuni critici (fra cui il caporedattore, il ché mi rincuora…) ho una consonanza totale di giudizio (medesimo voto) di circa il 50% e una dissonanza forte inferiore al 10%. Con altri la dissonanza supera addirittura la consonanza, che vuol dire che dovrei seguirne il giudizio per comportarmi esattamente all’opposto!

Morale: seguite il critico non “la critica”
:-)


message 11: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2751 comments Mod
Sì, ma sono d'accordo con voi: ho citato i due siti (e i due critici) e parlato di "Critica" in generale per semplificare, ma soprattutto riguardo a Cinematografo posso dirvi che leggo sempre con attenzione sia Pontiggia che Sammarco, Pisacane e Arnone e meno volentieri altri, così come su Quinlan al momento ho identificato solo Pomponio e su MyMovies apprezzo Gandolfi.

Quanto a Elisa Battistini avevo trovato anche io quella breve presentazione e mi ero risposta che forse (speravo) si poteva trattare di una cosa datata e magari nel frattempo la cultura cinematografica era stata approfondita :-)


message 12: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3236 comments Mod
Ubik wrote: "Sono assolutamente d’accordo con l’ “adepto di un culto irrazionale”: occorre …associare ad ogni critica e ad ogni recensione un nome… è ingannevole considerare "la critica" o "i critici" come un b..."

No va beh, ma sei un artista della catalogazione.


message 13: by Marica (last edited Jan 14, 2020 02:33PM) (new)

Marica (wmarica) | 280 comments Ubik sei un grande, questa volta sei uscito più allo scoperto del
solito 🙂🙃🙂


message 14: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1569 comments Ubik wrote: "Nel mio immancabile database dove ovviamente annoto i miei voti (ad oggi 2739!!), mi segno anche quelli dei critici. Con un programmino di calcolo che mi sono fatto, ho potuto ricavare che: con alcuni critici (fra cui il caporedattore, il ché mi rincuora…) ho una consonanza totale di giudizio (medesimo voto) di circa il 50% e una dissonanza forte inferiore al 10%."

mamma mia, mi tolgo il cappello davanti a questo incredibile lavoro di analisi statistica....






message 15: by lise.charmel (new)

lise.charmel (lisecharmel) | 1123 comments solo a me è venuta un po' l'ansia? :)


message 16: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments lise.charmel wrote: "solo a me è venuta un po' l'ansia? :)"

e perché?
E' solo un gioco... preferisci che vada a guardare i buchi nelle strade con gli altri umarells?
:-DD


message 17: by lise.charmel (new)

lise.charmel (lisecharmel) | 1123 comments ahahah, ci mancherebbe, ognuno impiega il proprio tempo libero come preferisce :)
è solo che tutta questa precisione mi ha fatto sentire in difetto, io che i film non li vado neanche a vedere! :DD


message 18: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments lise.charmel wrote: "ahahah, ci mancherebbe, ognuno impiega il proprio tempo libero come preferisce :)
è solo che tutta questa precisione mi ha fatto sentire in difetto, io che i film non li vado neanche a vedere! :DD"


non sono solo un catalogatore, ho anche degli hobby più "creativi"...
adesso, per esempio, devo affrettarmi perché mi attendono le prove con la mia rock-band!
:-))


message 19: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3236 comments Mod
Come mi immagino Ubik in questo momento:




message 20: by floricanto (new)

floricanto | 436 comments Grande Ubik. Adesso però voglio sapere cosa suoni e vorrei che postassi una scaletta dei pezzi ;)


message 21: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1629 comments @ubik, io salterei direttamente il pezzo della catalogazione, per capire quali sono i punti di contatto tra le nostre preferenze e usarti come cartina di tornasole per scegliere i film da vedere :-)


message 22: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments Tittirossa wrote: "@ubik, io salterei direttamente il pezzo della catalogazione, per capire quali sono i punti di contatto tra le nostre preferenze e usarti come cartina di tornasole per scegliere i film da vedere :-)"

Non sono sicuro di avere capito, ma comunque "per scegliere i film da vedere" credo ci siano fra noi persone più titolate e con criteri di giudizio più solidi...
per di più io, per motivi che sarebbe lungo spiegare, finisco per vedere la maggior parte dei film con ritardi enormi e dalle fonti più disparate!
:-)


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