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Charles Darwin
This topic is about Charles Darwin
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Gruppi di Lettura > GdL Saggistica Novembre/Dicembre 2014: L'origine delle specie - Charles Darwin

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message 1: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Come richiesto apro un po' prima la discussione per il bimestre di saggistica novembre-dicembre 2014.
Dopo Bryson, Diamond e la storia dell'umanità sembra doveroso affrontare Darwin, ma vi giro intanto il dubbio di Eleonora: quale edizione leggere?

[...] alcuni lodano la prima edizione, perché priva di alcuni inserimenti fatti di Darwin su spinta dei colleghi, altri invece ne parlano come di un testo che presenta ancora degli errori che l'autore correggerà nelle successive edizioni. Non so se questi commenti siano attendibili e mi chiedevo se non si potesse iniziare a parlarne, magari qualcuno è in grado di consigliare un'edizione piuttosto che un'altra.


message 2: by Roberta (last edited Oct 27, 2014 12:49PM) (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Sarò banale, ma leggerò l'edizione trovata in biblioteca. La mia si rifà all'originale del 1859, con l'aggiunta a fine capitolo delle maggiori variazioni riscontrate nelle edizioni successive.
Ho anche un paio di edizioni in inglese, come ebook, ma non credo di essere così preparata da poterlo capire leggendolo in lingua.


message 3: by Moloch (new)

Moloch | 7095 comments Mod
Sono andata a controllare sulla mia, che è questa: L'origine delle specie (ci vuole la lente d'ingrandimento per leggerla!). Si basa sull'edizione del 1859, ma nel testo sono presenti dei richiami che, alla fine di ciascun capitolo, riportano le varianti presenti nella versione del 1872.

Io ci sono, intanto: sono "reduce" da due libroni corposi, magari prima mi leggo qualche romanzetto e poi inizio


message 4: by Kua (new)

Kua (kuaele) | 1877 comments La mia edizione si basa su quella del 1859, non sono citate ulteriori aggiunte. Visto che sono quasi 500 pagine (scritte in caratteri microscopici) vedrò di farmela bastare :)


message 5: by Gaia (new)

Gaia Io lessi 5 anni fa una versione basata sulla prima. Alla fine del libro c'è un capitolo di "Risposte alle critiche" in cui vengono riportati passi della sesta edizione (1872) che rispondono alle critiche più importanti.


message 6: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Gaia, la versione da te letta sembra interessante. Qualche info aggiuntiva? Così magari cerco...
Un piccolo ot: dopo l'iscrizione ad aprile solo in questi giorni sono tornata su GR, scoprendo che la lettura che parte a breve è proprio quella che stavo per iniziare in solitaria, ma in compagnia c'è più gusto ;-)


message 7: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Si comincia!

Per motivi di studio, conosco un po' il problema delle multiple edizioni. Darwin ne redasse ben sei (1859, 1860, 1861, 1866, 1869 e 18767), incrementando notevolmente il testo con le obiezioni dei colleghi e dei corrispondenti e con le proprie risposte. Anche il suo pensiero in merito all'evoluzione subì una discreta evoluzione e la sesta edizione è sensibilmente differente dalla prima (ad esempio in merito al peso dato alle tesi di Lamarck).

La sesta edizione potrebbe essere identificata con "l'ultima parola" di Darwin, se non si considerasse l'estrema prudenza che il nostro metteva in tutto quello che scriveva. Il mio suggerimento (per quello che conta) è che leggiate una copia dell'Origin che riporti la sesta edizione con in appendice le variazioni rispetto alla prima.

Sul portale Pikaia trovate le edizioni disponibili in italiano:
http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/...

Le due fra cui potreste scegliere sono l'edizione Bollati Boringhieri, condotta sulla sesta edizione e tradotta da Luciana Fratini, oppure l'edizione Newton Compton, sempre condotta sulla sesta edizione e tradotta da Pietro Omodeo. Io opto per la seconda.

Su GR sono recensite entrambe:

https://www.goodreads.com/book/show/2...

https://www.goodreads.com/book/show/2...

Per chi è interessato esiste anche un database online degli scritti di Darwin:
http://darwin-online.org.uk/
Qui trovate tutte le edizioni (inglesi e americane), ovviamente in lingua inglese!


message 8: by Roberta (last edited Oct 28, 2014 11:44PM) (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Pierre wrote: "Si comincia!

Per motivi di studio, conosco un po' il problema delle multiple edizioni. Darwin ne redasse ben sei (1859, 1860, 1861, 1866, 1869 e 18767), incrementando notevolmente il testo con le..."


Bene, anche la mia biblioteca ha l'edizione della Newton, tradotta da Omodeo. Se tu scegli quella io ti vengo dietro


message 9: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Grazie Pierre! Non riesco a quotare da app, ma ti ringrazio per le informazioni. Vado subito a cercare la seconda versione, anche se so averne una da qualche parte...
Il link che hai messo lo conosco, l'evoluzione umana e lo studio dell'uomo sono argomenti che mi han sempre affascinata.


message 10: by Gaia (new)

Gaia L'edizione che ho io è della BUR,a cura di Giuliano Pancaldi. L'ISBN è 9788817026468.
Avrei voluto aggiungerla ma non riuscivo a trovarla tra le 100 pagine di diverse edizioni disponibili una volta fatto "add book/author", scusate l'imbranataggine!


message 11: by Moloch (new)

Moloch | 7095 comments Mod
Nessun problema, ma ti svelo un trucco: per trovare immediatamente l'edizione che vuoi, ti conviene cercare l'isbn (se il libro ce l'ha) anche su add book/author, così come nella casella di ricerca in alto, piuttosto che il titolo, è molto più rapido.


message 12: by Pierre (last edited Oct 28, 2014 01:32PM) (new)

Pierre Menard | 2332 comments L'edizione critica curata da Pancaldi cui fa riferimento Gaia è la seguente:

https://www.goodreads.com/book/show/9...

http://www.bur.eu/libri/l-origine-del...

Dovrebbe essere la più recente (2009, 150 anni dopo la pubblicazione della prima edizione). Quella Boringhieri è del 1959, quella di Omodeo del 1974


message 13: by Gaia (new)

Gaia Grazie Moloch,non ci avevo pensato!

Effettivamente Pierre l'ho letto proprio perché ricorreva quell'anniversario,e avevo costruito tutta la tesina di maturità attorno a Darwin.

Non molto originale devo ammettere!


message 14: by Kua (last edited Oct 28, 2014 03:03PM) (new)

Kua (kuaele) | 1877 comments Pierre wrote: "Le due fra cui potreste scegliere sono l'edizione Bollati Boringhieri, condotta sulla sesta edizione e tradotta da Luciana Fratini, oppure l'edizione Newton Compton, sempre condotta sulla sesta edizione e tradotta da Pietro Omodeo. Io opto per la seconda...."

Evviva, è proprio quella che ho io. In effetti nell'indice (che non avevo guardato) sono riportate le variazioni della sesta edizione per ogni capitolo. Però credo che dovrò cercare una lente di ingrandimento per leggerlo.


message 15: by EleonoraF (new)

EleonoraF (eleonora1679) | 157 comments Pierre wrote: "Si comincia!

Per motivi di studio, conosco un po' il problema delle multiple edizioni. Darwin ne redasse ben sei (1859, 1860, 1861, 1866, 1869 e 18767), incrementando notevolmente il testo con le..."


Grazie Pierre, mi hai dato proprio i suggerimenti di cui avevo bisogno :)


message 16: by Terry (new)

Terry Calafato | 209 comments Io ho l'edizione Mammut, leggerò quella =)


message 17: by Fran (new)

Fran (franjsav) | 398 comments Anch'io leggeró la versione del minimammut.


message 18: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2988 comments Mod
Uhm, io avevo comprato l'edizione NC a 99 centesimi l'anno scorso, ma mi sa che è la pubblicazione o gli scritti da cui poi è nata l'Origine delle specie. C'è scritto "edizione integrale del 1844"...


message 19: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments @ Rowizyk:

L'edizione che hai è questa?
http://www.newtoncompton.com/libro/97...

Si tratta dell'Essay che Darwin scrisse nel 1844 e che conteneva una versione ridotta della sua teoria (circa 230 pagine manoscritte). Diciamo che la NC intitolandolo "L'origine delle specie" ha giocato un po' sporco...


message 20: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2988 comments Mod
Proprio lei! Eh, ma strano che la NC se la giochi così... Non succede mai.


message 21: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Rowizyx wrote: "Proprio lei! Eh, ma strano che la NC se la giochi così... Non succede mai."

Non capisco se il tuo commento fosse ironico, ma io provo un certo affetto per la NC: se si superano le traduzioni, a volte di scarsa qualità, hanno avuto il pregio di iniziare molti non-lettori (fosse solo per il prezzo, le copertine carine e la diffusione nei supermercati).


message 22: by Moloch (new)

Moloch | 7095 comments Mod
Sicuramente meriti ne ha (chi non ha in casa una delle mitiche edizioni "100 pagine 1000 lire"?), però anche secondo me ultimamente è un po' scaduta: si è buttata sul New Adult e i romanzi rosa spesso provenienti dal self publishing, e poi tutti quei titoli di "storia" un po' "alla Giacobbo" dai titoli e dalle copertine sensazionalistiche sono davvero poco eleganti...

E, come diceva Rowizyx, con questa edizione di Darwin secondo me hanno "fregato" più d'uno


message 23: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Ormai stiamo uscendo un po' dal topic, ma secondo me la NC ha grandi meriti per aver pubblicato testi classici con ottime introduzioni, come il "Voyage" di Darwin o anche l'opera omnia di Lovecraft. Ciò non toglie che come tutte le case editrici a volte ricorra a mezzi un po' discutibili... anni fa per esempio sono stato gabbato da un Adelphake del Manoscritto di Potocki che riportava solo una minima parte dell'opera (oltretutto senza la conclusione): fui poi lieto di trovare l'edizione integrale di Guanda, che divorai subito.


message 24: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2988 comments Mod
Ci sono diversi titoli delle collane super economiche che sono un po' strani. Anche il De brevitate vitae di Seneca pubblicato con un titolo che non c'entra nulla ("È facile vivere a lungo se sai come fare"... Che è?!)...

In più le politiche di prezzi sempre più bassi vanno a discapito di tutte le spese editoriali, abbassando le qualità delle edizioni: traduzioni scarse, rilegature che si distruggono se le guardi troppo intensamente, titoli discutibili e sempre più bassi in catalogo... L'autore di punta adesso è uno che si crede, sentito con le mie orecchie, meglio di Eco, quando ha uno stile imbarazzante e una povertà di contenuti tendente al ridicolo, specie considerando che si pontifica in pubblico con paragono al di fuori della sua portata.


message 25: by Manu (new)

Manu | 365 comments Anch'io ho trovato in casa l'edizione NC. Ricordo di averlo letto anni fa, ora lo rileggerò, non me la sento di affrontare l'originale di 500 pagine, visto che già "Il falò delle vanità" è un bel malloppo.


message 26: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Rowizyx wrote: "L'autore di punta adesso è uno che si crede, sentito con le mie orecchie, meglio di Eco..."

Il nome! Vogliamo il nome!


message 27: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Su ali di piccione (...) sono arrivata alle prime pagine del secondo capitolo.


message 28: by Francesca (new)

Francesca Mascari | 86 comments Mi unisco a questo gruppo di lettura. Ho già iniziato... :)


message 29: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Qualcuno ha già iniziato?


message 30: by Plch (new)

Plch | 129 comments io l'ho letto anni fa (essendo biologa e' praticamente un dovere morale leggerlo) ma lo rileggo molto volentieri (anche perche' gli ultimi capitoli li avevo un po' tirati via). Ho la prima edizione del 1859 nella ristampa anastatica della prima traduzione italiana del 1864, entrambe (edizione originale e ristampa datata 1982) pubblicate da Zanichelli. Finisco il libro che devo restituire domani in biblioteca e sono dei vostri!


message 31: by Moloch (new)

Moloch | 7095 comments Mod
Non mi sono dimenticata di questo GdL, però non ho ancora iniziato: probabilmente a dicembre.


message 32: by Terry (new)

Terry Calafato | 209 comments Moloch wrote: "Non mi sono dimenticata di questo GdL, però non ho ancora iniziato: probabilmente a dicembre."

idem ._.


message 33: by Je (new)

Je | 443 comments Io inizio oggi


message 34: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Purtroppo non riesco a leggerlo in tempo, sono impegnata in un challenge di gruppo fino al 15


message 35: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6233 comments Mod
Visto che siamo in argomento
http://www.focus.it/scienza/scienze/d...

I manoscritti originali di Darwin disponibili online
Sono passati 155 anni dalla pubblicazione de L'origine delle specie: per celebrare questo anniversario, un museo americano ha reso pubblici 16 mila manoscritti scritti dal naturalista inglese. Con appunti, riflessioni e... i disegni dei figli.


message 36: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Siamo a metà circa e vedo che la discussione non è ancora decollata. Certamente la nostra scelta è piuttosto impegnativa (anche come lunghezza del volume in questione), ma vorrei provare a stimolare un po' la lettura e i commenti, facendo qualche considerazione sui singoli capitoli, man mano che li leggo (per quanto conosca il lavoro di Darwin, è la prima volta che leggo il suo libro più importante per intero).

Chiedo aiuto anche a Plch che ha sicuramente più conoscenze del sottoscritto in materia. Cerchiamo di movimentare un po' la discussione!


message 37: by Pierre (last edited Dec 03, 2014 12:51AM) (new)

Pierre Menard | 2332 comments Per cominciare, a margine del sito indicato da Roberta, vi segnalo altri due siti interessanti:

http://darwin-online.org.uk/
Si tratta del più grande database degli scritti di Darwin, in lingua inglese. Sono presenti tutte e sei le edizioni dell'Origine, tutte le opere pubblicate, gli articoli, le lettere etc.
[Nota aggiunta il 3 dicembre: mi sa che comincio a perdere colpi... avevo segnalato il sito di Darwin esattamente un mese prima...;)]

http://wallace-online.org/
Sito analogo per Alfred Russel Wallace, che ha rischiato di essere lui il padre dell'evoluzionismo... La sua biografia ha vari punti di contatto con quella del nostro Charles, e fu proprio a causa di Wallace che Darwin si decise finalmente al grande passo di pubblicare il materiale che aveva accumulato per anni.

Dato che ho già letto il libro in programma per il GdL dicembrino (Il vagabondo delle stelle di London, davvero molto suggestivo), ho spazio per leggere il seguente saggio di Telmo Pievani, che consiglio a chi vorrà approfondire il tema della complessa gestazione dell'Origine (non è di livello base però, richiede un po' di conoscenze di filosofia della scienza):

Anatomia di una rivoluzione. La logica della scoperta scientifica di Darwin

Il libro di Pievani si basa sull'edizione Bollati Boringhieri del 1967 (tradotta da Luciana Fratini) e corrispondente alla sesta ed ultima edizione dell'Origine (1872).

C'è anche un bel libro del prof. Giulio Barsanti dedicato alla storia dell'evoluzionismo, che mette in luce tutti i passaggi che hanno portato alla formulazione delle teorie evoluzionistiche moderne:

Una lunga pazienza cieca: Storia dell'evoluzionismo


message 38: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments E veniamo al Libro! Salto l'introduzione di Pietro Omodeo (sintetica, ma completa), perché non tutti leggono l'edizione NC.

Dalla terza edizione, all'introduzione vera e propria Darwin ha premesso un "Disegno (o compendio) storico" per segnalare al lettore coloro che, a suo giudizio, potevano aver in qualche modo anticipato le sue teorie, cercando di dare il giusto riconoscimento a chi aveva intuito qualcosa, ma sottolineando comunque il carattere originale del proprio lavoro.

Il primo ad essere citato diffusamente è ovviamente Lamarck, che credo condivida con Darwin l'onore di essere "spiegato" anche nelle scuole (medie e superiori). Per Darwin Lamarck è il primo ad aver sostenuto che le specie evolvono trasformandosi le une nelle altre e che i mutamenti subiti dagli esseri viventi dipendono da leggi di natura e non "da un intervento miracoloso" (p. 34). La chiave della teoria di Lamarck sta nel rapporto fra l'effetto dell'ambiente sugli organismi (uso e abuso di organi) e l'ereditarietà dei caratteri acquisiti.

Semplificando in maniera veramente forte, le giraffe odierne hanno un lungo collo perché le giraffe ancestrali che allungavano il collo per brucare i rami più alti hanno potenziato muscoli e ossa del loro collo trasmettendo questi caratteri acquisiti ai loro discendenti.

Qui potete vedere un'immagine di giraffe lamarckiane al pascolo:

http://www.tparents.org/library/unifi...


message 39: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Una cosa importante da osservare è la distinzione fra mutamenti nelle specie e mutamenti nelle varietà. In effetti, il lavoro degli allevatori e dei selezionatori di varietà (o razze) di cani, gatti, cavalli e altri animali era ben noto a tutti i naturalisti, anche ai fissisti più conservatori: questi ritenevano che per quanto fosse possibile modificare le varietà, non era tuttavia possibile far lo stesso con le specie. Nessuna specie era derivata da un'altra specie precedente.

Altri studiosi fissisti erano più moderati: alcuni sostenevano che le specie create da Dio fossero inizialmente soggette a variazioni, ma che poi, trascorso un certo tempo fossero divenute immutabili. Altri ancora invocavano molteplici atti creativi, che introducevano nuove specie e ne eliminavano altre (una posizione che Darwin non esita ad attaccare con forza).

Fra gli altri studiosi citati da Darwin come suoi precursori vanno ricordati almeno il francese Étienne Geoffroy Saint-Hilaire (1772-1844), che sostenne le idee lamarckiane, sir Richard Owen (1804-92), grande esperto di fossili, seguace dell'evoluzionismo, ma polemico con la versione di Darwin, e infine Thomas Henry Huxley (1825-95), uno dei più strenui sostenitori del darwinismo, tanto da essere definito "il mastino di Darwin" (Darwin's bulldog).

Una curiosità: tutta la famiglia Huxley è un po' famosa, ma lo sono soprattutto i due nipoti di Thomas (figli del figlio Leonard): Julian Huxley, uno degli artefici della cosiddetta sintesi moderna dell'evoluzionismo, e Aldous Huxley, su cui non penso ci sia bisogno di dire niente.


message 40: by Moloch (new)

Moloch | 7095 comments Mod
Inizio la lettura stasera. Onestamente, come dicevo, non so stavolta quanto potrò partecipare "attivamente" alla discussione, forse mi limiterò a guardare i vostri approfondimenti, come quelli che ha scritto Pierre (grazie). Intanto comunque già questo gruppo di lettura mi ha dato il la per iniziare un libro che, anche per "senso del dovere", avevo voglia di leggere ma chissà quando avrei iniziato.


message 41: by Elanna (new)

Elanna | 51 comments E per la prima volta riesco a partecipare a un GdL!
Grazie per le delucidazioni rispetto alle edizioni, credo che leggerò la sesta edizione online in inglese... Non mi fido molto della biblioteca comunale di Galway...
E grazie anche per i primi commenti, costituicono già una "guida alla lettura", dopo tanti anni che non prendo in mano un libro su questi argomenti!


message 42: by Elanna (new)

Elanna | 51 comments Dimenticavo: ecco la versione in inglese in vari formati, tutti molto leggeri rispetto al file .pdf del sito dedicato a Darwin.

http://www.gutenberg.org/ebooks/2009

Io ho scaricato comunque anche la scansione in pdf, perché è bellissima :D


message 43: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments Sto affrontando, già da qualche pagina, il capitolo settimo, quello sull'istinto.
Nei precedenti, Darwin ha portato, con dovizia di particolari e giustificata pignoleria, numerosi esempi atti a spiegare la sua rivoluzionaria teoria alla quale, ad un certo punto, e con un pizzico di emozione in chi legge tali passi per la prima volta, porta il nome di selezione naturale. Partendo dal primordiale fattore che vede tutte le specie coinvolte in una eterna lotta per la sopravvivenza, Darwin spiega come in natura tutti gli esseri abbiano mezzi e possibilità di partecipare a tale lotta e coloro i quali sapranno meglio sfruttare a proprio vantaggio alcune distinte particolarità, o variazioni,  potranno non solo primeggiare, ma potranno altresì sviluppare tali variazioni che verranno ereditate dalle generazioni future le quale saranno, a loro volta, sempre più avvantaggiate nella sopracitata lotta e nel dominio dei territori all'interno dei quali vivono e prosperano. Questo processo sarà molto lungo e molto lento, e tenderà a conservare le variazioni che si riveleranno più utili e benefiche, ed al contempo ad eliminare quelle malevoli ed inutili le quali potranno anche essere causa della sparizione di quelle specie incapaci di variazioni utili.

Ora sono molto curiosa di leggere le prossime pagine!


message 44: by Moloch (new)

Moloch | 7095 comments Mod
Emnh, io sono al primo capitolo, pagina 20, e detto molto francamente non ci sto capendo nulla. Aggiungo che il mio libro è scritto in caratteri minuscoli e leggerlo è uno strazio. Non vorrei arrendermi tanto presto, ma se va avanti sempre così sono molto tentata di abbandonare.


message 45: by Lu (new)

Lu (thecausticmisanthrope) | 1420 comments @Moloch in effetti non è di facile digestione e ci sono alcuni passaggi che richiedono un paio di letture extra


message 46: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Nelle pochissime pagine dell'introduzione Darwin sintetizza il percorso quasi ventennale che lo ha portato alla pubblicazione dell'Origin e i punti principali della teoria, nonché le fonti di ispirazione del suo lavoro. Si nota l'estrema prudenza di Darwin, che ripete ossessivamente che il suo è un lavoro imperfetto, che lui esporrà solo poche conclusioni generali, suffragate da pochi fatti, che c'è la possibilità che la sua interpretazione dei fatti non sia la sola possibile e infine che molte cose sono ancora oscure e tali resteranno ancora per molto tempo.

I punti principali della teoria, come esposti qui, sono i seguenti:

1) le singole specie non sono state create separatamente così come sono oggi, ma (come le varietà canine) evolvono e discendono da altre specie;

2) a riprova della realtà dell'evoluzione e per studiare "modalità dei mutamenti e degli adattamenti" si possono analizzare i risultati di allevatori e coltivatori;

3) le condizioni esterne, ambientali (indicate da altri naturalisti come Lamarck, Buffon etc.) da sole non bastano a spiegare l'evoluzione delle specie;

4) il meccanismo della selezione naturale è il fondamento principale dell'evoluzione: esso permette di accumulare variazioni di piccola entità, fino a generare nuove specie;

5) la selezione avviene a seguito della lotta per l'esistenza, concetto che Darwin deriva da Malthus: dato che le risorse crescono in progressione aritmetica, mentre la popolazione cresce in progressione geometrica, le risorse non bastano e allora si innesca una competizione. Solo coloro che, in virtù delle piccole variazioni delle caratteristiche biologiche rispetto alla media, riescono ad acquisire un vantaggio evolutivo, possono prevalere nella lotta per l'esistenza, riuscendo a sopravvivere e a riprodursi, e quindi trasmettendo alla discendenza queste variazioni;

6) a lungo andare (e i tempi lunghi sono un fattore decisivo per Darwin), la selezione naturale provoca l'estinzione delle specie meno adatte e la divergenza dei caratteri (altro elemento importante della teoria), ossia l'allontanamento dal modello iniziale.

Prima ancora che qualcuno possa avanzare le sue riserve, Darwin fornisce subito le prime obiezioni alla sua teoria, con un atto di grande onestà intellettuale: in particolare il problema dell'acquisizione della complessità (com'è possibile che in virtù della selezione si passi da organismi semplici a organismi complessi) e il problema dell'incompletezza dei dati geologici, che tanto fecero penare sia Darwin che i suoi seguaci.

Vale la pena di citare per esteso le ultime righe dell'introduzione:

Sono profondamente convinto che le specie non sono immutabili, ma che le specie, che fanno parte di un cosiddetto genere, discendono da qualche altra specie, per lo più estinta, così come le varietà di una specie discendono da quest’ultima. Inoltre sono convinto che la selezione naturale è stata la causa principale, ma non l’unica, delle modificazioni.


message 47: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Veniamo al primo capitolo, dedicato alla "variazione allo stato domestico". Darwin è stato fra i primi a identificare nelle pratiche degli allevatori di specie animali e vegetali una delle prove dell'evoluzione delle specie. In effetti, egli osserva un fatto molto importante: gli individui appartenenti ad una specie allevata dall'uomo (es. il cane) "differiscono fra di loro molto più" di quanto differiscono fra loro gli individui appartenenti ad una specie selvatica. In altre parole, la selezione artificiale, per opera dell'uomo, produrrebbe un'evoluzione più rapida rispetto alla selezione naturale. Ciò che conta è che la selezione di determinati caratteri (il colore, il pelo, la muscolatura etc.) in tempi più o meno lunghi è capace di generare modifiche rilevanti a quello che oggi si definisce fenotipo, facendo divergere i caratteri su cui si è basata la selezione.

Lo stesso Darwin si dedicò a studiare il problema della selezione dei colombi domestici, e ne concluse che se si mostrassero ad un ornitologo un certo numero di piccioni, ottenuti da differenti linee di selezione (a partire quindi dalla stessa specie iniziale), dicendogli che si tratta di uccelli selvatici, l'ornitologo li classificherebbe come specie ben distinte (p. 55), proprio in virtù di tale divergenza dei caratteri.

Darwin afferma più volte che gli organismi animali sono "plastici", nel senso che sono più o meno facilmente modificabili. Egli ritiene che la variabilità non è connessa all'atto del concepimento (come si pensava all'epoca), bensì riguarda ovuli e pollini, sottoposti appunto a selezione. Anche l'abitudine è un elemento importante. Tuttavia Darwin non è in grado di identificare la sorgente biologica della variabilità e infatti non nasconde che ci sono alcuni elementi, come la correlazione dello sviluppo (ossia l'influenza che certi caratteri hanno reciprocamente), che rimangono inspiegabili. Dice chiaramente: "le leggi che governano l'eredità sono del tutto sconosciute" (p. 49). Si pensi che negli anni fra il 1856 e il 1863 Gregor Mendel stava eseguendo i suoi esperimenti di ibridazione sulle piante di piselli, i cui risultati avrebbe pubblicato nel 1865: essi rimasero del tutto sconosciuti al nostro Charles e alla quasi totalità della comunità scientifica, e furono riscoperti solo nell'anno 1900. Ma Darwin era già morto da 18 anni...


message 48: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments Moloch wrote: "Emnh, io sono al primo capitolo, pagina 20, e detto molto francamente non ci sto capendo nulla. Aggiungo che il mio libro è scritto in caratteri minuscoli e leggerlo è uno strazio. Non vorrei arren..."

Non so se sono in grado di aiutarti, ma ci vorrei provare, perché penso che sia importante far conoscere il pensiero di Darwin... attendo domande! ;)


message 49: by Je (new)

Je | 443 comments Pierre wrote: "Nelle pochissime pagine dell'introduzione Darwin sintetizza il percorso quasi ventennale che lo ha portato alla pubblicazione dell'Origin e i punti principali della teoria, nonché le fonti di ispir..."

Grazie, esaustivo e chiaro. Anche io ero molto demoralizzata, non so se è chiedere troppo ma se ogni tot avessi voglia di mettere qualche spiegazione sarebbe perfetto.


message 50: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2332 comments @ MayB. e Je: grazie a voi per aver letto i miei post. Spero di aver successo nel mio ruolo di "facilitatore". In ogni caso, se avete qualche domanda specifica, non esitate.

E' chiaro che stiamo leggendo un testo scientifico (e qui è la prima difficoltà) di più di 150 anni fa (seconda difficoltà), e come abbiamo più volte notato, scritto quando si ignoravano cose che oggi sono relativamente familiari, come il ruolo del codice genetico, per dirne una (terza difficoltà).

Ci sarebbe anche da aggiungere una quarta difficoltà, come sto scoprendo nella lettura del bellissimo saggio Nati per credere di Pievani, Girotto e Vallortigara, rispettivamente un filosofo della scienza, uno psicologo cognitivo, un neuroscienziato. L'evoluzionismo darwiniano è una teoria che suscita perplessità e difficoltà di comprensione perché il nostro cervello preferisce, in determinati ambiti conoscitivi, spiegazioni basate sul finalismo. In altre parole l'evoluzionismo darwiniano, anche nella sua versione più elementare, incontra tante difficoltà ad essere compreso perché il nostro cervello tende a fidarsi di più del dottor Pangloss, che asseriva che il naso compare sul volto umano per poterci appoggiare gli occhiali... ;)


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