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La Sfida dei desideri > GDL: I racconti di Mamma Oca di C. Perrault

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message 2: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 2800 comments Eccomi qua. Io ho già letto qualche racconto e lascio i miei commenti... in attesa di altri lettori!

Barbablù. Mai letta da bambina, e meno male! La morale della fiaba pare sia che l'eccessiva curiosità porti solo guai. Non mi sarebbe piaciuta (infatti non mi piace nemmeno adesso!).
La bella addormentata nel bosco. Io ho letto la versione di oltre cent'anni dopo dei fratelli Grimm (dal titolo Rosaspina) che ricordo fermarsi al risveglio della principessa. In questa versione il principe NON bacia la principessa, le si avvicina e lei si risveglia, mentre la storia prosegue con uno sviluppo tale da sembrare una fiaba completamente diversa e decisamente poco romantica.
Cenerentola. Anche di questa fiaba io conosco la versione dei fratelli Grimm, ma ne esiste una versione precedente di Giambattista Basile (La gatta Cenerentola).E' una delle fiabe più antiche e sicuramente con tante varianti, sia nel mondo occidentale che in quello orientale (i minuscoli piedi cinesi, simbolo di perfezione). Anche in questo caso, Perrault adatta la fiaba alla corte del Re Sole ed è molto più dolce e meno cruda rispetto alle due versioni che ho citato. E la carrozza era un cetriolo!


message 3: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 2800 comments Puccettino. Forse la conosciamo meglio con il titolo “Pollicino”. Una fiaba che è il condensato delle peggiori paure che un bambino possa provare: la fame, l'abbandono, il buio, l'orco, la paura di morire... Ma è anche la storia del riscatto del più debole che, a dispetto delle dimensioni, porta in salvo con intelligenza e furbizia tutti i fratelli maggiori.


message 4: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 2800 comments Pelle d'asino. Mai conosciuta questa fiaba! Anche questa proviene dalle tradizioni popolari e anche questa fu trascritta da Basile, prima che da Perrault (l'orsa). Favola piena di buoni sentimenti con un grande “problema”: il re si vuole sposare la figlia! Allora ecco che lei scappa travestita con una pelle d'asino; troverà un principe che la amerà per sempre.


message 5: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 2800 comments Le fate. Brevissima fiaba dove due sorelle, una buona e l'altra screanzata e maleducata, si ritrovano a di fronte a una fata che ne premia una per la sua bontà e punisce l'altra per la sua scortesia. Ovviamente la buona troverà un principe che si innamorerà follemente di lei.
Cappuccetto rosso. E anche di questa fiaba io conoscevo la versione dei fratelli Grimm. Qui è decisamente più breve e, ahimè, senza lieto fine.
Il gatto con gli stivali. Simpaticissima fiaba dove il gatto, ereditato dal terzo figlio di un povero mugnaio riesce con furbizia e stratagemmi vari a far diventare ricchissimo il suo padrone e, ovviamente, a fargli sposare la figlia del Re!
Enrichetto dal ciuffo. Due regni confinanti, in uno nasce Enrichetto dal ciuffo, brutto brutto brutto, ma al quale una fata concede di rendere intelligentissima la persona che amerà di più al mondo. Nel regno confinante nacquero due bambine: la prima bellissima ma assolutamente priva di intelligenza e la solita fata (che simpatica!) le concede il dono di rendere bellissima la persona che amerà di più; la seconda bambina era bruttissima ma la sempre più simpatica fata le concede di avere così tanta intelligenza e arguzia che nessuno si accorgerà mai della sua bruttezza. La bellissima principessa ovviamente si accorge di essere poco intelligente e si dispiace perché la sorellina, benché brutta, riusciva a monopolizzare le conversazioni a qualunque ricevimento e lei, invece, bellissima si ritrovava sempre da sola. Piange solitaria nel bosco e incontra Enrichetto che ovviamente si innamora di lei a prima vista e le propone di sposarlo alla fine dell'anno e in cambio lui le darà l'intelligenza grazie al dono della sua fata. La principessa accetta senza capire bene cosa sarebbe successo di lì ad un anno. Effettivamente da quel momento in poi la bella principessa diventata molto intelligente passa un anno meraviglioso e sul finire del tempo previsto, incontra nuovamente Enrichetto che dopo aver sentito che lei stava pensando di non mantenere la promessa, le fa notare che anche lei sicuramente ha il dono di renderlo bellissimo e così avvenne... La domanda dunque è questa: fu il dono delle fate a rendere bellissimo Enrichetto oppure fu l'amore della principessa che le ha foderato gli occhi di prosciutto e non ha mai più visto le sue deformità?
Bene, non sono più una bambina ma tornare al mondo delle fiabe mi ha fatto bene. Riparto per il mondo crudele con la certezza di poter sconfiggere i draghi (ma non mi vesto da cappuccetto rosso, perché quella se l'è mangiata il lupo!).
p.s. Nessuno ha un principe da presentarmi? Astenersi nobili senza denaro, per favore!


message 6: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 2800 comments Finito! Attendo che chi voleva unirsi si unisca al gdl!


message 7: by Anastasia (new)

Anastasia (universe_beats) | 528 comments Ci sono, eh! Inizio domani e man mano commento recuperando quello che hai detto. :)


message 8: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 2800 comments ahahah Tranquilla, immagino che l'allerta spoiler non servisse: conoscevi già le fiabe?


message 9: by Anastasia (new)

Anastasia (universe_beats) | 528 comments Sì, quasi tutte! A parte forse Le fate, Pelle d'asino e Enrichetto dal ciuffo. Sapevo che nella storia letteraria della fiaba Perrault fosse quello un po' più edulcorato e pedagogico, e infatti mi ricorda un po' le favole di Esopo (con tanto di morale esplicita alla fine, o doppie morali; quando è "altra morale" pare quasi sempre parlare perlopiù alla vita mondana della sua contemporaneità). Tra l'altro non so se nella tua edizione c'è, ma nella mia Einaudi c'è una prefazione di Calvino. Non l'ho segnata qui su Goodreads perché il libro nella sua interezza è un volume che contiene anche "Le fate alla moda" di Madame d'Aulnoy (di ben duecento pagine di contro a quella settantina della prima parte solo su Perrault..), e non le leggerei prima di riportare il libro in biblioteca. Ho messo l'edizione che s'avvicina di più per pagine e via. :-D

Be', in questa prefazione si dice che a quanto pare, secondo alcune fonti, Perrault lavorò a queste fiabe insieme al figlio come esperimento pedagogico, ance se poi il figlio morì e quindi si curo della pubblicazione da solo.
Inoltre pare che il debito per alcune di queste fiabe - Barbablù, Le Fate, Pelle d'Asino, Cenerentola come hai detto tu, la Bella addormentata, Pollicino, ...in pratica quasi tutte, facevo prima a dire quelle che non c'entrano! - sia proprio a Basile, dove si trovano varianti molto simili. Non si sa se davvero il francese Perrault avesse potuto leggere il napoletano Basile, ma può essere che avesse letto una traduzione francese di Piacevoli notti di Francesco Straparola, che contiene pure analogie. Alla fine Calvino però dice che è più importante l'influenza dei racconti popolari trasmessi oralmente, da cui Perrault certamente ha pescato perché non andassero perdute, pur rimaneggiando, possiamo immaginare.

Passando alle singole fiabe che ho letto finora (mi manca poco meno della metà):

Cappuccetto rosso: brevissima, è vero! Mi manca però il confronto con quella dei Grimm. Tra l'"infilati nel mio letto" del lupo e da tutti i lavori fatti sulle fiabe non posso che pensare alla tradizione psicanalitica.. :-D (https://www.ilsigarodifreud.com/il-ve...-) Però è interessante che Perrault qui sia stato meno buono che in altre fiabe, come quella di Barbablù o Le fate o Cenerentola, dove per la protagonista femminile arriva salvezza. Anche nel caso di Barbablù dove P. avrebbe potuto farla morire, sottolineando la sua imprudenza come ha fatto con Cappuccetto.
Ironicamente: mentre stavo scrivendo nella riproduzione musicale è passata Attenti al lupo di Dalla! :-D

Barbablù: ma sbaglio o esiste anche un Barbablù della Nothomb? Mah! Cercando trovo però un libro di nome Barbablù di Vonnegut! Tra le più violente, mi pare: espliciti sgozzamenti e cadaveri appesi! Sarei curiosa di conoscere la tradizione fino alle possibili "origini" di Barbablù per vedere come cambia. Comunque sì, la morale rimprovera la curiosità femminile (però, se si pensa, un altro impavido e che aveva fatto della sua curiosità fonte di continuo rischio era Ulisse, tuttavia è un eroe greco..! anche se poi Dante lo fa rientrare nell'Inferno, è la tradizione più cristiana a punire questo suo lato caratteriale).

Il Gatto con gli stivali: eh, gli orchi son proprio caratteristica di Basile! Carino! Giusta la morale dell'industriarsi e saper sfruttare ciò che dà il mondo indipendentemente dalla situazione di partenza, ottenendo talvolta anche di più di chi parte fortunato. L'altra morale è davvero marginale rispetto ai contenuti della storia, parlando delle "armi seduttive" della giovinezza di un uomo, pur di umili origini, per conquistare una donna. Non centrale affatto, secondo me!

Cenerentola: la morale qui invece è interessante, perché pare puntare proprio al valore del "tutorato", dell'"istruzione" o "allevamento" giusto esercitato dal genitore, che valorizza le potenzialità del figlio. Non scontato pensando alla tradizione più popolare di Cenerentola! Interessanti anche le variazioni rispetto ad esempio alla storia Disney, con cui personalmente ho conosciuto la storia per la prima volta: la scarpetta viene persa al secondo giorno, quindi non c'è propriamente il pathos di quell'unica volta fatale per l'innamoramento del principe, che dà il via alla ricerca. Anche alcuni dettagli simpatici come lo svuotare la zucca prima di renderla carrozza, ahah!

Le fate: pare simile a Cenerentola, anche se a scala ridotta. Una sorella apprezzata, ma di brutto carattere; una sorella buona, ma maltrattata dalla madre. Poi quella buona ha la sua ricompensa e doni di ricchezza e vita felice. Qua però pare che si punti al coltivare da sé la propria onestà, ché verra ricompensata, lasciando da parte discorsi su intermediari come in Cenerentola. Peraltro il principe se la piglia appena sa dei diamanti, mica è cosa di poca considerazione.. :-D Non so quanto sia "disinteressato" rispetto alla morale della fiaba che parla di lei!


message 10: by Patty_pat (new)

Patty_pat | 2800 comments Ma ci rendiamo conto di quanto c'è da dire su delle semplici fiabe? Il mondo dei bambini non è più così semplice! Morali, paure e quant'altro sono condensate in racconti fantastici!

La tradizione orale è favolosa, ben vengano i Perrault, i Grimm e chi altro ha trascritto le fiabe: ci hanno fatto un regalo inimitabile e grandioso!


message 11: by Anastasia (new)

Anastasia (universe_beats) | 528 comments Ah, certo! C'è da considerare che prima di un certo secolo le fiabe non erano affatto indirizzate ai bambini, ma erano racconti popolari tramandati e tramandati, un qualcosa di folkloristico e spesso nient'affatto infantile o adatto ad un pubblico infantile (Basile ai bimbi..la vedo difficile!). Forse Perrault tra i nomi celebri del genere è il primo più dedicato al pubblico d'infanzia, ma non saprei se è vero al 100%. E certamente, tra lui e gli altri, hanno permesso di conservare un importante mondo che continua ancora oggi ad esercitare fascino.
Peraltro c'è anche nei lavori di interpretazione sulle fiabe Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe di Bettelheim!

Continuando e finendo,

La bella addormentata nel bosco: ma quanto ricorre l'accento sullo sfarzo materiale in queste fiabe? banchetti d'oro e altre cose del genere! Sarà che è indicatore quasi formulaico, convenzionale della felicità del personaggio in un dato momento, del momento di prosperità e successo. Qua comunque son belli alcuni dettagli degli incantesimi delle Fate, su come cambia l'ambiente circostante quando lei si addormenta e come si risveglia, ecc. Poi arrivano altri dettagli di fagocitamenti minacciati - come nelle altre fiabe, ma come sono voraci qua.. ! - e salvataggi all'ultimo. Non manca qualche commento di spirito dello stesso Perrault, ad esempio sui vestiti fuori moda della bella al momento del risveglio!

Pollicino: assomiglia un po' al gatto con gli stivali e ad Enrichetto. Manca qualcosa al personaggio rispetto alla media, che sia carattere o beltà, ma ricompensa con ingegno e alla fine il figlioletto più "modesto" salva tutti. Anche qui mi ha ricordato Ulisse, però nell'episodio di Ulisse e Polifemo: Polifemo voleva mangiarsi lui e i compagni, ma Ulisse pur di stazza ben minore trova modo di sfangarla e salvare anche gli altri. E ricorre il mezzo di nascondersi dietro qualcun'altro! Come Polifemo, accecato, toccava le pecore, mi sembra, non immaginando che sotto di loro ci fossero gli uomini in fuga, così l'orco nel buio della notte non distingue bene con la vita e sente con il tatto, sbagliando a distinguere tra le sue figlie orchesse e invece i fratelli di Pollicino. Curioso! Ma di analogie in questi racconti se ne possono trovare tantissime, vista l'origine orale pure delle storie omeriche. Pare un po' anche un percorso di maturazione: tutti i personaggi fiabeschi giovani che si trovano nel pericolo, sono staccati dalla casa familiare, dai genitori, e hanno da cavarsela da sola, facendosi poi un destino autonomo.

Enrichetto dal ciuffo: sarebbe stato ancora più notevole se Enrichetto si fosse interessato della sorella brutta, affascinato dalla sua intelligenza e in amore vedendola anche più bella della comune opinione e così anche lei, vicendevolmente, mentre no, la donna ha da esser bella oltre che intelligente, quindi tocca il giro di trasformazioni. :) Però come da saggezza condivisa l'intelligenza si accompagna al dubbio, alla ponderatezza e ad un amor proprio non esagerato!

Pelle d'asino: curioso che qua una morale di Perrault non ci sia in pratica, visto che dice soltanto: oh, non ci crederete, ma l'ho scritta questa fiaba. Sarà che lo "spettro" incestuoso ancora non era capitato nella raccolta! Carina comunque, ha qualcosa da Cenerentola! Con tanto di aiuto, sempre, dalle fate.


message 12: by MonicaEmme (new)

MonicaEmme | 3985 comments Oggi inizio pure io!


message 13: by MonicaEmme (new)

MonicaEmme | 3985 comments Cappuccetto Rosso
Ogni volta che la leggo c’è sempre qualcosa di diverso dentro quel cestino: torta, focacce, miele, burro! Il finale mi fa un po’ specie.

Le fate
Non la conoscevo. Molto carina, ma povero il papà che, alla fine, è rimasto solo con la megera!

La bella addormentata nel bosco
Tra tutte le favole è quella che mi piace meno, perché preferisco i personaggi popolani ai borghesi e mette ansia. A parte questo nella mia versione la vecchietta che fa pungere la Principessa tenta di rianimarla con l’ acqua della regina d’ Ungheria, per chi, come me, non sapeva cosa fosse ecco un link che lo spiega http://www.gabriellachieffo.com/blog/... solo io non la conoscevo? Inoltre non ricordavo neppure che la mamma del Principe avesse un così brutto carattere! Mi serviva questa rispolverata!

Il gatto con gli stivali
Ho un debole per questa fiaba che trovo sempre originale, forse perché il protagonista è un animale lungimirante e astuto così diverso dai personaggi che solitamente subiscono la sorte e ne escono vincitori grazie alla semplicità e alla bontà d’animo.


Cenerentola
Mi sta un po’ antipatica. Ecco l’ho detto. Sono invidiosa sì, perché è bella anche vestita di stracci e non è vero che è sfortunata, eh no che non lo è! Con quella scarpina maledetta ha beccato il sei> al SuperEnalotto quindi non mi si venga a dire che è triste e sola!
Sfoghi a parte è un tipo passivo e non mi entusiasma. Interessante spunto per parlare di bullismo.

Enrichetto dal ciuffo
Non conoscevo questa favola se non nella moderna versione di Amelie Nothomb. È un po’ cavillosa e mi dispiace per la sorella brutta, della quale non mi è chiaro il significato. Perrault non ci sa fare con i personaggi di sfondo: se deve trattarli così potrebbe evitare di inserirli.

Pollicino
Ce l’ho nel cuore perché me la raccontava la nonna materna quando ero piccola. Mi terrorizzava e anche se Pollicino era astuto e salvava tutti, non tolleravo la crudeltà dei genitori; non sono mai riuscita a giustificarli e, anche adesso, sommata alla violenza dell’ Orco che uccide le proprie figlie e non versa una lacrima mi fa star male.

Pelle d’ asino
Ne avevo un vaghissimo ricordo, ma chissà dove e quando, mah! La storia è molto simile a Cenerentola e condita con la consueta violenza cruenta (povero asino su)! Mmm... non mi è piaciuta particolarmente.

Barba blu
Avendo letto prima il romanzo di Amelie Nothomb questa favola mi sembra addirittura troppo sdolcinata sul finale!
È tra le mie favorite per il messaggio di attrazione curiosa verso il proibito!



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