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La Sfida dei desideri > GDL: La chiave di J. Tanizaki

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message 2: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Ho iniziato la rilettura ieri sera e mi sono fermata al primo capitolo perché voglio assaporarlo con gusto


message 3: by LaCitty, web jumper (new)

LaCitty | 9445 comments Mod
Maialonaaaa🤭🤭🤭🐽🐽🐽


message 4: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Ahahahahahahah


message 5: by LaCitty, web jumper (new)

LaCitty | 9445 comments Mod
Inizio anche io


message 6: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Brava! Io sono al 20% circa quindi mi recuperi un'ora


message 7: by LaCitty, web jumper (last edited Apr 22, 2019 10:29PM) (new)

LaCitty | 9445 comments Mod
Sono circa a metà. Morbosetti marito e moglie, ma anche la figlia non scherza!!!
La più furba di tutti però è Ikuko che dice: (view spoiler)


message 8: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments L'ho finito. Certo che Toshiko e Kimura sono degli specie di Erika e Omar giapponesi!
Sempre bellissimo, non mi ha però colpito come la prima volta che lo lessi e questa cosa mi turba profondamente: sarò cambiata io? Devo rimanere coerente col proposito di non rileggere mai o quasi mai: la magia che ti dà un libro alla prima lettura si rischia che non si ripeta.


message 9: by Maurisia (last edited Apr 25, 2019 07:59AM) (new)

Maurisia | 720 comments Mi sa che sono una voce fuori coro, ma a me non è piaciuto granchè, l'ho trovato noioso, e secondo me non c'era una grande trama non mi sono piaciuti nemmeno i personaggi.


message 10: by LaCitty, web jumper (new)

LaCitty | 9445 comments Mod
Procedo lentamente, ma procedo. Sono in vacanza per qualche giorno e non leggo molto.
Cmq, sono d'accordo con te @Maurisia, i personaggi di questo libro non brillano per virtù. Sono deboli (il marito), ambigui (la figlia), opportunisti (la moglie). Non ho ancora un aggettivo per l'amante vediamo se mi verrà in mente proseguendo. In più sono perversi e morbosi, però però...
Per me è una rilettura. So già come andrà a finire, mi sto godendo quei passaggi che la prima volta non si colgono o non si colgono così bene come col senno del poi.


message 11: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Per me la grandezza del racconto sta nel gioco di specchi che si crea tra i due coniugi. In una vecchia coppia, soffocata dalla morale e dalla noia, dove non c'è dialogo, il dialogo si crea parlando a se stessi per farsi udire da altri... Io in questo lo trovo magistrale


message 12: by LaCitty, web jumper (new)

LaCitty | 9445 comments Mod
Finito. Che dire? A me continua a piacere e resiste alla rilettura. Certo i personaggi sono pessimi, privi di qualsiasi morale, nonostante questo la storia ha un fascino indubbio e il colpo di scena finale che configura una sorta di delitto perfetto, per me è impagabile.


message 13: by Anastasia (new)

Anastasia (universe_beats) | 528 comments Finito anche io! Per me è stata la prima volta con Tanizaki. Non mi è dispiaciuto!
Mi è piaciuto il gioco del diario, quasi epistolare, visto che non era scritto soltanto per sé, ma per essere letto dal coniuge. Questo implica tante mezze verità, il dire per piacere o per fare una parte davanti all'altro partner e oscurando la propria coscienza (Ikuko e i suoi desideri che si confessa dopo, ad esempio). Una sorta di mezza confessione e mezza mascherata che rende difficile distinguere la verità, (view spoiler).

Dalla prefazione sembra che ricorra nella psicologia femminile e nell'estetica femminile in Tanizaki la donna orientale vs la donna occidentale e gli scompigli che suscita nel partner maschile. Avevo notato infatti durante la lettura il fatto che la spinta del marito porti la moglie ad un cambio di stile, ad una sorta di disinvoltura occidentale che non corrisponde alla ritrosia e alla rigidità della moglie giapponese (lei non solo non pare conoscere il corpo del marito a fondo - non avendo mai voluto guardarlo per bene per disgusto -, ma anche il proprio corpo a fondo, potendo solo indovinare dalle fotografie da nuda di essere lei). Questo viene accompagnato da riconsiderazioni sul ruolo della moglie devota, per una maggiore autonomia nel desiderio, rivendicandolo anche per sé e non solo in funzione doverosa di quello che piace al marito pur se "perverso". Il marito l'ha spinta a maggiore libertà ma poi, pare, non gradirne le varie conseguenze (al di là del tema ancora più centrale della gelosia e delle strane voglie che può suscitare per aumentare la "lussuria"). Quanto torna questo tema dell'occidentalizzazione nella letteratura asiatica (e cinema, aggiungo) moderna! In qualche modo è sempre un processo in cui si scivola e che cambia, trasforma senza che lo si possa controllare, anche se in questo libro non è tanto un fatto politico.

Essendo anche uno scritto piuttosto tardo di Tanizaki si vede perché si dia spazio al tema della vecchiaia, della morte e di come in un certo senso questa follia "coniugale" si accompagni di pari passo ad un degrado nel corpo di lui, che sempre più spinge il loro matrimonio, il loro rapporto al sesso come via di vicinanza e comunicazione sempre più assoluta, visto che i due per il resto si spiano silenziosamente e basta. Giustamente la prefazione all'edizione Bompiani parla del "pervertimento" del rapporto e della sua vertigine, per come viene percepita, come una "droga", una "follia" (non dovremmo essere lontani cronologicamente, se ho ricostruito bene, dal Diario di un vecchio pazzo, altra opera dell'autore) per il marito. Passa un senso di rivitalizzazione che si sente come necessario per la relazione. Di sicuro c'entra anche la noia borghese, il tempo che passa e chiede allora nuovi stimoli. Però tutti questi giochetti anche nei diari evincono, come ha detto Lelena, che la coppia non ha un dialogo diverso, anzi, la moglie non vuole "essere conosciuta, scrutata" dal marito (non solo nel corpo, ma anche nello "spirito", nella persona, ciò che si evince della persona è dai comportamenti e dalle frasette di rifiuto buttate lì dalla moglie, e non da un vero e proprio confronto aperto). Tuttavia mi pare che Tanizaki rifugga da visioni moralistiche del tutto!

La figlia pure non scherza quanto ad ambiguità!


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