pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

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Tornei e giochi > Miglior romanzo italiano degli anni 2000: GIRONE О

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message 1: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Secondo libro in gara per Walter Siti, unico libro in gara per Janeczek (peraltro unica autrice non italiana del torneo), e un romanzo di Nico Orengo (grandissimo e sottovalutato poeta, di cui purtroppo non ho mai letto opere di narrativa). Di Cavina non so nulla, chi lo ha letto è come sempre invitato a farsene promotore.

Termine votazioni: mercoledì 3, ore 14.00

Cristiano Cavina: Un'ultima stagione da esordienti
Helena Janeczek: Le rondini di Montecassino
Nico Orengo: L'intagliatore di noccioli di pesca
Walter Siti: Autopsia dell'ossessione


message 2: by Malacorda (new)

Malacorda | 612 comments Io di Cavina ho letto I frutti dimenticati: si lascia leggere, per carità, ma alla fin fine è un gradinino - una soletta - al di sopra di Volo, niente di più. Anche questo genere di libri ha un suo merito e un suo perché, ma di sicuro il miglior romanzo italiano degli anni 2000 necessita di maggior peso specifico.

voto
Janeczek 3
Orengo 1


la veglia dell'aceto | 150 comments concordo in toto con malacorda.
aggiungo che apprezzo molto siti, ma questo è un libro che non m'ha detto alcunché.
stessi voti di qui sopra, dunque:

janeczek 3
orengo 1


message 4: by Karenina (new)

Karenina | 376 comments Stavolta mi astengo, non ne ho letto nemmeno uno.


message 5: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Su GR, i quattro romanzi raccolgono cumulativamente dodici commenti. Su acoso, abbiamo:

75 commenti per "Un'ultima stagione da esordienti" (TAGS: adolescenza, amarcord, calcio di provincia)

39 recensioni per "Le rondini di Montecassino" (TAGS: Oggetto narrativo, storie sparse, II guerra mondiale)

19 recensioni per "L'intagliatore di noccioli di pesca" (TAGS: "Anziani che trombano" [cit], provincia, corna)

15 recensioni per "Autopsia di un'ossessione" (TAGS: autopsia, viscere, ossessione, "culturisti che trombano")

Bleah!
Le rondini di Montecassino 3 (con quasi convinzione)
Un'ultima stagione da esordienti 1


message 6: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments ...sarà anche Bleah! ma è un dato di fatto che su anobii la gente continua a esprimere commenti, non di rado sciocchi, superficiali, lapidari (inevitabile, quando c'è la quantità...) ma almeno la gente si sforza...
qua, in questa torre d'avorio, non commenta quasi nessuno!


message 7: by Catoblepa (last edited Apr 01, 2019 03:35AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Sarà, sono andato a controllare.
Delle 75 recensioni al libro di Cavina, ce n'è una sola post-disastro (del 19/01/2019).

Delle 39 al libro di Janeczek non ce n'è neanche una (la più recente è del 2016).

Delle 19 al libro di Orengo ce n'è una (22/01/2019).

Delle 15 al libro di Siti neanche una (commento più recente del 2016).


message 8: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Ubik wrote: "...sarà anche Bleah! ma è un dato di fatto che su anobii la gente continua a esprimere commenti, non di rado sciocchi, superficiali, lapidari (inevitabile, quando c'è la quantità...) ma almeno la g..."

guarda, ormai penso che è meglio il silenzio che parole sciocche, superficiali, lapidarie ed ignoranti...
mi sono convinto che i commenti/recensioni che si trovano su Acoso, qui o altri posti social-letterari sono abbastanza inutili per comprendere il valore di un libro.

comunque:
janeczek mi ha deluso con la Leica, per cui non le dò nemmeno il beneficio di considerare la sua opera in gara, Cavina credo Malacorda abbia detto tutto...

3 punti ad Orengo (tifare per un poeta in questa tenzone è quanto di più antistorico e antisocial si possa fare)
1 punto a Siti (sulla fiducia)


message 9: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Io in mancanza di grandi appigli voto come Hab, sulla fiducia per gli altri bei libri letti di quei due autori.
Intagliatore 3
Autopsia 1


message 10: by Amaranta (new)

Amaranta | 400 comments per come mi ispirano

Orengo 3
Siti 1


message 11: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments Non mi riferivo ai quattro libri in questione, che non ho letto e non conosco, ma in generale, a libri (che ho letto) usciti di recente e di successo internazionale (anche se la parola "successo" qua fa orrore...), ad esempio gli ultimi di di Houellebecq (9a 35g, Murakami 6a, 35g, Coe (7a, 36g), Connelly (1a6g), Moshfegh (4a 12g), ecc

Poi mi si dirà che questi autori sono robaccia e allora si torna al discorso sulla "torre d'avorio". Ma non c'è problema, continuiamo così, facciamoci del male!
:-DD


message 12: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Sai che non ho capito?
Ho controllato solo Serotonina per far veloce, e su GR ci sono 18 recensioni in italiano e 35 su anobii, quindi probabilmente hai scambiato le lettere, ma in ogni caso su GR non sono 9 ma il doppio. E su GR ce ne sono molte parecchio lunghe, su anobii ci sono tantissimi commenti da una o due righe (5 sole recensioni superano le 5 righe, due di queste sono presenti anche su GR, una è tua).
Questo ovviamente al di là del fatto che se si legge in una lingua straniera GR surclassa anobii.


message 13: by Karenina (new)

Karenina | 376 comments Il sito di prima è stato per quasi dieci anni bacino inestimabile (per me); in mezzo a commenti più o meno inutili ce n'erano tanti di persone competenti ai quali fare riferimento. Adesso qui da quel punto di vista non mi ritrovo, io stessa, per quello che vale, ho smesso di scrivere commenti, l'addio di anobi mi ha scioccato non poco, da molto poco social mi sono sentita defraudata da un giorno all'altro e non ho intenzione di ricascarci.


message 14: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments scusa Cato, ho proprio scambiato le lettere di riferimento! E forse il mio sguardo era affrettato al punto che, su Serotonina, mi è sfuggita una parte dei commenti...
Al di là dei dati e delle ovvie differenze di linguaggio che su Gr è soprattutto inglese, l'osservazione iniziale di ferrigno mi ha indotto a sottolineare che, a mio parere, qua su gr si commenta troppo poco ed è un peccato; forse uno dei motivi è quello che ha suggerito Karenina...
:-)


la veglia dell'aceto | 150 comments io di mio da quando mi sono trasferito qui non ho mai aggiunto un libro, e utilizzo il sito (poco) solo per i gruppi. il motivo è che sono tremendamente pigro, e su anobii avevo più di 2.000 libri che non avrò mai voglia di ricaricare. di una libreria incompleta non me ne faccio nulla, quindi nel frattempo non ho neanche aggiunto i vari libri letti negli ultimi due anni (o quando è stato il tracollo anobiano, ora non ricordo).
quindi una sorta di pugnalata anche per me.

ma anobii oggi è davvero inutilizzabile, anche rifarsi a quel serbatoio decennale di cui parla karenina sfiora l'impossibile, perché il sol pensiero di caricare i commenti vecchi potrebbe farmi venire l'infarto (o potrebbe farmi morir di vecchiaia nell'attesa che si carichi tutto). sui commenti più recenti stendo un velo pietoso, la maggior parte sono davvero pensierini di una riga e mezza.
qua su goodreads forse si commenta un po' meno, ma mi pare che la gran maggioranza dei migliori commentatori di anobii o sia scomparsa o, appunto, si sia trasferita qui. e difatti la qualità media è migliore, se quel che si vuole da un social librario sono i commenti degli utenti. insomma, in mancanza dei tanti e buoni del vecchio anobii preferisco i pochi ma buoni del goodreads attuale ai tanti ma cattivi dell'anobii attuale.


message 16: by Chiara187 (new)

Chiara187 | 349 comments Purtroppo non ne ho letto nessuno.
Siti non lo voto perché non ne posso più di ossessioni erotiche
Cavina no perché detesto il calcio
Le rondini di Montecassino 3
L’intagliatore di noccioli di pesca 1


message 17: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1564 comments come Chiara187 per Siti che non riesco a leggere , e la Leica non mi è piaciuta (dopo 5 pagine, ho esercitato il diritto a mollare lì)

per cui
Orengo 3
Cavina 1


message 18: by Davide (new)

Davide | 117 comments Le rondini di Montecassino 3
Autopsia dell'ossessione 1


message 19: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Il bleah più malinteso della storia.


message 20: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Sì, avevo capito che intendevi i romanzi di questo girone (tranne forse uno).
Ma era comunque una piega interessante della discussione.


message 21: by ferrigno (last edited Apr 01, 2019 07:44AM) (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
:-D

Tempo fa, Sciascia disse a Consolo che il Noir era uno strumento efficacissimo e indispensabile per raccontare l'Italia dei segreti (La discussione è riportata nel bellissimo "Di qua dal faro". Anni dopo, credo sull'onda di Romanzo Criminale, il noir spopolò per più di un decennio per motivi che evidentemente andavano al di là del "raccontare in modo efficace l'Italia dei segreti" e sconfinavano nell'urgenza di cavalcare un'onda che trovava riscontro nei gusti del pubblico pagante. Per fortuna è passata.

Adesso siamo in piena ondata "semiautobiografica*".

Cato, qualcuno ha teorizzato la necessità di questo genere come fece Sciascia col noir? E soprattutto, esiste un capostipite? Perché la mia sensazione è che io mi stia imbattendo solo nei tristi epigoni, ma vorrei leggere lo Sciascia della semiautobiografia. Forse.



*se ho capito, si parla di semiautobiografia quando:
1) l'autore condivide col protagonista una serie di cose come il nome, la professione, eventi chiave e altre cose personali;
2) tuttavia l'autore nega che il libro parli di lui;
3) vengono narrate vicende e/o ossessioni intime del protagonista, dall'abitudine a mangiarsi le caccole al compiere atti masturbatori in contesti curiosi;
4) la prospettiva è individuale.


message 22: by Catoblepa (last edited Apr 06, 2019 02:10AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
@ferrigno:
Di solito viene definita autofiction più che semiautobiografia, e il capostipite è in genere considerato il francese Serge Doubrovsky, scrittore in realtà non dei più grandi e ricordato solo perché iniziatore di questa temperie che in Europa sta andando molto da un paio di decenni. Lui lo fece già dagli anni '70, ma in realtà c'è chi mette in discussione che Dubrovsky fosse davvero autore di autofiction (perché le parti di fiction sarebbero solo i suoi pensieri, comunque in una zona inaccessibile a concetti come realtà o finzione, mentre i fatti che narrano i suoi romanzi sono tutti effettivamente accaduti).

Detto questo, dei tuoi 4 punti sono necessari solo l'1 e il 4: in parole molto molto semplici, l'autofiction è un romanzo che si presenta come autobiografia (attenzione, non romanzo autobiografico, ma proprio autobografia) ma in realtà racconta vicende mai accadute.
Sottolineo il presentarsi come autobiografia, cosa che va a escludere esempi storici che qualcuno ha accomunato al genere (Apuleio, Luciano di Samosata, Dante, fino a Cvetaeva e Gombrowicz): tutti loro hanno scritto narrazioni di fatti mai accaduti, in prima persona e il cui protagonista ha nome e sembianze dell'autore, ma nessuno presentava l'opera con gli stilemi dell'autobiografia (anche perché l'autobiografia come genere risale al XVIII secolo, quindi temporalmente solo Gombrowicz e Cvetaeva avrebbe potuto farlo... ma non l'hanno fatto).

Potrei dilungarmi ancora, è l'argomento su cui ho fatto la tesi di dottorato, ma non credo sia necessario. Se proprio si vuole approfondire il tema L' io possibile. L'autofiction come forma paradossale del romanzo contemporaneo di Lorenzo Marchese è un libro ideale e che ben sviscera il portato letterario, filosofico e psicologico di questa ibridazione fra realtà fattuale e finzione (in una forma romanzo che è al contempo riflessione sulla possibilità effettiva di narrare il vero e anche una seduta di autoanalisi). Non sono d'accordo su tutto quello che dice Marchese ma su un buon 90% sì, è di agile lettura e porta molti esempi sia dalla letteratura italiana (Siti, in particolare) sia straniera.
Peraltro, visto che tu dici che siamo adesso in questa ondata, in realtà Marchese sostiene che già quando scriveva (2014) il fenomeno si stava smorzando, mentre il picco è stato raggiunto nella seconda metà degli anni '00.


message 23: by Evi * (new)

Evi * | 430 comments Catoblepa wrote: "@ferrigno:
Di solito viene definita autofiction più che semiautobiografia, e il capostipite è in genere considerato il francese Serge Doubrovsky, scrittore in realtà non dei più grandi e ricordato ..."


Molto interessante, quindi Il male oscuro di Berto potrebbe entrare nel genere di autofiction? Perché non credo che l'autore abbia vissuto tutte le vicissitudini di cui parla pur parlando della sua opera come di una forma di autoanalisi.


message 24: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
No, quello è un romanzo autobiografico puro, che in sostanza è l'esatto contrario di una autofiction: presenta solo fatti accaduti (smorzati dal linguaggio e romanzati, ma comunque accaduti) e il protagonista non è Giuseppe Berto (nel libro non viene mai chiamato così, né la sua descrizione corrisponde a quella dell'autore).


message 25: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Cato, ma non hai la sensazione che i rappresentanti italiani del "movimento" finiscano chi più chi meno per indulgere nel punto 3 (quello delle caccole)? C'è un motivo? Ci dice qualcosa su come siamo o soltanto su come sono loro (gli autori)?


message 26: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Siti non direi proprio: indulge spesso nella sessualità, ma lo fa in modo secondo me interessante, anche perché riflette sui canoni estetici occidentali e sul lato psicologico del sesso.
Quantomeno nei suoi romanzi più celebri, Autopsia dell’ossessione onestamente non l’ho mai letto.

Sugli altri italiani, dipende a chi ti riferisci. Qui comunque ho trovato un bell'articolo dello stesso Marchese, abbastanza ben riassuntivo. Il libro intero magari è impegnativo, questo si legge in un quarto d'ora.
http://www.leparoleelecose.it/?p=30851


message 27: by Cloudbuster (new)

Cloudbuster | 49 comments Orengo 3
Siti 1


message 28: by Frabe (new)

Frabe | 67 comments Orengo 3
Cavina 1


message 29: by Karenina (new)

Karenina | 376 comments Grazie a Catoblepa per i suggerimenti di lettura.


message 30: by Cxr (new)

Cxr | 36 comments Anche questa volta non ho letto i quattro libri proposti. Però, leggendo qua e là, Nico Orengo mi sembra il più interessante. Il secondo voto va a Siti sulla fiducia.

Orengo 3
Siti 1


message 31: by Evi * (last edited Apr 02, 2019 08:10AM) (new)

Evi * | 430 comments Di Siti ho letto Bruciare tutto che però non ho ancor capito se mi è piaciuto oppure no ma devo ammettere che è uno scrittore che ha una sua peculiarità  di stile e  tante idee, anche troppe, forse un libro non basta per farsi un'idea precisa.

Invece di Nico Orengo avevo letto anni fa Di viole e liquirizie nulla di straordinario, ma non conoscevo la sua  veste di poeta e pertanto  spendo volentieri il mio voto per dare voce alla poesia, troppo spesso silenziosa

3 Siti

1 Orengo


message 32: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Cato, grazie anch'io per l'articolo, è esattamente quello che cercavo.


message 33: by Patryx (last edited Apr 02, 2019 08:55AM) (new)

Patryx | 178 comments Catoblepa wrote: "Se proprio si vuole approfondire il tema L' io possibile. L'autofiction come forma paradossale del romanzo contemporaneo di Lorenzo Marchese è un libro ideale e che ben sviscera il portato letterario, "

Molto interessante. Grazie.


message 34: by Mariafrancesca di natura viperesca sta con gli ultimi della terra (last edited Apr 02, 2019 09:49PM) (new)

Mariafrancesca di natura viperesca sta con gli ultimi della terra | 249 comments Comprai "Autopsia di un'ossessione" nel 2004. Mi ricordo di avere cominciato a leggerlo ma non sono giunta al punto di identificarlo con le TAGS: "Anziani che trombano" [cit], provincia, corna". A saperlo!
Lo abbandonai per noia infinita.

P. S.: Logicamente non si trattava di Anatomia di u'ossessione ma di "L’intagliatore di noccioli di pesca":-))

Non voto perchè non ho letto nessuno di questi.


message 35: by Mario_Bambea (last edited Apr 02, 2019 12:15PM) (new)

Mario_Bambea | 1449 comments ferrigno wrote: "Cato, grazie anch'io per l'articolo, è esattamente quello che cercavo."

Sì, davvero utile l’articolo, concordo....
Interessante notare come l’autofiction non sia una specificità italica.
quando autori come Roth e DFW scrivono libri del genere credo sia alquanto riduttivo liquidare la questione come “osservazione del proprio ombelico”.
Anzi, credo sia invece molto stimolante il fatto che si tenta di scuotere il lettore simulando il vero, mettendo il dito nella piaga (imho) della “veridicità” come criterio di qualità di un’opera letteraria.
....tralasciando il fatto che si dà per scontato cosa sia questa “verità” e che sia percepibile e comprensibile....


message 36: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Roth e Wallace, davvero non riesco a trovare punti che li accomunino ad Albinati o Bernhard. I libri dei primi danno la sensazione di tendere alla complessità del mondo intero, quelli dei secondi, al contrario, mi sono sembrati claustrofobici.


message 37: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Ricordo termine votazioni oggi alle 14.00.


message 38: by Sandra (new)

Sandra | 108 comments Janeczek 3 punti
Orengo 1 punto


message 39: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2661 comments Mod
Non ho tempo di documentarmi o per seguire il mio collaudatissimo metodo, dunque andrò per conoscenza o interesse nei confronti dell'autore e a sensazione, dunque:

Le rondini di Montecassino, 3 (che a me La ragazza con la Leica è piaciuto e anche parecchio)

Un'ultima stagione da esordienti, 1 (di Cavina ho letto un solo romanzo e non mi ha nemmeno entusiasmata, ma è una persona che apprezzo e mi riprometto di leggere altro di suo - che per inciso, per chi non lo conoscesse, intorno alla Casola Valsenia sua ha creato un microcosmo letterario)


message 40: by Daniela (new)

Daniela (danielag73) | 96 comments Orengo 3
Cavina 1


message 41: by Orne (new)

Orne | 88 comments Le rondini di Montecassino, 3
Un'ultima stagione da esordienti, 1


message 42: by Mario_Bambea (last edited Apr 03, 2019 02:45AM) (new)

Mario_Bambea | 1449 comments ferrigno wrote: "Roth e Wallace, davvero non riesco a trovare punti che li accomunino ad Albinati o Bernhard. I libri dei primi danno la sensazione di tendere alla complessità del mondo intero, quelli dei secondi, ..."

ma hai letto "Operazione Shylock"? O "The Pale King"?
se c'è una narrazione centrata su se stessi è quella: Philip e David parlano sempre e solo di se stessi e di come vedono il mondo (distorto, deforme, illogico, contorto)....e totalmente claustrofobico dato che tutto passa dal loro punto di vista.

comincio a pensare che soffri di esterofilia: se "La scuola cattolica" fosse stata firmata da DFW, John Barth o David Pynchon credo il tuo giudizio sarebbe cambiato


message 43: by LW (new)

LW | 90 comments Janeczek 3 punti
Orengo 1 punto


message 44: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Hab, non li ho letti e trovo che quello che dici non si applichi a quello che ho letto (Wallace quasi tutto).


message 45: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3122 comments Mod
Scusate il ritardo, stavo mangiando dei tortellini.

Comunque, vince a sorpresa Orengo, credo che nessuno potesse aspettarselo.
Nessuna possibilità di ripescaggio per Janeczek:

Orengo, L’intagliatore di noccioli di pesca 30
Janeczek, Le rondini di Montecassino 27
Siti, Autopsia dell’ossessione 9
Cavina, Un’ultima stagione da esordienti 6


message 46: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 495 comments Habemus_apicellam wrote: "ferrigno wrote: "Roth e Wallace, davvero non riesco a trovare punti che li accomunino ad Albinati o Bernhard. I libri dei primi danno la sensazione di tendere alla complessità del mondo intero, que..."

Ma guarda che in "The Pale King" c'è una palese ricerca di tematiche universali. E' chiaro che sia tramite il punto di vista dell'autore, ma non lo definirei affatto un romanzo che guardi al proprio ombelico.
Peraltro, si tratta in gran parte di situazioni inventate, penso.
Ed anche fosse ombelicale (ma non lo è), sarebbe un'eccezione per Wallace, la cui opera guarda sempre alla società, alle tematiche universali, la letteratura, ecc.
E lo stesso Roth, non mi sembra affatto un autore ombelicale.
Ho il vago sospetto, però, che si stia parlando di cose diverse quando si dice "autore che guarda al proprio ombelico".

Per dire, secondo me Bukowski era uno che guardava, quasi sempre, al proprio ombelico (e a me piace molto, non lo dico in maniera critica).

Non ho letto Albinati, non lo posso confrontare con DFW.


message 47: by lise.charmel (new)

lise.charmel (lisecharmel) | 1077 comments i tortellini sono il colpo basso di questo topic

comunque, anche senza leggere l'articolo (ma voglio farlo, giuro), penso a Hemingway che è riuscito a dare universalità al proprio ombelico anche se a volte scriveva come se il suo fosse l'ombelico del mondo (e non lo era).
penso che non ci sia niente di male in un autore che parte da sé per dire "siamo tutti esseri umani", spesso non è solo il cosa, è proprio il come che fa la differenza

(concludo dicendo che in fondo se le trame di base sono solo 36 e questo dalla notte dei tempi, è l'abilità dell'autore che cambia le carte in tavola)


message 48: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1449 comments Mgcgio wrote: "Habemus_apicellam wrote: "ferrigno wrote: "Roth e Wallace, davvero non riesco a trovare punti che li accomunino ad Albinati o Bernhard. I libri dei primi danno la sensazione di tendere alla comples..."

Infatti, credo che dobbiamo chiarire cosa intendiamo parlando di osservazione dell'ombelico - a mio modo di vedere, bisognerebbe parlare di osservazione DALL'ombelico, piuttosto che DELL'ombelico


message 49: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 495 comments Habemus_apicellam wrote: "Mgcgio wrote: "Habemus_apicellam wrote: "ferrigno wrote: "Roth e Wallace, davvero non riesco a trovare punti che li accomunino ad Albinati o Bernhard. I libri dei primi danno la sensazione di tende..."

Ecco. per me ci sono autori che osservono il proprio ombelico. Osservazione DELL'ombelico.
E non è detto che sia una cosa negativa.
E un esempio, per me, è Bukowski.


message 50: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 174 comments Prima di leggere l'articolo, pensavo che per autofiction si intendesse quello che fanno autori come Carrere o, ma forse qui è autobiografia pura, la Didion.
Di Roth non ho letto Operazione Shylock, ma tutto quello che ho letto di suo mi sembra lontano dall'autofictio e anche dall'ombelico.
Ombelico di cui leggo spesso volentieri, se l'autore è bravo.


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