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La sfida dell'Alfabeto > L’alfabeto di Patrizia (2019)

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message 1: by Patrizia (last edited Feb 26, 2019 09:44AM) (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments A - Sergio Atzeni, Passavamo sulla terra leggeri, p. 185, LL 1+ NC 2= punti 3
B - Ingeborg Bachmann, Tre sentieri per il lago e altri racconti, p. 233, LL 1+ NC 2 = punti 3
C - Edward Carey, Lombra, p. 485, LL 1 + NC 2 = punti 3
D - Fyodor Dostoyevsky, Racconti, p. 884, LL 1 + P 4 + NC 2 = punti 7
E - Dave Eggers, Il cerchio, p. 396
F - Penelope Fitzgerald, La libreria, p. 180, LL 1 + NC 2 = punti 3
G - Evgenia Ginzburg, Viaggio nella vertigine, p. 640
H - E.T.A. Hoffmann, Racconti notturni, p. 258, LL 1 + E 1 + NC 2 = punti 4
I - Kazuo Ishiguro, Un artista del mondo fluttuante, p. 207
J - Henry James, Le bostoniane, p. 496
K - Yasunari Kawabata, Il lago, p. 192, LL 1 + NC 2 = punti 3
L - Hervé Le Corre, Dopo la guerra, pag. 528, LL 1 + P 1 + NC 2 = punti 4
M - Alice Munro, Le lune di Giove, p. 292
N - Vladimir Nabokov, Parla, ricordo, p. 364
O - Yōko Ogawa, L'isola dei senza memoria, p. 361
P - Alla ricerca del tempo perduto vol. 1, di Marcel Proust, p. 1496
Q - Domenico Quirico, Esodo: Storia del nuovo millennio, p. 176, LL 1 + S 1 + NC 2 = 4 punti
R - Marilynne Robinson, Home, p. 325
S - W.G. Sebald, Gli anelli di Saturno, p. 307
T - Ivan Turgenev, Rudin, p. 155
U - Johannes Urzidil, L'amata
perduta
, p. 267
V - Gore Vidal, La statua di sale, p. 200
W - Virginia Woolf, Al faro, p. 209
X - Qiu Xiaolong, La misteriosa morte della compagna Guan, p. 544, LL 1+ P 1 + NC 2 = punti 4
Y - A.B. Yehoshua, Il tunnel, p. 344
Z - Hamid Ziarati, Il meccanico delle rose, p. 280


Caraliotiscrivo | 1492 comments Mod
Ok! Alfabeto ripristinato in prima posizione. ;)


message 3: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Caraliotiscrivo wrote: "Ok! Alfabeto ripristinato in prima posizione. ;)"

Vado perdendo colpi, comincio a preoccuparmi...👵🏻


Caraliotiscrivo | 1492 comments Mod
Patrizia wrote: "Caraliotiscrivo wrote: "Ok! Alfabeto ripristinato in prima posizione. ;)"

Vado perdendo colpi, comincio a preoccuparmi...👵🏻"


Capita a tutti, poi guarda, in un attimo, puff.... tutto come nuovo ;)


message 5: by miledi (new)

miledi | 2535 comments Una lista impegnativa, complimenti.
Molto interessante la tua scelta di leggere i racconti di Dostoevskij invece dei romanzi: mi piace :)


message 6: by Amaranta (last edited Dec 06, 2018 12:42PM) (new)

Amaranta | 4162 comments rieccomi,
allora l'amata perduta l'ho letto da poco e mi è piaciuto molto, Urzidil ha uno stile raffinatissimo.
mi ispirano molto le tue bostoniane, il perutz e sebald...curiosa del tuo giudizio.

buone letture!


message 7: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments miledi wrote: "Una lista impegnativa, complimenti.
Molto interessante la tua scelta di leggere i racconti di Dostoevskij invece dei romanzi: mi piace :)"


I romanzi di Dostoevskij li vorrei rileggere a poco a poco. Le riletture in programma sono tante, devo trovare il tempo. I racconti non li conosco, a parte qualcuno.😊


message 8: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Amaranta wrote: "rieccomi,
allora l'amata perduta l'ho letto da poco e mi è piaciuto molto, Urzidil ha uno stile raffinatissimo.
mi ispirano molto le tue bostoniane, il perutz e sebald...curiosa del tuo giudizio...."


Di Urzidil vorrei leggere anche Trittico praghese. James, Perutz e Sebald sono tra i miei autori preferiti 😊


message 9: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments Trittico mi manca, ogni volta che vado in libreria a cercarlo non c'è mai. Perutz ho avuto modo di apprezzarlo quest'anno e quel poco che ho letto mi è piaciuto moltissimo. James è una garanzia per me. Che belli tutti questi libri !!!!


message 10: by Dagio_maya (new)

Dagio_maya  | 5723 comments @Patrizia carissima, sto facendo il giro del vicinato.
Porto una torta e se tu fai il caffé ci sediamo un attimo a parlare del tuo alfabeto....😍
Inizia con una A favolosa perchè quel libro di Atzeni l'ho veramente amato così come il saggio di Quirico.
Alcuni autori non li conosco e sono curiosa.
Buona sfida anche a te!! 😘


message 11: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Buongiorno @Dagio, il caffè è pronto. Il libro di Atzeni l’ho preso dopo aver letto il tuo commento. È in attesa da allora! Anche Quirico aspetta da un po’ e questa mi sembra un’ottima occasione per leggerlo😘


message 12: by Dagio_maya (new)

Dagio_maya  | 5723 comments Oh no!! Dunque sono direttamente responsabile nel caso tu non gradisca...
Ma sono fiduciosa ❤ ❤

Di Quirico ho letto solo quello. A breve leggerò "Succede ad Aleppo".
Comunque mi ha sorpreso per la scrittura perchè ti aspetti un registro storico/giornalistico (dunque più algido) e invece...
Mi saprai dire.
Buona domenica intanto e grazie per il caffè (so che altri si rimpinzano di frittate 😅)
😘 😘 😘 😘


message 13: by Saturn (new)

Saturn (xsaturn) | 2436 comments Patrizia wrote: "Buongiorno @Dagio, il caffè è pronto. Il libro di Atzeni l’ho preso dopo aver letto il tuo commento. È in attesa da allora! Anche Quirico aspetta da un po’ e questa mi sembra un’ottima occasione pe..."

Che curiosità che mi è venuta di questo Atzeni... ^^
Sembra molto interessante.
Anche Gli anelli di Saturno ha attratto subito la mia attenzione. Chissà come mai.... :P


message 14: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Saturn wrote: "Patrizia wrote: "Buongiorno @Dagio, il caffè è pronto. Il libro di Atzeni l’ho preso dopo aver letto il tuo commento. È in attesa da allora! Anche Quirico aspetta da un po’ e questa mi sembra un’ot..."

Strana curiosità, Saturn, davvero. Hai provato ad analizzarla bene? 😊


message 15: by Kiarup (new)

Kiarup | 931 comments Non solo abbiamo i due libri uguali che hai notato tu, ma abbiamo anche la Ogawa in comune, anche se con titoli diversi! Io non la conosco come autrice, speriamo bene!
In generale non ho letto nessuno dei titoli che hai messo, ma di alcuni autori ho letto altre cose (e non ho apprezzato né Henry James né Sebald, ma spero che per te vada meglio :D).


message 16: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Kiarup wrote: "Non solo abbiamo i due libri uguali che hai notato tu, ma abbiamo anche la Ogawa in comune, anche se con titoli diversi! Io non la conosco come autrice, speriamo bene!
In generale non ho letto ness..."


Di Sebald e James sto cercando di leggere tutto, mi piacciono molto.
Non conosco nemmeno io la Ogawa. Confesso di essere stata attirata dal titolo, L’isola dei senza memoria. Staremo a vedere 😊


message 17: by Caraliotiscrivo (new)

Caraliotiscrivo | 1492 comments Mod
De "L'isola dei senza memoria" ho sentito parlare tempo fa e mi ispira parecchio. Seguirò con interesse. :)


message 18: by Patrizia (last edited Dec 11, 2018 10:44AM) (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Caraliotiscrivo wrote: "De "L'isola dei senza memoria" ho sentito parlare tempo fa e mi ispira parecchio. Seguirò con interesse. :)"

Ci aggiorneremo 😊


message 19: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Patrizia, kiarup poi mi saprete dire della Ogawa... Io ho letto Profumo del ghiaccio e qualcos'altro di cui non ricordo più nemmeno il titolo 😞


message 20: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Rinnovo (visto che sono andati dispersi) i complimenti per la Z (uno dei miei libri preferiti di sempre) e per la E: unico distopico che abbia trovato di mio gusto


message 21: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Lelena wrote: "Rinnovo (visto che sono andati dispersi) i complimenti per la Z (uno dei miei libri preferiti di sempre) e per la E: unico distopico che abbia trovato di mio gusto"

Lelena wrote: "Patrizia, kiarup poi mi saprete dire della Ogawa... Io ho letto Profumo del ghiaccio e qualcos'altro di cui non ricordo più nemmeno il titolo 😞"

La faccina non mi dice nulla di buono sulla Ogawa! Speriamo bene 😱


message 22: by Pippicalzelunghe (new)

Pippicalzelunghe | 740 comments Ciao Patrizia sono passata a ricambiare la tua visita.
Quanti bellissimi autori hai scelto: Fitzgerald, Ishiguro, Sebald, Peruzt. Del tuo elenco non ho letto nemmeno un libro, ma conto di ripassare a trovarti in futuro per conoscere le tue opinioni. ;)


message 23: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Pippicalzelunghe wrote: "Ciao Patrizia sono passata a ricambiare la tua visita.
Quanti bellissimi autori hai scelto: Fitzgerald, Ishiguro, Sebald, Peruzt. Del tuo elenco non ho letto nemmeno un libro, ma conto di ripassare..."


Ci terremo aggiornate, Pippi. Grazie di essere passata!


message 24: by (new)

Lù (ldovica) | 825 comments Passo di qui a ricambiare la tua gradita visita! Ma devo ammettere che leggendo la tua lista mi sento - ahimè - molto ignorante: non ho letto nessuno dei tuoi libri >_<
Alcuni autori comunque li ho letti e (più o meno) apprezzati in altre loro opere (Dostoevsky, Munro, James, Woolf)
Verrò spesso a spulciare ;)


message 25: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Lù wrote: "Passo di qui a ricambiare la tua gradita visita! Ma devo ammettere che leggendo la tua lista mi sento - ahimè - molto ignorante: non ho letto nessuno dei tuoi libri >_<
Alcuni autori comunque li ho..."


Vieni quando vuoi... ci vediamo qui o da te 😊


message 26: by Laura V. (new)

Laura V. لاورا | 266 comments Ciao, Patrizia!
Che bello che ci sia anche tu per la sfida dell'alfabeto del nuovo anno! A giorni inserisco la mia nuova lista! Della tua ho letto soltanto Sergio Atzeni.
Buona sfida! 😃


message 27: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Laura wrote: "Ciao, Patrizia!
Che bello che ci sia anche tu per la sfida dell'alfabeto del nuovo anno! A giorni inserisco la mia nuova lista! Della tua ho letto soltanto Sergio Atzeni.
Buona sfida! 😃"


Ciao, Laura!
Aspetto il tuo alfabeto. Sarà un anno intenso!


message 28: by SiMo (new)

SiMo (simothewalkingreader) | 53 comments Una proustiana coraggiosa, brava! E' un libro che ho iniziato mille volte ma mi sono sempre scoraggiata alle prime pagine: mi sembra che non sia mai il suo momento!


message 29: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments SiMo wrote: "Una proustiana coraggiosa, brava! E' un libro che ho iniziato mille volte ma mi sono sempre scoraggiata alle prime pagine: mi sembra che non sia mai il suo momento!"

Lo leggerò insieme a un gruppo che va aumentando di giorno in giorno. Vuoi unirti a noi? Inizieremo a Capodanno😊


message 30: by Maeander81 (new)

Maeander81 | 203 comments Ciao Patrizia, un saluto e un augurio di buon anno nuovo.


message 31: by [deleted user] (new)

Non ci fosse Proust e avessi il tuo alfabeto, comincerei da Sebald e da quel Turgenev che non conosco. Ti lascio un buon anno anch'io. :)


message 32: by SiMo (new)

SiMo (simothewalkingreader) | 53 comments Patrizia wrote: "SiMo wrote: "Una proustiana coraggiosa, brava! E' un libro che ho iniziato mille volte ma mi sono sempre scoraggiata alle prime pagine: mi sembra che non sia mai il suo momento!"

Lo leggerò insiem..."


Ti ringrazio ma - tanto per cambiare - non è il momento! Ahahah! :D


message 33: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments aconeyisland wrote: "Non ci fosse Proust e avessi il tuo alfabeto, comincerei da Sebald e da quel Turgenev che non conosco. Ti lascio un buon anno anch'io. :)"

Buon anno anche a te @aconey e buon Proust a noi!


message 34: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Letto Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni.

———————

Ha il sapore del canto epico questo libro che in duecento pagine ci restituisce la storia di un popolo, il popolo sardo, con le sue leggende, le sue credenze, i suoi miti. È un popolo fiero, forgiato da una terra dura come lo sono tutte le isole, dalla salsedine di un mare che fa da confine e da via d’accesso, da mille anni di guerre che lo hanno visto combattere e fondersi con altre genti, altri riti, altri stili di vita.
Un popolo fiero e orgoglioso, che nel corso del tempo ha conquistato la libertà e la sua terra, quella stessa terra che aveva visto i suoi antenati danzare alle stelle.

“Cantavamo, morivamo, danzavamo di padre in figlio, crescendo di numero e di esperienza dell'isola. Eravamo felici. Chiamavamo noi stessi s'ard, che nell'antica lingua significa danzatori delle stelle”.

Il racconto è trasmesso da un custode del tempo all’altro, arricchito dai fatti più racenti che l’ultimo custode aggiunge prima di passare il testimone.
Antonio Setzu narra la storia a un bambino, il futuro custode del tempo, facendo sfilare davanti ai suoi occhi figure lontane, non importa se reali o inventate, quel che conta è la memoria.

“Piccoli di statura, scuri di pelle, abituati a pensare, ragionare, contare, mai concordi fra noi. Così siamo tuttora, fatti salvi gli imbecilli che non mancano e nessuna legge potrà mai limitare”.


Le parole di Setzu ridanno vita a grotte che fungevano da nascondiglio, paesaggi impervi, cerimonie, danze, linguaggi arcaici, l’abitudine di misurare la distanza delle stelle, perché

“Nulla è tanto ordinato e perfetto quanto immotivato e misterioso come il cielo e la volta stellata che studiavamo ogni notte immersi in calcoli sulle distanze, le orbite, i cicli. Distoglievamo il popolo dalle false certezze. Il numero spiega e aggiunge mistero, come la memoria”.

Vite e storie si intrecciano alla Storia della Sardegna, tra fughe, lotte e leggi non scritte che regolano la convivenza e la vita quotidiana. L’unione, il gruppo sono il prerequisito per la libertà, insieme all’amore per la terra, per quanto aspra e difficile.

“Passavamo sulla terra leggeri come acqua, disse Antonio Setzu, come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta”.

“Cantare, suonare, danzare, coltivare, raccogliere, mungere, intagliare, fondere, uccidere, morire, cantare, suonare, danzare era la nostra vita. Eravamo felici, a parte la follia di ucciderci l'un l'altro per motivi irrilevanti”.


message 35: by Ajeje (new)

Ajeje Brazov | 3478 comments Wow, proprio il tipo di libro che mi piace leggere, me lo dovrò segnare assolutamente, grazie :-)


message 36: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Ajeje wrote: "Wow, proprio il tipo di libro che mi piace leggere, me lo dovrò segnare assolutamente, grazie :-)"

😊


message 37: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Finito Il lago di Yasunari Kawabata

————————
In un alternarsi di passato e presente, che si sfiorano, si toccano e a volte si sovrappongono, passiamo dall’immobilità del lago dell’infanzia, ritrovato a distanza di anni, a uno stagno affollato per una caccia alle lucciole, a una città del Giappone distrutto dalla guerra, tra le cui rovine, luci e rumori figure femminili si muovono come in un sogno.
Ginpei le segue, incapace di resistere, ossessionato dal fascino delle sconosciute che probabilmente non rivedrà più.

“Che creatura seducente, che splendida donna! In questo mondo non esiste nessun'altra che sia affascinante come lei." E poi lei si allontana e io non potrò mai più rivederla. D'altra parte non è lecito chiamare una sconosciuta, rivolgerle la parola. È dunque questa la vita?
In simili circostanze mi sento triste sino alla morte, sono colto da vertigini. Vorrei inseguirla sino ai con-fini del mondo, ma neppure questo è possibile. L'unico modo per farlo sarebbe ucciderla. ”

Lo sguardo si perde nei particolari, il candore della pelle, i lobi delle orecchie, un gesto improvviso, il modo di camminare. È il suo modo di sentirsi libero, risarcito delle delusioni della vita e dell’angoscia di un’infanzia funestata dalla morte del padre, ritrovato nel lago del suo paese natale. Amore e morte si uniscono nell’ossessione di Ginpei, come se la morte fosse l’unico modo per fermare il tempo e fissare la bellezza.

“Il solo delicato colore della carnagione che appariva tra i risvolti a scacchi rossi e le bianche scarpe di tela era sufficiente per opprimergli il cuore di una tristezza tale da desiderare di morire o di uccidere la ragazza.”

È una prosa sinuosa ed elegante, che dal grigiore di una quotidianità disperata ci guida attraverso la nebbia di un lago che nasconde l’infinito rivelando in una trama non lineare una storia insolita e profonda.


message 38: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Aggiornamento.
Letto Tre sentieri per il lago e altri racconti di Ingeborg Bachmann

———————

Il lago, che apparirà effettivamente nel racconto che dà il titolo a questa raccolta, è il lago della vita, le cui acque torbide e melmose avvolgono le cinque donne protagoniste delle cinque storie. Sono donne viennesi, di età e professioni diverse, che - chiuse in sé stesse - sembrano tenersi faticosamente a galla, incapaci di liberarsi da una solitudine apparentemente inevitabile. Hanno accanto uomini di passaggio, compagni inadeguati incapaci di raggiungerle, mariti tirannici, figli privi di sentimento, il ricordo di amori finiti, forse rimpianti
Sradicamento, incomunicabilità dovuta anche all’incapacità di prestare attenzione, alla non volontà di ascoltare e immedesimarsi.
Così Nadja, in “Simultaneo”, interprete simultanea, ha perso la propria identità anche linguistica, parla componendo le frasi con espressioni e parole di lingue diverse. Si ritrova spesso ad aprire

“superstiziosamente i suoi vocabolari per cercare in una parola un appiglio per la giornata,…interrogava quei libri quasi fossero degli oracoli”

e si rifugia in una breve avventura con un uomo che parla il tedesco come lei, un austriaco la cui cadenza la riporta a qualcosa di familiare. Non ha casa, è sempre in giro per lavoro, così casa diventano suoni di un tempo.
Beatrix, ventenne senza prospettive né obiettivi, trascorre i suoi momenti più felici dal parrucchiere. E i suoi “Problemi, problemi” sono un trucco mal riuscito, un’acconciatura rovinata, lo smalto sbagliato. Figura esasperante, incapace di confrontarsi con la realtà, si rifugia nel sonno.
Miranda, in “Occhi felici”, esprime la propria rinuncia al mondo rifiutandosi di portare gli occhiali. Vede così ombre, che spesso non riesce a identificare, ma che preferisce di gran lunga alla nitidezza dei contorni che la costringerebbe a vedere scene che non vuole ricordare, perché

“Miranda non tollera la realtà, e tuttavia non può andare avanti senza un qualche punto d’appoggio, la realtà di tanto in tanto organizza piccole spedizioni punitive contro di lei”.

In “Latrato”, racconto breve e feroce, la vecchia e la giovane signora Jordan sono vittime del rispettivo figlio e Marito, per non volerne ammettere la crudeltà.
Nell’ultimo racconto, “Tre sentieri per il lago”, il nodo irrisolto è lo sradicamento dal proprio paese d’origine. La sete di novità porta Elizabeth ad allontanarsi da casa e a viaggiare. Ormai affermata fotografa, torna a casa per rivedere il padre. Passeggia ogni giorno, percorrendo i tre sentieri che conducono al lago, col desiderio di nuotare. Le passeggiate sono un cammino a ritroso, un bilancio durante il quale passa in rassegna relazioni e amori, per poi ripartire per Parigi dove un incontro imprevisto le farà comprendere l’importanza delle sue radici, a lungo forzatamente rimosse. Elizabeth si libera, unica tra le donne del libro, si apre al proprio inconscio e lo accetta.
Il lago qui appare limpido e invitante.


message 39: by Patrizia (last edited Jan 17, 2019 04:59AM) (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Aggiornamento.
Letto Lombra di Edward Carey

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Con Lombra si chiude la saga degli Iremonger, i signori del pattume che da Heap House ormai distrutta si erano rifugiati a Foulsham e, dopo l’incendio fatto appiccare dalla regina Vittoria, sono arrivati di nascosto a Londra, con un preciso piano per vendicarsi della regina e impadronirsi della città.
Tra un vorticare di oggetti, inseguimenti e fughe, lealtà e tradimenti, alleanze impreviste e nuovi nemici, questo capitolo conclusivo non ha lo smalto dei precedenti.
Un po’ troppo lungo, arranca verso una conclusione che mi ha lasciata poco convinta.
Ma la mano e i disegni di Edward Carey, sempre bellissimi, compensano in parte le carenze di Lombra a cui, per affetto, ho dato 4 stelline.


message 40: by SiMo (new)

SiMo (simothewalkingreader) | 53 comments Patrizia wrote: "Aggiornamento.
Letto Lombra di Edward Carey

—————-
Con Lombra si chiude la saga degli Iremonger, i signori del pattume che da Heap House ormai distrutta si erano ri..."


Quanto mi ispira questa saga, non hai idea! Devo muovermi a recuperarla perché me lo sento che perfetta per me!!


message 41: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments SiMo wrote: "Patrizia wrote: "Aggiornamento.
Letto Lombra di Edward Carey

—————-
Con Lombra si chiude la saga degli Iremonger, i signori del pattume che da Heap House ormai dist..."


È un mondo particolare, una Londra vittoriana sommersa dai rifiuti. Geniale!


message 42: by Laura V. (new)

Laura V. لاورا | 266 comments Già letti quattro libri? Ho visto bene???
Inizi alla grande, Patrizia!
Buone letture! 😊


message 43: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Laura wrote: "Già letti quattro libri? Ho visto bene???
Inizi alla grande, Patrizia!
Buone letture! 😊"


Grazie Laura, buone letture anche a te!😊


message 44: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Letto Racconti di Fyodor Dostoyevsky

———————

Leggere questi racconti è stato un po’ come seguire la crescita e la maturazione di un grande scrittore. Anche se non tutti allo stesso livello, contengono in nuce i temi dei romanzi e la visione di un mondo spesso gretto e corrotto, fatto di passioni incontrollabili, amori disperati, matrimoni combinati in cui si guarda agli interessi materiali, al punto da vendere una figlia ancora bambina, come in “L’albero di Natale e il matrimonio”, in cui la cattiveria della storia è accentuata dall’atmosfera gioiosa dei bambini intenti ad aprire i doni. Dono peraltro distribuiti in base alla ricchezza delle famiglie, secondo un criterio rigido di importanza sociale legata al censo.
Il matrimonio non sembra essere la culla della famiglia, l’istituzione delegata a consacrare un amore.
Tutt’altro. Appare freddo calcolo, egoismo, come in uno dei racconti per me più belli, “La mite”.
È un lungo monologo in cui il marito, ex ufficiale cacciato dall’esercito per vigliaccheria e proprietario di un banco dei pegni, si confessa davanti alla bara della giovane moglie, che si è suicidata gettandosi da una finestra stringendo al petto un’icona. È una donna senza nome, prima vittima della famiglia, approdata a un matrimonio basato sul silenzio. Un silenzio ostinato, la pretesa che gli sguardi bastino a trasmettere anche i sentimenti. Un silenzio rotto solo alla fine, quando ormai è troppo tardi. La consapevolezza, da parte della giovane moglie, di un matrimonio deciso dal marito per vendicarsi delle umiliazioni subite. L’unica ribellione possibile, la morte.
Incapace di vivere la vita di tutti i giorni, il protagonista di “Le notti bianche” si rifugia nel sogno ad occhi aperti. Cammina senza vedere quello che lo circonda, trasportato dalla fantasia e dal desiderio attraversa la realtà come un fantasma, ma i sogni non bastano a proteggerlo.
C’è l’incanto delle notti di Pietroburgo, un’atmosfera rarefatta in cui tutto appare possibile, come ci avverte l’incipit stupendo:

“Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore”.

Il sognatore si apre a una giovane donna incontrata per caso,

“Il sognatore, se occorre una definizione precisa, non è un uomo ma, sapete, una specie di essere neutro. Si stabilisce prevalentemente in un cantuccio inaccessibile, come se volesse nascondersi perfino dalla luce del giorno, e ogni volta che si addentra nel suo cantuccio, vi aderisce come la chiocciola al guscio, e diventa simile a quell’animale divertente chiamato tartaruga, che è nello stesso tempo un animale e una casa”.

I due giovani si confidano, lei il sogno di un amore, lui la paura che prova nei confronti della realtà, pur rendendosi conto che, a furia di sognare, un giorno si ritroverà vecchio e senza sogni e la morte lo coglierà dopo una vita mai vissuta.
In quest’incontro la realtà, da cui fugge da sempre, gli regalerà gli unici momenti di felicità autentica, momenti intensi, materia di ricordi e di sogni.


message 45: by Gattomario (new)

Gattomario | 168 comments Ciao Patrizia, ricambio con piacere la tua visita. Hai un bellissimo alfabeto, molto vario. Sono stata contenta di trovare, tra gli altri, un' autrice che amo molto e che, secondo me, andrebbe valorizzata di più: Penelope Fitzgerald. E Ziarati! Wow! E Atzeni... bellissimo davvero!


message 46: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Gattomario wrote: "Ciao Patrizia, ricambio con piacere la tua visita. Hai un bellissimo alfabeto, molto vario. Sono stata contenta di trovare, tra gli altri, un' autrice che amo molto e che, secondo me, andrebbe valo..."

Ciao @Gatto. La mia scelta della Fitzgerald è dovuta a un passaparola, uno dei tanti motivi per cui mi piace Goodreads 😊


message 47: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Finito Dopo la guerra di Hervé Le Corre

———————-

Con uno stile privo di retorica e fortemente evocativo, Le Corre costruisce un romanzo spietato e coinvolgente, cui la categoria noir sta decisamente stretta.
Siamo a Bordeaux

“Città tetra che la pioggia sembra spegnere, mentre altrove accende le strade di chiazze di colore e fa rilucere i grandi viali.”

La II guerra mondiale è finita da poco e la Francia si è imbarcata nella guerra d’Algeria. Da una guerra all’altra, quasi fosse la vera essenza dell’uomo. Una si è conclusa portando con sé conti in sospeso che risalgono al periodo dell’occupazione tedesca, collaborazionisti riciclati, poliziotti corrotti, ex prigionieri di campi di concentramento che tornano a casa, più ombre che uomini, la mente persa in ricordi incancellabili, l’odore dei forni crematori addosso.

“Non sarei mai tornato da quella terra immobile, mai avrei lasciato quella strada segnata dai cadaveri. Mai avrei ritrovato la via. Avrei camminato sul suolo polveroso e freddo tra i morti abbandonati nei fossi, senza appoggio né consistenza fisica. Ormai ero l’unico a vedermi, a percepire la realtà materiale del mio spettro. Per gli altri mi sarei confuso nella trasparenza dell’aria. I loro sguardi mi avrebbero trapassato senza mai intuire la mia realtà.”

Un’umanità disperata e violenta, tre storie che si intrecciano: il ritorno di Jean da un campo di concentramento, morto dentro, ossessionato da rimpianti, rimorsi e desiderio di vendetta; il commissario Darlac,

“brutale, cocciuto e cattivo come una congestione cerebrale”

abituato a farsi strada sui cadaveri di amici e nemici, incarnazione del male e del lato peggiore degli esseri umani; Daniel, figlio di Jean, che sogna di girare film e si ritrova in Algeria, a combattere una guerra di cui non comprende il senso e di cui scopre immediatamente l’orrore e la crudeltà.
Ormai

“non guarda più il mondo attraverso la sua inquadratura pieghevole. Più che altro ha guardato dal mirino a cannocchiale del fucile”

Non sa che, una volta tornato, non riuscirà più

“Non riesce più a vedere la sua città come prima di partire per l’Algeria. Forse dopo tutto la vede com’è, umida e buia, insondabile, alla mercé del fiume e della sua melma, quasi disciolta dalle interminabili piogge di novembre.”

Una caccia all’uomo spietata insanguina la città, preda e cacciatore cambiano continuamente, in un crescendo serrato

“Dopo la guerra talvolta la guerra continua. Silenziosa, invisibile. Il passato ti si presenta alla porta con la brutta faccia di uno sporco poliziotto. Anche i morti ritornano. Non sempre quelli che ti auguravi di rivedere.”


message 48: by Patrizia (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Letto Esodo: Storia del nuovo millennio di Domenico Quirico

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Da Zarzis, in Tunisia, quando ancora i migranti non erano al centro dell’attenzione, fino a Calais, passando per le isole greche, per la Turchia, la via balcanica che si scontra con il muro dell’Ungheria, il libro di Quirico ci fa capire qualcosa di più di quel grande flusso di uomini che svuota villaggi e paesi, abbandona case o macerie in cerca di vita.
All’inizio era solo il desiderio di cambiare, quasi un’avventura. C’era il Mediterraneo di mezzo, quel continente liquido e pericoloso che da sempre avvicina terre, popolazioni e usanze diverse.
Poi qualcosa è cambiato. Una nuova generazione di migranti ha cominciato ad affollarsi sulla riva del Mare Nostro, prima era

“una generazione che aveva vinto una rivoluzione e affrontava la morte in mare per venire a vedere, ora che erano liberi, il mondo, l’altro mondo, il loro futuro possibile. Oggi, sono la miseria, la fame, la malora, la guerra, la rivoluzione perduta: sono il campo ucciso dalla siccità, la roba rubata dal miliziano o dal governo, la mano alzata del fanatico che muovono i migranti. La Migrazione è cambiata, dentro.”

Li vediamo ammassati sui moli, visi segnati dalle sofferenze indescrivibili di un viaggio attraverso l’inferno, dolori e tragedie diverse, il vuoto alle spalle, identità distrutte, perché partono senza documenti,

“Non lasciar tracce, l’eterna accortezza del fuggiasco.
D’altra parte non avrebbe senso una traccia. La loro identità è completamente nuova, formata nella tragedia del viaggio, imbevuta in quell’acido cloridrico che è la vertigine del vuoto.”

Il Mediterraneo è la prova da superare per raggiungere un mito scolorito, un’Europa vecchia, avara ed egoista, che ha dimenticato i suoi migranti e ha perso la propria umanità.
Non possiamo identificarci in questi uomini che preferiscono la morte per acqua agli orrori delle guerre, dei fanatismi religiosi, delle città distrutte dai bombardamenti, delle strade insanguinate di quella che fino a poco tempo prima chiamavano patria. Possiamo tentare di comprendere, ma soprattutto, come fa Quirico, possiamo testimoniare.


message 49: by Patrizia (last edited Feb 05, 2019 07:42AM) (new)

Patrizia (patrizianiutta) | 966 comments Finito Racconti notturni di E.T.A. Hoffmann

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Sono otto racconti in cui Hoffmann gioca con l’irrompere dell’elemento straordinario o di quello sovrannaturale o di entrambi in una realtà frammentata, che i protagonisti spesso non distinguono più dalla suggestione o dal sogno.
Non sono racconti gotici nel vero senso del termine, sono piuttosto fiabe in cui fondamentale è il ruolo del male, cui ognuno reagisce in modo diverso, lottando o subendo.
L’atmosfera rarefatta del sogno alimenta ossessioni e inganni d’amore, come nella Casa abbandonata, gioco di fantasia e di specchi in cui l’inconscio prende spesso il sopravvento rasentando la follia.
È appunto l’amore che induce la follia il perno de “Il voto”, favola crudele di espiazione.
La paura trae vigore da traumi infantili, nello splendido “L’Orco insabbia”, versione adulta dell’omino della sabbia, un racconto che ha ispirato numerosi saggi, a cominciare da uno studio di Freud.
Occhio, occhiali, specchi, cannocchiali; l’ossessione è nello sguardo, catturato da un volto angelico, nella storia di un pittore che abbandona la propria arte per dipingere una chiesa in “La chiesa dei gesuiti di G.”.
Il male è il diavolo tentatore, che offre ricchezze e potere in una versione materialista del Faust, in “Ignazio Denner”; ma è anche l’invidia, l’odio tra fratelli, il delitto, che si incarnano nelle mura fatiscenti di un castello, in “Il maggiorasco”.
Il potere di seduzione della musica e del canto, unito a vecchie superstizioni, sono il perno attorno a cui ruota “Sanctus”, una storia nella storia.
“Il cuore di pietra”, degli otto racconti quello che mi è piaciuto meno, porta all’estremo le conseguenze della diffidenza nei confronti del prossimo in un cuore naturalmente generoso.
La notte è il momento del sogno e dell’incubo, della riflessione e della creatività, il momento in cui realtà e visione si fondono; il buio fa emergere i lati oscuri e le paure dell’uomo; tenebre e vuoto, fumo, nebbia, l’ululato del vento, sottolineano l’impossibilità di vedere chiaramente, che offusca anche la mente dei personaggi di Hoffmann.


message 50: by Ajeje (new)

Ajeje Brazov | 3478 comments Ne hai già letti 8, complimenti!


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