Il salotto dei lettori discussion

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In lettura > TBR Luglio 2018

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message 1: by Nadia (new)

Nadia Cari Salottieri, è tempo di mettere nero su bianco tutti i libri che abbiamo intenzione di leggere questo mese :)

Buone vacanze e buone letture!


message 2: by Nadia (last edited Aug 01, 2018 12:53AM) (new)


message 3: by Silvia (new)

Silvia (thebookwormfromtheforest) | 593 comments Mod
@Nadia Ho letto Se una notte d'inverno un viaggiatore per l'università e devo ammettere che mi ha sorpreso, non amando Calvino. Spero si riveli una bella lettura anche per te!

Per questo mese ho tanti titoli in mente, ma devo essere realista, quindi per ora metto in lista questi:
- 1Q84 di Haruki Murakami (trilogia)
- Preghiera per Chernobyl di Svetlana Aleksievic
- One of us is lying di Karen M. McManus


message 4: by Angela (new)

Angela (valiolet) | 180 comments Per ora in lettura:
- 1Q84. Libro 3 di Murakami
- Il Conte di Montecristo di Dumas

TBR:
- Il poliziotto di Shanghai di Qiu Xiaolong


message 5: by Simona (new)

Simona Favaroni (anomys) | 12 comments @Silvia e @Angela io adoro Murakami e 1Q84 è stato il primo libro (beh, tecnicamente sono tre ma conto per uno) che letto e mi è piaciuto moltissimo! Trovo la scrittura di Murakami molto affascinante e sono sempre più decisa a leggere tutta la sua bibliografia! Spero che 1Q84 piaccia tanto anche a voi! :)

Ed ecco la mia lista, super contenta dei libri che ho accaparrato per questo mese!

In lettura:
- Dracula di Bram Stoker, che mi sta piacendo molto, e più leggo più noto come io sia completamente ignorante riguardo a Dracula il romanzo. Perché a parte la sua figura inquietante, i denti aguzzi e la voglia di mordere giovani fanciulle, non sapevo poi molto riguardo la trama del libro! E devo dire che mi sta appassionando, sebbene il genere epistolare/diario non mi piaccia particolarmente.

Da leggere:
- Zia Mame di Patrick Dennis, un libro che mi incuriosisce un sacco, non vedo l'ora di cominciarlo.
- Il lungo sguardo di Elizabeth Jane Howard, che ho in formato ebook grazie alla vodafone. In realtà non ho mai letto libri in questo modo (a parte uno che non era stato tradotto in italiano), quindi sono un po' spaesata, ma sono decisa ad affrontarlo! Dell'autrice volevo leggere assolutamente la saga dei Cazalet ma non ne ho avuto ancora il piacere; nel frattempo mi approccerò al suo stile con questo romanzo.
- La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno, che ho comprato un po' a scatola chiusa. Vedremo!
- Le ragazze di Emma Cline, dulcis in fundo oserei dire! E' un libro che avevo voglia di leggere dallo scorso anno, doveva essere IL libro dell'estate ma per varie cose non è potuto accadere... e così lo diventerà dell'estate di quest'anno! Ho una voglia matta di aprirlo e cominciare subito a leggerlo, ma devo resistere perché voglio portarmelo al mare e leggerlo sotto l'ombrellone, e siccome avverrà l'ultima settima di luglio, devo fasciarmi le mani! :D

Extra (perché non so se ce la farò a leggerli)
- Ragione e sentimento di Jane Austen
oppure
- Jane Eyre di Charlotte Brontë
Due classici da recuperare assolutamente!


message 6: by Martina (new)

Martina (karamazovsister) | 739 comments @Simona: a me era piaciuto molto il primo di 1q84, davvero misterioso e inquietante, poi si perde molto senza risolvere tutte le domande che ispira al lettore. Però è di certo una lettura magnetica e merita. Di Murakami ho letto Norwegian Wood, che è completamente diverso, ma sempre molto bello, mentre Sonno non ne vale proprio la pena, non è nulla di che.
Zia Mame è una lettura davvero divertente, lei è proprio un personaggio incredibile! Ho letto Le ragazze l'anno scorso e devo dire di non esserne stata troppo impressionata, l'ambientazione è particolare ma non è stata sfruttata abbastanza e in generale l'ho trovato un po' superficiale per l'argomento. Jane Eyre è strepitoso, davvero, se riesci leggilo! ;D

Letti
-Una signora perduta di Cather: ero rimasta piacevolissimamente colpita da Il mio nemico mortale e devo dire che colgo certe somiglianze tra i due libri (ci sono sempre queste signore affascinanti e misteriose, che non sono proprio quello che sembrano agli occhi di giovani ammirati narratori, ma questa volta mi è piaciuta meno la storia in sè. Forse il fatto che sia più lungo nonostante non ci sia molta sostanza ha reso la lettura più noiosa. Myra purtroppo non la batte nessuna.
-La violetta del Prater di Isherwood: avevo provato tempo fa Un uomo solo, che mi aveva deliziato, anche se lo sentivo più distaccato. Questa storia è completamente diversa, ma attinge lo stesso alla biografia dell'autore, non tanto perché egli è protagonista/narratore della vicenda, ma per come parla dell'Europa appena prima di Hitler, di cui lui aveva grande conoscenza grazie agli anni berlinesi. Il contrasto tra il mondo fittizio e scintillante delle riprese di un filmetto romantico di quart'ordine stride con l'enorme mondo interiore del regista, al di sopra per cultura e temperamento a ciò che sta girando, e devo dire di aver particolarmente apprezzato le ultime pagine, che risollevano il romanzo, carino ma altrimenti non memorabile.
-Mr Norris se ne va di Isherwood: in realtà volevo Addio a Berlino, ma, scoprendo che è la seconda parte di una dualogia, ho ritenuto meglio andare in ordine. E per fortuna l'ho fatto! È un romanzo divertente e scanzonato, che dipinge benissimo l'atmosfera della Berlino anni 20'-30', con personaggi memorabili e molto umani. Chissà che fine avrà fatto Norris!
-Senza nome di Collins: non ho mai letto questo autore prima, nonostante il suo periodo storico sia uno dei miei preferiti e devo dire che non è andata affatto male. È una lettura d'intrattenimento, nel senso più comune del termine, e per quasi tutto il romanzo volevo assolutamente continuare per sapere cosa sarebbe accaduto. Purtroppo la tira troppo per le lunghe e le ultime cento pagine proprio non volevano essere lette. La storia è piena di colpi di scena ed intrighi, però di certo non mi sono affezionata granché ai personaggi.

In lettura
-Anno Dracula di Newman: anche se la sinossi sembra assurda, devo dire che l'autore ha fatto un lavoro intelligente e interessante. Purtroppo alla mia copia mancano pagine, al cui posto sono state duplicate quelle seguenti.
-La lingua perduta delle gru di Leavitt: volevo leggere questo libro da un po', ma la mia biblio l'ha appena comprato ed è stato per caso che l'ho visto esposto. L'ho appena iniziato ma la prosa è delicata e analizza con leggerezza i personaggi

Da leggere
-L'uomo duplicato di Saramago: per la road con Francesco, non so davvero cosa aspettarmi. L'autore non mi fa impazzire, anzi, ma gli darò ancora il beneficio del dubbio
-La famiglia Karnowski di Singer: qualche anno fa questo libro lo leggevano tutti, e pure le loro madri. È tempo che io me ne faccia un'idea, anche perché i fratelli Singer hanno scritto molto che è stato apprezzato
-L'ultimo re di Cronwell: avendo finito (per il momento) The last kingdom, vorrei provare a leggere la serie che ha dato origine allo show televisivo. Da tanto non leggo un romanzo storico e non credo di aver letto nulla con questa ambientazione.
-Le menzogne della notte di Bufalino: avendo apprezzato molto Diceria dell'untore, mi piacerebbe vedere come Bufalino si muove in un altro romanzo e se il suo modo di scrivere si differenzia o no
-La primula rossa di Orczy: mmmh, questo libro mi ispira tremendamente! Una protagonista femminile badass, che fa salva gente ed è misteriosa in pieno Terrore, cosa potrei chiedere di più?
-Basil di Collins: metto di nuovo alla prova Wilkie, con un romanzo più corto. Stranamente qui è il ragazzo che viene ingannato dalle femme fatale, vedremo come se la caverà


message 7: by Martina (last edited Aug 01, 2018 05:38AM) (new)

Martina (karamazovsister) | 739 comments Letti
-Una signora perduta di Cather: ero rimasta piacevolissimamente colpita da Il mio nemico mortale e devo dire che colgo certe somiglianze tra i due libri (ci sono sempre queste signore affascinanti e misteriose, che non sono proprio quello che sembrano agli occhi di giovani ammirati narratori, ma questa volta mi è piaciuta meno la storia in sè. Forse il fatto che sia più lungo nonostante non ci sia molta sostanza ha reso la lettura più noiosa. Myra purtroppo non la batte nessuna.
-La violetta del Prater di Isherwood: avevo provato tempo fa Un uomo solo, che mi aveva deliziato, anche se lo sentivo più distaccato. Questa storia è completamente diversa, ma attinge lo stesso alla biografia dell'autore, non tanto perché egli è protagonista/narratore della vicenda, ma per come parla dell'Europa appena prima di Hitler, di cui lui aveva grande conoscenza grazie agli anni berlinesi. Il contrasto tra il mondo fittizio e scintillante delle riprese di un filmetto romantico di quart'ordine stride con l'enorme mondo interiore del regista, al di sopra per cultura e temperamento a ciò che sta girando, e devo dire di aver particolarmente apprezzato le ultime pagine, che risollevano il romanzo, carino ma altrimenti non memorabile.
-Mr Norris se ne va di Isherwood: in realtà volevo Addio a Berlino, ma, scoprendo che è la seconda parte di una dualogia, ho ritenuto meglio andare in ordine. E per fortuna l'ho fatto! È un romanzo divertente e scanzonato, che dipinge benissimo l'atmosfera della Berlino anni 20'-30', con personaggi memorabili e molto umani. Chissà che fine avrà fatto Norris!
-Senza nome di Collins: non ho mai letto questo autore prima, nonostante il suo periodo storico sia uno dei miei preferiti e devo dire che non è andata affatto male. È una lettura d'intrattenimento, nel senso più comune del termine, e per quasi tutto il romanzo volevo assolutamente continuare per sapere cosa sarebbe accaduto. Purtroppo la tira troppo per le lunghe e le ultime cento pagine proprio non volevano essere lette. La storia è piena di colpi di scena ed intrighi, però di certo non mi sono affezionata granché ai personaggi.
-La lingua perduta delle gru di Leavitt: volevo leggere questo libro da un po', ma la mia biblio l'ha appena comprato ed è stato per caso che l'ho visto esposto. Penso che sia un libro molto delicato e tranquillo, che riesce a trattare l'intimità dei personaggi in maniera discreta e completa, senza dare un giudizio su nessuno.
-Basil di Collins: ho messo di nuovo alla prova Wilkie, con un romanzo più corto e devo proprio ammettere che mi piacciono le sue idee ma non come le sviluppa o come scrive. È molto vittoriano e direi un po' troppo eccessivo e per me ci sono buchi nella trama.
-Le menzogne della notte di Bufalino: avendo apprezzato molto Diceria dell'untore, volevovedere come Bufalino si muoveva con un altro romanzo e ne sono rimasta delusa. Il suo stile barocco e ornatissimo risulta pesante in questo gioco di specchi e poca sostanza. L'idea di fondo, lo spazio che esiste tra ciò che siamo e quello che raccontiamo di noi, non è male ma l'esecuzione mi ha lasciata gelida e disinteressata.
-Nemesis di Asimov: sono tornata alla base, ma senza robot nè fondazioni. In pratica è un romance spaziale, dato che non accade granché e ci sono tantissimi dialoghi e poca azione, ma è stata una lettura piacevole e poco impegnativa. Mi è piaciuta la protagonista e tutte quelle scienziate, oltre ai romance con ultra cinquantenni. Non è nulla di che però.
-Daisy Miller di James: in precedenza avevo letto solo La lezione del Maestro di James, che non mi aveva proprio presa. Questo racconto lungo, invece, è proprio scritto bene e interessante, con la tematica di quanto la società sia fissata nel controllare il comportamento femminile e quanto sia pronta a bistrattare quelle che cercano, anche in maniera del tutto innocente, di andare oltre i limiti imposti.
-Notre-Dame de Paris di Hugo: finalmente ho letto questo classico e devo ammettere di non esserne rimasta entusiasta. Quella che avrebbe dovuto essere la storia principale mi è piaciuta ma è decisamente annegata in un mare di descrizioni davvero un po' inutili. Ma se questo romanzo è servito per salvare la chiesa di Notre Dame, qualche merito bisogna darglielo.
-High & Dry. Primo amore di Yoshimoto: nonostante avessi adorato NP, questo romanzo mi ha davvero fatto capire tutte le critiche di eccessiva leggerezza rivolte all'autrice, che qui davvero non fa accadere nulla, ma non solo: i personaggi sono dimenticabili e non reggono il libro, che diventa assolutamente inutile.
-L'uomo duplicato di Saramago: per la road con Francesco, l'autore non mi fa impazzire, anzi, e avergli dato il beneficio del dubbio non ha cambiato nulla. Semplicemente non riesco a concentrarmi su cosa scrive e l'idea è stra usata, non viene aggiunto nulla di nuovo.
-Cue the Easter Bunny di Evans: avevo questo libro da anni e finalmente mi sono decisa a leggerlo, rimanendo piacevolmente colpita. Fa parte di una serie di gialli con la stessa protagonista ironica e pronta a tutto pur di investigare e mi è piaciuto come i due misteri si intrecciassero tra loro e tutto il cast di personaggi sopra le righe. Peccato che non abbia avuto grande successo, sarebbe una serie tv super carina
-Diario di un sopravvissuto agli zombie di Bourne: inutile. La trama, i personaggi, la situazione sono stereotipati e poco interessanti. Già il protagonista è noioso, dargli il compito di narrare attraverso un diario è stato proprio la sua morte. Non ho amato per nulla certi commenti politici e si vede proprio che è stato scritto da un militare americano, nel peggior modo di intendere possibile
-L'estate degli annegamenti di Bournside: l'idea era eccezionale, un realismo magico artico che davvero ci manca, purtroppo è stata sviata ed è diventata acquosa, dilatandosi inutilmente. Bournside scrive molto bene, tra l'altro è poeta, ma forse in certi punti avrebbe dovuto smetterla di appesantire con riflessioni che sono interessanti ma non vitali.
-La famiglia Karnowski di Singer: qualche anno fa questo libro lo leggevano tutti, e pure le loro madri. Era tempo che io me ne faccia un'idea, anche perché i fratelli Singer hanno scritto molto che è stato apprezzato. Mi è piaciuto abbastanza questo romanzo, in certi punti mi sono sentita come se non avesse più nulla da dire ma mi sono sbagliata. Ho però amato molto di più alcuni personaggi ricorrenti (Salomon <3) rispetto alla famiglia. Mi ha fatto rabbrividire come l'autore, emigrato negli anni 30' e morto nel 44', riuscisse a ombreggiare il genocidio degli ebrei in Germania.
-Un tram che si chiama desiderio di Williams: a me di questo autore piace solo il nome, Tennessee. Non dico che sia scritto male, perché non lo è, ma mi ha spiazzato la violenza e l'aggressività di questi personaggi, soprattutto pensando che il film tratto da quest'opera ha una fama che dura tutt'ora, anche se l'ho solo sempre sentito nominare e non sapevo la storia nemmeno a grandi linee. Davvero da brividi (non in senso buono) certi passaggi.
-La lirica dei trovatori di Molk: per l'uni, devo dire che è un volume piacevole anche per chi voglia anche solo informarsi su questi autori. Non si addentra eccessivamente nei dettagli e riesce a dare una panoramica interessante su tutto il fenomeno.
-La distanza di Baronciani: era da molto che non leggevo un graphic novel e questo mi sembrava interessante. A parte i disegni dai colori intensi e non sfumati, è solo indie italiano becero, con certi discorsi francamente evitabili. La fine era prevedibile e certe cose della trama proprio insensate. Non ne sentirò la mancanza
-Lo zoo di vetro di Williams: dopo il famoso Tram, anche quest'opera, che ha portato successo all'autore e che ho sentito spesso nominare qui. Meglio rispetto al Tram, ma non di molto. Interessante è il discorso di Tom sul cinema e la caratterizzazione della sorella. Nonostante non mi abbia impressionato tanto, riconosco una mano felice in Williams, che riesce a capire l'animo umano decisamente bene e con grazia, e sono contenta di aver letto qualche opera teatrale, genere che sfortunatamente non frequento da un po'
-Picnic at Hanging Rock di Lindsay: dopo la strepitosa serie tv con Natalie Dormer, mi aspettavo qualcosa in più. Sapevo che la fine non mi avrebbe lasciata impressionata, ma l'ho trovata una storia piatta, che non sfrutta il materiale che ha. Le indagini sono solo nominate e metà del libro è occupato da persone che non c'entrano quasi con la faccenda e che comunque sono a loro volta bidimensionali.

-Diario di un parroco di campagna di Bernanos: per la road con Francesco, è una riflessione piuttosto pesa sulla religione e il mio cattivo presentimento su cosa accadrà al protagonista si è rivelato esatto. Non sempre è stato bello stare nella mente turbata del protagonista, soprattutto perché spesso mancavano le informazioni per comprendere a pieno cosa stesse accadendo. I dialoghi-monologhi non mi sono piaciuti tanto, perché era difficile per me mantenere l'attenzione e perché contraddicevano il registro realista del diario. Però non è male, affatto

In lettura
-L'ISOLA MISTERIOSA di Verne: proprio no, ancora romanzi avventurosi che proprio non mi prendono. Ma dovrò sacrificarmi per la patria.

Da leggere
-Il direttore di notte di Le Carrè: lo leggo solo per poter vedere la serie tv con Hiddlestone *.*

Migliore del mese: Il signor Norris se ne va di Isherwood
Peggiore: Diario di un sopravvissuto agli zombie di Bourne


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