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La Sfida dei desideri > GDL: L'altra figlia di A. Ernaux

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message 2: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Ho postato di là la mia polemica recensione 😅
Di qua basti sapere che l'ho odiato profondamente, che sebbene la prosa della Ernaux mi piaccia molto e avessi in lista altri suoi libri non sono sicura di leggere altro di suo. Se voi avete letto altro convincetemi: è altrettanto biliosa e supponente anche ne Gli anni?


message 3: by kris1980 (last edited May 18, 2018 12:02AM) (new)

kris1980 | 485 comments Finito anche io, non l'ho odiato come te :p
ma sono d'accordo sulle cose che dici..
ho letto di là il tuo commento, quando parli della cartelletta di scuola, e anche secondo me il fatto che si senta sempre lei "l'altra figlia"...
Poi è singolare e fa capire anche il senso di distacco, che non usi quasi mai i nomi propri (se non per le cugine o qualche altro parente), ma usi i pronomi: tu (la sorella), lei (la madre) e lui ( il padre)!!!!


message 4: by Dottoressa (new)

Dottoressa | 1302 comments Finalmente l'ho letto anche io. Non mi è dispiaciuto (gli ho dato tre stelline), l'ho trovato molto sincero, e di certo non scade nel buonismo o nell'ipocrisia, cosa che apprezzo.
Non riesco a capire come abbia potuto tenersi dentro una cosa del genere senza parlarne con i genitori, io non ce l'avrei fatta.
Non ho letto nient'altro di suo, @Lelena.

Comunque @kris1980, il fatto del distacco non lo avevo notato , è vero, non nomina mai nessuno di "stretto".

Credo che sia anche normale che si sia sempre sentita "l'altra", sinceramente: dal sapere che Ginette sarebbe rimasta figlia unica, al sapere che era più buona di lei...mi sembra pesante da reggere.


message 5: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments Che non abbia parlato con i suoi genitori secondo me è assolutamente normale. Bisogna tenere conto di che anni fossero...già io non avevo con i miei la confidenza che parecchi ragazzini hanno oggi con i propri genitori! Immagino che parlare di un figlio morto non fosse un argomento da intavolare in famiglia all'epoca...

Quanto alla frase "più buona" continuo a dure che poteva voler dire tutto e niente. Quante mie amiche riferendosi ad uno dei due figli lo dice? Magari perché uno dorme e l'altro no, perché uno è più capriccioso dell'altro... È un falso mito quello che un genitore non abbia preferenze tra i figli: ovvio che li ama tutti incondizionatamente ma è umano che ci sia più feeling con uno o che semplicemente uno sia meno impegnativo di un altro.


message 6: by Dottoressa (last edited May 25, 2018 12:24AM) (new)

Dottoressa | 1302 comments Sì, però stiamo parlando di una sorella morta da piccola per una malattia, niente di scandaloso, non che non te la senti di parlare con i tuoi perché gli devi confessare di essere omosessuale (che anche ai giorni nostri, va beh). Bho io capisco la reticenza dell'epoca, ma fino a un certo punto.

Secondo lei la scoperta casuale forse non è stata casuale, forse è stata dovuta a quello che Freud chiamerebbe probabilmente un "atto mancato", ovvero la madre avrebbe voluto farglielo sapere. Ammettendo questo, non è stato molto gentile dire che l'altra era "più buona" senza spiegare ulteriormente perché. Tu non puoi dire una cosa del genere a un bambino in modo fraintendibile. Ho capito che probabilmente idealizzavano la figlia morta, però un po' di riguardo per "l'altra figlia", oltre a quello di farle bere acqua di Lourdes, magari...

Un'altra cosa, nelle prime pagine fa il paragone con la figlia di Rossella e Rhett in Via col vento, chiamandola Bonnie...ma per caso nella traduzione francese, Diletta è diventata Bonnie? Perché in realtà si chiamava Eugenia Vittoria, soprannominata Diletta. Mah...


message 7: by kris1980 (new)

kris1980 | 485 comments @Dottoressa
è vero, immedesimandomi, io avrei chiesto subito a mia madre con la curiosità di bambina... oppure anche più avanti, con più maturità.

per la questione del paragone e della figlia più brava, non so... sicuramente si sarà sentita la seconda scelta, "l'altra", ma sulla preferita o meno non lo so... lo scrive lei... ma tutti abbiamo avuto dei momenti in cui ci siamo sentiti inferiori a fratelli/sorelle nei rapporti con i genitori (mi ricordo anche io qualche episodio:p)


message 8: by Lelena (new)

Lelena | 3508 comments @Dottoressa, credo che ognuno viva il lutto in una maniera sua. Mettiamoci che siamo negli anni 40, che da bambina forse non era il caso di parlarne e dopo non si è più intavolato il discorso anche di fronte all'evidenza.... in ogni caso l'autrice diventata donna che non affronta la cosa parlandone con la madre ha le stesse colpe della madre che le ha rimosse, eppure lei si erge su di un piedistallo, è questo che mi urta


message 9: by Dottoressa (new)

Dottoressa | 1302 comments Sì, sono d'accordo sul fatto che ognuno lo viva in maniera sua, ma dopo 12 anni, una persona dovrebbe avere anche elaborato questo lutto, e quindi essere "un pochino" più razionale.
Poi, credo che lei ci sia rimasta male che sentisse la madre parlare con una semplice conoscente di questa cosa.

Non so quanto siano sullo stesso piano lei e la madre, a me lei ha dato l'impressione che dicesse "è successa questa cosa, io non esistevo nemmeno, quindi non c'entro niente", e che sia più un tirarsi fuori, però queste sono solo impressioni personali.


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