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La Sfida dei desideri > GDL: La neve di San Pietro di L. Perutz

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message 2: by Amaranta (new)

Amaranta | 4295 comments Copio qui le mie prime impressioni, aggiungo qualcosa dopo il tuo commento @Mick!

Il mio primo Perutz. E mi sa il primo di una serie!
Un racconto nebbioso, freddo, con una luce lattiginosa, il riverbero della neve che brucia gli occhi e che confonde la mente. Un uomo e una donna che si ritrovano, sarà stato il destino? Il volere divino? Oppure una semplice casualità?
Tutto può essere, non è questo in fondo quello che è importante, ma l’atmosfera che si respira. Una tensione verso qualcosa, verso una spiegazione, che non crea angoscia nella lettura, ma un sereno coinvolgimento.
Il dottor Amberg ha davvero vissuto tutto quello che ricorda?
“ Il sogno concede ciò che la vita nella sua avarizia ci nega. E allora perché svegliarsi se il sogno è così bello, se ti fa raggiungere gli obiettivi di una vita, si chiede il dottore, ritrovatosi all’improvviso in un letto di ospedale con ricordi completamente diversi da quelli che gli vengono descritti? Un puzzle, con pezzi mancanti ma la cui immagine si costruisce nella testa, senza bisogno che si completi nella realtà. E allora penso a quella stanza mediocre in cui il dottore si muove, alla luce del camino scoppiettante che crea un alone in cui in buio si ritira, all’odore di mela candita misto al cloroformio, al fruscio di una vestaglia di seta, alle orme sulla neve, al rilievo in una vetrina che ha la faccia di un Federico “qualunque”, a come “le luci parse del villaggio sembravano scintillare dietro una cortina densa e lattiginosa” , alla nebbia che tutto inghiotte insieme alla neve che ne disperde i contorni.
Una lettura spigolosa ma proprio questa è la sua bellezza.


message 3: by Mickdemaria (new)

Mickdemaria | 1086 comments Il sogno e la realtà, la percezione, la fede e l'estasi, l'ossessione amorosa e quella politica, un tempo disintegrato che si rifiuta di correre sotto il morso dell'orologio.... Questi e molti altri sono i temi di questo bel romanzo di Perutz, nato a Praga, naturalmente, e impregnato di quella cultura misteriosa e oscura, fatta di nebbia, di tenebra e di misteri. La narrazione procede tesa senza mai assumere una forma definitiva, i sensi sono ottusi, obnubilati, c'è sempre qualcosa che appare sfocato, sul limite tra il percepito e l'immaginato, c'è sempre una doppia versione. Colpa dell'incidente? Colpa della misteriosa Neve di San Pietro? Colpa della "Storia" che con i suoi corsi e ricorsi non è però mai uguale a se stessa? Cinque giorni o cinque settimane tra sogno e incubo in un romanzo sorprendente che consiglio senza remore.
Voto:8


message 4: by Amaranta (new)

Amaranta | 4295 comments E' proprio questo contorno sfumato fra sogno e realtà a renderlo affascinante, a mio avviso. L'idea di ritrovare poi la donna al risveglio mi ha dato i brividi, come se davvero tutto il mondo fosse contro quel povero medico abbandonato per giorni (o settimane) in ospedale. La prosa mi è piaciuta molto, genera immagini e sensazioni sicuramente molto suggestive che risentono dell'epoca in cui fu scritto. Una bellissima lettura per me. E sono contenta di avere aperto la strada per Perutz.
Grazie @Mick!


message 5: by Mickdemaria (new)

Mickdemaria | 1086 comments Io di suo avevo già letto Dalle nove alle nove, anche quello mi era molto piaciuto. Un autore da approfondire. Grazie a te per la proposta ;)


message 6: by Senny (new)

Senny | 449 comments Bellissimo, la narrazione è qualcosa di sublime, sarà che io adoro le trame oniriche e gli immaginari sognanti e brumosi, ma questa storia mi ha proprio colpita! Era da tempo che volevo leggere qualcosa di Leo Perutz, e finalmente ne ho avuto modo grazie a questa sfida e ho scoperto un bravissimo autore: nei prossimi mesi sicuramente farò razzia dei suoi libri in biblioteca... :D


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