pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

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Consigli di lettura > 25 Aprile

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message 1: by Malacorda (last edited Apr 24, 2018 02:43AM) (new)

Malacorda | 612 comments Sono molto banale se, alla vigilia della ricorrenza, apro un thread per parlare dei libri della liberazione, della resistenza, racconti e appunti partigiani? Ci sono tanti "classiconi" ma anche perle di autori poco conosciuti, tanti i racconti neorealisti ma ci sono anche quelli scritti molti anni dopo e con stili diversi...

Guardando la mia libreria, mi accorgo che la maggioranza dei libri sulla resistenza son finiti dritti-dritti nella mensola dei preferiti.

la mia top ten (non sono in ordine, li considero tutti pari merito)

Il gallo rosso, Giovanni Dusi
Il clandestino, Mario Tobino
La quarantasettesima, Ubaldo Bertoli
Diario clandestino: 1943-1945, Giovannino Guareschi
Se non ora, quando?, Primo Levi
Il partigiano Johnny, Beppe Fenoglio
Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino
Il pane bianco, Onorina Brambilla Pesce
Uomini e no, Elio Vittorini
I piccoli maestri, Luigi Meneghello
Oltretorrente, Pino Cacucci

...in realtà sono undici, e forse me ne sto scordando qualcuno...


message 2: by Catoblepa (last edited Apr 24, 2018 02:28AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3942 comments Mod
Aggiungo l'appena letto Racconto d'autunno di Tommaso Landolfi, in realtà molto sui generis per essere un racconto sulla resistenza. Un bel romanzo atipico (tipicamente landolfiano, quindi atipico): il finale però è troppo illogico per farmelo apprezzare appieno.

Più recentemente, nel 2016, è uscito Rosso nella notte bianca, romanzo che però a me non è piaciuto per nulla.

Ovviamente, poi, aggiungo Una questione privata, che secondo me rimane l'opera più bella sulla resistenza italiana, il miglior libro di Fenoglio e uno dei migliori romanzi italiani di sempre.

Ancora di Fenoglio, anche i racconti de I ventitre giorni della città di Alba.

Uscendo dalla narrativa, la prima raccolta di poesie di Franco Fortini (Foglio di via e altri versi) è assai interessante, anche se io preferisco di gran lunga il tardo Fortini (dagli anni '70 in poi, diciamo, oltre al fatto che è uno dei rarissimi casi in cui l'opera più grande è quella fatta nell'età della sclerosi - pubblicata a 77 anni - ma questa è una storia che qui non c'entra).

Degli undici da te elencati ne ho letti solo alcuni, certi amati (sempre Fenoglio in primis), altri odiati (Vittorini per me rimane uno sbruffone illeggibile).


message 3: by Malacorda (new)

Malacorda | 612 comments Quello di Landolfi galleggiava da un po' in wishlist, mi sa che sia ora di farlo balzare in cima alla lista.


message 4: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments Sono uno scarso cultore della narrativa italiana (ma ho molto apprezzato i libri di Fenoglio che avete citato: Il partigiano Johnny e ancor più Una questione privata) però, a costo di apparire blasfemo aggiungerei Asce di guerra


message 5: by Savasandir (last edited Apr 24, 2018 04:33AM) (new)

Savasandir  | 468 comments Fra i non ancora citati c'è L'Agnese va a morire di Renata Viganò; l'ho letto tanti anni fa, ne ho un ricordo vago, ma so che lo trovai bello e toccante, una delle migliori letture su questo tema (è da un po' che medito di rileggerlo).

Sul fronte dei saggi avevo trovato interessante e di agile lettura Le tre Italie del 1943: chi ha veramente combattuto la guerra civile di Gianni Oliva, che presenta un'analisi ben documentata e tutt'altro che retorica dell'Annus Horribilis del nostro Paese; ma anche qui la lettura risale a qualche anno fa, quindi la mia attendibilità non è inappuntabile.


message 6: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments Grazie Malacorda
E' importante (altro che banale..) questo thread nei giorni in cui qualcuno si permette di auspicare che il 25 aprile diventi un giorno come un altro!


message 7: by Procyon (last edited Apr 24, 2018 08:10AM) (new)

Procyon Lotor (procyonlotoritaly) | 41 comments AA.VV. 1945 Lettere di condannati a morte della resistenza italiana
ACCAME Giano 2010 La morte dei fascisti
BOCCA Giorgio 1966 Storia dell'Italia partigiana Settembre 1943 Maggio 1945
BOLDRINI Arrigo 1945 Diario di Bulow
CASSOLA Carlo 1959 La ragazza di Bube
FENOGLIO Beppe 1952 I ventitrè giorni della città di Alba
FENOGLIO Beppe 1959 Primavera di bellezza
FENOGLIO Beppe 1963 Una questione privata
FENOGLIO Beppe 1968 Il partigiano Johnny
LEVI Primo 1947 Se questo è un uomo
LEVI Primo 1963 La tregua
LEVI Primo 1986 I sommersi e i salvati
MAFAI Miriam 1987 Pane Nero. Donne e vita quotidiana nella seconda guerra mondiale
MALAPARTE Curzio 1944 Kaputt
MALAPARTE Curzio 1949 La pelle
MONTANELLI Indro 2011 Storia d'Italia Vol.18 L'Italia della guerra civile [1943-1946]
OLIVA Gianni 1994 I vinti e i liberati - 8 Settembre 1943 25 Aprile 1945
PANSA Giampaolo 2003 Il sangue dei vinti
PAVONE Claudio 1991 Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza
REVELLI Nuto 2003 Le Due Guerre. Guerra fascista e guerra partigiana
RIGONI STERN Mario 1953 Il sergente nella neve
TEC Nechama 2001 Defiance (*)
TOMPKINS Peter 1935 L'altra Resistenza
TOMPKINS Peter 1935 The OSS and Italian Partisans in World War II
VIGANO Renata 1949 L'Agnese va a morire


Sono mescolati volutamente i romanzi coi diari ed i saggi storici. I diari sono sempre soggetti a sceneggiatura, i saggi se vogliono essere decenti devono affidarsi anche alle testimonianze ed i romanzi - se buoni od ottimi come questi - avere l'inestimabile apporto dell'esperienza diretta: l'argomento non è attingibile in altro modo. Chi non ce l'ha si vede.

(*) resistenza ebraica polacco-bielorussa.

- L'Agnese va a morire oggi quasi dimenticato, sconta una cattiva esagerata propaganda decenni fa. La Viganò non è elegante come Fenoglio, scrive come un'azdora, secca e dritta al punto, ma non dice una puttanata che sia una né omette: dalle mie parti fu esattamente così.

- Peccato che l'eccellente Diario di Bulow sia reperibile solo in una carissima edizione 22€ - per fan - non ben curata.
Nella frequentissima ipotesi di un lettore senza alcuna esperienza militare e solo una vaga idea della geografia storica della Bassa Ravennate, la lettura può far venire in mente un "vabbè, se po' 'ffà": no, sbagliato, non è vero, fu terribilmente difficile, rischioso e faticosissimo.
Cartine penosette, scarso materiale iconografico ed in genere pochi elementi per il lettore che non conosca i luoghi a quel tempo, le loro difficoltà e cosa implica una nota che Bulow sbriga in una riga.


message 8: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3942 comments Mod
Ah, fin qui non ancora menzionato In territorio nemico, romanzo scritto a 230 mani dal SIC e revisionato da Vanni Santoni e Gregorio Magini.
Più interessante per l'esperimento (SIC sta per Scrittura Industriale Collettiva) in realtà è meno peggio di quel che lascia presagire. Insomma, non è certo Fenoglio, ma si lascia leggere e alcune parti sono assai interessanti.


message 9: by Orne (new)

Orne | 88 comments Aggiungo ancora La messa dell'uomo disarmato. Un romanzo sulla Resistenza di Luisito Bianchi, scoperto su Acoso grazie a Chik (grazie Chik); I miei sette figli, di Alcide Cervi; Uomini e comandanti, di Giulio Questi e il bellissimo Banditi di Pietro Chiodi, che fu professore di Fenoglio al liceo di Alba, e che compare con il nome di Monti ne Il partigiano Johnny.


message 10: by Siti (new)

Siti Giuseppe Fiori, Vita di Gramsci. Una resistenza eccezionale.


message 11: by Siti (new)

Siti Grazie per tutti i titoli.


message 12: by lorinbocol (new)

lorinbocol | 458 comments @ubik: a proposito di asce di guerra, vitaliano ravagli nel libro parla anche di una casa in cui i tedeschi facevano caricare a lui ragazzino i nastri delle mitragliatrici. quella casa, che era stata trasformata in comando e deposito di munizioni, e che sorgeva esattamente sulla linea gotica - nel senso che la linea le passava proprio attraverso :) - è quella in cui vive ora mia madre. nei primissimi anni duemila, direi 2003 a memoria, per un giro di circostanze è venuto a passare un pomeriggio lì. rivedendo i posti si è commosso in modo, devo dire, toccante. (credo però che c’entrasse anche il discreto tasso alcolico accumulato in un pomeriggio di rievocazioni ;) ).


message 13: by GiuseppeB (new)

GiuseppeB | 5 comments Grazie a tutti per la nutrita bibliografia!


message 14: by Ubik (last edited Apr 24, 2018 01:34PM) (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments @lorinbocol
molto interessante...
ma dove (se non sono indiscreto), in che Comune? Perché anch'io bazzico in estate in una casa non lontana dalla Linea Gotica, casa di suocera nel mio caso, non di madre... e Linea Gotica 2 per la precisione perchè, come noto, il fronte si spostò, pur lentamente nel corso dell'estate-autunno del '44
http://www.gothicline.org/polica/cart...


message 15: by Malacorda (new)

Malacorda | 612 comments Grazie a tutti per la partecipazione, quanti titoli da aggiungere in wishlist!

Leggendo il listone di @Procyon mi viene in mente anche
Il generale della Rovere, ovviamente Montanelli.


message 16: by lorinbocol (new)

lorinbocol | 458 comments @ubik, indizi: brigata ebraica e gruppo di combattimento friuli presenti :)
ecco qui:

http://www.combattentiliberazione.it/...

il mulino fantaguzzi è ancora della famiglia di mia madre. è un rudere, ormai. la brigata ebraica voleva farci un museo ma i costi di realizzazione sarebbero stati troppi alti - vien da fare una battuta, lo so :) - e hanno lasciato perdere.


message 17: by piperitapitta (last edited Apr 25, 2018 04:20AM) (new)

piperitapitta (lapitta) | 3257 comments Mod
Grazie a tutti per i tanti suggerimenti e stimoli alla lettura: mi rendo conto di aver letto pochissimo, se si escludono le "Lettere di condannati a morte della resistenza italiana" in età scolare e "Questione privata" in tempi recenti (che non ho apprezzato moltissimo, ahimè, e mi rendo ben conto di essere, in questo senso, una mosca bianca) e i tre titoli di Levi che però non mi viene da includerei un elenco di libri che abbia come minimo comune multiplo il 25 aprile (non perché non trattino anch'esse di resistenza, ma forse più intesa come resistenza umana, che non come resistenza politica e civile).

Aggiungo al quadro il recente Resto qui che, per quanto non mi abbia entusiasmato come romanzo, ha il pregio di narrare una forma di resistenza misconosciuta: quella degli italiani di lingua tedesca nel Sud Tirolo e di sfiorare l'interessante tema delle maestre clandestine della bassoatesina.

Detto questo ho iniziato a leggere L'Agnese va a morire, di cui ricordo solo e vagamente il noto film di Montaldo.


message 18: by Malacorda (new)

Malacorda | 612 comments piperitapitta wrote: " i tre titoli di Levi che però non mi viene da includerei un elenco di libri che abbia come minimo comune multiplo il 25 aprile ..."

Riguardo i tre più conosciuti (La tregua, Se questo è un uomo, I sommersi e i salvati) sono d'accordo con te, sono libri un filino a latere rispetto il tema principale (e tuttavia sono comunque imprescindibili) ma per quanto riguarda Se non ora, quanto?, questo parla di resistenza schietta: è la storia di un gruppo di partigiani che attraversano l'Europa, dalla Russia fino all'Italia. Per i miei gusti, è il migliore di Levi: il più romanzato, e anche il più riuscito.


message 19: by Malacorda (last edited Apr 25, 2018 06:33AM) (new)

Malacorda | 612 comments ...poi me ne viene in mente un altro: L'armata dei fiumi perduti di Carlo Sgorlon. Qui i partigiani non sono protagonisti ma co-protagonisti.

Certo che laddove, oltre alla già abbastanza grande tragedia della guerra civile e dell'occupazione tedesca, si è aggiunta anche l'armata dei cosacchi, ne è venuto un bel minestrone. Il grosso di questa armata era schierata in Friuli, ma a quanto pare un qualche reparto è stato "allungato" fino al parmense e al piacentino. Ho conosciuto un signore, morto pochi anni fa, che raccontava di quando, da ragazzetto, proprio durante la guerra, una volta lungo la strada si è imbattuto in una coppia di cosacchi a cavallo. Questo signore raccontava di due cavalli enormi, quasi mostruosi, e io tra me e me pensavo fosse una sua esagerazione dovuta al passare degli anni e alla sua giovane età all'epoca dell'episodio. Invece nel libro di Sgorlon ho trovato conferma di questa cosa: dice che i contadini italiani guardavano quei cavalli e commentavano tra loro che uno solo di quegli animali avrebbe potuto fare la stessa resa di uno dei modernissimi trattori americani che si iniziavano da poco a vedere in giro...


message 20: by Malacorda (new)

Malacorda | 612 comments ...e per finire: gli interventi di @lorin mi hanno fatto tornare in mente una cosa di cui mi sono spesso dimenticata. La porzione di rustico dove ho vissuto dal 2003 al 2011, durante la guerra era una stalla: quale la mia meraviglia quando, leggendo La quarantasettesima di Bertoli, ho realizzato che con ogni probabilità proprio lì si era tenuto il processo ad un tizio, ex ufficiale dell'esercito e maestro elementare, il quale aveva guidato una banda di briganti che nella zona si spacciavano per guerriglieri per poter rapinare la gente. E' morto in maniera ingloriosa ma a quanto pare non ha serbato rancore: il suo fantasma non è mai venuto a disturbare.


message 21: by lorinbocol (new)

lorinbocol | 458 comments @malacorda: bello!


message 22: by piperitapitta (last edited Apr 25, 2018 08:50AM) (new)

piperitapitta (lapitta) | 3257 comments Mod
@Malacorda, sì, mi riferivo ai tre citati da @PL, "Se non ora quando" non l'ho letto :-)

Dimenticavo!
Ho letto anche La pelle, ma ero poco più che quindicenne e non ricordo praticamente nulla.


message 23: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1229 comments @lorinbocol
valle del Senio; altra valle...
:-)


message 24: by Karenina (new)

Karenina | 420 comments Ai molti già citati, aggiungo lo sconosciuto Silenzio sotto l'erba di Giovanna Zangrandi. Non so se sia ancora in circolazione ma se lo trovate, merita davvero.


message 25: by Orma (new)

Orma | 71 comments Grazie a voi, ho recuperato "Se non ora, quando?" che da troppo tempo stava a vegetare aspettandomi.


message 26: by Malacorda (last edited Apr 25, 2018 09:42AM) (new)

Malacorda | 612 comments piperitapitta wrote: "@Malacorda, sì, mi riferivo ai tre citati da @PL, "Se non ora quando" non l'ho letto :-)

Dimenticavo!
Ho letto anche La pelle, ma ero poco più che quindicenne e non ricordo praticamente nulla."


a proposito, eccone un altro: La pelle intera di Giulio Angioni


message 27: by Malacorda (new)

Malacorda | 612 comments Orma wrote: "Grazie a voi, ho recuperato "Se non ora, quando?" che da troppo tempo stava a vegetare aspettandomi."

Leggilo subito! E' uno dei miei preferiti di sempre, è da Premio Nobel, altro che Campiello.


message 28: by Chomsky (new)

Chomsky (nchomsky) | 109 comments Il 25 aprile visto da Luciano Bianciardi:

"E cominciò a circolare la voce che Mussolini se n’era andato, dapprima vaga, poi più insistente. Cominciammo a crederci, e vedevamo la fine di tante sciagure. Mi rialzai, presi il mio carico, raggiunsi la stazione. In treno, rannicchiato sopra una panca, mi addormentai col solito sonno duro, completo, incosciente. Al mattino, a Lecce, i giornali confermavano la grande notizia. “La guerra continua” concludeva il comunicato, “Ma per poco” dicevamo noi. Ed infatti a Copertino aspettammo l’armistizio, ma siccome non si vedeva nulla, decidemmo di non aspettarlo più. Poi si sparse la voce di un prossimo ritorno a Stia, ma la voce fu smentita e ci rassegnammo a restare. Poi lo sbarco in Calabria, e ci rassegnammo a non tornare mai più. Poi l’armistizio, la speranza (quasi certezza questa volta) di tornare a casa, ma anche allora nulla, e ci rassegnammo a restare ancora. Per quanto? Chissà!
Ci rassegnammo anche a non aver più notizie da casa, a sentire che le nostre città andavano in aria e che la nostra gente moriva.

Ci siamo rassegnati a troppe cose, e siccome rinunciare è bello, ma non serve più a nulla quando non c’è più nulla a cui rinunciare, visto che non sarebbero rimasti forse neppure gli occhi per pianger (o il culo per cacare, tanto per fare uso di un’espressione equivalente, ma molto meno retorica e molto più espressiva) dicemmo a noi stessi che probabilmente ci avevano preso in giro e decidemmo di farla finita. Tanto è vero che, appena possibile, abbiamo rinunciato anche alla “dignità del signor ufficiale” e ce ne siamo andati a fare i pastori, gli attori, gli interpreti, i cuochi, i camerieri, i mandriani, gli insegnanti, i manovali, i meccanici, tutto quello che potesse permetterci di non portare più le stellette addosso."

http://www.lavoroculturale.org/le-bom...


message 29: by Procyon (last edited Apr 25, 2018 01:29PM) (new)

Procyon Lotor (procyonlotoritaly) | 41 comments *non mi viene da includere in un elenco di libri che abbia come minimo comune multiplo il 25 aprile

Secondo me (e secondo molti altri) quello di non pensare solo alla propria pellaccia in uno dei luoghi più terribili è parte della Resistenza. Ricordo che Levi, come riporta nei capitoli iniziali, fu catturato in quanto partigiano inespertissimo e internato come ebreo.

Ci sono allo scopo altri libri sui militari prigionieri italiani internati, furono ottocentomila, seicentomila dei quali, nonostante la prigionia come "traditori" non "nemici" li esponesse ad ogni sorta di ritorsioni, non accettarono di tornare a combattere per i nazisti.

Furono anche quelli resistenti, solo che non avendoli letti, non li ho citati.
____________________________________________________________
*Asce di guerra

Letto, non citato perché mi parve tra il fantasioso e il brigatista.


message 30: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 248 comments Quante indicazioni. A parte quelli letti a scuola, moltissimi non li ho letti. Il 25 aprile è sempre stato fonte di liti e discussioni in tutti gli ambienti che ho frequentato nella mia vita, al punto che ho avuto a lungo un rifiuto per l'argomento.


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