Il salotto dei lettori discussion

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In lettura > TBR Aprile 2018

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message 1: by Nadia (new)

Nadia Buongiorno Salottieri e buona Pasqua!

Consueto appuntamento con le nostre liste di lettura :)


message 2: by Nadia (last edited Apr 30, 2018 12:27PM) (new)

Nadia Anche questo mese la mia TBR sarà lunga...

-Fantasie d'estate (in lettura)
-L'ombra dello scorpione (in lettura)
-Le pietre della luna (finito - 7/4)
-La sposa ribelle (finito)
-Diario di un killer sentimentale (finito - 4/4)
-Il vile villaggio (finito)
-La scuola è finita (finito - 23/4)
-La zona morta (finito - 30/4)
-Anno nuovo... - Abbracci a Capodanno (finito - 7/4)
-Tra i coralli: La sirena di Kailua (finito - 18/4)
-La luce sugli oceani (finito - 28/4)

EXTRA
-La sirena (finito - 8/4)
-Dalila: La sirena che voleva le scarpe (finito - 9/4)
-Correva l'anno della girella (finito)


message 3: by Martina (new)

Martina (karamazovsister) | 739 comments @Nadia "Diario di un killer sentimentale" non mi è piaciuto affatto ma è super corto. Dimmi com'è "La luce sugli oceani", è da una vita che voglio vedere il film!

Letti

In lettura
- L'uomo di Pietroburgo di Follett: voglio iniziarlo oggi, mai letto un libro di spionaggio o di questo autore

Da leggere
- NP di Yoshimoto: per la road con Francesco, la trama mi ispira molto
- Uomini e topi di Steinbeck: non so perchè, ma sono molto spaventata da questo autore, forse perché gli americani non mi impressionano mai molto. Almeno è breve
- La buona società di Towles: ho amato il suo Un gentiluomo a Mosca, spero sia altrettanto piacevole


message 4: by Martina (new)

Martina (karamazovsister) | 739 comments Letti
- L'uomo di Pietroburgo di Follett: nulla di che, si legge più come un romance con un pizzico di spionaggio che come libro storico/politico, ha un ottimo ritmo nonostante i personaggi siano piatti e non facciano granché. La fine mi è sembrata molto sacrificata.
- Il condominio di Ballard: strano, con personaggi bidimensionali (ma non importa, perché l'autore deve provare una sua idea e basta). Piuttosto inquietante e aspetto di vedere il film per farmi un'idea precisa, anche perché non lo ricordo molto, a parte il fatto che è molto disturbante anche come distopia.
- L'amante di Duras: dopo anni che lo vedevo ovunque e con una trama teoricamente interessante, finalmente l'ho letto e ne sono rimasta delusa. Non capisco nè il titolo nè la trama con cui viene presentato: la relazione tra lei e il miliardario cinese è vista molto di striscio, si parla molto di più della sua famiglia, soprattutto della madre, anche se sempre in maniera nebulosa. Non ho apprezzato proprio, anche se certe descrizioni sono molto belle e alcune frasi colpiscono il segno. La Duras è stata un gran bel personaggio, secondo me.
- Ivàn lo scemo di Tolstoj: è una fiaba e mi è piaciuta proprio per la sua semplicità, che mi ha riportato all'infanzia. Forse perché ho appena visto Il giovane Karl Marx, ma alcune cose di questo libro sembravano molto comuniste.
- NP di Yoshimoto: per la road con Francesco, mi è piaciuto molto, mi ha ricordato Norwegian Wood di Murakami, per l'atmosfera sottilmente inquietante. Si alterna un'innocenza totale a uno stile a volte letteralmente meraviglioso. Potrei finalmente provare altro di questa autrice.
- Il testamento di Maria di Toibin: veramente un centinaio di pagine sprecato. Se è tutto quello che ha da dire su una madre che ha perso il figlio in una maniera così orribile, anche se tutto quello che è venuto dopo lo ritiene una menzogna, allora non ha capito nulla dell'essere umano. Maria è un personaggio davvero piatto e non succede nulla in questa storia, anche il tentativo di meditare su quanto Gesù sia una figura costruita dopo è caduta proprio in maniera piatta e poco creativa.
- Perché essere felice quando puoi essere normale? di Winterson: questa è la base reale dietro il racconto "fittizio" di Non ci sono solo le arance. Per fortuna ho letto questo libro mesi fa, altrimenti questo mi sarebbe sembrato forse ripetitivo. Ho amato come l'autrice non si limitasse a elencare cronologicamente tutti gli eventi della sua vita (salta un bel pezzo, tra l'altro, tra l'uscita da casa e la ricerca della madre) ma desse voce ai suoi pensieri. Mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano le leggende arturiane. Ho veramente amato tutto, la calma composta con cui riesce a rievocare eventi davvero duri e come parla della madre adottiva, che è stata tremenda oltre misura, e amo come indaghi su se stessa, ammettendo con semplicità le proprie mancanze.
- Passione di Winterson: questo libro mi è piaciuto meno, come amo sempre meno ultimamente i secondi libri di autori che ho amato. Non so oggettivamente cosa non vada in questo libro, forse i personaggi sono un po' troppo simili e non ho amato molto Villanelle e forse il volere dare una patina fantastica alla storia, senza però metterci troppo impegno. I piedi palmati e l'ambientazione, soprattutto la descrizione di Venezia, sono encomiabili.

In lettura

Da leggere
- Uomini e topi di Steinbeck: non so perchè, ma sono molto spaventata da questo autore, forse perché gli americani non mi impressionano mai molto. Almeno è breve
- La battaglia delle tre corone di Blake: uno ya fantasy, i generi di cui temo di più una robaccia! Spero non mi deluda, cosa può andare in tre sorelle che si contendono il trono ( Re Lear )
- La fine dei vandalismi di Drury: ammetto di averlo preso per il titolo, che mi fa impazzire. Spero non abbia quella prosa secca finto intellettuale alla Le nostre anime di notte, perché davvero continuo a non capirne il successo.
- Memorie di uno Psicopatico di Erofeev: mai sentito prima questo autore, preso di getto in biblio perché, oggettivamente, la Russia mi stava chiamando da un po' (tutte o quasi le mie letture ultimamente hanno a che fare con questa nazione, anche Passione ha una parte ambientata durante l'invasione della Russia da parte di Napoleone). Non so, mi dà l'idea di un Rimbaud.
- In questo luogo incantato di Denfeld: non so nulla di questo libro, mi piace la copertina. È ambientato in una prigione, con un condannato a morte come protagonista. Un secondo L'ultimo giorno di un condannato a morte? Speriamo di no.
- Le onde di Woolf: ritento con questa autrice, dopo il meh con Orlando. Mi ricordo che questo libro era citato moltissimo in Raccontami di un giorno perfetto. Non so nemmeno di cosa parla strano, eh?, quindi spero il meglio


message 5: by Marianna (new)

Marianna | 916 comments @Martina, fammi sapere per La battaglia delle tre corone! Anche io ho sempre paura che libri del genere siano ciofeche, però me ne hanno parlato bene, chissà. Sono curiosa di sentire il tuo parere, che è sempre molto onesto :D


message 6: by Martina (new)

Martina (karamazovsister) | 739 comments @Marianna: woow, grazie per le belle parole! ;D Non vedo cosa ci guadagnerei a non dire la mia opinione, visto che in ogni caso non mi pagano ;)
Allora, a me è piaciuto abbastanza, quindi in linea di massima, se ti piace un fantasy piuttosto carino e con una dose di romance alla fine piuttosto importante (non c'è solo quello) è ottimo, però conta che ce ne sono altri tre, di cui due usciranno nei prossimi anni. Quindi, sempre che l'autrice pubblichi esattamente nei tempi previsti, dovrai comprarteli tutti in lingua originale, perché la traduzione chissà quando verrà fatta.


Letti
- L'uomo di Pietroburgo di Follett: nulla di che, si legge più come un romance con un pizzico di spionaggio che come libro storico/politico, ha un ottimo ritmo nonostante i personaggi siano piatti e non facciano granché. La fine mi è sembrata molto sacrificata.
- Il condominio di Ballard: strano, con personaggi bidimensionali (ma non importa, perché l'autore deve provare una sua idea e basta). Piuttosto inquietante e aspetto di vedere il film per farmi un'idea precisa, anche perché non lo ricordo molto, a parte il fatto che è molto disturbante anche come distopia.
- L'amante di Duras: dopo anni che lo vedevo ovunque e con una trama teoricamente interessante, finalmente l'ho letto e ne sono rimasta delusa. Non capisco nè il titolo nè la trama con cui viene presentato: la relazione tra lei e il miliardario cinese è vista molto di striscio, si parla molto di più della sua famiglia, soprattutto della madre, anche se sempre in maniera nebulosa. Non ho apprezzato proprio, anche se certe descrizioni sono molto belle e alcune frasi colpiscono il segno. La Duras è stata un gran bel personaggio, secondo me.
- Ivàn lo scemo di Tolstoj: è una fiaba e mi è piaciuta proprio per la sua semplicità, che mi ha riportato all'infanzia. Forse perché ho appena visto Il giovane Karl Marx, ma alcune cose di questo libro sembravano molto comuniste.
- NP di Yoshimoto: per la road con Francesco, mi è piaciuto molto, mi ha ricordato Norwegian Wood di Murakami, per l'atmosfera sottilmente inquietante. Si alterna un'innocenza totale a uno stile a volte letteralmente meraviglioso. Potrei finalmente provare altro di questa autrice.
- Il testamento di Maria di Toibin: veramente un centinaio di pagine sprecato. Se è tutto quello che ha da dire su una madre che ha perso il figlio in una maniera così orribile, anche se tutto quello che è venuto dopo lo ritiene una menzogna, allora non ha capito nulla dell'essere umano. Maria è un personaggio davvero piatto e non succede nulla in questa storia, anche il tentativo di meditare su quanto Gesù sia una figura costruita dopo è caduta proprio in maniera piatta e poco creativa.
- Perché essere felice quando puoi essere normale? di Winterson: questa è la base reale dietro il racconto "fittizio" di Non ci sono solo le arance. Per fortuna ho letto questo libro mesi fa, altrimenti questo mi sarebbe sembrato forse ripetitivo. Ho amato come l'autrice non si limitasse a elencare cronologicamente tutti gli eventi della sua vita (salta un bel pezzo, tra l'altro, tra l'uscita da casa e la ricerca della madre) ma desse voce ai suoi pensieri. Mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano le leggende arturiane. Ho veramente amato tutto, la calma composta con cui riesce a rievocare eventi davvero duri e come parla della madre adottiva, che è stata tremenda oltre misura, e amo come indaghi su se stessa, ammettendo con semplicità le proprie mancanze.
- Passione di Winterson: questo libro mi è piaciuto meno, come amo sempre meno ultimamente i secondi libri di autori che ho amato. Non so oggettivamente cosa non vada in questo libro, forse i personaggi sono un po' troppo simili e non ho amato molto Villanelle e forse il volere dare una patina fantastica alla storia, senza però metterci troppo impegno. I piedi palmati e l'ambientazione, soprattutto la descrizione di Venezia, sono encomiabili.
- Le onde di Woolf: ritento con questa autrice, dopo il meh con Orlando e ne rimango piuttosto soddisfatta. È molto difficile descrivere la trama senza farla sembrare banale (cosa che proprio non è), ma posso svelare che si tratta di monologhi fluidi di 6 amici, dall'infanzia in poi. Woolf riesce a narrare nello stesso modo in cui si vive, con attimi che sembrano eterni e anni che passano in troppo poco tempo. Lo stile è fantastico e ognuno dei personaggi riesce a dare un qualcosa di nuovo alla storia. Mi ricordo che questo libro era citato moltissimo in Raccontami di un giorno perfetto.
- La battaglia delle tre corone di Blake: uno ya fantasy, i generi di cui temo di più una robaccia e non mi ha deluso! Ha dei punti deboli (vedi il romance, a volte evitabile, ma è scritto per persone per cui ha ancora molta importanza), però ho adorato come la Blake si prenda cura di inventarsi un mondo piuttosto inconsueto, con la sua religione, i suoi costumi e tutto il resto. Ho amato la presenza di amicizie e come le tre potenziali regine fossero descritte in maniera molto umana. Certo, tutta l'azione è verso l'ultimo 30% del libro, ma a me non è parso monotono o poco scorrevole il resto. Se dovesse capitarmi, leggerei volentierissimo anche i sequel.
- Il morso della reclusa di Vargas: so che contraddice la mia regola: "Se un giallo dura più di 300 pagine max, allora è una ciofeca", ma la Vargas è una categoria a sé, si legge per tutti gli incontri che Adamsberg fa, per tutte le strane trovate dei suoi sottoposti e per gli strani giri mentali dell'ispettore, più vicino a Dirk Gently che a Sherlock Holmes. L'assassin@ è prevedibile, ma tutto sommato non disturba quanto tempo ci metta il protagonista a capirlo. Ho odiato non ricordare i nomi dei vari investigatori, ma non è un problema per la trama, e volevo molto più Danglard, che è rimasto per lo più nel suo cantuccio. Forse è ripetitivo, ormai lo schema è quello, ma è sempre piuttosto piacevole.
- La fine dei vandalismi di Drury: ammetto di averlo preso per il titolo, che mi fa impazzire. Fortunatamente non è stato come Le nostre anime di notte, anche se l'ambientazione e il tipo di personaggi è la stessa. Non fraintendetemi, non è un capolavoro, ma l'ho trovato rilassante e scorrevole. Mi ha incuriosito particolarmente Tiny, che una recensione definiva come il "cattivo" della vicenda, mentre direi che è più un trickster che ormai non ha più fortuna, forse perché lui stesso sta diventando altro. Se non avete nulla da leggere e volete rilassarvi, questo è ottimo, ma oggettivamente è uno spreco leggere 400 pagine così, gli harmony ci riescono in molto meno.


In lettura

Da leggere
- Uomini e topi di Steinbeck: non so perchè, ma sono molto spaventata da questo autore, forse perché gli americani non mi impressionano mai molto. Almeno è breve
- Memorie di uno Psicopatico di Erofeev: mai sentito prima questo autore, preso di getto in biblio perché, oggettivamente, la Russia mi stava chiamando da un po' (tutte o quasi le mie letture ultimamente hanno a che fare con questa nazione, anche Passione ha una parte ambientata durante l'invasione della Russia da parte di Napoleone). Non so, mi dà l'idea di un Rimbaud.
- In questo luogo incantato di Denfeld: non so nulla di questo libro, mi piace la copertina. È ambientato in una prigione, con un condannato a morte come protagonista. Un secondo L'ultimo giorno di un condannato a morte? Speriamo di no.
- Notre-Dame de Paris di Hugo: lo aggiungo, ma non so nemmeno se riuscirò ad aprirlo, ne ho molta voglia però.


message 7: by Marianna (new)

Marianna | 916 comments Martina wrote: "@Marianna: woow, grazie per le belle parole! ;D Non vedo cosa ci guadagnerei a non dire la mia opinione, visto che in ogni caso non mi pagano ;)
Allora, a me è piaciuto abbastanza, quindi in linea ..."


Beh, non mi spaventa il fatto di leggere in lingua, lo faccio molto spesso visto che purtroppo in Italia viene tradotto quello che è un granello nel deserto rispetto a tutta la produzione letteraria mondiale. È il mix fantasy-romance che mi mette già più ansia, perché sta diventando un luogo comune e ho paura sia qualcosa di già letto.


message 8: by Nadia (new)

Nadia @Martina
Il libro è piacevole, a parte qualche passaggio un po' lento, e il film altrettanto (Fassbender è bellissimo <3) :D


message 9: by Martina (new)

Martina (karamazovsister) | 739 comments Letti
- L'uomo di Pietroburgo di Follett: nulla di che, si legge più come un romance con un pizzico di spionaggio che come libro storico/politico, ha un ottimo ritmo nonostante i personaggi siano piatti e non facciano granché. La fine mi è sembrata molto sacrificata.
- Il condominio di Ballard: strano, con personaggi bidimensionali (ma non importa, perché l'autore deve provare una sua idea e basta). Piuttosto inquietante e aspetto di vedere il film per farmi un'idea precisa, anche perché non lo ricordo molto, a parte il fatto che è molto disturbante anche come distopia.
- L'amante di Duras: dopo anni che lo vedevo ovunque e con una trama teoricamente interessante, finalmente l'ho letto e ne sono rimasta delusa. Non capisco nè il titolo nè la trama con cui viene presentato: la relazione tra lei e il miliardario cinese è vista molto di striscio, si parla molto di più della sua famiglia, soprattutto della madre, anche se sempre in maniera nebulosa. Non ho apprezzato proprio, anche se certe descrizioni sono molto belle e alcune frasi colpiscono il segno. La Duras è stata un gran bel personaggio, secondo me.
- Ivàn lo scemo di Tolstoj: è una fiaba e mi è piaciuta proprio per la sua semplicità, che mi ha riportato all'infanzia. Forse perché ho appena visto Il giovane Karl Marx, ma alcune cose di questo libro sembravano molto comuniste.
- NP di Yoshimoto: per la road con Francesco, mi è piaciuto molto, mi ha ricordato Norwegian Wood di Murakami, per l'atmosfera sottilmente inquietante. Si alterna un'innocenza totale a uno stile a volte letteralmente meraviglioso. Potrei finalmente provare altro di questa autrice.
- Il testamento di Maria di Toibin: veramente un centinaio di pagine sprecato. Se è tutto quello che ha da dire su una madre che ha perso il figlio in una maniera così orribile, anche se tutto quello che è venuto dopo lo ritiene una menzogna, allora non ha capito nulla dell'essere umano. Maria è un personaggio davvero piatto e non succede nulla in questa storia, anche il tentativo di meditare su quanto Gesù sia una figura costruita dopo è caduta proprio in maniera piatta e poco creativa.
- Perché essere felice quando puoi essere normale? di Winterson: questa è la base reale dietro il racconto "fittizio" di Non ci sono solo le arance. Per fortuna ho letto questo libro mesi fa, altrimenti questo mi sarebbe sembrato forse ripetitivo. Ho amato come l'autrice non si limitasse a elencare cronologicamente tutti gli eventi della sua vita (salta un bel pezzo, tra l'altro, tra l'uscita da casa e la ricerca della madre) ma desse voce ai suoi pensieri. Mi ha fatto venire voglia di riprendere in mano le leggende arturiane. Ho veramente amato tutto, la calma composta con cui riesce a rievocare eventi davvero duri e come parla della madre adottiva, che è stata tremenda oltre misura, e amo come indaghi su se stessa, ammettendo con semplicità le proprie mancanze.
- Passione di Winterson: questo libro mi è piaciuto meno, come amo sempre meno ultimamente i secondi libri di autori che ho amato. Non so oggettivamente cosa non vada in questo libro, forse i personaggi sono un po' troppo simili e non ho amato molto Villanelle e forse il volere dare una patina fantastica alla storia, senza però metterci troppo impegno. I piedi palmati e l'ambientazione, soprattutto la descrizione di Venezia, sono encomiabili.
- Le onde di Woolf: ritento con questa autrice, dopo il meh con Orlando e ne rimango piuttosto soddisfatta. È molto difficile descrivere la trama senza farla sembrare banale (cosa che proprio non è), ma posso svelare che si tratta di monologhi fluidi di 6 amici, dall'infanzia in poi. Woolf riesce a narrare nello stesso modo in cui si vive, con attimi che sembrano eterni e anni che passano in troppo poco tempo. Lo stile è fantastico e ognuno dei personaggi riesce a dare un qualcosa di nuovo alla storia. Mi ricordo che questo libro era citato moltissimo in Raccontami di un giorno perfetto.
- La battaglia delle tre corone di Blake: uno ya fantasy, i generi di cui temo di più una robaccia e non mi ha deluso! Ha dei punti deboli (vedi il romance, a volte evitabile, ma è scritto per persone per cui ha ancora molta importanza), però ho adorato come la Blake si prenda cura di inventarsi un mondo piuttosto inconsueto, con la sua religione, i suoi costumi e tutto il resto. Ho amato la presenza di amicizie e come le tre potenziali regine fossero descritte in maniera molto umana. Certo, tutta l'azione è verso l'ultimo 30% del libro, ma a me non è parso monotono o poco scorrevole il resto. Se dovesse capitarmi, leggerei volentierissimo anche i sequel.
- Il morso della reclusa di Vargas: so che contraddice la mia regola: "Se un giallo dura più di 300 pagine max, allora è una ciofeca", ma la Vargas è una categoria a sé, si legge per tutti gli incontri che Adamsberg fa, per tutte le strane trovate dei suoi sottoposti e per gli strani giri mentali dell'ispettore, più vicino a Dirk Gently che a Sherlock Holmes. L'assassin@ è prevedibile, ma tutto sommato non disturba quanto tempo ci metta il protagonista a capirlo. Ho odiato non ricordare i nomi dei vari investigatori, ma non è un problema per la trama, e volevo molto più Danglard, che è rimasto per lo più nel suo cantuccio. Forse è ripetitivo, ormai lo schema è quello, ma è sempre piuttosto piacevole.
- La fine dei vandalismi di Drury: ammetto di averlo preso per il titolo, che mi fa impazzire. Fortunatamente non è stato come Le nostre anime di notte, anche se l'ambientazione e il tipo di personaggi è la stessa. Non fraintendetemi, non è un capolavoro, ma l'ho trovato rilassante e scorrevole. Mi ha incuriosito particolarmente Tiny, che una recensione definiva come il "cattivo" della vicenda, mentre direi che è più un trickster che ormai non ha più fortuna, forse perché lui stesso sta diventando altro. Se non avete nulla da leggere e volete rilassarvi, questo è ottimo, ma oggettivamente è uno spreco leggere 400 pagine così, gli harmony ci riescono in molto meno.
- In questo luogo incantato di Denfeld: non sapevo nulla di questo libro, mi piaceva la copertina, quindi l'ho preso in biblio. È stato nominato per i GR awards e devo dire che forse la cosa avrebbe dovuto insospettirmi, dato che non ho una buona esperienza con loro. In realtà è stato meglio del solito, forse perché l'autrice parla di esperienze personali e ne sa, però è vero anche che per me non si tratta tanto di realismo magico quanto di un modo diverso di percepire la realtà dovuto a problemi mentali. Non è male, il tema delle prigioni è decisamente scottante negli USA, però a un certo punto mi ha stufata, per mancanza di coinvolgimento emotivo.
- Uomini e topi di Steinbeck: è un romanzo breve, quasi più un racconto, e per fortuna/sfortuna lo è. Le problematiche di cui si parla sono davvero tante e interessanti, eppure cade proprio piatto e quel senso di quieta tragedia io proprio non l'ho sentito.
- La figlia del capitano e altri racconti di Puskin: vari racconti, con un romanzo breve che sa tanto di feuilleton, con vari esiti. Ho notato molti finali interrotti, lasciati proprio a metà, e non capisco se era il suo modo di fare o proprio non li ha conclusi. Il colpo di pistola è il mio racconto preferito, ho amato questo rancore così protratto e la scelta finale!
- Il ponte sulla Drina di Andric: opera che riesce a riassumere con tono semplice, quasi fiabesco, le vicende quotidiane di una cittadina dalla fondazione del ponte fino alle guerre mondiali. Purtroppo la miriade di nomi e il fatto di non avere una narrazione fondata su un centro unico non aiuta il lettore, e, contando che ci sono stati dei punti in cui la lettura si è molto trascinata, non posso dire di averlo apprezzato fino in fondo. Il lavoro di storico dell'autore è comunque impressionante

Migliore: Perché essere felice quando puoi essere normale? (in realtà questo mese è stato decisamente proficuo sia per numero che per qualità, ma questo è quello che mi rimarrà più impresso)
Peggiore: Il testamento di Maria


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