pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

Marcel Proust
This topic is about Marcel Proust
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message 1: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 180 comments Mi chiedevo se tra di voi ci siano appassionati lettori di Proust. Dico appassionati perché ho notato che di solito chi lo ama, lo ama intensamente, come succede a me. Quando chiedono alle persone quale libro o autore abbia cambiato la loro vita, non so mai cosa rispondere. Ma sono abbastanza certa che Proust abbia cambiato la mia vita di lettrice, perché per la prima volta leggevo qualcosa che mi sembrava di poter leggere in eterno scoprendo sempre significati nuovi, senza stancarmi mai. Ero alla fine del liceo. Un po' di tempo fa ho iniziato a rileggerlo e, nonostante la maturità di vent'anni in più, ho provato lo stesso stupore.


message 2: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3231 comments Mod
Ok, lo confesso qui apertamente: ho letto solo Dalla parte di Swann e poi non sono più andato avanti. Non perché non mi fosse congeniale, anzi, godimento elevatissimo alla lettura, quanto per il fatto che vorrei dedicarmi a tutta la recherche consecutivamente ma non ho mai né la forza né il coraggio di iniziare.

Ho letto anche una manciata di racconti, non ricordo il titolo del volume: quelli effettivamente mi avevano lasciato indifferente.


message 3: by Catoblepa (last edited Mar 31, 2018 02:19PM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3231 comments Mod
C’è un brutto libretto di La Capria, Umori e malumori; in questo brutto libretto c’è però un saggio magistrale (l’unica cosa che si eleva in quella pubblicazione, il resto è inutile, e lo dico da amante di La Capria). È un saggio su Proust e su cos’è stato Proust per uno scrittore di romanzi del secondo Novecento.

Ne riporto un breve pezzo che ho trovato molto interessante:

Sono tre i nomi del Novecento, Proust, Joyce e Musil (Kafka è per me un caso a parte). Fra i tre, Proust è il più umano, negli altri due la tecnica allontana, e poi hanno bisogno di un sostegno esterno, arbitrario. Joyce l' Odissea , in Musil la Cacania. Proust non ne ha bisogno, gli basta la Francia che lui guarda dalla sua cameretta insonorizzata.
Proust è anche il più ardito nel capitolo della perversione, il bordello di Joyce non regge il confronto con quello di Proust, in quello di Proust si arriva sul ciglio dell'abisso di Sodoma, quello di Joyce sembra più un esercizio di stile. Quando Proust e Joyce si incontrarono non ebbero niente da dirsi, pochi monosillabi, l'uno ignorava il mondo dell'altro. «Mi dispiace di non conoscere l'opera del signor Joyce» disse Proust. «Non ho mai letto il signor Proust» rispose Joyce.



message 4: by Emmapeel (last edited Mar 31, 2018 02:31PM) (new)

Emmapeel | 336 comments Appassionata lettrice di Proust, presente. Anch'io l'ho scoperto al liceo, praticamente ho passato un anno e mezzo di fila leggendo La Recherche, vivevo in una dimensione parallela, come in apnea rispetto al resto del mondo. Non so se è per via di Proust o dei diciassette anni, ma non ho più riprovato questa immersione totale in un libro, forse una pallida eco molti anni dopo, con Infinite Jest, ma in scala infinitamente minore.


message 5: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments Sottoscrivo le medesime parole di Emmapeel (salvo il fatto che per me il tutto si è svolto quattro anni più tardi, ma si sa che le femminucce maturano qualche anno prima dei maschietti...)
dimensione parallela, apnea per un anno e mezzo, eco (pallida) forse solo con IJ: tutto identico a come l'avrei descritto io
:-)


message 6: by Ubik (last edited Mar 31, 2018 02:57PM) (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments @Emmapeel, ti regalo questa rarità come dono di Pasqua... (meglio cliccare sul "fullscreen"...)

https://www.bing.com/videos/search?q=...


message 7: by trovateOrtensia (last edited Mar 31, 2018 03:23PM) (new)

trovateOrtensia  (trovateortensia) | 327 comments Anch’io proustiana di ferro. Ho all’attivo due letture della Ricerca, una verso i vent’anni ed una dopo i trenta. Ora ne progetto una terza, anche se l’esperienza così totalizzante mi trattiene un po’, perché per almeno un anno dovrei mettere tra parentesi altre letture.
Come dono ai proustiani, ecco due brevi testimonianze di Celeste Albaret (della quale consiglio la lettura del bel Monsieur Proust)

http://www.ina.fr/video/I08042540
http://www.ina.fr/video/I08042556


message 8: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 180 comments Che bello, grazie per questi suggerimenti di lettura. Il mio progetto, oltre a terminare la rilettura dell'opera, è aggiungere qualche lettura su Proust e, quindi, mi segno sempre tutto.
Catoblepa, se ti è piaciuto la strada di Swann, amerai tutto il resto, ma è vero che si sente il desiderio di una lettura immersiva, tutta di un fiato, almeno la prima volta.
Gli anni della scuola/università infatti sono l'ideale. Oggi che leggo in tram o in metropolitana rubando i minuti al resto, anche se incontrassi un altro Proust sul mio cammino di lettrice, non so se lo riconoscerei o se riuscirei ad abbandonarmi inerme alla lettura.
Non ho letto l'Ulisse, ma rispetto a Musil, che pure apprezzo tanto, trovo vero che Proust sia il più umano, tanto che in un certo senso la prima cosa che provo per la ricerca del tempo perduto è l'affetto.
La rilettura è un'esperienza altrettanto bella, comunque, perché anche se non c'è più lo stupore della prima volta, in cui ti senti trascinato nel flusso del racconto, ti emozioni comunque e cogli moltissimi particolari in più.


message 9: by Armando (new)

Armando | 30 comments Io invece con Proust ho optato per un metodo diverso dall'immersione completa.Ogni estate,verso il mese di luglio,leggo un episodio della Recherche e ogni anno che passa sento di entrare maggiormente in sintonia con lo spirito di questo monumento letterario.Ho iniziato con "Dalla parte di Swann" nell'estate del 2014 appena finito il liceo e conto di finire nel 2020 con "Il tempo ritrovato".Ogni mese di luglio siamo io,Proust,il Tour de France e gli esami universitari.È la mia bellissima vacanza virtuale in terra di Francia.


message 10: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 180 comments Armando wrote: "Io invece con Proust ho optato per un metodo diverso dall'immersione completa.Ogni estate,verso il mese di luglio,leggo un episodio della Recherche e ogni anno che passa sento di entrare maggiormen..."

Che bello questo appuntamento fisso. Alla fine farai un viaggio nei suoi luoghi, te lo auguro.


message 11: by Amaranta (new)

Amaranta | 400 comments Io invece spero di imbarcarmi quest'anno in questo viaggio. : )


message 12: by Emmapeel (last edited Apr 01, 2018 01:58PM) (new)

Emmapeel | 336 comments @Ubik, grazie, una vera chicca!
@trovateOrtensia, che belle! Hai ragione, il libro di Celeste Albaret su Proust è davvero da non perdere, una testimonianza affettuosa e sensibile.


message 13: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Ho letto i primi tre volumi della Recherche e sono rimasto impressionato dalla totale discrasia tra quello che ne ho cavato io e quello che leggo mediamente in giro. Di Proust apprezzo il fatto che sia il testimone di un processo di decostruzione del concetto di aristocrazia. Il fatto stesso che un borghese voglia essere assimilato nella società è il sintomo dell'inizio della fine; il fatto che un borghese ritragga la società con occhi borghesi è un veleno potentissimo per la società stessa. Il fatto che la Recherche Sia LETTA da occhi borghesi, è il colpo finale. Con le Recherche, l'aristocrazia diventa fenomeno di costume. Con la Recherche parte un meccanismo che produrrà a suo tempo Patrizia de Blank. Lo stile mi ha respinto parecchio, ma il volume ha i suoi pregi :-)


message 14: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 180 comments ferrigno wrote: "Ho letto i primi tre volumi della Recherche e sono rimasto impressionato dalla totale discrasia tra quello che ne ho cavato io e quello che leggo mediamente in giro. Di Proust apprezzo il fatto che..."

Quello che ho notato è che è abbandonato dopo la lettura del primo libro, dopo tre si tende a proseguire, quindi magari proseguirai in futuro. Il periodare di Proust sfinisce, eppure è proprio quella complessità che affascina.
La descrizione dell'aristocrazia mi affascina perché è la descrizione di un universo in dissoluzione e a me piacciono particolarmente queste tematiche.


message 15: by ferrigno (last edited Apr 03, 2018 01:44AM) (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Il fatto è che proseguivo per sfida e mi sono inacidito via via, come si nota benissimo dai miei tre commenti. Ma non escludo di riprendere più avanti.


message 16: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2750 comments Mod
Io, invece, della Recherche ho letto i primi due volumi - il primo con immensa fatica, il secondo con soddisfazione - ma non ho proseguito, più o meno, per gli stessi motivi di @Catoblepa, nonostante il mio entusiasmo fosse più moderato (e io una lettrice in parte diversa da quella che sono ora diventata).
Sono anni che mi riprometto di proseguire, ma continuo a rimandare in attesa di tempi migliori.


message 17: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1626 comments Letto Du coté de chez Swann 3 volte, All'ombra delle fanciulle in fiore e La fuggitiva una volta (per l'esame di Storia della critica, ci ho pure scritto un saggio sulle intermittenze del cuore).

Il primo l'ho riletto 3 volte, perché ciclicamente mi riprometto di terminare la lettura dell'opera, riparto dal primo per una visione complessiva e lì mi fermo. Proprio questa mattina, di fronte ai 6 scaffali di libri ancora da leggere mi ci sono fermata e ho deciso che non sono dell'umore di dedicare 6 mesi interi di vita alla lettura proustiana. Ma questa discussione mi ci sta facendo pensare :-)


message 18: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Tittirossa, se io dovessi riprendere dal quarto, penso che mi accontenterei di un riassuntino su wikipedia :-D


message 19: by Karenina (new)

Karenina | 383 comments "Stavo per passare per una di quelle congiunture difficili davanti alle quali accade in generale di trovarsi a parecchie riprese nella vita e che, benché non si sia cambiato carattere né natura, - la nostra natura che crea lei stessa i nostri amori, e quasi le donne che amiamo, e perfino le loro colpe, - ogni volta, vale a dire a ogni età, non si affrontano mai nella stessa maniera. In quei momenti la nostra vita è divisa e come distribuita in una bilancia, su due piatti opposti che la contengono per intero. Nell'uno, v'è il nostro desiderio di non dispiacere, di non apparire troppo umili all'essere che amiamo senza riuscire a comprenderlo, ma che stimiamo più abile lasciare un poco in disparte perché non abbia quel senso di credersi indispensabile che lo allontanerebbe da noi; nell'altro piatto della bilancia v'è una sofferenza - e non già una sofferenza circoscritta e parziale - che, al contrario, potrebbe acquietarsi solo se, rinunciando a piacere a quella donna e a farle credere che possiamo privarci di lei, tornassimo di nuovo a cercarla.
Quando dal piatto su cui è la fierezza si sottrae una piccola dose di volontà che abbiamo avuto la debolezza di lasciar logorare con gli anni, basta aggiungere al piatto dove è il nostro affanno una sofferenza fisica acquisita ed a cui si è permesso di aggravarsi; e, invece della soluzione coraggiosa che sarebbe prevalsa a venti anni, sarà l'altra soluzione, divenuta troppo pesante e senza un contrappeso sufficiente, ad avvilirci a cinquanta. Tanto più che le situazioni, pur ripetendosi, cambiano, ed è probabile che a metà o alla fine della vita, si sia avuta per se stessi la funesta compiacenza di complicare l'amore con una parte di abitudine che l'adolescenza, trattenuta da altri doveri, meno libera di sé, non conosce."

Un assaggio per chi avesse qualche curiosità.
Io l'ho letto la prima volta intorno ai trenta, una seconda parziale qualche anno fa, penso che ci tornerò ancora. Non tutti i volumi sono allo stesso livello, Prigioniera e Fuggitiva mi hanno fatto dupalle, ma i primi volumi e l'ultimo valgono mille ferrante (questo per chi dice che non ha tempo)


message 20: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2750 comments Mod
ferrigno wrote: "Tittirossa, se io dovessi riprendere dal quarto, penso che mi accontenterei di un riassuntino su wikipedia :-D"

Personalmente, in questo caso (perché spesso ricomincio da capo, in situazioni analoghe), mi permetterei di ricominciare dopo aver lungamente passeggiato per Wikipedia per rientrare in clima: se pure potessi pensare di rileggere All'ombra delle fanciulle in fiore non credo potrei sopportare di doverlo fare con Swann :-)


message 21: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1626 comments ahimè, l'aver scritto il saggio sulle intermittenze del cuore, ha fatto sì che io non possa considerarli volumi separati, perchè serpeggiano sottotraccia temi che attraversano tutti i libri. e quindi reinizio sempre da capo, in una sorta di jour de la marmotte!


message 22: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1561 comments copio&incollo da un intervento in un altro topic (doppio, che ho cancellato per avere più ordine qui)


L'estate 2018 è stata per me la stagione della Recherche : in due mesi e mezzo mi sono sciroppato i sette volumi

Mi risulta difficile aprire una discussione su una tale pietra miliare della letteratura, su un immenso capolavoro che supera le nostre limitate capacità di comunicazione.

Posso solo dire brevemente e schematicamente perchè l'ho trovata un'opera così fondamentale per la letteratura, per la filosofia, per la storia, per la psicologia, ma anche per noi singoli e individuali lettori:

L'obiettivo di Proust mi è sembrato quello di esprimere l'inesprimibile, cioè di rendere i nostri processi interiori fatti di visioni, intuizioni, ricordi sepolti, sensazioni: cioè tutto quanto di pre-razionale c'è in noi (attenzione, pre-razionale, non irrazionale!)
Una impresa simile a quella di Joyce, per certi versi, e (per me) assolutamente riuscita.

In questa ottica è comprensibile (e meraviglioso!) lo stile involuto, barocco e (oggettivamente) arduo da seguire: questo viaggio dentro ciò che in noi viene prima del pensiero conscio e razionale è necessariamente difficile e tortuoso. Non potrebbe essere altrimenti, essendo noi stessi creature complesse, irrazionali e illeggibili!


message 23: by Savasandir (new)

Savasandir  | 298 comments È un'opera che mi attira e respinge; vorrei leggerla, ma sento che non è ancora arrivato il suo momento. Perciò, per paura di sciupare un raro fiore, per il momento, attendo la chiamata di Proust. ☺️


message 24: by ktulu81 (new)

ktulu81 | 58 comments Io invece sto adottando la strategia opposta: leggo un volume all'anno (ho finito ques'anno il quarto) perché non credo di riuscire a reggere uno stile così arduo, come l'hai definito giustamente, per l'intera lunghezza dell'opera. In questo modo ad ogni ripresa lo ritrovo con piacere e finisco la "puntata" prima di arrivare a saturazione.
Con Joyce invece per il momento è una battaglia persa ed adotto la saggia strategia di attesa di Savasandir.


message 25: by Leeeo- (new)

Leeeo- | 24 comments La Recherche l'ho cotta e mangiata due estati fa, in un paio di mesi. Dico a tutti di non farsi spaventare dalla mole, dato che i volumi del Meridiano hanno pagine più piccole rispetto al solito, e volano che è un piacere.
Sul capolavoro di Proust la penso in maniera simile a Habemus qui sopra: la descrizione della vita in ogni sua parte infinitesimale, lo scorrere del tempo, le persone incontrate e il loro cambiare con gli anni, le sensazioni fisiche e mentali in pagine e pagine bellissime, che toccano le parti più profonde dell'animo: capita spessissimo di leggere una frase e pensare "già, proprio così, Marcel". A riguardo mi è piaciuta molto la lezione tenuta da Baricco su Proust (adesso non più disponibile gratuitamente), che consiglio.
L'unica nota dolente, a parer mio, è la parte centrale del romanzo (La prigioniera e Albertine scomparsa, molto più sciatta rispetto alle altre, credo a causa dei problemi di salute dell'autore.


message 26: by Ubik (last edited Sep 13, 2018 12:08PM) (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments Leeeo
Gli ultimi tre libri (i due che citi e "Il tempo ritrovato") furono pubblicati dopo la morte dell'autore che non fece in tempo a revisionarli.
Infatti si nota anche dalla mole che gli ultimi tre sono più "stretti" e il lavoro di revisione che Proust era solito adottare sulle sue opere prima di pubblicarle è ben testimoniato dalle incredibili pagine fitte di appunti, correzioni, rimandi che ci sono rimaste fra i suoi manoscritti...
http://aima007.blogspot.com/2013/03/m...
http://www.google.it/search?tbm=isch&...


message 27: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1561 comments Leeeo- wrote: "L'unica nota dolente, a parer mio, è la parte centrale del romanzo (La prigioniera e Albertine scomparsa, molto più sciatta rispetto alle altre, credo a causa dei problemi di salute dell'autore. "

sai che non sono totalmente d'accordo? nel senso che, dal punto di vista strettamente formale e strutturale, penso anche io che La Prigioniera e Albertine Scomparsa siano appena sotto l'elevatissimo livello degli altri capitoli e che (forse) un ulteriore revisione di Proust li avrebbe portati al vertice anch'essi.
Però in questi due libri ci sono delle perle stupende e inarrivabili:

- l'introduzione del concetto totalmente novecentesco e contemporaneo della frammentazione dell' io. Proust è così chiaro nel presentare la distruzione dell'identità che mi è quasi sembrato preannunciare lavori molto più moderni in filosofia e che può trovare un unico parallelo in Joyce
- una riflessione di oltre 200 pagine in un monologo quasi farneticante sugli effetti della memoria, l'oblio, il passato e la percezione dello stesso che (ancora) sembra venire direttamente dalla letteratura moderna o (quasi) contemporanea

E poi, Ubik, può essere vero che l'assenza di revisione può spiegare qualcosa: però "Il tempo ritrovato" secondo me è così perfetto e geniale (probabilmente il mio preferito tra tutti) che possiamo anche fare a meno delle modifiche che Marcel avrebbe voluto...


message 28: by ferrigno (last edited Sep 14, 2018 07:43AM) (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Che dite, è tollerabile un parere contrario?

Ho affrontato l'opera con entusiasmo. Ho letto il primo libro, pausa. Ho letto il secondo, pausa. Ho letto il terzo. Fine.

Oggetto di studio è l'alta borghesia, quella che disprezza l'aristocrazia equella che brama l'assimilazione (e che ne decreterà la fine, proprio come il desiderio di avere una villa su una spiaggia incontaminata di fatto contamina la spiaggia).

Credo che Proust sapesse che avremmo riempito, barbari in visita, le ville eleganti: il Grand Hotel infestato di bambini urlanti, secchielli e palette sulla spiaggia di Balbec. Il selfie sulla panchina dove Proust lumò le fanciulle in fiore.
Madame Verdurin sposa un Guermantes: questa è una VISIONE, Proust ha scritto ciò perché aveva già visto in sogno Patrizia De Blanc in completo maculato e lo scimmione sabaudo.

Lui, Proust, sapeva tutto ciò e ha deciso di raccontare questa decadenza attraverso gli occhi di un wanna be. Il ragazzino asmatico, debole, secchione, ipocrita: incarnazione di tutto ciò che per Nietsche merita disprezzo perché mina alla base la Nobiltà.

Quel giovane pasteggerà e cacherà sulle macerie dell'aristocrazia assieme a Madame Verdurin, perché esattamente questo è il suo karma.

Esattamente in questa visione consiste la grandezza del romanzo (Ferrigno! Vai alla lavagna e scrivi mille volte "SECONDO ME")!

Sfortunatamente questo comporta MIGLIAIA di pagine dedicate alle elucubrazioni del Narratore, messe lì per far da contraltare ai modi secchi e spensierati della nobiltà. Il narratore è borghese, è intellettualoide, è complicato: poveretto, pensa e vive così.

Nel secondo volume, dopo pagine e pagine dedicate alle menate del Narratore, l'autore ci mette davanti il profilo d'arciere di Robert de Saint-Loup e non ci si capacita: com'è possibile che quell'onanista possa minare alla radice il carattere del rampollo di una stirpe di guerrieri?
E già. Del resto un virus può portare i dinosauri all'estinzione.

Ma il fatto che le menate di Narratore siano in qualche modo necessarie non le rende meno pallose. (Secondo meeee! Secondo meeee!)

Per come la vedo io, questo non è un romanzo, è un Infinite Jest. Uno sberleffo alla borghesia, l'unica classe capace di vantarsi di aver letto Proust e di aver tratto godimento dal profumo di tigli e dalle incidentali incastonate in stile Luigi XVI, ignorando il tanfo di barbarie.

I nobili, quelli veri, sono a caccia, mentre i borghesi si rovinano la vista.


message 29: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 180 comments Per quanto mi riguarda, è più che tollerabile; non mi piace l'uniformità delle opinioni e penso che oltretutto un libro che piace a tutti indistintamente allo stesso modo non possa essere bello.
Ho solo delle riserve sulle critiche ai libri perché noiosi. Anche quando un libro mi annoia, non lo definisco noioso, perché penso che questa sensazione sia troppo soggettiva per oggettivarla nel libro.
Penso che, come dice la critica, sia un'opera irriducibile. Mi sembra che ci sia una perfetta corrispondenza tra l'idea di Proust di una realtà che non si presta a un'unica interpretazione e l'opera che ha creato. Questo è il motivo per cui chi la legge e ne viene catturato è facile che la rilegga, perché è come se non si potesse esaurirne il contenuto.


message 30: by Mario_Bambea (last edited Sep 14, 2018 11:19AM) (new)

Mario_Bambea | 1561 comments ferrigno wrote: "Che dite, è tollerabile un parere contrario?

Ho affrontato l'opera con entusiasmo. Ho letto il primo libro, pausa. Ho letto il secondo, pausa. Ho letto il terzo. Fine.

Oggetto di studio è l'alta ..."



credo che il problema sia il fatto che ti sei concentrato su quello che chiami "oggetto di studio", cioè l'incontro-scontro tra borghesia e aristocrazia -
ma quello che rende immenso questo libro non è questo, non è l'oggetto materiale e superficiale - anzi, questo è già stato narrato in altri libri (e forse anche meglio, mi permetto).
No, ciò che conta è che Proust scrive di noi, della nostra testa, delle sensazioni e percezioni che avvengono in noi ancora prima del ragionamento, parla di ciò di cui non si può parlare (sfidando Wittgenstein): e sì, la grandezza della Recherche sono le MIGLIAIA di pagine dedicate non a inutili elucubrazioni, ma ad una eroica e incredibile ricerca intorno all'essere umano, al suo essere dentro e fuori il tempo presente, al suo vivere dentro se stesso e la sua testa. Fino a riconoscere che la realtà non esiste, esistono solo milioni di diverse percezioni di qualcosa là fuori.

Non è un libro in cui c'è "una storia", in cui si "narra". Sarebbe come dire che l'Ulysses narra la giornata di un ebreo a Dublino e che ci parla della società irlandese dell'inizio del secolo...

tu dici che non è un romanzo e credo tu abbia ragione sulla base della tua idea di romanzo (che immagino richieda una narrazione di fatti "reali" in modo avvincente ed appassionante) - in effetti si potrebbe piuttosto definire un saggio filosofico mascherato da romanzo.


message 31: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Hab, hai sicuramente ragione. Come se privassi una Ferrari e mi lamentarsi della selleria, del resto i motori non mi interessano :-)
Non è un libro per me, tutto qua


message 32: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Provassi, lamentassi, scusate ;-)


message 33: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments scusassimo
:-D


message 34: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Hab, scommetto che ti piacerebbe tanto La scuola cattolica, anzi scommetto che l'hai letto.


message 35: by Mario_Bambea (new)

Mario_Bambea | 1561 comments ferrigno wrote: "Hab, scommetto che ti piacerebbe tanto La scuola cattolica, anzi scommetto che l'hai letto."

no, ma è nella mia lista dei libri da leggere quanto prima: proprio perchè voialtri "materialisti" ne parlate tanto male....


message 36: by Asclepiade (new)

Asclepiade | 95 comments Proust è uno di quegli autori che adoro al punto tale che riesco a parlarne poco, perché temo di dirne sempre cose troppo stupide, ovvie o indegne; uno di quelli che ti possono fare compagnia per tutta una vita, come (per me) Orazio, Dante o Petrarca. Io ne lessi dapprima tutta la Recherche nella traduzione di Raboni, cominciando poco dopo i vent'anni; quindi ho cominciato a rileggermela tutta in francese: finora però ne ho terminato, in lingua originale, soltanto i primi tre romanzi. Mi piace leggerlo a lungo, sicché non riesco a farlo se ho tempo di leggere soltanto di sera: secondo me per Proust bisogna disporre d'intere giornate tranquille e senza disturbo.
Da vecchio naturalmente, se ci arriverò, rileggerò di nuovo la Recherche completa; e magari, prima o dopo o frammezzo, anche Madame de Sévigné e il duca di Saint-Simon, per far buona compagnia al buon Marcel.


message 37: by Evi * (new)

Evi * | 436 comments Buongiorno a tutti.
Porto a conoscenza che nel gruppo Colosseum. Sfide all’ultima pagina l'1 gennaio 2019 comincerà un GDL sul primo Volume della Recherche Dalla parte di Swann.
Di seguito indico il link

https://www.goodreads.com/topic/show/...


message 38: by capobanda (last edited Dec 17, 2018 01:18AM) (new)

capobanda | 44 comments Mi affaccio per augurarvi buon Natale dal chiuso della mia stanza, dato che, ahimè senza il diversivo delle visite di Eulalie e le cure scontrose di Françoise, mi sto finalmente trasformando nella zia Léonie 😊


message 39: by Evi * (last edited Feb 14, 2019 10:25AM) (new)

Evi * | 436 comments Per chi fosse interessato il 25 c.m. proseguirà il Gdl sulla Recherche con la lettura del secondo Volume All'ombra delle fanciulle in fiore
Lo trovate qui:

https://www.goodreads.com/topic/show/...


message 40: by Evi * (new)

Evi * | 436 comments Nel frattempo ho ripreso la lettura della Recherche sono all'ultimo volume Il tempo ritrovato.
Inframmezzo la lettura, anche per ritardarne la fine..., cercando continuamente spunti in rete visivi, audio, illustrazioni, quadri, fotografie dell'epoca, musiche, brani di critica, riferimenti alle persone reali che ispirarono i  personaggi che affollano tutto il corso della Recherche.
È incredibile l'infinità di rivoli metalettetari  che sgorgano dalla Recherche  che è, se non  l'opera in assoluto più  oggetto di commenti e critica letteraria poco ci manca, per la sua unicità e per la fluvialità delle sue oltre 3700 pagine. Ha raggiunto il Guinness dei Primati come romanzo più lungo del mondo: circa 9.609.000 caratteri e 3724 pagine.
Come flaneuse svagata ho trovato questo contributo fantastico: u na lunga intervista a persone che conobbero in vita Marcel Proust, c'è anche la notissima Celeste Albaret, governante ma che poi divenne fidata assistente e trascrittrice delle sue ultime dettature negli ultimi mesi della vita di Proust, ormai sfinito dall'asma e dalla sua gigantesca opera. Oltre a lei notissima ci sono numerosi altri amici, molti letterati alcuni nobili che danno una testimonianza così vibrante che mi ha commosso veramente tanto. Tra gli altri Francois Mauriac (premio Nobel) con la sua voce flebilissima , Paul Morand, Cocteau e altri ancora
Il contributo è tutto in lingua francese, eccolo:
https://m.youtube.com/watch?feature=y...


message 41: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1626 comments grazie! sto facendo (iniziato del tutto casualmente) un percorso di avvicinamento al tuttoproust, e mi guarderò il video che Citi.
non credo che riuscirò a leggerlo in francese, anche ormai da un mese leggo solo così (ma la scrittura di Maupassant, sono allinizio di Bel Ami, per quanto meravigliosa non ha la proiezione ellittica di Marcel)


message 42: by Susanna (new)

Susanna | 234 comments Evi, grazie! Che documentario interessante!


message 43: by Susanna (new)

Susanna | 234 comments Io sono a metà della Recherche ma mi sono ripromessa di ricominciare con il nuovo anno.


message 44: by Evi * (new)

Evi * | 436 comments Io credo di finire entro l'anno, ne ho  impiegato circa due, ho lasciato ampi intervalli tra un libro e l'altro, avevo cominciato qui su GR con un bellissimo Gdl che poi è andato svaporando ma ho continuato in solitaria.
Poi credo che riprenderò la lettura magari stavolta direttamente  in francese superando "la proiezione ellittica proustiana" come dice Tittirossa.
Per chi ha già letto interamente La Recherche Gaston Gallimard lo storico editore francese propone il suo metodo di lettura di Proust: senza soluzione di continuità, quindi  ogni giorno e non in ordine cronologico ma aprendo a caso uno dei sette volumi della Recherche e leggendone 4 - 5 pagine.


message 45: by Mar (new)

Mar Gherita | 56 comments Ha sostato per qualche anno sullo scaffale, pago dei ricordi post liceali. Ora è con me da qualche mese. A forza inserisci intervalli di libri diversi, per i motivi che la vita regala, ma quando riprendo la lettura, diventa necessaria.
Quale è l’incantesimo? È l’apertura sui retropensieri dei personaggi, sulle maniere, le bassezze e le apparenze. Ritratto ironico dell’aristocrazia? Divertirsi alle spalle dei nuovi borghesi? Che importanza ha? Sono le debolezze dell’umani che incantano, con questa prosa così avvolgente.


message 46: by Tittirossa (last edited Oct 18, 2020 11:03AM) (new)

Tittirossa | 1626 comments Documentario stupendo, grazie @Evi! Dopo aver sentito un paio di brani letti in francese, non so, potrei provare con l'audiolibro :-)

L'intervista a Maurois e tutti i brani di Mauriac sono stupendi (per non parlare di Celeste!)

(adesso mi piglierà il mio solito fanatismo letterario e cercherò tutti i video inerenti Marcel)


message 47: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments Tittirossa wrote: "Documentario stupendo, grazie @Evi! Dopo aver sentito un paio di brani letti in francese, non so, potrei provare con l'audiolibro :-)

L'intervista a Maurois e tutti i brani di Mauriac sono stupen..."


questo, per i fanatici persi dello scrittore, è un documento emozionante: l'unica ripresa che si conosca, in cui Marcel compare in un breve momento di un matrimonio del 1904.
https://www.youtube.com/watch?v=ttgv7...


message 48: by Evi * (last edited Oct 18, 2020 11:56AM) (new)

Evi * | 436 comments Titti al minuto 4:22 circa  il presentatore cita i nomi degli intervenuti tra i quali alcuni sono
Emanuel Berl un giornalista del tempo
Jacques de Lacretelle
Madame Paul Morand la moglie di Morand
Le duc de Gramont e le Marquis de Lauris che credo siano stati   modelli ispiratori di Robert de Saint Loup personaggio imprescindibile de la Recherche. Diciamo che Proust tendeva a negare di avere copiato tale o altra persona vivente, ma molti vi si riconobbero alcuni anche con certa stizza.
Se cominci con quel filone non basteranno i prossimi mini lockdown :-))

Bellissimo @Ubik il Proust ritrovato: fuori le righe senza tuba in testa ma con la bombetta e non accompagnato da dama alcuna :-)

Infatti c'è chi vista la difficoltà  sintattica delle fluviali frasi proustiane  preferisce ascoltarlo dalla voce di lettori che restituiscono la musicalità di testo da veri professionisti.
E' una possibilità che mi solletica molto.
La difficoltà di lettura a mio parere è dovuta soprattutto alle parentesi tonde di cui Proust fa un uso sovrabbondante che a volte tolgono il ritmo e la musicalità, io mi comporto così quando la frase è particolarmente complessa lunga e troppo cripticamente proustiana....la leggo una prima volta saltando il contenuto delle parentesi, poi alla seconda nella sua interezza.


message 49: by Evi * (last edited Nov 08, 2020 02:49AM) (new)

Evi * | 436 comments Come mi ero ripromessa e solo dopo aver terminato di leggere tutta La Recherche ho finalmente visto il film omonimo del regista cileno Ruiz.
Impresa ardua come sempre trasporre cinematograficamente grandi capolavori letterari, vieppiù se si tratta di condensare in due ore e 35, che già non sono poche, la complessità psicologica di una opera di più di 3000 pagine. Il film per chi non ha letto Proust forzatamente risulterà poco chiaro e criptico. Comincia dalla fine, Proust malato che lotta contro il tempo per finire il suo romanzo, corre a rebours nel tempo senza seguire un ordine cronologico orizzontale lineare ma più seguendo "le intermittenze del cuore" proustiane, ha un taglio fortemente surreale e visionare, credo necessità cinematografica dovuta all'impossiblita di ingabbiare un romanzo psicologico e densissimo e assolutamente realistico.
Pressoché assente il ciclo di Albertine che nella Recherche occupa due se non tre libri, manca paradossalmente l'incontro a Balbec con il piccolo clan delle fanciulle in fiore che nell'omonimo secondo libro è di una bellezza inaudita.
Notevole l'attenzione ai costumi, alle fogge alla ricostruzione degli ambienti, ma di questo aspetto Prosut è stato così prodigo di descrizioni maniacali di quel milieux aristocratico in declino.

Il film ha partecipato al festival di Cannes nel 1999 e nel cast spiccano alcuni attori d'eccezione Malkovich nel ruolo del Barone Charlus, la Deneuve in quello di Odette de Crecy, Emmanuelle Beart che è Gilbert a cui il regista dà secondo me una preminenza di ruolo che non trova riscontro nel testo anche se a voler vedere in lei avviene quella mescolanza di classi segno di un'epoca che va scomparendo. Il protagonista Marcel pressoché presente in ogni momento, testimone muto o debolmente parlante, spesso teneramente impacciato come nel libro ma osservatore acutissimo del trascorrere del tempo e degli effetti che opera sulla vita delle persone e sul riaffiorare di ricordi involontari che solo nella loro riattualizzazione acquistano la loro verità.
Visione consigliata assolutamente sì, a chi ha letto La Recherche.
Metto il link visibile comodamente in streaming.
https://youtu.be/GpcUAmUjKqY


message 50: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1626 comments grazie @evi!
io proseguo nel mio percorso di avvicinamento, sto maturando l'idea di ileggere in francese, perlomeno il primo volume (che ho già letto un paio di volte), che ricordo come più agevole. Non vorrei metterci un paio di anni :-)


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