pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

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message 1: by Catoblepa (last edited Mar 29, 2018 02:49PM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3137 comments Mod
Lo stavate tutti aspettando questo topic, dite la verità!

Io non ho mai letto i quattro romanzi che l'hanno resa celebre nel mondo, né ho letto nessun altro suo romanzo. E, sinceramente, non so se lo farò, perché poco mi attirano.

Però, se effettivamente (come pare) Elena Ferrante è Anita Raja una cosa la posso dire: ha messo nero su bianco alcune delle traduzioni più belle che io abbia mai letto, e di questo bisogna in tutta onestà dargliene atto.
Un libro favoloso (il miglior romanzo che ho letto da un annetto a questa parte) e linguisticamente assai complicato come Trama d'infanzia è reso magistralmente in italiano grazie a lei. Tanto di cappello.


message 2: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
Wow, Christa Wolf, autrice che non mi decido ad affrontare!
Grazie, prendo nota (e continuo a sognare che Elena Ferrante sia un uomo) :-)


message 3: by cristina (new)

cristina c | 239 comments Io ho letto tutti e quattro i suoi romanzi e la trovo una ottima narratrice.
Sa creare una ambientazione corposa e credibile, sa tenere le fila della narrazione facendo crescere e invecchiare i suoi personaggi che cambiano ma non tradiscono se stessi.
Tutte e quattro le letture per me sono state di quelle avvincenti, di quelle che se hai 6-7 libri sul comodino - come in genere ho io - quando la sera devi scegliere quale leggere prendi sempre quello, finché non lo hai finito.
Non mi capita spesso e quando mi godo la lettura io apprezzo l'autore, al netto delle possibili strategie Mi si nota di più se non mi mostro o se mi mostro? Che poi io non credo alle strategie ma penso più probabile una idiosincrasia verso tutta la macchina promozionale. Le presentazioni sono interessanti però immagino sempre una fatica dietro il rendere pubblica e possibilmente accattivante una operazione che per suo carattere è di solitudine e confronto con se stessi.
Prendo nota di Trama d'infanzia, grazie :)


message 4: by Karenina (new)

Karenina | 377 comments Ho letto 200 pagine del primo volume, proprio per rendermi conto, ma non è una lettura che mi intriga, alla letteratura chiedo qualcosa di più che semplice intrattenimento.


message 5: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 174 comments A me piacerebbe leggere l'amica geniale, me lo riprometto da tanto. Mi piacerebbe soltanto perché ha avuto molto successo e quando qualcosa piace a moltissime persone sono sempre curiosa, voglio sapere se rientro tra i più o no e capire cosa sia piaciuto. Poi l'anno scorso sono stata per la prima volta a Napoli e i suoi libri erano in ogni libreria in bella evidenza; sono rimasta affascinata da Napoli, più di quanto non immaginassi e leggo volentieri libri ambientati in quella città ora che l'ho visitata.
Per ora li ho fatti leggere a mia mamma; alla soglia degli ottant'anni i miei genitori vogliono leggere libri che siano di intrattenimento, non eccessivamente impegnativi ma scritti decentemente, non volgari...insomma, è un lavoro consigliarli, per fortuna ci sono anche i gialli che leggono volentieri e con cui me la cavo. Scusate la divagazione. Comunque, a mia mamma sono piaciuti abbastanza, li ha trovati molto avvincenti.


message 6: by cristina (new)

cristina c | 239 comments Karenina wrote: "Ho letto 200 pagine del primo volume, proprio per rendermi conto, ma non è una lettura che mi intriga, alla letteratura chiedo qualcosa di più che semplice intrattenimento."
Capisco quello che intendi e sono d'accordo, l'intrattenimento fine a se stesso lo trovo noiosissimo anche io.
Parlavo invece di trama avvincente e buona scrittura; con le dovute proporzioni e tanto per capirci sull'accoppiata qualità intrattenimento, pensa a Dickens, a Stevenson. Non voglio fare paragoni perché non ci vedo punti in comune con la Ferrante, però era per spiegare che io riconosco in lei - come in misura diversa negli scrittori citati - una capacità di intrattenere e coinvolgere il lettore senza per questo che la qualità di scrittura scada


message 7: by Chiara187 (new)

Chiara187 | 349 comments Ho da mesi sul comodino L'amica geniale, prestatami da un'amica. Lo guardo e rimando... Non capisco la ragione di questa diffidenza, forse perché ho letto diversi anni fa L'amore molesto e non mi era piaciuto molto.


message 8: by Karenina (new)

Karenina | 377 comments @ cristina
pensa che io non amo neanche Dickens :-)


message 9: by cristina (new)

cristina c | 239 comments Karenina wrote: "@ cristina
pensa che io non amo neanche Dickens :-)"

Mi arrendo ;-)


message 10: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
cristina wrote: "Karenina wrote: "@ cristina
pensa che io non amo neanche Dickens :-)"
Mi arrendo ;-)"


Io sono d'accordo con Cristina con quanto dice, e aggiungo che, al di là di un impianto di fondo che può apparire "nazionalpopolare" (le vicende delle due amiche dall'età dell'infanzia fino alla maturità e tutti i relativi intrecci sentimentali e non) a catalizzare l'attenzione sono anche la scrittura (che cresce in maniera proporzionale alla crescita delle protagoniste) e la capacità, oltre a un excursus che attraversa cinquant'anni di storia di Italia sotto tutti i punti di vista (partendo dal rione e allargando sempre più lo sguardo ai mutamenti sociali e politici), di far riflettere in maniera non casuale sull'importanza della lingua (l'italiano contro il dialetto) e dell'alfabetizzazione e della "cultura" intesa come chiave di volta per aprire mondi, possibilità e opportunità.
Questo, quello della lingua, è un tema che Elena Ferrante riprende spesso nell'arco della tetralogia, e non è un argomento buttato là sul piatto, anzi, è un secondo livello di lettura molto importante su cui ragionare, argomentare, riflettere.
Dal mio commento d'epoca È la storia di un'amicizia fondata sulla sfida, sull'invidia, sull'ammirazione, sempre in bilico fra gelosia e amore.
Ma è anche la storia dell'italiano e del dialetto. Del sapere e del conoscere senza sapere.
Dell'italiano e del dialetto che dividono le persone, che fanno da spartiacque sociale, da linea di demarcazione fra le due amiche, fra le persone che frequentano e gli ambienti in cui si muovono. Di un riscatto che passa per la lingua parlata e per le parole. Di una lingua che apre orizzonti, e di un'altra, il dialetto, che consente di conservare la propria interezza.


Detto questo, ho letto il primo volume senza grandi entusiasmi, quando forse il secondo non era ancora uscito, ma una volta che ho visto crescere la febbre per questa saga (arrivata nel frattempo a tre volumi) ho deciso di riprovarci e li ho infilati uno dietro l'altro senza fermarmi: a posteriori posso dire (parlo per me, ovviamente) che il primo è il più debole e il più semplice (anche perché serve a introdurre luoghi e personaggi), che il secondo è quello più emozionante, il terzo il più politico (anni 70, lotte sociali e mondo del lavoro), il quarto quello che non ti aspetti e che ti lascia con il desiderio di leggerne ancora.

Penso a Elizabeth Strout, un'altra autrice (che ama molto la Ferrante) capace di raccontare storie attraverso una scrittura meravigliosa, ma che a sua volta può essere considerata "intrattenimento": ecco, sì, intrattenimento, ma inteso nella migliore accezione possibile del termine.


message 11: by Momi (new)

Momi | 20 comments Può darsi che i suoi sostenitori abbiano ragione, io non ho superato l'impatto con la sciatteria del primo volume, ho preferito non soffrire oltre anche perché anni prima avevo letto "I giorni dell'abbandono", uno dei libri più odiosi che mi siano capitati tra le mani nella vita.

[Curiosità: perché Piperita dici che speri che sia un uomo?]


message 12: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
La saga dell'amica geniale ha un'impostazione diaristica che non riesco ad apprezzare. Ne ho letti 3, noia crescente.


message 13: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
I vari sottotesti proposti -anche dall'autore- non li ho colti in lettura, anzi, suonavano anche un po' pretenziosa presa pel culo. Opinione personale, ovviamente.


message 14: by flaminia (new)

flaminia | 249 comments per me l'amica geniale è stato un polpettone devastante e mi sono fermata lì. non ho nessuna intenzione di cimentarmi con gli altri tre.


message 15: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 1228 comments faccio outing anch'io...
Dietro insistenza delle amiche del mio vecchio gruppo su a. (che lo adoravano) ho letto "L'amica geniale" 4-5 anni fa.
Ero un po' prevenuto, ma devo dire che l'ho letto senza difficoltà e con qualche fase di (moderato) interesse, ma non ho sentito il desiderio di continuare la saga.


message 16: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments Momi wrote: "Può darsi che i suoi sostenitori abbiano ragione, io non ho superato l'impatto con la sciatteria del primo volume, ho preferito non soffrire oltre anche perché anni prima avevo letto "I giorni dell..."

quoto.
Per quanto mi riguarda, può essere chi vuole, ammiro la sua capacità di vendere e fare quattrini scrivendo banalità in modo sciatto, MA facendosi passare per una intellettuale. Roba che è riuscita non tantissimi, tipo De Carlo ai suoi tempi. O Fabio Volo oggi.


message 17: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Ma dai, Fabio Volo?? La volta in cui l'ho sentito più vicino a spacciarsi per intellettuale è stato quando ha confessato di non avere nessun background letterario e che lo shock di aver avuto QUEL successo col primo romanzo fu tale da spingerlo a studiare un po' di teoria del romanzo. In quell'occasione è arrivato perfino a citare Il viaggio dell'eroe.


message 18: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3137 comments Mod
Non possono in effetti stare neanche lontanamente su uno stesso piano.


message 19: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 174 comments Fabio Volo è proprio elementare elementare; la Ferrante non l'ho letta, ma non metterei sul suo piano neppure De Carlo, di cui ho letto un paio di libri tantissimi anni fa. Non mi sono piaciuti, ma non erano scritti in modo sciatto.


message 20: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
Forse bisognerebbe intendersi su cosa significhi scrivere "in modo sciatto": io mi irrito profondamente quando lo vedo usato nei confronti di certi autori (Ferrante come Fabio Volo? Ma per favore, vi meritereste davvero di doverne leggere tutta l'opera omnia - di Volo, intendo - e in aggiunta anche quella di Chiara Gamberale!) , mi sembra sciatta anche come critica e forse bisognerebbe applicarsi un po' di più per spiegare cosa si intende dire.


message 21: by Karenina (new)

Karenina | 377 comments Per quel poco che ho letto (200 pagine del primo volume) non definirei la scrittura sciatta, c'è davvero tanto di peggio. quello che ho trovato noiosissimo è la banalità dei personaggi, situazioni stereotipate davvero fastidiose, ovviamente imho. Capisco perfettamente il successo, un po' come per l'eleganza del riccio, non si può dire che sia brutto, ma ricalca il già letto, un romanzo ottocentesco ai giorni nostri e francamente allora mi leggo Bassani o altri così, oppure la De Chespedes, grande dimenticata.


message 22: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
Momi wrote: "Può darsi che i suoi sostenitori abbiano ragione, io non ho superato l'impatto con la sciatteria del primo volume, ho preferito non soffrire oltre anche perché anni prima avevo letto "I giorni dell..."

Scusami, mi era sfuggita la domanda: perché mi piacciono i contrasti, in questo caso quello di un uomo che si trova a esplorare un mondo femminile dall'interno (gelosia, competizione, amicizia).


message 23: by ferrigno (last edited Apr 03, 2018 04:55AM) (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
Volo? Dopo Ferrante nutro GRANDI SPERANZE in Volo.
La noia dei romanzi della Ferrante trova pochi riscontri nella mia esperienza di lettura e non per la scrittura che NON ho trovato sciatta, né per i personaggi che ho trovato interessanti.

Mi ha annoiato da morire perché
1) è indiretto: la struttura del racconto è quella che usa mia moglie quando mi racconta la sua giornata.
2) è mortalmente lineare.

Questa è narrativa for dummies, la base rasoterra. No thanks.


message 24: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
ferrigno wrote: "Questa è narrativa for dummies, la base rasoterra. No thanks. ."

Trovo questo veramente insultante, grazie mille, direi che vi lascio ai vostri intellettualismi.


message 25: by la veglia dell'aceto (last edited Apr 03, 2018 05:24AM) (new)

la veglia dell'aceto | 150 comments il quartetto della ferrante è brutto ma non per la scrittura sciatta, perché sciatta non è. e neanche per i personaggi poco interessanti, perché in realtà sono assai interessanti. e neppure perché indiretto e lineare, anzi, a me è parso molto diretto.
il quartetto è brutto perché obiettivamente tutti e quattro i volumi hanno delle copertine agghiaccianti.

qualcuno continui la catena.


message 26: by Malacorda (new)

Malacorda | 612 comments D'accordo con @la veglia dell'aceto sulle copertine inguardabili.
Quanto al contenuto, quoto @Sarag22 e @Piperita: Volo ha una scrittura talmente elementare da non poter essere nemmeno paragonato con la Ferrante. La Ferrante scrive bene: poi, se un lettore non ha apprezzato uno o più dei suoi libri, va beh, ci sono mille motivi per cui un certo libro piace a uno e fa schifo ad un altro. E quanto a De Carlo, visto che è stato nominato, io non ho trovato indegno nemmeno lui: e di certo anche lui si posiziona ben al di sopra della scrittura di Volo.
Poi, come sempre, quando si giudica una lettura è anche una questione di tempi, di momenti, di contesti e di aspettative: mi è rimasta impressa una recensione, su acoso, riguardo Due di due di De Carlo, in cui il recensore parlava bene del libro perché era stato quello che lo aveva riconciliato con la lettura (blocco del lettore? precedenti letture che lo avevano demoralizzato?). In ogni caso: se uno in un certo momento sente il bisogno di qualcosa di quel genere, come si fa a criticare? A me viene soltanto da gioire per lui e mandargli un grande abbraccio - virtuale, ovviamente.


message 27: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments Sciatto, forse non è il termine giusto. Fintamente povero, discorsivo e molto "storytelling" come piace ora. Come una buona percentuale di quelli che vogliono/vorrebbero scrivere, scriverebbero. Senza mediazione. Solo che qui, in più, c'è l'arte del bravo artigiano che probabilmente saprebbe scrivere meglio, ma abbassa l'asticella per essere più immediatamente digeribile. La sciatteria subentra in qualche passaggio di stanchezza, perchè anche scrivere in questo modo per 4-5 romanzi da 300 pagine richiede concentrazione.
Ho letto la sinossi dei 4 della tetralogia, e dietro c'è un pensiero e una struttura, sia nello sviluppo della trama sia nella evoluzione dei personaggi ma questo non è un valore letterario (anche le 50 sfumature dei tre colori hanno una sinossi sensata - cioè, sensata all'interno di quella narrazione, insensata a prenderla alla lettera) che possa convincermi a leggerli (ho letto le 50 sfumature etc. perché avevano un potere incuriosente maggiore, una durata minore e una struttura che mi consentiva di saltarne due pagine su tre).
Dopodichè sono consapevole che qui siamo nell'ambito che alla fin fine si riduce a mipiace-nonmipiace, perché quello che io trovo sommamente noioso e urticante, altri lo possono trovare coinvolgente e appassionante (più o meno come per i film, sto discutendo da giorni con i miei colleghi su quelli che a me sono sembrate due opere piacione - La forma dell'acqua e Tre manifesti - e a loro sono sembrati molto vicino al capolavoro).
Ps: Volo lo ho usato (avrei potuto scrivere Baricco, con lo stesso risultato) perchè scatena sempre una reazione.

Ho copiato un paio di passaggi all'inizio di un paio di libri.

Sono passati i giorni. Ho guardato nella posta elettronica, in quella cartacea, ma senza speranza. Io ho scritto spessissimo a lei, lei non mi ha quasi mai risposto: questa è stata sempre la consuetudine. Preferiva il telefono o le lunghe notti di chiacchiere quando andavo a Napoli.
Ho aperto i miei cassetti, le scatole di metallo dove conservo cose di ogni genere. Poche. Ho buttato via tanta roba, in particolare ciò che la riguardava, e lei lo sa. Ho scoperto che non ho niente di suo, non un’immagine, non un biglietto, non un regalino. Mi sono sorpresa io stessa. Possibile che in tutti questi anni non mi abbia lasciato niente di sé, o, peggio, io non abbia voluto conservare alcunché di lei? Possibile.

Sintassi e punteggiatura mi danno i brividi.

Non riesco a crederci io stessa. Ho finito questo racconto che mi pareva non dovesse finire mai. L’ho finito e l’ho pazientemente riletto non tanto per curare un po’ la qualità della scrittura, quanto per verificare se anche solo in qualche rigo sia possibile rintracciare la prova che Lila è entrata nel mio testo e ha deciso di contribuire a scriverlo. Ma ho dovuto prendere atto che tutte queste pagine sono solo mie. Ciò che Lila ha spesso minacciato di fare – entrarmi nel computer – non l’ha fatto, forse non era nemmeno capace di farlo, è stata a lungo una mia fantasia di anziana signora a digiuno di reti, cavi, connessioni, spiritelli elettronici. Lila non è in queste parole. C’è solo ciò che io sono stata capace di fissare. A meno che, a forza di immaginarmi cosa avrebbe scritto e come, io non sia più in grado di distinguere il mio e il suo.
Ridondante senza aggiungere niente un tratto alla comprensione.
Certo, sono due paragrafi estratti a caso, ma non mi sembra migliori strada facendo.


message 28: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments ferrigno wrote: "Questa è narrativa for dummies, la base rasoterra. "

è detto in modo brutale, ne convengo, però riassume bene il concetto :-)

Se poi il lettore è in grado di trovarci altro, questa è la magia della letteratura!

Ricordiamoci sempre la lezione di Sant'Agostino, si combatte il peccato non il peccatore. Non si dovrebbe personalizzare su di sè il giudizio/opinione/commento su un libro.


message 29: by Catoblepa (last edited Apr 03, 2018 07:14AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3137 comments Mod
Eppure molti critici hanno caldamente elogiato i quattro volumi, e non parlo dei critici dei quotidiani (che elogiano la qualsiasi ormai, un enorme marmittone di piccoli Vincenzo Mollica, in Italia come all'estero), ma anche la vera critica, che pare avere apprezzato quasi all'unanimità (di recensioni negative non ne ho trovate).
Tra i più importanti siti in lingua inglese
Da Literary Hub:
https://lithub.com/elena-ferrante-mas...

a New Republic:
https://newrepublic.com/article/12292...

dal Los Angeles Review of Books:
https://lareviewofbooks.org/article/a...

a The Millions:
https://themillions.com/2015/10/elena...
[dove addirittura si scrive: "I’ll venture that her encompassing vision of human experience, the aliveness of her characters, and her unique voice rank with those of William Faulkner, Marcel Proust, and Charles Dickens."]

Mentre il New Yorker la mette accanto a Knausgard come coloro che hanno scritto le due opere fondamentali del nostro tempo:
https://www.newyorker.com/culture/cul...

Ora, non sto dicendo che siccome la critica elogia, per forza di cose i romanzi debbano piacere. Però mi pare che a volte ci sia un certo snobismo che fa affrettare i giudizi.


message 30: by cristina (last edited Apr 03, 2018 07:25AM) (new)

cristina c | 239 comments Non credo che la disistima che molti di voi mostrano verso Ferrante sia un intellettualismo perché conosco ormai bene i gusti della maggior parte di voi ed è una accusa che non vi meritate.
Però davvero non capisco tanto sprezzo.
Fabio Volo non l'ho mai letto ma immagino il genere e comunque afferro la portata della provocazione, ma perché liquidare un lavoro come quello della Ferrante comparandolo con l'intrattenimento a basso costo, buono per tontoloni che abboccano e non riconoscergli invece la dignità di un autore che fa un onesto lavoro che può o meno piacere ?
Posso solo dire a vostra discolpa (scherzo eh!) che quando qualcuno che non ti piace ha un successo che reputi immeritato questo esacerba il sentimento negativo.
Io per esempio non mi faccio una ragione del successo di Némirovsky che per me è davvero tanta fuffa, una Delly in salsa tragica, e so che se non la sentissi così spesso lodata e sublimata riuscirei a essere più indulgente.


message 31: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments cristina wrote: "Non credo che la disistima che molti di voi mostrano verso Ferrante sia un intellettualismo perché conosco ormai bene i gusti della maggior parte di voi ed è una accusa che non vi meritate.
Però d..."


Diciamo che la veemenza apodittica dei suoi sostenitori non mi predispone positivamente (un po' come con a suo tempo la tipa supermainstream - quella con gli occhialetti tondi e il libro su nonna-nipote, o La solitudine dei numeri primi).

Ognuno ha corde che risuonano in modo diverso, ad esempio di Nemirovsky io non mi faccio una ragione della traduzione. Perchè in effetti, letta in italiano il tuo paragone con Delly ehm, regge.
Ho avuto la fortuna di iniziarla in francese (prima che fosse tradotta mio marito si imbatté nel romanzo e me lo regalò), a seguire ho letto un paio di racconti in italiano e non mi capacitavo che fossero stati scritti dalla stessa persona. L'accuratezza della lingua era completamente stravolta e appiattita da una ri-narrazione (in originale ha molto più a che fare con Maupassant).

Quindi, i peana dei critici inglesi (che però non è che siano anche loro dei vati) potrebbero essere attribuiti a una ri-narrazione (questa è la spiegazione che mi sono data).


message 32: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments @catoblepa
a The Millions:
[dove addirittura si scrive: "I’ll venture that her encompassing vision of human experience, the aliveness of her characters, and her unique voice rank with those of William Faulkner, Marcel Proust, and Charles Dickens."]


Questo tipo di critiche mi fa pensare che o l'estensore non abbia mai letto niente di Faulkner, Proust e Dickens o non abbia letto la Ferrante.


message 33: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3137 comments Mod
Tittirossa wrote: "Quindi, i peana dei critici inglesi (che però non è che siano anche loro dei vati) potrebbero essere attribuiti a una ri-narrazione (questa è la spiegazione che mi sono data)."

Boh, i peana ci sono anche nella critica tedesca, spagnola, francese, e così via. O la Ferrante ha avuto la fortuna di imbattersi nei migliori traduttori del pianeta in tutte le lingue in cui è stata tradotta (al di là del fatto che spesso le traduzioni peggiorano il testo, mentre è assai raro che lo migliorino), o questa non è la spiegazione.


message 34: by Mapina (last edited Apr 03, 2018 08:39AM) (new)

Mapina | 14 comments ora, posto che non credo verrà aperta una discussione ad hoc e che quindi sono (parzialmente) off topic, ma spezzo una lancia a favore di Fabio Volo: mossa da curiosità mi son letta a scrocco in libreria, anni fa, uno dei suoi libri, uno dei primi.
che vi devo dire?

1) era una storia semplice, d'accordo, ma era una storia; per di più questa storia aveva un suo senso e una sua (esageriamo!) "verità";
2) non era scritto "male". stile piano che più piano non si può, ma niente errori, e una certa chiarezza espositiva funzionale alla storia semplice di cui sopra.

che sia lui, o il suo editor, non stiamo a discuterne; mi sembra che si prenda sempre ad esempio di tutti i mali della letteratura italiana il povero fabio volo, e non ne capisco molto il motivo.

(non sono una sua parente nè una sua amica, neh, nel caso aveste il dubbio)


message 35: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments Mapina wrote: "ora, posto che non credo verrà aperta una discussione ad hoc e che quindi sono (parzialmente) off topic, ma spezzo una lancia a favore di Fabio Volo: mossa da curiosità mi son letta a scrocco in li..."

mi hai quasi convinta :-)


message 36: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 499 comments Catoblepa wrote: "Tittirossa wrote: "Quindi, i peana dei critici inglesi (che però non è che siano anche loro dei vati) potrebbero essere attribuiti a una ri-narrazione (questa è la spiegazione che mi sono data)."

..."


Ma poi non sono solo i critici. Io vedo vari lettori forti, apprezzare la Ferrante.
Evidentemente, un suo valore ce l'ha.

Il punto è che spesso tendiamo (non uso la prima persona plurale a caso) a pensare che se una cosa non ci piace, allora significa che non ha valore, in termini assoluti. E se ha successo, è perché gli altri sono dei boccaloni.
E' un atteggiamento un po' ridicolo, se ci si pensa, ma credo che ci caschiamo un po' tutti (io per primo).

@Mapina: beh, se vuoi puoi aprire una discussione apposta su Fabio Volo. Sarebbe interessante :)


message 37: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 174 comments A me sembra che a volte ci sia un confine labile tra la letteratura vera e propria e la letteratura di intrattenimento o di consumo.
Opere come le sfumature di grigio o i libri di Volo rientrano chiaramente nella letteratura di consumo, non pongono dubbi e, quindi, le si accetta per quello che sono.
Opere, invece, come quella della Ferrante viaggiano sul confine e, quindi, sviluppano un dibattito acceso tra riconosce alle stesse un valore letterario e chi lo nega radicalmente.


message 38: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments Catoblepa wrote: "Tittirossa wrote: "Quindi, i peana dei critici inglesi (che però non è che siano anche loro dei vati) potrebbero essere attribuiti a una ri-narrazione (questa è la spiegazione che mi sono data)."

..."


vero e verosimile, cioè impossibile che abbia trovato i migliori traduttori del pianeta. :-)
ho letto solo una minima parte in inglese, che ho trovato in un B&B in Irlanda.

sul successo planetario posso solo immaginare che sia quello che ha arriso a certi film italiani, che raccontano l'italianità così come la vedono dal di fuori (e che poco mi rappresenta). Ma non è che voglia convincere qualcuno che la Ferrante sia o non sia una grande/normale/mediocre/pessima scrittrice.
Propendendo per la 3a e la 4a cerco di darmi delle ragioni del successo che incontra, è già questo è un errore.
Perché parte dalla mia percezione, e da una idiosincrasia che mi ha mosso (a mia parziale discarica, molto ma molto prima del successo, ancora ai tempi dell'Amore molesto, e del film di Martone che avevo trovato molto ben fatto ma con un coté per cui sinceramente non nutro alcuna simpatia).
E quindi qualsiasi mia lettura è di parte. Dovrei leggerli tutti in modo acritico, esaminarli, etc. Ma mi avvalgo del potere del lettore, di dire "ne ho letto uno e gli altri non piacciono" (semicit.)


message 39: by Mapina (last edited Apr 03, 2018 09:16AM) (new)

Mapina | 14 comments Ho il sospetto che ci sia anche una specie di ostilità- e in questo metto insieme fabio volo e la ferrante ma anche, boh, uno stephen king - nei confronti di chi vende tanti libri, come se fosse un "peccato mortale"; la ferrante ci piacerebbe di più, a tutti quanti, se fosse di nicchia, più difficile, se non piacesse così tanto a tutti, anche a quelli che non leggono, anche alla mia portinaia (cit*).

perchè sulla distinzione tra letteratura di "puro intrattenimento", e letteratura "vera", non so, mi sembra che solo il tempo possa - forse - decidere; sono abbastanza certa che dickens, ma anche dumas, scrivessero con lo scopo preciso di intrattenere, e di farci quindi un pacco di soldi

(la tetralogia me la sto ascoltando in audiolibro mentre vado a correre, e beh, fila che è un piacere)


message 40: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments Io l'ho letta quando era di nicchia .... etc. etc.

Ma a dir male son capaci tutti, :-) sarebbe interessante che chi ci ha visto qualcosa più di lettura di intrattenimento, ci dicesse il perché.

Io ad esempio ho sempre schifato la Saga dei Cazalet come lettura di puro intrattenimento, e poi mi sono ritrovata il primo per le mani e per adesso ne ho letti tre. Insomma, si può sempre cambiare idea.


message 41: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 174 comments Ho letto con grande piacere i Cazalet, però avrei difficoltà nell'esprimere perché li ritenga qualcosa di più di letteratura di consumo. Lo percepisco, ma non lo so spiegare. Quindi una domanda così diretta mi metterebbe in difficoltà


message 42: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3137 comments Mod
Beh, la moglie di un supersnob come Kingsley Amis è difficile che possa far parte della letteratura di consumo propriamente detta.


message 43: by Sarag22 (new)

Sarag22 | 174 comments Catoblepa wrote: "Beh, la moglie di un supersnob come Kingsley Amis è difficile che possa far parte della letteratura di consumo propriamente detta."

Già, però era così bella che anche l'uomo più snob penso che l'avrebbe sposata anche se analfabeta.


message 44: by Susanna (new)

Susanna | 234 comments Non ho mai letto Fabio Volo ma ho letto la Ferrante, tutta la quadrilogia. Non ritengo abbia una scrittura sciatta, non è una Simone du Beauvoir che analizza psico-socio-filosoficamente l'evoluzione della propria vita però analizza bene i personaggi, li caratterizza, fa entrare il lettore nella storia ma ci sono anche tanti momenti molto noiosi come il suo periodo torinese con il marito intellettuale (una parte troppo lunga e in alcuni casi poco utile). Quello per cui io non la apprezzo realmente e il suo essere "ruffiana". Per aver scritto una storia volendo piacere a tutti i costi ed in particolare sapendo all'estero sarebbe piaciuta al grande pubblico perché in fin dei conti racconta la vita nell'Italia del Sud nel dopoguerra, nel momento in cui l'Italia non era in ginocchio ma si stava riprendendo ed iniziava a diffondersi un certo benessere economico. Quindi troppo facile parlare dei tempi buoni.
Insomma, secondo me ci sono modi e modi di raccontare e se la storia arriva e ti narra un periodo passato che non hai conosciuto ben venga anche se è semplice.


message 45: by Susanna (new)

Susanna | 234 comments Scusate ma mi è venuto un altro esempio questa volta filmico....la serie televisiva di Luisa Spagnoli (di non so chi) e Novecento di Bertolucci, chiaramente non sono la stessa cosa: Novecento racconta la storia di tre generazioni di emiliani impegnati nella lotta di classe, con una struttura filmica straordinaria e con una analisi sociale molto approfondita. La serie di Luisa Spagnoli non è nulla di spettacolare ma racconta la storia di una grande donna che comunque ha portato molte novità in ambiente lavorativo a favore delle donne oltre che ad essere stata una grande imprenditrice. Le storie devono arrivare e trasmettere valori, poi se sono fatte ad arte ben venga, quello è il non plus ultra della creatività....ma l' importante è che arrivino.....quindi scusate la lunghezza e spero si capisca tutto (perché sto scrivèndo di getto e pure sul cellulare), però l'importante è che la storia trasmetta qualcosa. La sciatteria poi è tutt'altra cosa secondo me, sono i romanzetti scritti in due minuti o che hanno storie che fanno acqua da tutte le parti.


message 46: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
Tittirossa wrote: "ferrigno wrote: "Questa è narrativa for dummies, la base rasoterra. "

è detto in modo brutale, ne convengo, però riassume bene il concetto :-)

Se poi il lettore è in grado di trovarci altro, que..."


Non sono affatto d'accordo, @Titti, e mi riferisco alla frase di Sant'Agostino che citi, nel senso che non è questo il caso: non ho niente da eccepire se mi si dice "a me non piace", così come non ho niente da eccepire sui punti elencati nel post di @ferrigno, a esclusione dell'ultima frase, che non consente di non prenderla sul personale, visto che offende chi legge la Ferrante e chi la considera un'autrice degna di nota.

Trovo paradossale, in ogni caso, che si decida di considerare non degni di stima e/o discernimento la critica internazionale tutta e gli autori che la apprezzano, e che persino la traduttrice venga esaltata al punto da essere considerata scrittrice capace di "ri-scrivere" l'opera dell'autrice al punto da trasformarla in un successo di critica e di pubblico nei paesi di lingua inglese - ma, a questo punto, mi chiedo come avrà fatto a diventarlo anche nei paesi dov'è tradotta in altre lingue - e nel contempo traduttrice pessima, perché il comandamento numero uno, adottato da tutti maggiori traduttori contemporanei, è quello di riuscire a "sparire" fra le pagine dell'opera tradotta, mentre lei non solo "tradisce", com'è insito nel suo mestiere, ma persino se ne appropria.

E mai nemmeno un dubbio, nemmeno un sospetto che possano aver ragione tutti gli altri e che si tratti, invece, di una commistione fra gusto & pregiudizio.
Mah.


message 47: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
Dimenticavo, io un Fabio Volo l'ho letto, una dozzina di anni fa, e l'ho trovato a dir poco imbarazzante: non tanto per la forma (elementare), quanto per la banalità dei contenuti (che però equivalgono a quelli dei suoi programmi radiofonici, che sono il trionfo dell'ovvio).
Qualche mese fa, complice un'intervista, è stato ospite nell'ufficio dove lavoro per un paio d'ore e a fine registrazione siamo stati omaggiati di una copia del suo ultimo romanzo: l'ho sfogliato, ho letto qualche pagina, forse anche un capitolo e devo dire che a distanza di una dozzina di anni, se possibile, è anche peggiore di allora (ma forse sono solo io, malgrado la Ferrante, a essere cresciuta come lettrice).
Lui, nell'intervista, si diceva contento di quest'ultima creatura, di quello che considera il libro della sua maturità artistica.
Una mia collega, sua fan, ha dovuto convenire, dopo averlo letto, che è veramente indifendibile.


message 48: by ferrigno (new)

ferrigno | 1542 comments Mod
piperita, sono sinceramente dispiaciuto di averti offeso ,non era mia intenzione! Mi sono espresso male ma non intendevo "letteratura per stupidi", intendevo modalità di scrittura troppo basico per i miei gusti personali!


message 49: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1570 comments Però piperita non hai detto perché ti piace la Ferrante. io ho avanzato ipotesi, me le avete smontate, ne ho preso atto e riconosciuto che in effetti potrebbe esserci dell'altro. aspetto "l'altro".
altrimenti possiamo andare avanti a dire che Fabio volo è peggio e gli puzza pure l'alito 😍


message 50: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2689 comments Mod
Tittirossa wrote: "Però piperita non hai detto perché ti piace la Ferrante. io ho avanzato ipotesi, me le avete smontate, ne ho preso atto e riconosciuto che in effetti potrebbe esserci dell'altro. aspetto "l'altro"...."

@Titti, il post #10 è il mio, mi sono dilungata abbastanza nel dire cosa trovo di affascinante/bello/positivo nella tetralogia de L'Amica geniale!
Poi, dire che "mi piace" la Ferrante non è del tutto esatto, avendo di fatto letto solo due fra le sue opere (per quanto una composta di quattro libri, sia pure eterogenei fra loro); dico solo che non le sono ostile e che le riconosco delle qualità (in primis la scrittura, il che mi fa desiderare di leggere i romanzi pubblicati precedentemente, per quanto - lo confesso - il film di Martone tratto da L'Amore molesto mi avesse ammorbato abbastanza - ma Martone mi ammorba spesso e volentieri).


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