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Discussioni sui Libri > Cose che ci danno fastidio nell'editoria italiana

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message 1: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2977 comments Mod
Buongiorno,
sto leggendo In viaggio contromano e poco fa stavo pensando che mi piace scelta "coraggiosa" che ha fatto la Marcos y Marcos di non uscire con un'edizione diversa o "speciale" per l'uscita del film di Paolo Virzì tratto da questo libro (e motivo per cui molti, come me, hanno cercato questo libro) limitandosi invece a ristampare il volume con la stessa copertina e con il titolo da loro scelto (e quello originale più piccolo sotto) anziché rinominarlo con il titolo del film.

Poi mi è venuto in mente che non dovrebbero essere loro coraggiosi a fare così, ma dovrebbe essere la norma! Non so, magari è la polemica inutile del giorno, però mi spiazzano sempre quegli editori che in vista del film cambiano copertina e titolo buttando fuori una nuova edizione, mi trasmette poca credibilità nel proprio prodotto e nella propria linea editoriale. Insomma, avrai scelto una copertina e un titolo per un motivo, no?

E non è anche un po' l'ennesima sottovalutazione delle capacità dei lettori? Come dire: se non ci schiaffiamo titolo e locandina del film, non saranno in grado di trovare il libro?


Ci sono altre strategie simili a questa che vi infastidiscono?


message 2: by Feseven (last edited Mar 28, 2018 02:39AM) (new)

Feseven | 311 comments Rowizyx wrote: "Buongiorno,
sto leggendo In viaggio contromano e poco fa stavo pensando che mi piace scelta "coraggiosa" che ha fatto la Marcos y Marcos di non uscire con un'edizione diversa o "spec..."


Quoto in pieno anche se non sono esperta del settore editoria. Sono solo una lettrice che a volte (soprattutto prima di iscrivermi qui) compra un libro per la copertina e ho come principio assoluto quello di non comprare libri che abbiano in copertina la foto del film o la locandina.
Ieri al Libraccio c'era una copia di "Le vergini suicide ma non l'ho presa, nonostante il prezzo concorrenziale, perchè in copertina c'era Kirsten Dunst protagonista del film...
E' una cosa che non apprezzo perchè mi sembra puro marketing e non valorizza il libro in sè.


message 3: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2977 comments Mod
Per non parlare di quando ti cambiano le copertine di ebook che hai già comprato e scaricato, lo trovo fastidiosissimo


message 4: by Sushi (寿司) (new)

Sushi (寿司) | 400 comments Quoto in pieno. E anche il riaumento del prezzo, con nuova edizione, perchè è uscito il film. Uno a caso IT che devo ancora comprare perchè veniva un casino dopo l'uscita del film. IT è vecchissimo e quindi la cosa è fastidiosa al massimo.


message 5: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3305 comments A me danno fastidio i riassunti in risvolto di copertina che dimostrano senza ombra di dubbio che chi li ha scritti o non ha letto il libro o racconta balle sul suo contenuto. Ovviamente uno se ne accorge solo dopo aver letto il libro, quindi è decisamente tardi per lamentarsi, quindi la faccenda va nel dimenticatio. Nondimeno sono come minimo indice di ingiustificabile sciatteria se non di patente malafede (la stessa cosa succede per le copertine, o meglio succedeva per i vecchi gialli o i vecchi urania: donne svestite sulla copertina, quando in tutto il romanzo non c'era una sola donna che non fosse vestitissima o addirittura solo alieni rettiliformi... astuzie di altri tempi che fanno sorridere) Non so, talvolta sono cose stupidissime - rammento un cugino che nel riassunto diventava un fratello, roba così - talaltra sono maldestre furbate per cavalcare l'onda, riportando del romanzo solo quello che il lettore può associare alla moda del momento anche se nel libro in questione ha un'importanza marginalissima. Come se ogni successo non generasse già schiere di imitatori, e ci fosse bisogno di inventarsene qualcuno in più.
Non riesco invece a immaginare una ragione sensata per cui chi scrive il riassunto non abbia letto il libro o non abbia almeno letto con attenzione la scheda di chi il libro lo ha letto (qualcuno della casa editrice deve averlo letto per forza, no?) posto che per scrivere riassunti da copertina serva una professionalità specifica.
Che altrettanto evidentemente talvolta i recensori non abbiano letto ciò che stanno recensendo è un fenomeno ancora più comune - e altrettanto fastidioso - ma esula dal topic.


message 6: by Sushi (寿司) (new)

Sushi (寿司) | 400 comments Oddio hai nominato i gialli/urania e in particolare gli urania dove in effetti mi chiedo se il disegnatore della copertina, o chi la commissiona, abbia mai letto il libro prima. A volte quelle copertine non hanno niente a che fare con quello che c'è dentro. 😣


message 7: by Laura (new)

Laura C. (laura_cavallina) | 87 comments Bruna wrote: "A me danno fastidio i riassunti in risvolto di copertina che dimostrano senza ombra di dubbio che chi li ha scritti o non ha letto il libro o racconta balle sul suo contenuto. Ovviamente uno se ne ..."

Beh, questo non è un problema specificatamente italiano, accade anche all'estero. E non penso sia questione di sciatteria, ma proprio una questione di marketing.


message 8: by Bruna (last edited Mar 28, 2018 06:41AM) (new)

Bruna (brunacd) | 3305 comments Che sia questione di marketing mi sta bene, ma certi errori marchiani a mio parere poco hanno a che fare col marketing: il cugino al posto del fratello, una professione insignifcante al posto di un'altra altrettanto insignificante, scuole sbagliate per ordine e grado, l'ispettore che poi nel testo è sergente o viceversa (cito a memoria dalla mia pluridecennale esperienza di lettrice di roba di ogni genere), sono tutte cose che niente aggiungono o tolgono all'attrattiva del prodotto.
La spiegazione secondo me talvolta risiede nella traduzione, e questo vale soprattutto per i gialli tradotti dall'inglese, di cui ho un campione particolarmente ricco perché ne ho letti a caterve: chi traduce il libro in italiano non è la stessa persona che traduce il riassunto del libro, quindi la traduzione differisce o perché una delle due è sbagliata o perché lo stesso termine può essere tradotto veramente in due modi diversi.


message 9: by Ladygiodesi (new)

Ladygiodesi (goodreadscomladygiodesi) | 74 comments Feseven wrote: "Rowizyx wrote: "Buongiorno,
sto leggendo In viaggio contromano e poco fa stavo pensando che mi piace scelta "coraggiosa" che ha fatto la Marcos y Marcos di non uscire con un'edizione..."


Faccio così anch'io, quando devo prenotare i libri in biblio controllo bene copertine ed edizioni, e sto lontana dalle copertine che richiamano i film, proprio non le sopporto...


message 10: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2977 comments Mod
Non è neanche questo un problema solo italiano, ma io odio prefazioni e introduzioni che spoilerano il finale del libro. Anche se un classico vecchio di trecento anni, perché mi devi anticipare la storia?! Infatti ho preso a leggerle solo dopo la lettura del libro in sé


message 11: by Ale (new)

Ale | 7 comments Salve, mi intrufolo nella discussione perché recentemente ho trovato un esempio davvero calzante:

https://www.goodreads.com/book/show/3...

Il riassunto, che corrisponde al risvolto di copertina, non ha niente a che vedere col libro, o meglio il risvolto racconta l'inizio, salta completamente tutta la parte centrale del libro che parla di schiavitu`, sfruttamento, abusi, razzismo, e poi presenta due personaggi che compaiono solo nelle ultime pagine e che si parlano appena, altro che collane che vibrano. Meglio cosi`, mi dico, il libro è molto più interessante di come è presentato, pero`io mai e poimai l'avrei preso se non me ne avessero parlato altre persone.


message 12: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 80 comments A volte spoilerano perfino nella scelta del titolo italiano...

Mi ricorderò sempre un giallo di 30 anni fa di Elizabeth George: "A Great Deliverance", dove alla fine si scopre con un colpo di scena (per gli inglesi...) che il buon padre di famiglia non era poi tanto "buon"...

Beh, in italiano l'hanno pubblicato col titolo "E liberaci dal padre"!!


message 13: by Moloch (new)

Moloch | 6534 comments Mod
Non credo proprio che sia un vizio limitato all'editoria italiana, ma a me sanno fastidio i "trend": c'è stato quello dei thriller esoterici post San Brian, quello dei vampiri post Twilight, quello degli erotici dopo le sfumature, quello dei bad boys post After, ecc. Mi dà fastidio andare in libreria e trovare gli scaffali pieni di imitatori. Ci sono case editrici che non fanno che seguire questo andazzo.


message 14: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 335 comments A me invece dà fastidio che il "lettore" debba pensare "ah, il libro del film". Le locandine dovrebbero avere la stessa vecchia copertina del libro, così il pensiero sarebbe "Ah, il film tratto da...". E poi, inserendo i volti degli attori nelle copertine dei libri si muta quasi lo scopo stesso del libro, che non dovrebbe essere il richiamo all'estetica preconfezionata dalla pellicola. Però funziona, ahimé. Magari non con i lettori navigati, ma molto con chi segue le tendenze.


message 15: by Moloch (new)

Moloch | 6534 comments Mod
maledetto telefono

* danno
** Dan Brown

...


message 16: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 80 comments @Moloch
...e i titoli del tipo "il sapore del mirto selvatico*"?
*(titolo inventato da me...)
:-)


message 17: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2977 comments Mod
Gabriele wrote: "A me invece dà fastidio che il "lettore" debba pensare "ah, il libro del film". Le locandine dovrebbero avere la stessa vecchia copertina del libro, così il pensiero sarebbe "Ah, il film tratto da...."

Concordo, poi ti trovi a doverti mettere le mani in tasca prima di prendere il dizionario più grande che hai a disposizione e sbatterlo in testa a chi si mette a fare la classica filippica del "AH GUARDA CHE LADRI, VISTO IL SUCCESSO DEL FILM HANNO FATTO ANCHE IL LIBRO DEL SIGNORE DEGLI ANELLI!!1!" (più sgrammaticata, di solito, ma non so fare gli sgrammaticati).



I titoli clone, che fastidio! È un periodo di "Strani casi de..." e simili sulla falsa riga. Oppure "Il bambino" o "La ragazza" che fanno cose. Io così ho rischiato di perdermi Alice Basso, per il titolo farlocco, e non me lo perdonerò mai.

Oppure i titoli che richiamano altri più famosi con cui magari non hanno niente a che fare... tempo fa su un blog si discuteva di The Pearl That Broke Its Shell di Nadia Hashimi che in Italia è diventato Due splendidi destini, forse a richiamare Mille splendidi soli di Hosseini (Afghanistan, donne...)


message 18: by Elisabetta (new)

Elisabetta | 752 comments Mi danno enormemente fastidio i titoli Italiani che non rispecchiano minimamente nè il titolo in originale nè la trama..
Ne ho appena finito uno: "Last Night in Montreal" tradotto in "La musica delle Parole"
oppure Forgotten tradotto in "Il diario di London Lane" e la protagonista non ha nemmeno il diario!!!


message 19: by Ale (new)

Ale | 7 comments Ubik wrote: "@Moloch
...e i titoli del tipo "il sapore del mirto selvatico*"?
*(titolo inventato da me...)
:-)"


Lo avrai inventato tu ma attento perché te lo rubano, fa tanto romanzo su una languida estate romantica


message 20: by Feseven (last edited Mar 28, 2018 08:50AM) (new)

Feseven | 311 comments Elisabetta wrote: "Mi danno enormemente fastidio i titoli Italiani che non rispecchiano minimamente nè il titolo in originale nè la trama..
Ne ho appena finito uno: "Last Night in Montreal" tradotto in "La musica del..."


Ecco queste cose non le capirò mai, io se fossi l'autore non permetterei questi beceri e insensati cambi (forse non hanno voce in capitolo?)
Io scrivo un libro, mi scervello sul titolo (alcuni sono molto belli) e poi quando lo traducono diventa tutt'altro???
Eh no, io andrei in bestia!


message 21: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 80 comments Credo che il massimo fu un bel libro di Jonathan Lethem (quello che l'ha lanciato nel 1999 e più volte premiato in patria): "Motherless Brooklyn"

Bel titolo, direte voi... Beh, l'edizione Tropea lo pubblicò col titolo "Testadipazzo".
...

Solo dopo il successo in Italia di alcuni libri successivi di Lethem, quel romanzo è stato riedito col titolo, questa volta, di "Brooklyn senza madre". Ma la mia vecchia copia col primo titolo la conservo nella mia libreria come quei francobolli fallati che acquistano valore a distanza di tempo.
:-)


message 22: by Sushi (寿司) (last edited Mar 28, 2018 09:02AM) (new)

Sushi (寿司) | 400 comments Aggiungo sui titoli. I titoli che non hanno niente a che fare con il libro.
Due esempi. CSI Alaska serie di cui ho letto solo il primo ma basta e avanza. CSI sta per Crime Scene Investigation e quando leggi una cosa così ti aspetti di vedere la scientifica alla CSI, come lo conosciamo, ma in Alaska. Invece il libro non ha niente a che vedere con quello. Strategia di vendita per venderne di più? Solo che poi la gente ci rimane male e magari poi non piace.
L'altro è un libro che sto leggendo ora Preda 39 chiamato così perchè sono scomparse trentanove donne ma il titolo è sbagliato solo per il fatto che al capitolo 31, diciasette dalla fine, il tipo che investiga sa ancora che sono solo trentotto. Il titolo originale era Stalker che rispecchia chiaramente quello che succede nel libro.
Anche questa è da mettere probabilmente sotto strategia di vendita visto che il titolo mi attirava anche se poi ho letto la trama.

Ma voglio dire che l'avrei comprato pure se si fosse chiamato Stalker. Se il titolo non attira basta fare una buona trama. Giusta ovviamente e senza troppi spoilers. Almeno io non compro il libro per il solo titolo perchè leggo pure la trama. Poi probabilmente c'è chi lo fa. Come essere attirati dalla copertina con l'attore. Che detesto pure io.

Edit: Elisabetta mentre scrivevo ha detto la stessa cosa. Chiedo scusa ma al contempo mi fa piacere perchè non sono l'unica a pensarlo.


message 23: by Ubik (new)

Ubik 2.0 | 80 comments Però ragazzi, i casi sono due:
- o sono incompetenti quelli del marketing che inventano titoli che disgustano noi lettori.
- oppure, verità molto più agghiacciante: hanno ragione loro perché noi non siamo un target significativo: i titoli che nauseano noi, attraggono un maggior numero di acquirenti.

E' la stessa cosa degli assurdi trailer dei film...


message 24: by Bruna (last edited Mar 28, 2018 09:27AM) (new)

Bruna (brunacd) | 3305 comments Ubik wrote: "A volte spoilerano perfino nella scelta del titolo italiano...

Mi ricorderò sempre un giallo di 30 anni fa di Elizabeth George: "A Great Deliverance", dove alla fine si scopre con un colpo di scen..."

Mi ricordo di quel libro! In effetti grazie al titolo io il padre lo tenevo d'occhio fin dal primo momento..

Sono sicurissima di essermi persa un sacco di ottimi libri per colpa dei trend. Se vedo un titolo che segue il trend, automaticamente penso che è una boiata. Ma se c'è una cosa di cui sono certa, è che non sono io il target che ha in mente l'editore quando approva il titolo. Devo essere uno di quei punti che nelle distribuzioni gaussiane stanno agli estremi delle code, quelli che fanno venire il nervoso quando si fa il grafico perché costringono ad allungare l'asse delle X fin dove non c'è praticamente niente.
Quello che non ho mai capito sui trend è se puntano a confondere il consumatore, che acquista il libro sbagliato perché non si ricorda bene il titolo del libro famoso oppure se qualcuno davvero fa un ragionamento del tipo "Ah, se ha un titolo che assomiglia al libro di cui parlano tutti/che mi è piaciuto/che è piaciuto a mia cugina, allora sarà bello quindi lo compro". Perché è un ragionamento ben strano, eh.


message 25: by Tintinnabula (new)

Tintinnabula | 1051 comments Non linciatemi: a me IN GENERE le copertine con le immagini dei film non dispiacciono. Certo, ce ne sono di orripilanti, ma questo vale per le copertine in toto.
Trovo più fastidioso quando oltre alle immagini del film si trovano in copertina testi del tipo “il film che ha vinto 1000 premi Oscar!”, “il film con attore X o attrice Y”. Sto per leggere il libro o vedere il film?
Certo non è giusto che le edizioni nuove, chiamiamole cinematografiche, costino di più; ma se la riedizione serve a far leggere un libro in più a qualcuno ben venga.

Per quanto riguarda i titoli fotocopia, credo che il motivo sia semplicemente il fatto che molti preferiscono leggere libri simili. Penso che, soprattutto al lettore occasionale, dia un senso di sicurezza sapere che il libro che sta per acquistare ha una trama/ambientazione familiare. Poi magari non è vero perché il titolo è casuale e non c’entra nulla con il contenuto, come dicevate voi, ma nel frattempo il libro è stato acquistato.


message 26: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
Sono d'accordo su tutto, ma niente batte le fascette. E nessuno batte le fascette Newton.

Le copertine-locandina non mi disturbano, ho un Cloud atlas così e mi piace; Macbeth con Michael Fassbender in primo piano mi ha solo fatto sorridere, pur da shakespeariana doc. Però, ecco, di Call me by your name ho comprato la vecchia edizione, quella non-locandina, anche se costava un dollaro in più, chissà perché.

Bello vedere che non sono l'unica a detestare i titoli ARTICOLO DETERMINATIVO + SOSTANTIVO + AGGETTIVO + PREPOSIZIONE ARTICOLATA + SOSTANTIVO.
Il cuore selvatico del ginepro. La voce invisibile* del vento. Come si può notare, questo lo fa spesso Garzanti. A cui possiamo contestare anche le copertine coi faccioni delle ragazze, vero Rowi?
(Signora Migliavada, se ci sta leggendo non si arrabbi, ma non è la prima volta che ne parliamo...)

*voci visibili ne avete mai trovato?


message 27: by Intortetor (last edited Mar 28, 2018 03:57PM) (new)

Intortetor | 18 comments Ubik wrote: "Testadipazzo"
che comunque rimase come sottotitolo tra parentesi: sia mai che ci fosse ancora qualche fan del titolo vecchio...
e dai, anche "concerto per archi e canguro" al posto di "gun, with occasional music" non è male: evidentemente ci tenevano a far conoscere lethem!


se le foto degli attori in copertina ai libri da cui è stato tratto un film da loro interpretato vi scandalizzano è perchè non avete mai visto la mitologica edizione di "belli e dannati" di fitzgerald con in copertina keanu reeves in "belli e dannati" (che -attenzione!- non è tratto dal libro in questione, semplicemente era il titolo dato in italia a "my own private ohio" di gus van sant):

[scusate la bruttezza della foto, ma è l'unica che son riuscito a trovare in rete]
credo che questo sia il vertice dello sfruttare un film per vendere un libro: ed è persino uscito ANNI dopo il film (che era pure stato una roba di culto, lo ricordiamo in pochi temo).

comunque più che le scelte di marketing su copertine e titoli (anche se gli schemini ripetitivi sui titoli mi fanno sempre sorridere) il massimo del fastidio riguardo all'editoria italiana mi viene dalla durata dei titoli nelle librerie: praticamente certi libri se non li compri nei primi mesi di uscita (e se il costo è alto e hai parecchi libri arretrati da leggere gli acquisti non sono sempre immediati) diventano praticamente irreperibili...


message 28: by minty (last edited Mar 29, 2018 10:54AM) (new)

minty (minty_2017) | 323 comments Io ricordo un'edizione di Cime tempestose "abbellita" in copertina dallo strillo "il libro preferito da Bella ed Edward!". Essendo Bella ed Edward (se c'è qualche beato che non lo sa) i protagonisti della saga di Twilight...

Cime Tempestose by Emily Brontë

Ma scopro ora che il tutto è stato aggiornato! :-O Adesso è tra "i romanzi più amati da Tessa e Hardin" (I classici di After, nientemeno!)

https://www.amazon.it/Cime-tempestose...

Giusto per rassicurarci che non c'è limite al 'degenero'... XD

Parlando di libri promossi con immagini di film/attori, vogliamo ricordarci della collana "Y Classici" di Giunti? :P

https://www.ibs.it/libri/collane/y-cl...?

Su certe copertine ancora rido...


message 29: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2977 comments Mod
Peggio ancora? Tess dei d'Ubervilles come "Libro amato da Ana e Christian". Che è pure offensivo, secondo me...


message 30: by Tintinnabula (new)

Tintinnabula | 1051 comments Io comunque vivo in un mondo parallelo, e queste collane assurde le scopro solo grazie alle vostre segnalazioni o quelle poche volte in cui scambio libri e tra le proposte degli utenti ci sono ‘ste perle.
Non mi è mai capitato di trovarne in biblioteca per esempio, sarà che la mia bibliotecaria è una persona seria e si rifiuta di far entrare roba del genere?


message 31: by Moloch (new)

Moloch | 6534 comments Mod
C'è anche una collana di classici della Baldini & Castoldi con copertine abbastanza ridicole

https://www.google.it/search?q=baldin...

Per dire, su quella di Cuore di tenebra c'è... uno zampirone??

Tuttavia a me fanno schifo ma posso capire l'intenzione di togliere il timore reverenziale da certi classiconi (non condivido ma almeno capisco l'idea che c'è dietro). Quelle della Giunti che citava minty invece mi sembrano solo trash.


message 32: by Luca (new)

Luca Cresta | 165 comments Sushi (寿司) wrote: "Oddio hai nominato i gialli/urania e in particolare gli urania dove in effetti mi chiedo se il disegnatore della copertina, o chi la commissiona, abbia mai letto il libro prima. A volte quelle cope..."

Scasa ma per quanto riguarda Urania le illustrazioni sono oggi curate da Franco Brambilla, un grandissimo illustratore, che ha preso il posto di illustri predecessori come Karel Thole, Oscar Chiconi ed altri. Franco cerca sempre di dare un'immagine del libro e/o del suo contenuto. Ci osno degli appasionati che, soprattuto per quanto riguarda le ristampe, comprano la nuova edizione solo per la copertina di Franco. Per il Giallo invece il discorso è diverso, perchè vengono utilizzate illustrazioni da Internet.


message 33: by minty (new)

minty (minty_2017) | 323 comments @Moloch
A parte quelle copertine balenghe, quella collana della Dalai (ai tempi era quella la dicitura. 'Sto editore ha cambiato ragione sociale più spesso che mutande...) aveva pure pessime traduzioni. Io sono incappata su una versione obbrobriosa di "Ragione e Sentimento" e ho dovuto interrompere la lettura e comprarmi un'altra edizione. Una ragazza su anobii poi mi confermò di avere avuto la stessa esperienza con - mi pare - "Ritratto di signora".
Da allora evito quella specifica collana come la peste (anche se nel frattempo è finita nei remainders e te la tirano dietro, letteralmente).


message 34: by Sushi (寿司) (new)

Sushi (寿司) | 400 comments @Luca Cesta: Evidentemente sarò io. A me non pare che la copertina Urania di quelli che ho rispecchi cosa c'è dentro. (Non tutti ovviamente)


message 35: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6034 comments Mod
Ma se vi portassi una casa editrice a cui fare domande dirette? Interesserebbe?


message 36: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
Roberta wrote: "Ma se vi portassi una casa editrice a cui fare domande dirette? Interesserebbe?"

Certo che sì, sarebbe bello capire perché noi lettori forti siamo praticamente tutti d'accordo su tutto e loro invece non ci ca*ano XD
Ah, giusto: noi non facciamo mercato, facciamo catalogo.


message 37: by Feseven (new)

Feseven | 311 comments Roberta wrote: "Ma se vi portassi una casa editrice a cui fare domande dirette? Interesserebbe?"

Per me sarebbe molto interessante e potremmo magari avere qualche delucidazione in più.

Io per esempio a Tempo di Libri ho conosciuto la Carbonio Editore, una piccola casa editrice che fa delle copertine meravigliose e sia io che il mio ragazzo ci siamo complimentati per la scelta del grafico perchè se abbiamo comprato 2 libri praticamente a scatola chiusa è stato quasi solo per le copertine XD
Magari i libri fanno schifo (non li abbiamo ancora letti) ma la cura dell'edizione a noi ha fatto decidere l'acquisto, conta anche questo nel marketing odierno e penso che dovrebbero tenerne conto soprattutto con autori meno conosciuti.


message 38: by Pollapollina (new)

Pollapollina Books (pollina_books) | 23 comments Molto bella questa discussione e potrei quotarvi tutti, perchè io odio praticamente tutte le cose che citate, e dire nell'ordine:
- titoli inventati a casaccio dagli editori per seguire i trend del momento. Visto che spesso arrivo ad un libro italiano partendo dall'originale (per lo più inglesi, più raramente francesi), il titolo italiano è sempre una bruttissima scoperta. Cosa che mi infastidisce ancora di più è il cambio di titolo del libro dopo la riduzione cinematografica: mi viene in mente "L'aiuto" della Stockett (per una volta era uguale ;), ripubblicato come "The help" dopo il film, o ancora più eclatante e stupido "Player one" ora ripubblicato con il titolo inglese completo "Ready player one". Peraltro si tratta in entrambi i casi di solo cambio di titolo, la traduzione è la stessa.
- frasi stampate sulla copertina che ci comunicano che un attore / scrittore di bestsellers / personaggio famoso qualsivoglia ha amato questo libro. In quei casi mi devo proprio forzare ad acquistarlo, perchè anche se lo desideravo da tempo, la suddetta intrusione mi fa innervosire parecchio.

Per quanto riguarda introduzioni, quarte di copertina e risvolti vari non li leggo mai perchè al 100% contengono spoiler :)


message 39: by Claudia (new)

Claudia (clagr) | 150 comments Roberta wrote: "Ma se vi portassi una casa editrice a cui fare domande dirette? Interesserebbe?"

Siiiiii 😍😍😍


message 40: by Patryx (last edited Apr 10, 2018 08:22AM) (new)

Patryx | 1043 comments Roberta wrote: "Ma se vi portassi una casa editrice a cui fare domande dirette? Interesserebbe?"

A me si.
La discussione è molto interessante e tra le cose scritte io detesto la copertina con le scene tratte dal film, le fascette (che su di me hanno un effetto repellente) e gli spoiler nella sinossi (che praticamente non leggo più); se voglio sapere qualcosa di un libro, meglio le recensioni che (spesso ma, ahimè, non sempre) gli spoliler li segnalano.


message 41: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments Ci sono diverse cose che mi danno fastidio e moltissime le avete già citate, perciò è inutile fare ripetizioni. Volevo solo dire due cose.

1. A proposito degli spoiler nelle introduzioni, avete ragione, infatti io non le leggo mai prima di leggere il testo. Però volevo segnalare una scelta intelligente e, a pensarci, ovvia, di una famosissima casa editrice inglese (Oxford World Classics), che nell'introduzione a un libro letto di recente ha scritto, subito sotto il titolo "Foreword", una cosa tipo "si consiglia a chi non voglia anticipazioni sulla trama di trattare questa introduzione come una postfazione". Non sarebbe una soluzione di una banalità impressionante che qualunque casa editrice potrebbe adottare con un dispendio di 0,00000001 secondi in più?

2. Una cosa che mi dà un fastidio IMMENSO, che mi viene in mente ora dopo aver finito di leggere un libro che, per la prima volta in vita mia, volevo buttare dalla finestra. Le traduzioni pessime e la totale assenza di editing. Se tu, casa editrice, fai fare un editing/revisione della tua tradizione, stai certa che la persona che se ne occupa si accorgerà di una frase come (esempio tipo) "se tu avresti fatto". Posto che se ne dovrebbe accorgere il traduttore per primo (o meglio, non gli dovrebbe proprio passare per l'anticamera del cervello di scriverlo), un editor se ne accorge di sicuro, dammi retta, cara casa editrice. Noto inoltre una corsa al ribasso per quanto riguarda le traduzioni: si tende sempre a pagare il meno possibile e scegliere quindi traduttori che di mestiere fanno tutt'altro (esempio: per lavoro ho revisionato la traduzione di un libro fatta da... un'attrice??!! e il libro non parlava certo di teatro, eh). Inevitabile in questi casi che la traduzione finisca per essere pessima, vuoi per scarsa conoscenza della lingua di partenza, vuoi per mancanza di strumenti professionali (es. calchi della struttura linguistica inglese in italiano), vuoi, più spesso, per scarsa dimestichezza con la lingua italiana - che sappiamo parlare tutti ma non tutti, ahimè, sappiamo scrivere. Quest'ultimo problema rimanda al primo, in quanto un editor sistemerebbe tranquillamente le strutture sintattiche legnose.

In sunto del punto 2: io capisco che non ci sono soldi, ma non accetto questo discorso da case editrici grandi o medio grandi. Inoltre, preferisco che tu, casa editrice, pubblichi un libro in meno ma mi faccia riuscire a leggere quelli che pubblichi, piuttosto che tu ne pubblichi uno in più ma mi renda macchinosa la comprensione di quello che sto leggendo.

Scusate la lunghezza.


message 42: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
Marina wrote: Le traduzioni pessime e la totale assenza di editing."

Inizio a pensare che il mio blocco del lettore sia causato da questo fatto ne Gli anni del riso e del sale. Ci sono imprecisioni grandi come l'Aconcagua.


message 43: by minty (new)

minty (minty_2017) | 323 comments Marina wrote: "Volevo solo dire due cose."

Sottoscrivo tutto!
Ma qui non siamo più nell'ambito delle cose che danno solo fastidio, imho. Qui il problema è più grosso, e si tratta di editori che, per risparmiare (immagino) non fanno più neanche il minimo sindacale (pagare un traduttore di professione, far revisionare il testo prima della stampa, ecc.).


message 44: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments minty wrote: "Marina wrote: "Volevo solo dire due cose."

Sottoscrivo tutto!
Ma qui non siamo più nell'ambito delle cose che danno solo fastidio, imho. Qui il problema è più grosso, e si tratta di editori che, p..."


Parole sacrosante. E sì, lo fanno per risparmiare, a scapito della qualità. Del resto, quando ho scritto il commento avevo in mente un libro in particolare, di cui ho letto solo recensioni entusiastiche, e nessuno che abbia sottolineato gli errori madornali presenti. Quindi, forse dovremmo essere noi lettori per primi a lamentarci - non per deresponsabilizzare le case editrici, sia chiaro, ma per responsabilizzare noi stessi.


message 45: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments Nazzarena wrote: "Marina wrote: Le traduzioni pessime e la totale assenza di editing."

Inizio a pensare che il mio blocco del lettore sia causato da questo fatto ne Gli anni del riso e del sale. Ci sono imprecision..."


Penso che tu mi possa capire, Nazzarena, se ti dico che io mai nella vita ho desiderato lanciare un libro fuori dalla finestra, per quanto brutto o mal scritto (salvo alcune cose per lavoro, ma quello non conta!), ma in questo caso in particolare sì. Penso di aver odiato il libro solo per la traduzione, che è triste se ci pensi.


message 46: by Ylyth (new)

Ylyth Maeve | 180 comments Tutti commenti più che validi, inutile quotarvi tutti.
Una cosa che detesto sono le serie mozzate. Sulle valanghe di primi libri che non vedranno mai tradotto il seguito evito i commenti da consumatrice, perchè posso comprendere i motivi: non vende, addio. Ma quando traducono tre volumi su quattro? Mi parte un vaffanculo di cuore.


message 47: by Feseven (new)

Feseven | 311 comments Ylyth wrote: "Tutti commenti più che validi, inutile quotarvi tutti.
Una cosa che detesto sono le serie mozzate. Sulle valanghe di primi libri che non vedranno mai tradotto il seguito evito i commenti da consum..."


Perchè invece quando pubblicano prima il secondo volume e dopo anni il 1°??
Non ricordo con che serie ma l'avevo letto su Wikipiedia e mi aveva innervosito, è come quando in tv mandano episodi a caso delle serie tv senza rispettare la cronologia...


Read me two times | 608 comments A tutte le cose che odiate e che condivido assolutamente (specie le copertine con le locandine), aggiungo: quando una casa editrice cambia traduttore e fa uscire romanzi (o saggi) in nuova traduzione sbandierandola come "rivista e aggiornata". Ma de cheeeeeeee! E soprattutto, quando tu comunque compri le suddette edizioni e scopri che la traduzione è peggiorata e che non è stata aggiornata una ceppa.

Eh, Sperling???????????


message 49: by Moloch (new)

Moloch | 6534 comments Mod
Fra tutte le cose gravi che avete già denunciato, ne aggiungo una più frivola (questa veramente solo un "fastidio"): a me non piace la foto dell'autore sul retro o sulla bandella della sovracoperta; fortunatamente mi sembra che siano meno in voga oggi rispetto al passato. :-)


message 50: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2331 comments Qualche casa editrice piccola sta provando a dare una particolare veste ai propri libri... ad esempio, NNE nei risvolti inserisce una sinossi e un profilo dell'autore, ma in quarta di copertina mette una sorta di motivazioni bizzarre e originali per la lettura del libro.

Ad esempio, chi vuol leggere Chi di spada ferisce: La nuova inchiesta di Adriano Panatta deve sapere che "Questo libro è per chi sogna di guidare una vecchia Citroen ds sulla via del mare, per chi si iscrive in palestra ogni anno per cambiare il corpo e la direzione, per chi non riesce a smettere di fischiettare Happiness is a warm gun ogni volta che la ascolta, e per chi sente di aver finalmente ricacciato il suo mostro nell’ombra impedendogli di divorare il cibo e gli affetti."

Circa le copertine che ritraggono scene o personaggi del film tratto dal libro, vi posso raccontare questo aneddoto. Diversi anni fa ho assistito alla presentazione di Splendore di Margaret Mazzantini, presente l'autrice. Una persona intervenuta si lamentava che la nuova edizione di Venuto al mondo avesse in copertina una foto di scena del film di Castellitto (consorte della Mazzantini) con la protagonista, l'attrice Penélope Cruz. La Mazzantini mostrò allora che sotto la copertina (in realtà una sovracopertina) si trovava ancora la vecchia copertina e spiegò di aver preteso con l'editore che la vecchia copertina rimanesse presente sulla nuova edizione. Certo, forse ci è riuscita perché vende parecchio e quindi ha voce in capitolo... magari fosse sempre così.

Del resto anche la maggior parte degli articoli dei quotidiani ormai ha un titolo di richiamo che non c'entra niente con quanto scritto nell'articolo stesso.


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