Colosseum. Sfide all'ultima pagina discussion

18 views
La Sfida dei desideri > GDL: Il rogo di Berlino di H. Schneider

Comments Showing 1-8 of 8 (8 new)    post a comment »
dateDown arrow    newest »

message 2: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments L’atrocità della guerra, vista dagli occhi di una bambina. Abbandonata dalla madre, rifiutata dalla matrigna, un’ombra per il padre ed il fratello si ritrova a combattere doppiamente: per la sua salvezza fisica e mentale.
Prova su se stessa la fame nera, la sete che fa delirare, la paura così forte da non poter dormire. In una cantina della Lothar-Bucher-Strasse vive orrori indicibili mentre fuori Berlino brucia, in uno spettacolo apocalittico, con i suoi cieli rossi di fiamme e sangue, l’aria irrespirabile dall’odore di cadaveri e in cui una margherita sembra un miracolo. Helga racconta la sua vita, come il nazismo le ha fatto perdere tutto, descrive la sua visita nel Bunker della Cancelleria del Reich, a conoscere quell’omino dalla mano molle e sudaticcia che teneva il mondo in una morsa. E solo lei si stupisce di questo?
La guerra cambia l’uomo che diventa solo istinto. Istinto di sopravvivere a qualunque costo.

“Eravamo andati oltre il sopportabile, oltre il vivibile, oltre l'immaginabile, oltre le nostre forze, oltre l'umano” .

Madri che ammazzano per qualche riserva di cibo, lei che diventa un’animale per un pezzo di pane raffermo, mentre non si sa come coltivare ancora la speranza perché la speranza ancora esiste negli occhi di una piccola che si rende conto di non avere avuto nulla dalla vita.

“Voglio un cielo azzurro, non attraversato dagli uccelli neri. Voglio respirare un'aria che non sappia di cadaveri e notti che non esplodano sopra la mia testa. Voglio un Dio che fermi la guerra! Voglio vedere il mare. Dicono che è grande, azzurro e puro”.

Eppure piange quando lascia Berlino, una città in cui ha vissuto solo orrori. Piange perché si rende conto che le sue radici rimangono lì, in mezzo a quell’orrore che ha vissuto, a quei ricordi drammatici che non vuole dimenticare, a quelle assenze che diventano parte della sua vita.
Helga ci regala un altro pezzo della sua storia personale disincantato ma con l’innocenza dello sguardo di tutti i bambini del mondo.




message 3: by Caraliotiscrivo (last edited Mar 30, 2018 08:59AM) (new)

Caraliotiscrivo | 1492 comments Mod
Non ho ancora letto il tuo commento. Purtroppo negli ultimi dieci giorni il tempo per leggere è stato pari a zero. Mi mancano comunque pochissime pagine, quindi stasera lo finirò sicuramente. Appena riesco passo a commentare! :)

Ps: certo che le ultime letture mi hanno steso, prima Atti umani, ora Il rogo di Berlino....


message 4: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments Adesso ci vuole qualcosa di allegro, ci rifaro con Wilde :)
Fai con comodo :)


Caraliotiscrivo | 1492 comments Mod
L'ho finito come previsto ieri sera.
Non avevo mai letto nulla di Helga Schneider e leggere della sua infanzia è stato doloroso. Non è stato facile leggerlo, perché ogni parola pesa. Sia per quello che racconta, senza sconti: la guerra, vista da un punto di vista differente, ma che poi tanto diverso non è, perché la sofferenza, il dolore, la perdita di umanità, la paura... sono uguali per tutti. E ogni volta mi trovo a chiedermi come sia possibile che tutto questo possa accadere.

Euforia, gioia incontenibile, folle sollievo. Ci si abbracciava. Si fraternizzava. Di colpo tutto fu cancellato: liti, cattiverie gratuite, grettezza e intolleranza, malignità e battute pesanti; le durezze arcigne, la mancanza di solidarietà, spesso di sensibilità, talvolta di umanità. Tutto superato, tutto giustificato. C'era la guerra, ora è finita.

E non è stato facile leggere nemmeno la storia di una ragazzina cresciuta in mezzo alle brutture, in cerca soltanto di un po' d'amore. Un'infanzia fatta di assenze, di speranze disattese. Mi ha fatto male. E rabbia.

Ho scritto un po' di corsa, devo assimilare e elaborare la lettura...
Tu hai letto altro dell'autrice?


message 6: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments si, ho letto da pochissimo Lasciami andare, madre.
è la storia in cui ripercorre l'ultima visita fatta a sua madre, ormai in un ospizio. Un racconto emotivamente molto doloroso, per quell'assenza di una che si porta dietro da sempre.


Caraliotiscrivo | 1492 comments Mod
Prima o poi leggerò altro della Schneider. Ma devo lasciar passare un po' di tempo.


message 8: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments si, ti conviene, così la apprezzerai di più.


back to top