pianobi: Lettere da Vecchi e Nuovi Continenti discussion

125 views
Presentazioni, aiuto, varie > Ancora su Amazon

Comments Showing 1-28 of 28 (28 new)    post a comment »
dateDown arrow    newest »

message 1: by Catoblepa (last edited Dec 23, 2017 07:17AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3230 comments Mod
"Ancora" perché di Amazon si era parlato, ormai parecchio tempo fa, sul sito dell'ano.

In questi giorni, e mi stupisco che nessuno l'abbia menzionato in questa sede, ha fatto molto parlare la decisione di e/o, riassunta qui:
https://www.edizionieo.it/news/1440/l...


A quanto pare un (per ora piccolissimo) effetto a catena lo sta producendo, leggendo qui:
http://www.lastampa.it/2017/12/22/cul...
Anche se ovviamente la posizione di Amazon rimane dominante.

Per quanto mi riguarda, non compro da Amazon salvo casi straordinari (libri stranieri introvabili in Italia con altri mezzi, l'ultimo dei quali risale comunque all'estate del 2016), sia appunto perché fa valere la sua enorme forza con gli editori schiacciandoli in una posizione da cui difficilmente possono uscire, sia per tutti gli altri motivi che più o meno sono stati segnalati nel corso degli anni (condizioni di lavoro inumane dei dipendenti, accentramento del potere editoriale, oltre che economico, ecc).

Ovviamente non giudico chi compra su Amazon, e non è questo il punto della discussione. Il punto è: avete opinioni in merito a tutta la faccenda?


message 2: by Susanna (new)

Susanna | 234 comments Io concordo pienamente con le edizioni e/o. Io non compro mai da amazon tranne quando mi regalano qualche buono regalo (Natale, compleanni, etc) e raramente quando cerco libri introvabili (i libri che sono "fuori edizione"da poco tempo, di solito si trovano grazie al suo enorme magazzino).
Ma concordo pienamente sul fatto che le politiche commerciali tendano a far chiudere piccole librerie. Vi ricordate quando amazon faceva delle giornate con sconti sui libri del 40%. Io al tempo comprai molto in quelle occasioni, però effettivamente questo ha prodotto quella favolosa legge per cui le librerie fisiche e non solo non potevano più fare sconti superiori al 15% se non in determinati periodi, ma mai sopra al 20 e al cambio di tutte le regolamentazioni delle tessere fedeltà. Io prima con la tessera Feltrinelli avevo una scontistica superiore rispetto a quella attuale con la quale riesco ad accumulare solo pochi euro all'anno. Insomma, secondo me Amazon ha fatto solo dei gran casini, io poi non sono proprio un'appassionata di acquisti on linea in generale, il bello di comprarsi qualcosa è anche girare, toccare, confrontare. Il clic on linea non mi dà soddisfazione, neppure quando ricevo il pacco.
Ummhhhhh.....chissà come si chiamava quella legge di cui vi parlavo, essendomi entrata come un tarlo nel cervello devo assolutamente andare a cercare qualche informazione in più, perché poi l'origine di questi cambiamenti viene dimenticata con il tempo...


message 3: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2749 comments Mod
Catoblepa wrote: ""Ancora" perché di Amazon si era parlato, ormai parecchio tempo fa, sul sito dell'ano.

In questi giorni, e mi stupisco che nessuno l'abbia menzionato in questa sede, ha fatto molto parlare la deci..."


Non ne ho parlato qui, anche se oggi mi ero proposta di aprire un post sull'argomento, un po' per pigrizia e un po' perché ne ho discusso lungamente su Facebook in più sedi: nella bacheca di un traduttore, nella mia, in quella del gruppo "creativi" (in ambito pubblicitario.

Sono una cliente di Amazon di vecchia data, prima ancora che aprisse Amazon.it, e di Prime della prima ora; ho acquistato sul loro sito fino a due giorni fa, e ho ancora un acquisto da fare e un buono regalo da spendere; ma poi basta, almeno per un po', diminuirò progressivamente fino a sospendere del tutto gli acquisti, ameno fino a quando non si andranno a sedere al tavolo dei sindacati e non metteranno in discussione le condizioni e il trattamento che riservano ai propri dipendenti.

Quanto a E/O, invece, il discorso è separato (nonostante facciano cenno anche loro alle condizioni lavorative dei dipendenti) e sono in tutto e per tutto d'accordo con loro: non si può, e non si deve, svilire il proprio lavoro fino ad accettare condizioni ricattatorie: sia chiaro, poi, com'è scritto anche nella pagina della casa editrice, che non sono loro a non voler più vender ad Amazon, ma che è stata Amazon a restituirgli tutte le copie e essersi detta non più interessata ai loro titoli non avendo accettato le loro condizioni di vendita.


message 4: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
ho un'opinione fondata a proposito delle condizioni lavorative, che sono normate da contratti di categoria approvati dai sindacati.
E quindi? Ho molte più perplessità a proposito di certe "cooperative" anonime dove dei "soci" o pseudotali subiscono condizioni molto più vessatorie.


message 5: by minty (new)

minty (minty_2017) | 585 comments Non acquisto da Amazon. E' capitato che un paio di volte chiedessi a mia sorella di prendermi un prodotto introvabile altrove attraverso il suo account, ma non si è mai trattato di libri.
Già al momento in cui Amazon Italia aprì i battenti, mi trovai davanti a una situazione paradossale che mi mise "la pulce nell'orecchio" sui metodi di questo gigante del commercio: al suo esordio, Amazon dichiarò come "disponibili" e in vendita con sconti strabilianti i fumetti del catalogo di moltissimi editori italiani del settore. Peccato che, sui forum specializzati, alcuni dei responsabili di queste case editrici dichiararono di non aver mai preso accordi con Amazon per la fornitura dei prodotti, né tanto meno accettato di concedere simili scontistiche (molti editori di fumetti italiani, molto piccini, neanche se lo potevano/potrebbero permettere). Non so bene come andò a finire, ma di certo non mi parve un inizio esaltante...
Contemporaneamente (o più o meno) cominciarono a saltare fuori le prime inchieste sulle condizioni di lavoro all'interno dei magazzini di Amazon all'estero. Anche quelle abbastanza preoccupanti.
Considerando tutto, alla fine mi convinsi di non voler avallare la politica di Amazon, e infatti, finora, non ho mai comprato un libro lì sopra (fermo restando che, ormai da anni, io funziono quasi esclusivamente a remainders e libri usati ^^;).
Sui danni che, alla lunga, realtà come Amazon porteranno al mercato librario, alla sua pluralità e alla libertà editoriale, sono d'accordo con chi vede un futuro fosco, in proposito. Le sirene del prezzo basso convogliano un sacco di clienti verso questo tipo di mercato, ma il tutto si regge su un meccanismo che stritola editori e librerie fisiche. Oggi compriamo i libri con tanto sconto, ma speriamo di non doverlo rimpiangere un domani...
A me di base comunque le situazioni di monopolio (o di wannabe-monopolio conquistato con metodi aggressivi) solitamente piacciono pochissimo :-\

@ferrigno
Ho molte più perplessità a proposito di certe "cooperative" anonime dove dei "soci" o pseudotali subiscono condizioni molto più vessatorie.

Quindi, ignoriamo le magagne di Amazon perché in giro c'è chi fa peggio? Non mi sembra una gran linea di difesa...


message 6: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2749 comments Mod
ferrigno wrote: "ho un'opinione fondata a proposito delle condizioni lavorative, che sono normate da contratti di categoria approvati dai sindacati.
E quindi? Ho molte più perplessità a proposito di certe "cooperat..."


Ho sentito parlare (per interposta persona, e quindi sono abbastanza propensa a credere che si tratti di verità) delle prove di assunzione dei magazzinieri Amazon: nessuna frustata, per carità, ma sette minuti netti per accogliere un ordine, trovare l'oggetto nel magazzino, confezionarlo, etichettarlo ed evadere la consegna. Questo per tutto il giorno e per tutta la durata dell'orario lavorativo.
Non so siano sono previste pause pipì, ma penso sia già abbastanza alienante così.
Cominciai a (pre)occuparci, ciascuno, delle cose che conosciamo, poi possiamo pensare di allargare gli orizzonti e indignarci anche di quelle di cui non sappiamo nulla.

Ma il discorso di E/O è più ampio, non perdiamo di vista la luna guardando il dito.


message 7: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
minty: non ti seguo, se esiste un contratto di categoria, perché mai Amazon dovrebbe offrire condizioni migliori??


message 8: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Per quanto riguarda il costo dei libri, siete stati voi a farmi notare che il costo dei libri è identico se confrontiamo i vari siti. Quindi, di nuovo, perché Amazon rovinerebbe il mercato e IBS no?


message 9: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
Oltretutto è stato posto un limite agli sconti proprio per proteggere i negozi.


message 10: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1624 comments A tutti quelli che dicono che Amazon uccide il mercato, prima di tutto voglio ricordare che siamo su GR, piattaforma pagata da Amazon. Dopo che Mondadori ci ha ucciso, quello si, seriamente, Acoso.

(non che Amazon sia il bene, ma il suo scopo è il lucro, non la beneficenza, uguale uguale a Mondadori, solo che lo sa fare infinitamente meglio)

Io sono una cliente di Amazon della prima ora, anzi Prime :-)
Principalmente libri anche se di carta ormai acquisto pochissimo (nonostante abiti in una città - Ferrara - le librerie non sono particolarmente fornite, frequento a Bologna il LIbraccio perchè i libri usati sono decisamente più forieri di cose interessanti, e a Milano non ho molte occasioni di andare in librerie fuori dal solito giro, ovvero Feltrinelli in stazionei) e qualche offerta sul Kindle.
compro sul market place cose varie per le quali recarmi in negozio è più una scocciatura (toner per stampante), impossibile (acquisti strani che mi chiedono figlie e marito, amici che vogliono cose difficili da reperire).

La questione posta da E/O è solo un minuscolissimo pezzo del problema (non ho i dati sotto mano ma i libri non sono più il loro corebusiness da tempo). (e trovo abbastanza pelosa la questione posta da E/O forti del successo americano della Ferrante).

E in Italia è particolarmente sentito per più problemi, non ultimo il prezzo dei libri: distribuzione a livello del pleistocene (il giochetto delle rese), numero di libri pubblicati all'anno (se non ricordo male 66.000 - SESSANTASEIMILA!), librai-dinosauri, numeri risibili dei lettori, editori incapaci (voglio dire, la storia di Acoso è indicativa di come gli editori approcciano il mercato - prendendolo a calci nei denti.

Conosco Amazon come market place perchè ci ho avuto a che fare per lavoro (per conto di un cliente). E i libri sono l'ultimo dei problemi. Il loro modello di dumping è inquietante: inviti i clienti, fai condizioni favorevoli, poi diventano sempre più capestro, e allora hai due possibilità: uscire (e trovare mercati alternativi) o restare (e accettare le condizioni).
Se non paghi, il tuo prodotto non rientra nei primi 10 proposti, e visto che è pieno di prodotti similari (copie di copie) non lo vede nessuno e quindi non lo compra nessuno e quindi anche il ranking organico scende, in una spirale che ad un certo punto fa si che sia una rimessa essere su Amazon.
Questo modello però NON è segreto, Amazon lo espone esattamente quando si propone come market place (con plus e minus, se poi la gente non legge le clausole in corpo 6 ....).

Sulle situazioni di lavoro in Italia (sul resto del mondo non so direttamente): conosco un ricercatore universitario che guadagna molto di meno (circa la metà, senza contributi, con contratti ridicoli, senza sindacati, alla mercè dei suoi professori) e ha fatto domanda di lavoro nel magazzino di Piacenza, perchè vorrebbe lavorare almeno 6 mesi senza ansia di pagare l'affitto.

Non voglio banalizzare la questione, ma non credo si possa risolvere con "non compro più su Amazon".
L'ecommerce è una realtà che va regolamentata a livelli nazionali, meglio europei, con tassazioni sensate e senza permettere ai big player - Amazon, Facebook, Google - di evadere legalmente le tasse. E poi farsi belli con la beneficenza (stile Agnelli che regala la propira collezione privata alla città di Torino, graziealc. l'hanno pagata i tuoi operai).


message 11: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2749 comments Mod
Tittirossa wrote: "A tutti quelli che dicono che Amazon uccide il mercato, prima di tutto voglio ricordare che siamo su GR, piattaforma pagata da Amazon. Dopo che Mondadori ci ha ucciso, quello si, seriamente, Acoso...."

Non riesco a capire perché una casa editrice come E/O, che sta denunciando proprio un sistema di dumping dal quale si è sentita strozzata e umiliata (in quanto l'oggetto libro era diventato per l'appunto solo un oggetto) non abbia il diritto di decidere qual è il limite sotto al quale non è disposta a scendersi e rifiutarsi di accettarlo: le è stato chiesto un forte sconto ulteriore, non ha accettato, Amazon le ha restituito i libri e ha detto che non le interessa più averli sulla piattaforma (e invece passa l'informazione, errata, che sia stata E/O ad aver tolto i libri dalla vendita su Amazon.
Secondo me sarebbero da rispettare e da imitarli (in questo senso le case editrici, unite, raggiungerebbero uno scopo, se non altro quello di essere rispettate), mentre invece provoca solo commenti stizziti, che celano invidia (parlo dell'ambiente editoriale), e nemmeno troppo velate illazioni, come se una casa editrice che è forte del successo dei libri della Ferrante o che annovera fra i molti altri il premio uscente Svetlana Aleksievic avesse bisogno di questo tipo di pubblicità.

@Titti, un amico di una mia collega l'ha fatta la prova al magazzino Amazon di Piacenza ed scappato a gambe levate, come la maggior parte di quelli che l'hanno fatta con lui: ed era motivato anche lui, visto era disoccupato e che ci è partito da Roma.

E comunque nessuno dice, in questa nuova fase di attacco ad Amazon che Amazon uccide le librerie - io ne sono parzialmente consapevole da quando sono diventata cliente Prime (subito prima o subito dopo di te - non da quando ero cliente di Amazon.com, perché alle librerie italiane non si toglieva nulla, allora) - ma che Amazon sta vampirizzando un settore, quello dell'editoria (che a cascata comprende anche autori, traduttori, diritto autoriale etc.) senza rispettarle il valore intellettuale, che va al di là di quello meramente commerciale dell'oggetto in sé.
E lo fa, come sottolinei anche tu, decidendo leggi e regole senza permettere a nessuno (e lo stato dovrebbe intervenire) di arginarle.
Aggiungo al mucchio anche Apple (I <3 Apple) che fa quello che vuole evitando poi di pagare le multe (vedi quella che prevederebbe che tutti i caricabatterie degli smartphone fossero omologati: tutti, fra loro, non Apple da una parte e Android e resto del mondo dall'altra).


message 12: by Catoblepa (last edited Dec 26, 2017 02:36AM) (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3230 comments Mod
Tittirossa wrote: "A tutti quelli che dicono che Amazon uccide il mercato, prima di tutto voglio ricordare che siamo su GR, piattaforma pagata da Amazon. Dopo che Mondadori ci ha ucciso, quello si, seriamente, Acoso."

Vero, che si ciba della pubblicità che rimanda direttamente ad Amazon: se la ignori, non stai contribuendo granché, visto che anche i big data in questo caso li usa Amazon direttamente.

non che Amazon sia il bene, ma il suo scopo è il lucro, non la beneficenza, uguale uguale a Mondadori, solo che lo sa fare infinitamente meglio

Certo, il lucro, ma al lucro esistono limiti per legge (anche internazionale), che dovrebbe impedire monopoli e oligopoli. E se le leggi li impediscono (o dovrebbero, quantomento), un motivo c'è.
Difatti anche le acquisizioni dello scorso anno da parte di Mondadori mi hanno fatto storcere parecchio il naso, ma non c'è neanche da fare il paragone con il controllo del mercato di Amazon.
Questo al netto delle leggi sul lavoro, che non solo Amazon non rispetta, ma che disdegna pure sputandoci sopra pubblicamente.

La questione posta da E/O è solo un minuscolissimo pezzo del problema (non ho i dati sotto mano ma i libri non sono più il loro corebusiness da tempo). (e trovo abbastanza pelosa la questione posta da E/O forti del successo americano della Ferrante).

e/o non distribuisce i libri della Ferrante in traduzione, ne ricava in diritti di traduzione e basta. Quindi Ferrante continuerà a essere distribuita in Francia, Germania, Stati Uniti, Inghiterra, ecc. anche da Amazon. Ma questo cosa c'entra? Loro si limitano, ovviamente, ai libri che stampano loro direttamente.


message 13: by la veglia dell'aceto (last edited Dec 26, 2017 03:15AM) (new)

la veglia dell'aceto | 150 comments io ho lavorato per amazon come traduttore per un paio di settimane (il contratto era di sei mesi). per questi compiti si affidano ad agenzie cinesi e indiane che poi si rivolgono a traduttori europei un po’ perché non si fidano dei locali (soprattutto i cinesi sono inaffidabili) un po’ perché hanno bisogno di tradurre verso tante lingue e cercano i madrelingua (come giusto che sia).
le tariffe rimangono quelle di quei paesi, cioè per i nostri standard incredibilmente basse (0,013$ a parola; tenete conto che in media da noi si paga tra i 0,06€ e i 0,1€ a parola… e faccio notare anche la diversa valuta).
accettai perché ero in un periodo di crisi e qualsiasi minimo introito mi sarebbe andato bene, ma anche il loro metro di giudizio per le traduzioni era incredibilmente ingiusto: dividevano ogni traduzione in blocchi di 250 parole (una cartella, più o meno), e bastava un singolo errore in un blocco perché questo non venisse pagato (errore che poteva anche essere semplicemente un refuso, una preposizione sbagliata o una scelta non condivisa dal revisore… e le traduzioni sono sempre questioni di scelte, perché come diceva il mio prof di portoghese “nunca há tradução um a um” [non c’è mai traduzione uno a uno]). me ne sono così fuggito dopo una manciata di giorni.

ovviamente si tratta di un lavoro che c’entra relativamente con amazon, nel senso che è esterno ai suoi compiti principali (ed esternalizzato), ma potrebbe essere una valida cartina di tornasole.


message 14: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 509 comments Io sono un fedele cliente Amazon. Secondo me, a livello di attenzione al cliente sono al top, e fanno spedizioni velocissime, ed acquistare libri sul kindle è un gran risparmio.
Anche gli Amazon Locker sono una genialata.
Insomma, da consumatore sono contento che esista Amazon.

Per quanto riguarda il trattamento dei dipendenti.... boh, sinceramente sono perplesso. In Italia, esistono leggi che tutelano le condizioni di lavoro, oltre ai sindacati. Se Amazon infrange queste leggi, è giusto che paghi; ma se non è così, tanto peggio per i dipendenti, che dovrebbero cercare di ottenere condizioni migliori (o trovarsi un altro lavoro).

Sulla questione E/O: quando saranno tanti editori a "separarsi" da Amazon, allora forse ci sarà da discuterne. Per adesso sono solo loro, almeno in Italia, e non è un editore che io apprezzi particolarmente. E' una questione su cui comunque non vedo "buoni" e "cattivi", ma semplicemente due soggetti che non raggiungono un accordo.


message 15: by Catoblepa (new)

Catoblepa (Protomoderno) | 3230 comments Mod
Mgcgio wrote: "Per quanto riguarda il trattamento dei dipendenti.... boh, sinceramente sono perplesso. In Italia, esistono leggi che tutelano le condizioni di lavoro, oltre ai sindacati. Se Amazon infrange queste leggi, è giusto che paghi; ma se non è così, tanto peggio per i dipendenti, che dovrebbero cercare di ottenere condizioni migliori (o trovarsi un altro lavoro)."

La grande legge del capitalista felice, che accentrando potere e ricchezze diventa parte politica (potendo far contare il biglietto verde anche in sedi istituzionali) per poi fare un po' quello che vuole. Quello che succederà sempre più spesso, visto che siamo nella stagione degli oligopoli e gli stati nazionali continueranno a perdere potere in favore di compagnie private.

Sul "tanto peggio per i dipendenti", come se un operaio fosse libero di decidere a piacimento quando lasciare il proprio lavoro se non gli va giù, meglio che non mi esprimo.


message 16: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 509 comments Catoblepa wrote: "Mgcgio wrote: "Per quanto riguarda il trattamento dei dipendenti.... boh, sinceramente sono perplesso. In Italia, esistono leggi che tutelano le condizioni di lavoro, oltre ai sindacati. Se Amazon ..."

Ci sono leggi, in Italia, di tutela dei lavoratori, ed i contratti di categoria. Se Amazon non rispetta queste norme, ne pagherà le conseguenze, come è giusto che sia.
Se invece lo fa, significa che non lavorano in condizioni disumane.
Suppongo spetti ad un tribunale deciderlo, ammesso che ci si arrivi.
Non vedo quindi dove sia il problema.


message 17: by ferrigno (new)

ferrigno | 1543 comments Mod
la verità è che Amazon ha potuto dichiarare che i suoi operai godono di condizioni lavorative leggermente migliori rispetto a quelle previste dai contratti di categoria e nessuno ha potuto smentirli ...
Mi sbaglierò ma puzza di battage sindacale mediatico. La questione del dumping mi inquieta di più, ma ne so veramente poco.


message 18: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1624 comments Non sopporto i lamenti degli editori italiani medio-grossi, sono come quelli dei negozianti
finché hanno potuto incassato a loro piacimento non hanno pensato al.domani. poi, puf, si sono svegliati ed era già domani. il mondo era andato avanti e loro non riescono più a stargli dietro.

questo non toglie il fatto che Amazon agisca da posizione dominante in modo da.strangilare ogni marketplace che non sia il loro. non sarà il singolo caso di e/o a fermarli.


message 19: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2749 comments Mod
Quindi decidere di dire basta quando il limite posto è diventato troppo alto, e e denunciarlo (se non altro per dire ai propri lettori perché non troveranno più i propri libri su Amazon), equivale a lamentarsi?

Grazie, @La Veglia, per la tua testimonianza, è tutto molto tristemente interessante.

Per il resto sono d'accordo con @Catoblepa: beati voi che potete decidere quali condizioni lavorative accettare o non accettare, soprattutto quando vestite i panni di categorie (mi riferisco ai dipendenti Amazon, ovviamente) dove sappiamo bene che non c'è protezione, dove per il "no" di uno ci sono i "sì" (pronti ad accettare tutto) di altri mille.
C'è chi può permettersi di farlo e chi no, ed estremizzando è proprio la differenza che corre fra la decisione di chi tutti i giorni entra in quei magazzini e di chi, forte economicamente come la casa editrice, può decidere di non accettare le condizioni poste (persino retroattive, visto che hanno restituito anche i libri presenti in magazzino).

Qui le posizioni di alcune altre case editrici
http://www.lastampa.it/2017/12/22/cul...


message 20: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 509 comments piperitapitta wrote: "Quindi decidere di dire basta quando il limite posto è diventato troppo alto, e e denunciarlo (se non altro per dire ai propri lettori perché non troveranno più i propri libri su Amazon), equivale ..."

Alla fin fine, solo E/O ha trovato le condizioni di Amazon inaccettabili.
Per quanto riguarda i dipendenti Amazon: siamo in Italia. Non in Cina o in India o in qualche paese del terzo mondo. Nemmeno negli USA.
Siamo in Italia, dove ci sono norme a tutela dei lavoratori, e contratti di categoria. Se Amazon non rispetta queste norme, potete stare certi che ne pagheranno le conseguenze, giustamente.
Se invece le rispetta, significa che non è disumana la condizione dei lavoratori Amazon, ma semplicemente la vogliono migliorare. Spero per loro che ce la facciano, ma se anche non ci riescono sinceramente non mi sembra un dramma. Ed è una cosa che non mi riguarda, si tratta di una categoria di lavoratori di cui io non faccio parte, che lavorano per una società per cui io non lavoro.
In tutti gli ambiti, ci sono contratti e condizioni che una controparte ritiene svantaggiosi e vuole migliorare, fa parte della vita. Non è che ogni cosa può diventare una battaglia personale da parte di chi, come me e penso come voi, non c'entra nulla.

(il discorso, lo ribadisco, è diverso se invece Amazon non rispetta norme e contratti)

Di certo, continuerò ad essere un affezionato cliente Amazon, finchè il loro servizio resta questo.


message 21: by Agosto2010 (ciao Gino) (last edited Dec 27, 2017 11:28AM) (new)

Agosto2010 (ciao Gino) | 23 comments Per chi ha dubbi su come Amazon gestisca la forza lavoro provi a fare un giro in un supermercato Unes dove si preparano i pacchi spesa per Prime e potrà vedere il "passo Amazon" e forse capire perché i dipendenti protestano.
Leggendo certi commenti su questa vicenda ed altri simili in altri contesti, credo che l'Italia abbia perso il concetto di solidarietà, empatia, importante solo il proprio orticello, homo homini lupus.


message 22: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 509 comments Agosto2010 in trasloco su GR wrote: "Per chi ha dubbi su come Amazon gestisca la forza lavoro provi a fare un giro in un supermercato Unes dove si preparano i pacchi spesa per Prime e potrà vedere il "passo Amazon" e forse capire perc..."

Ma io ho solidarietà ed empatia: spero che i dipendenti ottengano condizioni migliori.
Ma non è che dipenda da me, e nemmeno dalla politica. Se le norme non sono rispettate, stai sicuro che presto o tardi Amazon sarà costretto a rispettarle; se le norme sono rispettate, i dipendenti dovranno lottarle per migliorarle: spero che ci riescano.
Ma non è una mia battaglia, non è che ora non compro più da Amazon. Continuo ad essere un cliente Amazon finchè Amazon mi fornirà lo stesso livello di servizio.
Io faccio le mie scelte di acquisto in base a ciò che più mi conviene e soddisfa, non certo in base a come vengono trattati i dipendenti.


message 23: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1624 comments Ieri ho letto due articoli interessanti correlati alla questione librerie/minacce alle librerie.

Il primo era la notizia della chiusura di uno storico negozio di chitarre negli USA, il titolo strillava "la colpa non è di Amazon ma degli affitti". In realtà il proprietario ha chiuso perchè andato in pensione, ma c'era una sommaria analisi sul motivo della chiusura di tanti negozi, soprattutto nei centri cittadini: gli immobili sono di proprietà di edge fund o immobiliaristi e alzano i prezzi a dismisura. Cosa verificabile da ognuno di noi, non chiudono solo le librerie ma qualsiasi altra cosa che non sia un mangimificio (a Londra, 15 giorni fa, ho dato la caccia a qualche libreria che non fosse Waterstone o Foyles, quasi inutilmente).

Il secondo era la notizia, riportata dalla pagina FB e qui difesa ad oltranza di Billy il piacere della lettura, che la fiera Più libri più liberi, tenutasi a Roma a inizio dicembre, secondo i librai ha ucciso gli acquisti di Natale. A parte il titolo sensazionalistico (la nuvola uccide le librerie, tipo) la tesi è che aver messo così a ridosso questa manifestazione del Natale, avrebbe dirottato in quella sede gli acquisti natalizi che costituiscono il 30% delle vendite in libreria.

A fronte di un argomento sensato (il costo degli affitti altissimo costringe a impiantare attività con una redditività del 500%, che nessuna libreria - a menochè non organizzi orge per bibliofili -
può sostenere, visto che i margini sui libri sono molto più bassi) ecco che spunta un lamento insensato (@Piper ha fatto notare che i numeri dimostrano che i visitatori percentualmente potrebbero aver eroso l'1%). Perché l'impressione è che sia sempre più facile dare la colpa agli altri, piuttosto che cercare di stare al passo coi tempi e tenere conto delle variabili.

I dipendenti Amazon in Italia possono stare abbastanza tranquilli, con la possibilità di fare sciopero prima del black friday (cosa che temo in America gli sarebbe valsa a tutti un licenziamnto per direttissima), hanno dimostrato che i loro diritti sono tutelati.
Amazon sta già sperimentando un sistema avanzato di impacchettatura senza esseri umani (come la consegna coi droni, che avviene in via sperimentale in zone non collegate degli stati uniti), quindi tra un po' quei posti di lavoro non saranno più necessari. E no, Amazon non lo fa perchè gli stanno sulle palle i dipendenti. Ma perchè così aumenta l'efficienza e la precisione (e si, si riducono anche le cause sindacali).

Un po' come stanno chiudendo in modo progressivo i contact center e i call center (luoghi non esattamente all'apice della felicità di nessun lavoratore, visti i ritmi e la paga), sostituiti dai chatbot. PIù veloci, rapidi, e sempre disponibili.

Ovvio che poi ci lamentiamo della mancanza di un essere umano intelligente dall'altra parte (AI e machine learning fanno quel che possono). Solo che l'essere umano intelligente dall'altra parte non ci vuole stare.

(ps: non ho una posizione netta in merito, nel senso che non sono a favore/contro aprioristicamente. Ci sono nel mezzo, proprio fisicamente, nel senso che mi occupo sia di market place che di chatbot e quindi ho una visione in qualche modo privilegiata. Però ho anche una formazione marxista/leninista dalle elementari e quindi .....)


message 24: by piperitapitta (new)

piperitapitta (lapitta) | 2749 comments Mod
I droni non possono volare sulle città, in Italia, grazie a Dio, e io userei il tempo di mezzo (quello che Amazon impiegherà per mettere la tecnologia al proprio servizio - sono anni che lo dice) per approvare leggi ancora più restrittive.
Ho assistito l'estate scorsa all'attacco del drone di un fotografo (ahimè, a un matrimonio) da parte di un gabbiano, irritatissimo per il fatto che avesse occupato il suo campo aereo, e all'acquisto di mini droni di sei colleghi su diciotto: ecco, se tanto mi dà tanto immagino cosa si apprestino a diventare i nostri cieli e no grazie, preferisco di no.


Quanto all'articolo pubblicato su Billy cui fai cenno, come dici considero un falso problema quello sollevato dalla libreria del centro commerciale I Granai (che conosco e nemmeno mi piace, ma questa è solo la mia opinione e non di merito), ma non ci sono stati i riscontri che mi sarebbe piaciuto leggere perché, vuoi per colpa dei panettoni, vuoi per una forma di disinteresse, non è intervenuto nessuno :-)
E comunque, qui sono d'accordo con te: lamentarsi, più che fare, è sempre lo sport nazionale preferito.


message 25: by Tittirossa (new)

Tittirossa | 1624 comments piper: non sono intervenuta perché non ho voglia di beccarmi gli strali dell'admin che vengono diretti a tutti quelli che - giustamente visto che la pagina è la sua - non si adeguano al suo mood.
i droni vengono utilizzati da Amazon proprio per zone remote dove nessuno vuole andare solo per un pacchetto 😀. è cmq un servizio sperimentale

ps: sai perché i tuoi amici/colleghi hanno acquistato droni? no, non è per il prezzo basso che hanno raggiunto ma per effetto di un'azione su Youtube, che circa due anni fa ha iniziato a "premiare" i video fatti con questa tecnologia. per cuibsembrava ci fossero solo loro. creando un effetto emulazione a valanga


message 26: by charta (new)

charta | 479 comments Ho avuto a che fare con un chatbot proprio questo mese.
Linea telefonica fissa defunta, segnalo su Messenger, risponde velocissimamente Marvinla macchina, che acquisisce le opportune informazioni.
Aspetto che risolvano il problema o mi ricontatti un umano, ma dopo cinque giorni il telefono è ancora muto.
Ariscrivo su Messenger, ma anche Marvin deve essere andato a scartare il suo regalino di Natale perché non si muove pagliuzza, né organica, né di silicio.
Ariscrivo bis minacciando azione legale.
Mi chiama una gentil pulzella chiedendo lumi.
Il problema a oggi permane, Marvin deve avere trovato il microchip gemello dato che è svanito in un oceano di bit, gli umani vattelapesca, io intanto ho bloccato la carta.
L'anno che sta arrivando ci dirà (ma sono tutti come M. i chatcosi?).


message 27: by Giovanni84 (new)

Giovanni84 | 509 comments charta wrote: "Ho avuto a che fare con un chatbot proprio questo mese.
Linea telefonica fissa defunta, segnalo su Messenger, risponde velocissimamente Marvinla macchina, che acquisisce le opportune informazioni.
..."


Suppongo che sia il tipo di cose che migliorerà con il tempo.
Non è che i call center, in certe aziende, siano tanto meglio del tuo Marvin, tra tizi che danno risposte diverse alla stessa domanda, danno risposte paradossali o addirittura lanciano strane accuse (una tizia di una compagnia di assicurazioni, a cui avevo chiamato per avere un preventivo dell'assicurazione auto, sosteneva che io le stessi dando informazioni false, è che l'immatricolazione della mia auto era del 2002, e non del 2000, nonostante la mia disponibilità a mandarle foto del mio libretto).


message 28: by minty (new)

minty (minty_2017) | 585 comments @Tittirossa
I dipendenti Amazon in Italia possono stare abbastanza tranquilli, con la possibilità di fare sciopero prima del black friday (cosa che temo in America gli sarebbe valsa a tutti un licenziamnto per direttissima), hanno dimostrato che i loro diritti sono tutelati.

Per la precisione, i dipendenti a tempo indeterminato di Amazon (ce ne sono, nello stabilimento di Piacenza, ma tantissimi sono anche i precari in somministrazione, alcuni anche con contratti rinnovati da un mese all'altro) hanno potuto scioperare. Quelli a tempo determinato o in somministrazione sono stati caldamente diffidati dal farlo (se ne è parlato apertamente nei tg, non sto inventando), pena... immaginatelo voi.
Non so, in un paese in cui lo sciopero dovrebbe essere, appunto, un diritto, non mi pare una situazione così incredibilmente rassicurante.

Su tutto il resto evito di commentare, ché certe risposte lette qui m'hanno messo una tale depressione addosso che rischia di rovinarmi le belle Feste che sto passando, ed eviterei volentieri.


back to top