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Alla scoperta dei 5 continenti > Tour dell'Africa - ISCRIZIONI e COMMENTI

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message 1: by Anto_s1977 (last edited Oct 11, 2017 01:04AM) (new)

Anto_s1977 | 6412 comments Avete voglia di viaggiare e visitare paesi esotici (dal punto di vista letterario, ovvio!) senza scadenze da rispettare e, quindi, senza stress da “obiettivo non raggiunto”?

Allora partiamo tutti insieme e scopriamo il continente africano!

Sappiamo benissimo che scoprire tutti i paesi del continente è un’utopia, ma ci impegniamo quanto meno a visitarne il più possibile ;-)

Regole ce ne sono? Sì, ma sono poche, non spaventatevi.
1) E’ necessario associare un libro ad ogni Stato d’ambientazione e senza tener conto della nazionalità dell’autore/autrice. Quindi un libro scritto da un americano e ambientato in Ghana vale per il tour dell’Africa e non per quello d’America.
2) Se la storia raccontata tocca più di uno Stato, vale per tutti gli Stati visitati, purché essi abbiano rilevanza nella vicenda e non siano solo citati.
3) Chiunque può aggiungersi al tour in qualsiasi momento.
4) Per ogni libro letto è necessario lasciare un commento, anche se solo di poche righe.
5) Valgono tutti i libri finiti dalla data di iscrizione alla sfida, indipendentemente dalla data di inizio lettura e dal genere.

Questa discussione è aperta per iscrizioni e commenti. Un’altra sarà aperta per gli elenchi di ognuno dei “viaggiatori”.

Detto questo, vi lascio un elenco degli stati africani che ho tratto da Wikipedia:
• Algeria
• Angola
• Benin
• Botswana
• Burkina Faso
• Burundi
• Camerun
• Capo Verde
• Ciad
• Comore
• Costa D'Avorio
• Egitto
• Eritrea
• Etiopia
• Gabon
• Gambia
• Ghana
• Gibuti
• Guinea
• Kenya
• Lesotho
• Liberia
• Libia
• Madagascar
• Malawi
• Mali
• Marocco
• Mauritania
• Mauritius
• Mozambico
• Namibia
• Niger
• Nigeria
• Rep. Centrafricana
• Rep. del Congo
• Ruanda
• Sao Tomé e Principe
• Senegal
• Seyshelles
• Sierra Leone
• Somalia
• Sudafrica
• Sudan
• Swaziland
• Tanzania
• Togo
• Tunisia
• Uganda
• Zambia
• Zimbabwe

PS: La Guinea è divisa in tre stati, il Congo e il Sudan in due. Ma noi siamo felici se riusciamo a trovare un libro ambientato in questi Stati, senza entrare nei particolari delle divisioni politiche :-)


message 2: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3115 comments Mi iscrivo, anche se in genere non leggo libri ambientati in Africa, non per scelta solo casualità. Varrà dire che dovrò impegnarmi un po' di più :D


message 3: by Dagio_maya (new)

Dagio_maya  | 5449 comments Eccomi! :-))


message 4: by Anto_s1977 (new)

Anto_s1977 | 6412 comments Ovviamente ci sono anch'io


message 5: by AlleG (new)

AlleG | 3934 comments Anche qui!


message 6: by Ale (new)

Ale | 2595 comments E tre, eccomi


Agosto2010 (ciao Gino) | 251 comments Eccomi


message 8: by Alicebv (new)

Alicebv | 258 comments Ci sono!


message 9: by Caterina (new)

Caterina | 782 comments Presente!


message 10: by aithusa (new)

aithusa | 517 comments Eccomi anche qui!


message 11: by Simona (new)

Simona Fedele | 2443 comments Anch'io presente!


message 12: by LaCitty, web jumper (last edited Oct 11, 2017 05:39AM) (new)

LaCitty | 9667 comments Mod
Ci sono, ma quanti sono gli stati dell'Africa!!! E cumuliamo il Congo, le Guinee, ecc. 😨


message 13: by Lilirose (new)

Lilirose | 896 comments anche qui ci provo, ma non mi aspetto di arrivare nemmeno a metà...


message 14: by amapola (new)

 amapola | 1669 comments A parte il Sudafrica, abbondantemente coperto da Coetzee, l'Africa è il mio tallone d'Achille in fatto di letture. Un motivo in più per provarci. Perciò, eccomi, mi iscrivo.


message 15: by Pippo.Gota (new)

Pippo.Gota | 1622 comments Ma quanti sono? Mi iscrivo, tanto non costa nulla


message 16: by Anto_s1977 (new)

Anto_s1977 | 6412 comments :-D
non preoccuparti, siamo tutti sulla stessa barca


message 17: by Fabio (new)

Fabio (faponti) | 131 comments Aggiungo anche la mia iscrizione senza speranze -.-"


message 18: by Stefania (new)

Stefania | 76 comments E va bene. Interrompo il mio anno sabbatico e mi iscrivo. Però non ho capito: devo iscrivermi per ogni tour o la sfida "Alla scoperta dei 5 continenti" è unica?


message 19: by LaCitty, web jumper (new)

LaCitty | 9667 comments Mod
Ad ogni tour. Ognuno fa gara a sé :)


message 20: by Stefania (new)

Stefania | 76 comments ok. Grazie :-)


message 21: by Acrasia (new)

Acrasia | 3606 comments E ci sono anche qui :)


message 22: by Dottoressa (new)

Dottoressa | 1036 comments Mi iscrivo anche qui!


message 23: by Patryx (new)

Patryx | 469 comments Presente ancora una volta!


message 24: by Maurisia (new)

Maurisia | 753 comments Mi iscrivo anche qui.


message 25: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments e facciamole tutte a questo punto!


message 26: by Anto_s1977 (new)

Anto_s1977 | 6412 comments Amaranta wrote: "e facciamole tutte a questo punto!"

non te ne pentirai :-)


message 27: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments Anto_s1977 wrote: "non te ne pentirai :-)"

lo so. E sarà una droga ! :D


message 28: by (new)

Lù (ldovica) | 819 comments Ci sono pure io! (in che guaio mi sto cacciando? XD)


message 29: by Elettra (new)

Elettra | 276 comments Mi iscrivo pure qui !!!!!


message 30: by Fabio (new)

Fabio (faponti) | 131 comments Pure qui, al grido di "di un racconto non si getta nulla, soprattutto se si deve fare il giro del mondo", in eventuale attesa di un secondo passaggio per la stessa tappa, procedo come con l'Asia. Dunque saltate il commento, o voi che avete già letto l'altra discussione (e viceversa).

Si parte dal Sudafrica, accompagnato da R. Kipling, con uno dei racconti della raccolta La Casa dei Desideri: Una guerra di sahib, narrazione con elementi fantastici della missione in Sudafrica di un militare dell'Impero britannico, inizialmente di stanza in India. Nonostante sia inserito in una raccolta in cui il fantastico dovrebbe essere preponderante, il racconto si sofferma sul rapporto tra il protagonista, un Sikh, e l'ufficiale inglese a cui è sottoposto: rapporto durato tutta la vita (e oltre) del giovane britannico, e paragonabile per molti aspetti a quello tra padre e figlio. Ah, c'è un fantasma.


message 31: by Dagio_maya (last edited Oct 22, 2017 02:45AM) (new)

Dagio_maya  | 5449 comments Sono stata in Zimbabwe con il romanzo di Petina Gappah La confessione di Memory.

Dopo un inizio che ho trovato un po' confuso, pian piano i pezzi son andati a posto.
Memory è in prigione per aver ucciso Loyd il bianco che l'ha accolta in casa dopo averla comprata dai suoi.
Memory è un'africana albina.
C'è tanta carne la fuoco: la storia dello Zimbabwe; la sua società per molti versi arcaica; la situazione degli albini.
Per certi versi è anche un giallo perché le cose non stanno proprio come sembrano…
Consigliato!
Qualcosa in più (ma senza spoiler) l’ho scritto qui:

http://www.goodreads.com/review/show/...


message 32: by Ale (last edited Oct 25, 2017 04:37AM) (new)

Ale | 2595 comments Lo straniero di Albert Camus, ambientato in Algeria. Romanzo breve e angosciante, non posso dire che mi sia piaciuto leggerlo ma è di sicuro un gran libro. Anche qui copio le frasi di Camus sul protgonista perché mi hanno paticolarmente colpita:
"...l’eroe del libro è condannato perché non sta al gioco. In questo senso è estraneo alla società in cui vive.. Rifiuta di mentire. Mentire, non è solo dire cio`che non è. E`anche, soprattutto, dire più di cio`che è e, per quanto riguarda il cuore umano, dire più di quanto non si senta. E`cio`che facciamo tutti, ogni giorno, per semplificare la vita. Meursault... non vuole semplificare la vita. Dice cio`che è, rifiuta di mascherare i propri sentimenti e subito la sociétaà si sente minacciata...Meursault per me non è dunque un relitto, ma un uomo povero e nudo... Lungi dall’essere privo di sensibilità, è animato da un passione profonda, la passione dell’assoluto e della verità.”


message 33: by Dagio_maya (new)

Dagio_maya  | 5449 comments Ho terminato il saggio "Congo" David Van Reybrouck. ★★★★★

Nell’immaginario collettivo nominare lo stato del Congo riconduce a immagini di foreste vergini da attraversare a colpi di machete.
Una nazione incastrata tra le tante di un continente spesso e volentieri ignorato e a cui, forzatamente, si bada costretti dalla cronaca urlata di un telegiornale.
Il Congo in realtà non è uno staterello facilmente ignorabile ma “un paese di 2,3 milioni di chilometri quadrati, grande come l’Europa Occidentale e due terzi dell’India, l’unico paese dell’Africa con due fusi orari”.
La vastità del territorio equivale ad una moltitudine di etnie e la storia di questa nazione è, ovviamente densa di avvenimenti.
David Van Reybrouck - archeologo belga con doti da romanziere- si è dedicato per dieci anni allo studio storico-sociale del Congo.

Per chi è interessato continuo qui:
https://www.goodreads.com/review/show...


message 34: by Amaranta (last edited Nov 08, 2017 01:21PM) (new)

Amaranta | 4162 comments Sono finita in Algeria con La peste di Albert Camus.


Ci sono tre tipi di peste: setticemica, bubbonica e polmonare. Ebbene tutte e tre arrivarono ad Oriano, intorno agli anni ‘40, quando dopo molto resistere pronunciare la parola “peste” fa diventare il fatto più vero. L’epidemia scoppia all’improvviso e la città si chiude isolandosi dal resto del mondo. Come si fa a resistere all’evento? Semplice, non si resiste: si muore. “I sorci morivano per la strada e gli uomini nella loro camera”.
L’inizio è forse la parte più difficile. L’isolamento viene mal vissuto, ci si sente prigionieri e le separazioni personali pesano duramente. Poi i morti aumentano, sempre di più e chi vive e non è ancora colpito dalla malattia deve dimostrare che è ancora vivo. E così i caffè sono pieni, il teatro e il cinema danno sempre lo stesso spettacolo che fa il pienone, la gente passeggia, ma la noia raggiunge la città e si propaga come la peste. La primavera si trasforma in estate, con il marcire dei fiori, i profumi forti, e poi in autunno, senza alberi da cui possano cadere le foglie, che diventa inverno e i morti che prima vengono dignitosamente sepolti nelle bare, passano poi alle fosse comuni ed infine sono cremati nei forni. Ci si abitua ad una anormalità e si cerca di continuare a vivere, resistere, con la fede, con gli scongiuri, tutto è lecito purchè ci sia salva la vita. “ Non si aspetta più a forza di aspettare”.
Mi aspettavo scene piene di dettagli della malattia e invece non ho trovato nulla di tutto questo. La peste si espande asettica,come una nube silenziosa che si insinua ovunque. Una sola è l’eccezione in cui assistiamo alla sofferenza, al dolore lancinante che abbatte un corpo ed è quello di un bambino. E mi viene in mente la piccola Cecilia, con quel braccino abbandonato color della cera e la testa riversa sulla spalla della madre.
Pochi i protagonisti di questa storia, che la peste cambia profondamente fra cui lo stoico dottor Rieux che si divide incessantemente in tutta la città senza mai riposare; un giornalista, Rambert, trovatosi intrappolato nella città allo scoppio del morbo, pronto a fare di tutto per raggiungere il suo amore lontano; Tarrou, un uomo deciso a scontare tutti i mali del mondo di cui si sente responsabile.
Il paesaggio è sempre quieto, in contrasto con l’imperversare del morbo dentro le case, negli ospedali, nei campi a disposizione. Ma ci sono alcune immagini che si fissano nella memoria come la notte silenziosa che divora il cielo, o le stelle che si induriscono come dure selci in un buio senza fine.
Ho letto che questo libro fu per Camus una denuncia contro i mali del mondo e in particolare contro il nazismo e i suoi misfatti, come un morbo che si attacca senza spiegazione da uomo a uomo, perché a quell’orrore l’uomo una spiegazione non può darla. Una riflessione sull’esistenza umana dunque, sull’importanza dell’amore nella vita di ogni essere umano, su quanto si è disposti a sacrificare per esso perché “un mondo senza amore è un mondo morto”. Trovo una speranza alla fine di questo tunnel, l’aria festosa, la gente che gioisce, gli amori ritrovati sono forse un modo per voler credere ancora nella bontà dell’uomo, con un piccolo dubbio finale.
Io e Camus siamo partiti con il piede sbagliato. Avevo già letto il suo “straniero” e non mi ero entusiasmata più di tanto, anzi. Qui ho avuto modo di rivalutarlo, un cortese saluto il nostro, e forse un arrivederci.
“Ma forse dobbiamo amare quello che non possiamo capire”.


message 35: by Dagio_maya (new)

Dagio_maya  | 5449 comments Amaranta wrote: "Mi aspettavo scene piene di dettagli della malattia e invece non ho trovato nulla di tutto questo...."

Certamente no. Come ben dici: è una riflessione sull'esistenza umana; quindi qui la protagonista principale è la morale, il manifesto dell'Uomo in rivolta e la messa in scena del percorso di un'umanità solitaria alla solidarietà.

Sono contenta di questa rinconciliazione con Camus per cui ho un debole...si era capito? :-D
PS- Non esaustivo ma abbastanza interessante per approfondire c'è anche questo libro: Camus filosofo dell'avvenire di Paolo Flores D'Arcais


message 36: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments @ Dagio, grazie! Lo leggo con calma.


message 37: by LaCitty, web jumper (new)

LaCitty | 9667 comments Mod
Inizio il mio giro per l'Africa dal Marocco con L'ispettore Alì di Driss Chraibi.
Premetto che nonostante il titolo, questo libro NON è un giallo. Da quello che ho capito, gli altri libri della serie dedicata all'ispettore Alì lo sono, ma questo no. In questo romanzo si racconta di Rahim Orourke, alter ego letterario di Driss Chraibi, ritornato in Marocco dopo aver conquistato la fama all'estero grazie al personaggio che dà titolo al libro, che si ritrova in crisi di ispirazione, con i suoceri scozzesi che lo vengono a trovare e anche (ad un certo punto) in ristrettezze economiche. È un romanzo ironico, satirico, che prende in giro le differenze tra la mentalità europea e quella nordafricana. Complessivamente gradevole, c'è qualche capitolo un po' più noioso, ma mi ha messo la curiosità di leggere qualche altro titolo della serie.


message 38: by Amaranta (new)

Amaranta | 4162 comments Di nuovo al caldo, in Egitto, dove si svolge una delle parti più toccanti della vita di Adriano nelle sue Memorie di Marguerite Yourcenar. La morte di Antinoo.

Davanti alla morte siamo tutti uguali?
Adriano nell’ultimo soffio della sua vita si racconta al suo successore ideale, Marco Aurelio, il bimbo che ha visto crescere e che spera possa portare ancora lustro alla sua Roma eterna. Una vita spesa per Lei, fedele come un amante, per consolidare i suoi confini nella pace, per esaltare la sua gloria e per farla splendere. Perché è cosciente che Roma è e sarà sempre, nei millenni che a lui seguiranno, grande.
“Altre Rome verranno e io non so immaginarne il volto; ma avrò contribuito a formarlo. Roma non perirà che con l’ultima città degli uomini…mani che non esistono carezzeranno i fusti di queste colonne”.
Il concetto di memoria eterna è per lui un tarlo, e ha pena di quel corpo che non lo sorregge più come vorrebbe, perché tutto in lui grida ETERNO.
Si racconta come imperatore, nelle sue battaglie per portare la pace, nei viaggi per costruirla, nei suoi gusti per la caccia, i viaggi, l’amore per la Grecia, il pensiero, la filosofia e la poesia, gli astri, nelle sue idee, nei progetti che lo fanno palpitare. E lo senti parlare lento, accanto a te, con l’ultimo fiato, malato e stanco .
E’invece l’uomo Adriano che scopriamo quando parla di Antinoo, la sua forza risplende della dedizione e dell’amore del giovane, l’unico che amerà come Roma, un amore con il fiato della morte sul collo. Antinoo che muore perché la sua giovinezza sfiorisce, per rendere il suo ultimo atto d’amore al suo imperatore. E che sarà amato anche nella morte, venerato come un dio nella sua bellezza, imperitura adesso. “ Ho tenuto quel cuore fra le mani, non avevo amato abbastanza quel fanciullo da obbligarlo a vivere”. Soffre come un uomo, la sua anima da adesso si incrina, ma vive questo dolore come un imperatore, con dignità. Nelle parole di Adriano ho rivissuto la stessa pena che prova il Leo di Tondelli quando Thomas muore. E sono rimasta a crogiolarmi in questa malinconia per tutta la lettura.
Una lettura lenta, corposa, a tratti monocorde per poi sprizzare vita.
Animula vagula blandula…sono versi che danno il senso dell’anima di Adriano che ondeggia lenta, che si stacca dal corpo e che dopo millenni arriva fino a noi, a raccontarci ancora e ancora la sua grandezza. Aveva ragione lui.
“Fino all'ultimo istante, Adriano sarà stato amato d'amore umano”.


message 39: by Dagio_maya (new)

Dagio_maya  | 5449 comments Buongiorno!
Sono stata in Ciad leggendo "Le radici del cielo" Di Romain Gary.
Ora dirò qualcosa di strano: è un libro bellissimo che non mi è piaciuto.
Mi spiego brevemente: il libro ha la doppia capacità di saper cogliere lo spirito del suo tempo (Secondo dopo guerra) e, allo stesso tempo, la lungimiranza di formulare affermazioni che danno la precisa illusione di stare leggendo un libro fresco di stampa.
Il fulcro di tutto ciò è concentrato nella leggendaria figura di Morel, fantomatico difensore degli elefanti.
Il romanzo è costruito sulle testimonianze dirette e/o indirette delle azioni di questo personaggio ma questa costruzione è talmente confusionaria da far sì che la lettura sia estremamente faticosa. Non sono contro i libri faticosi. Ho fatto letture impegnative portandole a termine ma ci deve essere un margine di piacere altrimenti non mi sta bene.

Per chi fosse interessato il mio commento completo è qui:

https://www.goodreads.com/review/show...


message 40: by Senny (new)

Senny | 449 comments Mi iscrivo anche a questa sfida, per concludere il tour dei 5 continenti


message 41: by (new)

Lù (ldovica) | 819 comments Il mio viaggio letterario in Africa comincia dal Madagascar dove sono andata in compagnia di Gerald Durrell con "Io e i lemuri":

Libro interessante e a tratti spassoso. È però - rispetto agli altri libri di Durrell che ho letto - molto più specifico: è un misto tra un saggio e un diario di viaggio. Mi è venuta ovviamente voglia di andare in Madagascar a farmi ispezionare un orecchio da un Aye Aye, simpatico e misterioso lemure dal dito oblungo, la cui vita è da salvaguardare.

3* e mezzo

Ho una domanda: per una decina di pagine il racconto si sposta anche nelle Mauritius: troppo poco o posso considerarlo valido anche per queste? Trattandosi di un libro naturalistico, sono ovviamente pagine molto descrittive, ma in effetti la tappa nell'isola mascarena è stata molto breve.



message 42: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3115 comments wow...sono riuscita ad aprire il mio tour dell'Africa, con un libro scritto da un'autrice italiana.
Tabula rasa di Danila Comastri Montanari

Un tuffo ad Alessandria d'Egitto, l'ambientazione è così ben descritta che sembra quasi essere lì, sembra quasi di vedere il magnifico faro; anche i personaggi sono molto ben delineati. Si potrebbe leggere più scorrevolmente se non avesse tutti quei riferimenti leggendari, storici e l’elenco di tutti gli dei, troppe divagazioni che annoiano un pochino e ti fanno allontanare dalla storia. A me piace leggere gialli ed è bello leggerli ambientati in epoche storiche diverse.


message 43: by Anto_s1977 (new)

Anto_s1977 | 6412 comments Grazie a Io no di Lorenzo Licalzi ho fatto una breve sosta in Somalia, dove il protagonista capisce (view spoiler)
Un libro che ho letto per la seconda volta e che continuo a reputare magnifico.


message 44: by Chiara (new)

Chiara  (chiarafrezzotti) | 6 comments Eccomi anche qui (adoro le sfide geografiche)!


message 45: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3115 comments Finito di leggere La foresta dei pigmei di Isabel Allende, che si svolge a Ngoubè nella Repubblica Centrafricana.
Plauso per la Allende che, attraverso un libro fantasy per ragazzi, ricco di avventura e amicizia, è riuscita a scrivere di schiavitù e dittatura. Però appunto è un libro per ragazzi che io ho trovato un po’ banale, non sembra uno scritto della Allende.
Carina l’idea dell’amore appena accennata tra Alexander e Nadia, che, non essendo il fulcro della storia, l’ha resa un po’ meno scontata.


message 46: by Anto_s1977 (new)

Anto_s1977 | 6412 comments finito Akhenaton: Il faraone eretico di Naguib Mahfouz, che mi ha condotta in Egitto

La voce narrante di questa storia è il giovane Miri-Mon che, durante un viaggio sul Nilo, vede i resti di una grande città ormai abbandonata. Scoprendo che si tratta di Akhetaton, la città fatta costruire da Amenofi IV, il cosiddetto faraone eretico, e che l'unica abitante di quella sorta di città fantasma è ormai la regina Nefertiti, decide di farsi raccontare la storia del faraone da coloro che lo hanno conosciuto personalmente.
Intraprende così un viaggio che lo porta di città in città, da palazzo in palazzo, per scoprire tutto su questa figura emblematica della XIX dinastia dei faraoni egiziani.
Miri-Mon scopre che Akhenaton era un uomo brutto ed effeminato, che si trovò a reggere le sorti di un vasto regno, solo per santificare il suo unico Dio, Aton. Egli non credeva nella lotta armata, ma solo nell'amore e nell'aiuto divino; ciò attirò su di sè l'odio di quanti lo credevano debole ed inetto.
Attraverso una serie di racconti tutti uguali nelle linee generali, ma diversissimi nella descrizione di questa figura, per certi versi affascinante e carismatica, Miri-Mon ricostruisce fatti pubblici e privati da diversi e, spesso, inconciliabili punti di vista.
Un libro estremamente interessante dal punto di vista storico e senz'altro particolare in quanto ci permette di osservare da diverse angolazioni lo stesso uomo, senza arrivare ad una conclusione obiettiva. Sta al lettore decidere se appoggiare la tesi degli oppositori o dei sostenitori.


message 47: by Alicebv (new)

Alicebv | 258 comments Ho finito Quel che il giorno deve alla notte di Yasmina Khadra

Lo stile di questo romanzo mi ha veramente conquistata..ricercato e a tratti quasi poetico, senza mai risultare ampolloso o pesante e in grado di dare spessore ad una trama a tratti un pochino debole.
Ambientato in Algeria a partire dalla prima metà del XX secolo, il romanzo narra la storia di Younes e della sua trasformazione in Jonas dopo che il padre caduto in rovina decide di affidarlo al fratello farmacista, benestante, sposato con una francese e ben integrato nella comunità di coloni locali.. ..Jonas, occhi azzurri e viso d’angelo ben si integra in questo ambiente e le sue origini arabe restano per buona parte della sua adolescenza solo sullo sfondo.. ..ma è la Storia a fare il resto..lo scoppiare dei moti per l’indipendenza, la guerra.. ..tutto ciò raccontato dalla posizione “privilegiata” di Jonas che appartiene ad entrambe le fazioni e a nessuna..ed è così in grado di fornire un punto di vista più obiettivo..
..ma non è solo questo..è un romanzo sull’amicizia..e su come questa è (o non è) in grado di resistere alle prove della vita..è un romanzo sull’amore e sulle occasioni perdute, che mi ha lasciato nel complesso un vago senso di malinconia, e quasi di frustrazione accentuata a tratti dall’incapacità di Jonas di aprirsi e di comunicare..


message 48: by LaCitty, web jumper (new)

LaCitty | 9667 comments Mod
Per la Nigeria, ho letto Il crollo di Chinua Achebe

Questo romanzo è stato una piacevolissima scoperta grazie ad una "collega" su GR.
Sono rimasta affascinata dal racconto della vita di un villagio Ibo (tribù della Nigeria), delle loro tradizioni e del loro culto religioso. E' questo uno degli aspetti più importanti della narrazione sia perché la religiosità ibo si scontra con l'arrivo dei missionari cristiani sia perché alcune tradizioni vengono messe in discussione dagli stessi membri della tribù non appena ne hanno la possibilità (per esempio il fatto di sopprimere i gemelli perché considerati spiriti maligni o alcuni interventi degli oracoli che hanno cause infauste per i personaggi).
E' anche interessante la descrizione del protagonista, Okonkwo, guerriero duro e dalle grandi aspirazioni, che cerca in tutti i modi di farsi strada, che nasconde le proprie debolezze sotto una scorza di durezza, ma nonostante quello sono chiare al lettore.
Scorrevolissimo nella lettura e molto amaro nel finale. Lo consiglio.


message 49: by Ale (new)

Ale | 2595 comments Ho letto NonnaDiciannove e il segreto del sovieticodell’angolano Ondjaki. E`la storia di una piccola comunità che vive lungo una spiaggia negli anni caotici che hanno seguito l’indipendenza, raccontanta dal punto di vista dei (fantastici) bambini che vedono tutto come un gioco pieno di colori. Devo dire che mi ci è voluto un po’ prima di riuscire ad entrare nella lettura, ma poi ho adorato i personaggi e anche lo stile non mi è dispiaciuto. Il problema è che secondo me ci sono degli errori, magari non di traduzione ma proprio di revisione, e dato che lo stile di Ondjaki è, diciamo, un p’ fluido, e mi sembra di capire che lui sia piuttosto creativo con la lingua, a volte non sono riuscita capire se mi trovavo di fronte ad una licenza dell’autore o ad un errore.


message 50: by Lilirose (new)

Lilirose | 896 comments sono emozionata, finalmente anche il tour dell'Africa può cominciare! :D
E si comincia con l'Egitto di C'era una volta di Agatha Christie

Riporto il commento:

Non è uno dei libri più memorabili della Christie, ed il motivo principale va ricercato nell'ambientazione: si svolge nell'antico egitto, ma i personaggi sono quelli tipici di ogni altro suo romanzo; l'effetto è una forzatura, ci si aspetta quasi che prima o poi abbandonino le tuniche di lino e tornino a sorseggiare tè nella loro tenuta di campagna. Anche la mancanza di un detective carismatico come Poirot o Miss Marple si fa sentire, mentre dal punto di vista del giallo in senso stretto, l'elevato numero di morti fa sì che il cerchio dei sospetti si restringa troppo, si può arrivare all'assassino quasi per esclusione.
Tuttavia un libro di Agatha Christie può mai essere mediocre? No, e infatti anche questo non fa eccezione: l'atmosfera claustrofobica è resa molto bene, sembra quasi di percepire una cappa di paura e sospetto aleggiare sui protagonisti, e la risoluzione del mistero è semplice, logica e psicologicamente accurata. Lo stile poi è scorrevole come al solito, si arriva alla fine senza accorgersene, intrigati dalla trama.
Non lo consiglierei a chi deve approcciarsi all'autrice per la prima volta, ma resta pur sempre una spanna sopra la gran parte dei gialli che circolano.


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