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Biblio: LA BIBLIOTECA DI BABELE > #1 - Le morti concentriche, Jack London

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message 1: by Ladygiodesi (last edited Oct 27, 2017 02:44AM) (new)

Ladygiodesi (goodreadscomladygiodesi) | 68 comments Mod
Le morti concentriche by Jack London

Pubblicato nel 1975, il volume è di 126 pagine e contiene i racconti di Jack London:

- La casa di Mapuhi (The House of Mapuhi, 1909), conosciuto anche con il titolo "La perla di Mapuhi". Originariamente il racconto faceva parte del libro Racconti dei Mari del Sud

- La legge della vita ( The Law of Life, 1901). Originariamente il racconto faceva parte della raccolta "I figli del gelo" ("Children of the Frost and Other Stories")

- Faccia perduta (Lost Face, 1908). Originariamente il racconto faceva parte del libro "Perdere la faccia" (Lost Face)

- Le morti concentriche (The Minions of Midas, 1901), conosciuto anche con il titolo "I favoriti di Mida, e contenuto nella raccolta "Faccia di luna" (Moon-Face and Other Stories)

- L'ombra e il baleno (The Shadow and the Flash, 1903). Anch'esso contenuto nella raccolta "Faccia di luna" sopracitata.

Esiste anche la versione a fumetti del racconto "Le morti concentriche", pubblicato nel 1998:

Le morti concentriche e altri racconti by Jack London

Biografia dell'autore: https://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Lo...


message 2: by Mickdemaria (new)

Mickdemaria | 2 comments Riposto il mio commento in questa discussione:

Cinque racconti riuscitissimi, cinque modi di morire, un'unica grande riflessione sull'uomo da parte di un uomo che di vita e di morte se ne intendeva (fu contrabbandiere, pescatore di perle, cercatore d'oro nel Klondike, socialista, corrispondente nella guerra russo-giapponese, armatore, e già che c'era anche scrittore...). Leggo London per la prima volta dopo più di 30 anni, e i miei ricordi infantili di Zanna Bianca e Il richiamo della foresta non rendevano giustizia a questo autore che ha molto da dire, dallo stile limpido e dal gigantesco bagaglio esperienziale nonostante sia vissuto, ahimè, solo fino a 40 anni. Una bellissima raccolta che mi ha fatto venire voglia di riscoprire questo autore spesso sottovalutato.
- La casa di Mapuhi: Come già in Tifone di Conrad un altro avventuriero, un'altra penna felice si pone davanti all'incontenibile forza della natura, su di un'isola, stavolta, la terraferma che sembra lido sicuro, senonché il barometro continua a scendere, a scendere e scendere... Poche pagine bastano per trascinarci in un incubo degno di Roland Emmerich, grappoli di frutta umana, isole disabitate, avidità e raggiro, e lotte con lo squalo, e fantasmi....Come ha fatto a mettere tutto questo ripieno in un bigné così piccolo? Non ne ho idea, ma c'è riuscito, tutti i sapori sono calibrati al punto giusto e finita la lettura non resta che leccarsi le dita.. Da notare che il racconto parla di un tifone reale che si abbattè sul piccolo atollo Hikueru nel 1903 decimando la popolazione.
- Il freddo invade il lettore e intorpidisce le membra scorrendo le righe di La legge della vita, legge dura ma ineluttabile sulle rive ghiacciate dello Yukon, dove London andò per la febbre dell'oro e dove ambientò alcuni tra i suoi più popolari romanzi. Piccolo trattato di filosofia darwiniana sul circolo polare artico.
- Meglio perder la faccia o la testa? Ovvero: È più forte l'ascia o il cervello?
- Le morti concentriche è un fulminante apologo sulla società moderna. Attualissimo ora come cento anni fa anche se con un occhio alle idee socialiste del tempo, London mette su una fantomatica società segreta di portata globale con sorprendente lungimiranza. La società che si rivolta contro sé stessa, una sorta di Anonymous armato pensato con un secolo di anticipo, un'altra declinazione sulla necessità della morte. Molto bello.
- Nell'ombra e il Baleno, l'unico racconto della raccolta che si può considerare fantascientifico, assistiamo all'eterna quanto immotivata lotta tra il bianco ed il nero, gli opposti nello spettro di assorbimento della luce, destinati ad una inconciliabile coesistenza.
Racconto gradevolissimo, anche se la teoria del nero assoluto è... come dire... bizzarra! Io faccio il tifo per il bianco ;)


message 3: by Amaranta (new)

Amaranta Eccomi.

Ebbene si lo ammetto: il mio primo London. Un uomo dalla vita avventurosa che lo ha portato a girare il mondo in lungo e in largo e a raccontare i suoi viaggi con uno stile particolarissimo.
Quello che sorprende è la passione con cui racconta di quelle terre lontane. Una scrittura aspra, piena di angoli, senza fronzoli, schietta potrebbe essere la parola giusta, ma prima di tutto vera.
Cinque racconti ambientati fra la Polinesia e le terre fredde dell’Alaska, in un cerchio di terra battuto dalle tempeste e in mezzo al freddo e alla neve.
Anche se sottesi ad una storia corposa, la natura è la protagonista assoluta capace di venti così potenti da avere consistenza, da poterli toccare, strappare, affondarci le mani e di freddi così intensi da costringere gli uomini (ne “la legge della vita”) ad abbandonare un vecchio giunto alla fine della sua esistenza, solo un peso ormai per loro, e spostarsi in terre più miti. Riflessioni amare quelle del povero anziano rimasto da solo, non per l’abbandono subito per lui come un fatto naturale della vita, ma proprio per quella vita che gli scorre davanti agli occhi e che ormai è finita. Il fuoco si spegne piano, i lupi si avvicinano e lui non ha più forze,“ lui solo respirava nel grande silenzio”.
Stupisce la trasparenza di questa mente così vivace da partorire anche racconti amari, come nel caso di “ faccia perduta”, o pieni di tecnica e dettagli ne “ l’ombra e il baleno”. Ma alla fine la verità nuda e cruda, morale del racconto per me più bello della raccolta e che da questo prende il titolo, è che non si scappa al proprio destino qualunque esso sia. E London lo doveva sapere bene.
Uno scrittore sicuramente da approfondire con respiri più ampi.


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