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Discussioni sui Libri > Siamo sommersi dalle novità?

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message 1: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Qualche giorno fa linkiesta ha pubblicato questo articolo in cui si cerca di analizzare i dati dell'AIE sullo stato dell'editoria in Italia da un punto di vista un po' diverso dal solito pianto greco "I lettori diminuiscono, nessuno legge, è tutta colpa dei lettori".

Perché se a conti fatti i lettori non subiscono mai variazioni davvero significative (mille o duemila in più, mille o duemila in meno, il dato rimane stabile dagli anni '80), è sensibilmente cambiata la quantità di nuovi titoli sfornata ogni anno.

Si mette infatti il confronto il 2016 con il 1980: da 13.000 titoli nuovi, di cui 1.000 romanzi, in trentasei anni siamo passati a circa 66.000 novità, di cui 18.000 titoli di narrativa. Con un'offerta triplicata in totale e, per quanto riguarda la narrativa, moltiplicata quasi per venti, se i lettori rimangono stabili è evidente che il mercato non può avere segno positivo.

Questo comporta secondo l'autore anche dei danni a livello di lavorazione (specie visto che le redazioni sono sempre più risicate come personale, aggiungo io, o sventrate per dare il lavoro a collaboratori esterni e meno costosi): è vero che gli strumenti tecnici sono cambiati parecchio in trentasei anni, specie per quanto riguarda l'impaginazione, tuttavia il tempo dedicato a ogni titolo è calato esponenzialmente, e si rischia che la qualità faccia lo stesso percorso.

In sintesi: si pubblica troppo?

http://www.linkiesta.it/it/article/20...


message 2: by Shardangood (new)

Shardangood | 2115 comments Colpa di chi legge più volte lo stesso libro... ecco, l'ho detto!


message 3: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2867 comments Mod
Mi piace che l'articolo sottolinei, finalmente, che la causa della crisi dell'editoria non sono i lettori. L'ha detto chiaro e tondo: numero di lettori pressoché invariato, numero di volumi cresciuto con progressione geometrica... cosa si pretende? Questo andazzo può avere solo due sbocchi: o il lettore stoico si sobbarca la lettura l'acquisto di altri 20 libri oltre a quelli che già acquistava, o l'eccedenza viene letta venduta ai non lettori (seh, certo...)
Davvero, la domanda non è "in Italia si legge poco?", ma "in Italia si pubblica troppo?"
Eh, sì.
Leggo su Libreriamo che però il fatturato nel 2016 è cresciuto del 2,3% nonostante il calo di lettori acquirenti. Quindi direi che teniamo botta nonostante tutto.
Ma c'è un altro dato che fa paura per le sue proporzioni bibliche: 74.020 ebook. Sono 44 titoli per ogni lettore forte, se nessuno di loro legge un libro già letto da un altro. Significa che c'è un mare di gente che scrive. Uno tsunami di scrittori. Se poi ci aggiungiamo che nemmeno gli editori fanno più da diga, visto che già di loro pubblicano più di 66.000 cartacei, direi che siamo sommersi.


message 4: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2327 comments Mod
Siamo sommersi dalle ciofeche...


message 5: by Nazzarena (last edited Feb 02, 2017 08:52AM) (new)

Nazzarena | 2867 comments Mod
Pierre wrote: "Siamo sommersi dalle ciofeche..."




message 6: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3211 comments Ma questo dilagare di titoli anche per colpa delle case editrici, è un fenomeno tipicamente italiano oppure si verifica dovunque? Che l'ondata di piena degli e-book stia travolgendo tutto il mondo occidentale (non ho informazioni sul resto del mondo) non mi sorprende, quello che non riesco a capire è l'accanimento degli editori. Come se cominciassero a spuntare fornai ad ogni angolo (magari!) nonostante le bocche disposte a mangiare pane restino sostanzialmente le stesse.
Come fanno a stare in piedi questi editori che spalmano su un numero di articoli sempre più differenziato un numero di consumatori pressapoco stabile? E' pur vero che questa dinamica si è realizzata anche in altri settori (esempio macroscopico: le automobili. Quand'ero piccola io, al momento di comprare la macchina avevi una scelta limitata di marchi e di modelli. Adesso, aiuto.)


message 7: by Rowizyx (last edited Feb 02, 2017 09:47AM) (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Wiki corre in aiuto: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Books...

Dati non aggiornatissimi (quelli italiani sono riferiti al 2014, comunque 5.000 titoli in più in due anni è creepy o.O) ma interessanti

Bisognerebbe incrociarli coi dati dei lettori... mi ricordo solo che in Europa quelli più bravi sono gli Islandesi, mi pare una media di 22 libri all'anno a persona (capirai, dirà qualcuno, per metà dll'anno stanno al buio tappati in casa) dove però,si pubblicno circa 1500 titoli l'anno.


message 8: by Outis (new)

Outis | 133 comments Probabilmente, sì, si pubblica troppo e troppo di quello che si pubblica non meriterebbe di essere pubblicato. Basta vedere le fanfiction che vengono pubblicate dopo il successo di After, le biografie di qualsiasi personaggio un minimo famoso, parecchi fantasy italiani di pessimo livello ecc.
C'è da dire, però, che il numero dei lettori rimane costante ma sicuramente basso rispetto al resto d'Europa, visto che, se non mi sbaglio, l'Italia è ultima in Europa per libri letti.


message 9: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Mm... questi sono dati relativi al 2007 e al 2011, iniziano a essere un po' vecchiotti però ci si può fare un'idea...
http://ec.europa.eu/eurostat/statisti...

Sull'essere ultimi ho trovato un articolo di Avvenire del 2015 però non capisco su che base (non ci sono dati di confronto con altri paesi, a parte il dato dei dirigenti/manager che non leggono nostrani rispetto a francesi e spagnoli)...


message 10: by Outis (new)

Outis | 133 comments Rowizyx wrote: "Mm... questi sono dati relativi al 2007 e al 2011, iniziano a essere un po' vecchiotti però ci si può fare un'idea...
http://ec.europa.eu/eurostat/statisti......"

Purtroppo non mi ricordo dove avevo trovato quei dati. L'avevo sentito anche alla radio, mi sembra l'anno scorso, ma non si parlava di manager.
Anche nei dati che hai postato comunque l'Italia non è messa bene.


message 11: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2327 comments Mod
Nazzarena wrote: "Pierre wrote: "Siamo sommersi dalle ciofeche...""

I complimenti di un dittatore inorgogliscono sempre... ;)


message 12: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
http://antoniotombolini.simplicissimu...

Tombolini su Simplicissimus prova a spiegare il sistema perverso delle rese... io credo che sia una combo delle due cose: per avere sempre credito si pubblica sempre di più, ma questo non fa che aumentare le rese. È un serpente che si mangia la coda.


message 13: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 296 comments Sul tema delle troppe pubblicazioni ho già detto come la penso. Gli scrittori guadagnano poco o niente (i più) un editore in questo modo può pubblicarne moltissimi, anzi, deve pubblicarne più che può per tirare avanti, tanto li paga sulle vendite. Se ho 700 scrittori e tutti mi garantiscono 100 copie, io ne ho vendute 7000, ma per i singoli scrittori è un fallimento. E così via, una nuova ondata di scrittori. Ho anche una mezza idea di cosa si dovrebbe fare, ma la vedo dura XD


message 14: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Garantire cento copie è lontano anche dal minimo sindacale. L'anticipo si paga a quegli autori che sai ti garantiranno una vendita eccezionale per accaparrarteli, a un autore signor nessuno è impensabile. Ne abbiamo già parlato in altra sede, ma in Italia lo scrittore per mestiere "unico" è un lusso per pochissimi (e quei pochissimi comunque hanno altre mille occupazioni, rubriche giornalistiche o in tv o in radio, traducono, tengono dei corsi nelle università, fanno altri mestieri che esulano dalla scrittura...).

L'autore non è un costo fisso come l'impaginatore, paradossalmente: il lavoro di grafica richiede x ore a prescindere dalle vendite, che ne stampi una, mille, diecimila copie; l'autore se non vende è come se non avesse lavorato, anche se scrivere un romanzo fallimentare ha richiesto mesi, anni, duro lavoro e lacrime. Sono prestazioni diverse con retribuzione diversa. Un anticipo si calcola su quanto si prevede di vendere: oggi gli esordienti si calcolano in negativo, perché se pubblichi Camilleri si vende da solo, se pubblichi uno sconosciuto hai dei costi extra in pubblicità per il lancio da mettere in conto... non è pensabile l'anticipo.

Poi... "oggi". Moravia ha esordito pagandosi la stampa quasi novant'anni fa, per dire. Era un signor nessuno e il suo editore (Alpes, mica bruscolini) aveva paura di non rientrare dell'investimento.


message 15: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 296 comments La soluzione sta nel dialogo. Se gli editori pagassero degli anticipi agli scrittori non potrebbero pubblicare così tanti scrittori. Dovrebbero fare una selezione più critica perché dietro c'è un investimento. Puntare su "pochi" ma ritenuti "buoni". Verrebbe valorizzato anche lo scrittore pubblicato. Però non può funzionare se lo fa un solo editore. Siccome contano solo i soldi, in italia non accadrà mai che gli editori stabiliscano una politica comune. Però questa è una mezza idea, non so se risolverebbe, ma qualcosa cambierebbe. Ammetto che i numeri di cui parlo sono solo a titolo d'esempio, non sono un editore e non conosco i numeri.


message 16: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 296 comments Aggiungo, se per l'80% degli scrittori essere pubblicati da una casa editrice (al di là di poter dire di avere un libro pubblicato) non si traduce in un guadagno, ecco che molti si riversano sulle auto-pubblicazioni, perché la differenza, a livello economico personale per lo scrittore, è minima. Quindi, immagina questo continuo processo che si ripete nel tempo, editori che vomitano scrittori che vomitano se stessi con gli ebook, e nel giro di pico tempo avremo 7 mila milioni di libri XD


message 17: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2867 comments Mod
Se gli editori avessero anche il costo fisso dell'autore farebbero prima a darsi alla filantropia... Lo scrittore è un artista/artigiano, dovrebbe guadagnare su quel che vende e non sul tempo impiegato.

Conunque, sto sistema dei resi mi destabilizza.


message 18: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 296 comments Io però parlo di un anticipo, una sorta di rischio d'impresa. Devo dare un anticipo? Ok, quale fra questi scrittori penso che mi farà guadagnare. Lui, eccoti l'anticipo (anticipo non si somma a quelli dovuti per le vendite, è appunto un'anticipare e non sommare.) Magari la mia idea non produrrebbe alcun cambiamento, questo non lo so. Ma se si vuole cambiare, da qualche parte bisogna iniziare XD. Io ho dato un'idea. Il mondo degli ebook dovrebbe essere un terreno di caccia per i "talent scout" se esistono, una sorta di serie B del mercato, in cui tutti possono farsi leggere, per poi passare alla serie A dell'editoria, ma questa serie A lo è davvero? A parte per un paio di big (case editrici)


message 19: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Ribadisco, l'anticipo si calcola sul possibile venduto, forse per gli esordienti se lo possono permettere Knof e pochi altri a New York perché sanno di poter contare sul mercato anglofono molto più ampio di quello nostrano. L'esordiente qui è un investimento in perdita anche senza anticipo pagato.

Infatti qualche tempo fa sono capitata su un sito dove gli emergenti si bullano uno con l'altro nel bel mezzo di un'invettiva contro il premio Neri Pozza, il cui vincitore viene pubblicato e, in cambio della cessione delle royalties, riceve 25.000 euro sull'unghia. Secondo loro era una frode xDDD
No seriamente, esercizio di matematica: prendiamo il prezzo medio di un libro Neri Pozza, togliamo il 60% che va in distribuzione, calcoliamo un 7% di royalties e facciamo il conto di quante copie vanno vendute per arrivare a 25 testoni, è divertente.


Le rese sono allucinanti, diventano dei ricatti tremendi. Da un editore dove stavo prima eravamo vicini a una grossa cifra tonda di fatturato e il distributore propose che l'editore accettasse di pagare dei bonus ai suoi agenti se avessero raggiunto quella cifra tonda. Siccome mancava veramente pochissimo, l'editore (un taccagno) si rifiutò. Da un anno all'altro le vendite sono crollate, le rese moltiplicate. Faccio fatica a non pensare che da questo rifiuto siamo stati messi nella lista degli editori da spingere ma non così tanto...


message 20: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Secondo me se si facesse un discorso di anticipo un sacco di autori rinuncerebbero a pubblicare perché tutti hanno l'idea di fare i big money con i libri.

Per dire... Ok, io sono un editore e ti incontro per definire il contratto. Ti dico che penso che il tuo libro potrà vendere 500 copie. Ti dico che opto per un prezzo di copertina di 15€ e che, calcolando le tue royalties a un 7%, ti pago un anticipo sul libro di conseguenza, 525€. Poi se superiamo le 500 copie, ma la vedo dura, ridiscuteremo le royalties sulle vendite aggiuntive.

Il 90% degli autori andrebbe via sbattendo la porta e gridando al furto. Non capite la mia arte, sono meglio di Stephen King, pubblicherò da solo e ve la farò vedere io... già visto, già sentito, già sbadigliato.


message 21: by Gabriele (last edited Feb 03, 2017 01:59AM) (new)

Gabriele Valenza | 296 comments Scrittore, editore, distributore. Una sorta di catena alimentare hahaha. Forse sono i distributori il problema, stringono un cappio che a sua volta viene stretto ancora di più. Ora immaginate uno scrittore, che sa in cuor suo, che se vuol campare come scrittore deve creare un solco così profondo fra sé e gli altri colleghi da proiettarlo direttamente da una big. Insomma, una specie di accelerazione supersonica!! (che poi in cuor mio io sia convinto di poterlo fare è un altro paio di maniche hahaha) dal nulla a tutto!!! Manca uno strato :D
Creiamo la Terra di Mezzo ( Signore degli anelli docet)


message 22: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 296 comments Rowizyx wrote: "Secondo me se si facesse un discorso di anticipo un sacco di autori rinuncerebbero a pubblicare perché tutti hanno l'idea di fare i big money con i libri.

Per dire... Ok, io sono un editore e ti i..."


No, sarebbe meraviglioso invece T_T


message 23: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Non è che se ti pubblica Mondadori o Feltrinelli o Bompiani allora campi di scrittura, a me sembra che tu non capisca questo. A parte il fatto che ho conosciuto persone che mi hanno raccontato di aver pagato per pubblicare in Mondadori per mezzi traversi (tramite l'agente letterario e un sacco di altre manfrine), e che una mia amica dopo aver vinto un premio letterario propose il suo romanzo a Feltrinelli e più di dieci anni fa le chiesero diecimila euro per pubblicarlo (per dirti come le big trattano gli esordienti), non è che se pubblichi con una casa editrice grossa automaticamente hai fatto i soldi. Facciamo il conto di quanti sono gli autori italiani pubblicati dalle grosse case editrice, saranno diverse migliaia, almeno: e tant'è solo una cinquantina di persone dalle ultime stime potrebbe campare di scrittura.


The Books Blender (thebooksblender) | 151 comments Dopo aver letto l'articolo e i vostri interessantissimi commenti, io scriverò sicuramente qualcosa di stupido e scontato... per cui chiedo scusa in anticipo.

Per l'appunto, proprio stamani mattina pensavo a tutte le stupide menate da cui siamo invasi (e, per l'appunto tempo fa mi scandalizzai davanti la newsletter della Mondadori - una a caso - in cui pubblicizzava proprio i nuovi "libri" degli ultimi astri del web... e, mentre leggevo l'articolo, nel riquadro pubblicitario, m'è pure comparso il libro di Favij... perché a me poi?!).

Quoto Pierre in pieno.

E, tuttavia, sono convinta che si tratti di un circolo vizioso dal quale sarà molto difficile uscire. Le case editrici - i grandi colossi almeno - hanno perso ogni connotato di "distribuzione della cultura". E, per carità, condivido tutti i discorsi su "le case editrici non sono enti di beneficenza e devono pur guadagnare", ma possibile che l'unico modo per farlo siano coloro che hanno già un pubblico al seguito e che, per di più, con la scrittura/lettura non c'entrano proprio nulla? Possibile che, in tutta Italia, non esista un piccolo sconosciuto capace? Certo che esiste, ma a molte case editrici non interessa. Perché devono produrre più degli altri, guadagnare più degli altri e possibilmente guadagnare tanto, velocemente e con poco sforzo... anche per tutti i grandissimi problemi legati alla distribuzione che Rowizyx ha riportato chiaramente (vogliamo anche parlare del fatto che la grande distruzione sia in mano praticamente a un unico distributore in tutta Italia?).

... e quindi ben vengano i "libri" degli Youtubers e delle Barbere D'Urso di turno... secondo me, non è un caso che anche in Italia stiano cominciando a diffondersi gli scrittori fantasma (i famosi ghostwriter) a macchia d'olio.


message 25: by Rowizyx (last edited Feb 03, 2017 02:27AM) (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Il monopolio della distribuzione è veramente un dramma. Poi ti trovi le situazioni tipo ISBN Edizioni che vengono messe alla gogna perché kattivi non pagano i diritti (e per carità, ragionissima l'autore a lamentarsi), quando poi esce che hanno dichiarato fallimento a causa delle rese tornate in blocco inaspettatamente. Devi avere dei capitali enormi per fare l'editore di cartacei oggi <___<

Ma ad esempio l'autrice che ha vinto il premio Neri Pozza che già citavo si è attestata su delle buone vendite, però lì hai il tuo concorso interno che fa da traino (fascetta che attira). La Tunué ha inaugurato una collana dedicata a esordienti che non sta andando male, anche se certo non fa i big money...

Però un caso editoriale gigante dal niente e senza "stranezze" (premi vinti, l'autrice misteriosa, autore con disgrazie eccetera) sul mercato italiano secondo me non è proprio possibile.

Io aggiungo che trovo terribile il marketing di certi editori (Garzanti, coff!) così spinti a cercare di abbindolare i lettori non abituali che si perdono i forti lettori. Mi vengono in mente diversi titoli che ho letto su consiglio di amici dai quali però mi sarei tenuta lontana fosse stato per me, perché il packaging (titolo-copertina-paratesti a contorno) mi faceva venire l'orticaria.


message 26: by Nazzarena (last edited Feb 03, 2017 02:27AM) (new)

Nazzarena | 2867 comments Mod
Rowizyx wrote: "Infatti qualche tempo fa sono capitata su un sito dove gli emergenti si bullano uno con l'altro nel bel mezzo di un'invettiva contro il premio Neri Pozza, il cui vincitore viene pubblicato e, in cambio della cessione delle royalties, riceve 25.000 euro sull'unghia. Secondo loro era una frode xDDD
No seriamente, esercizio di matematica: prendiamo il prezzo medio di un libro Neri Pozza, togliamo il 60% che va in distribuzione, calcoliamo un 7% di royalties e facciamo il conto di quante copie vanno vendute per arrivare a 25 testoni, è divertente."


Momento momento momento...
Punto primo, pubblicherei con Neri Pozza anche pagando gratis, figuriamoci se sputerei su 25.000 euro.
Punto secondo, non so mica se un esordiente riuscirebbe a tirare su 25.000 euro...
Punto terzo, io sarò anche una capra, ma credevo che in tutti i normali contratti di edizione si cedesse il diritto di sfruttamento economico e, comunque, il bando non dice che la cessione è a tempo indeterminato... solo che anziché dietro royalties lo si aliena dietro compenso predeterminato.


message 27: by Moloch (new)

Moloch | 6326 comments Mod
Vado un po' fuori tema forse... ma neanche tanto, si parla sempre di "sempre più libri", in fondo. E con una connotazione più positiva, tanto per guardarla da un'altra angolazione.
A me sembra che sia in una fase di boom soprattutto il settore dell'editoria per ragazzi. E inoltre mi pare, da non addetta al settore ma da semplice "cittadina" del mondo dei lettori e frequentatrice di social network, che fra i ragazzi ci sia una maggiore attrazione per il libro o la lettura come mezzo di svago, rispetto al passato. E' un'idea solo mia?

Poi magari gran parte delle pubblicazioni per ragazzi non saranno chissà che perle, tante saranno commercialate e basta, però mi fa piacere che si pubblicano tanti libri per ragazzi perché, evidentemente, i ragazzi li cercano.


The Books Blender (thebooksblender) | 151 comments Moloch wrote: "Vado un po' fuori tema forse... ma neanche tanto, si parla sempre di "sempre più libri", in fondo. E con una connotazione più positiva, tanto per guardarla da un'altra angolazione.
A me sembra che ..."


Sì, questo è verissimo. Posso dirti, perché ne ho avuto comunicazione diretta, che DeAgostini - a parte che è sempre stata una casa editrice per ragazzi - si sta davvero impegnando tantissimo non solo per la promozione di libri per bambini/ragazzi (alcuni non sono nemmeno malvagi per un pubblico adulto... e quelli che ho avuto modo di leggere io hanno anche un messaggio dietro che, per me, è un aspetto fondamentale della letteratura per ragazzi), ma si sta buttando tantissimo anche nello YA.

Direi che una parte di questo boom viaggia sulla scia merito della Rowling.

@Rowizyx Già; ho letto poi che non sono i soli... e, come scrivi tu, da una parte è giusto perché se questi non pagano i dipendenti... ma è giusto che un solo distributore in tutta Italia possa fare il bello e il cattivo tempo così? Cioè, in pratica, è il distributore a decidere cosa presentare e, quindi, a cosa dare maggior risalto.


message 29: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 296 comments Rowizyx wrote: "Non è che se ti pubblica Mondadori o Feltrinelli o Bompiani allora campi di scrittura, a me sembra che tu non capisca questo. A parte il fatto che ho conosciuto persone che mi hanno raccontato di a..."

Su questo hai ragione. Anche se io non parlo di guadagni stellari quando dico campare di scrittura. Per il momento la mia frase stona perché nella realtà dei fatti sono quelli con i guadagni stellari che campano di scrittura :D (editori, unitevi e boicottate i distributori!!)


message 30: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
L'editoria per bambini e ragazzi è il settore che tiene meglio di tutto il comparto, quindi ci investono tutti. Poi arriveremo anche lì al punto di Butcher's Crossing con le pellicce di bisonte, con il settore sovrassaturo e tutti che piangeranno miseria.


message 31: by Moloch (new)

Moloch | 6326 comments Mod
Rowizyx wrote: "L'editoria per bambini e ragazzi è il settore che tiene meglio di tutto il comparto, quindi ci investono tutti. Poi arriveremo anche lì al punto di Butcher's Crossing con le pellicc..."

Ah ah


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