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On Writing: Autobiografia di un mestiere
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Letture concluse > Libro #9 - On writing, autobiografia di un mestiere

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Arsnoctis (arsnoctisreads) | 128 comments Mod


Apro oggi il topic per questo libro che avete votato in diversi, dal canto mio sto aspettando l'arrivo di un ordine di libri che dovrebbe contenere anche questo, ma disguidi postali a parte, dovrei potervi raggiungere senza particolari ritardi.

Buona lettura!


Caterina Luparia (katekywnxz) | 16 comments Io essendomi tirata avanti con i prossimi libri li ho giá letti tutti apparte l'ultimo che non ho trovato da nessuna parte, la mia biblioteca neanche ce l'ha perché troppo recente :( comunque ho trovato questo libro carino per i particolari della sua vita principalmente, invece devo dire che quando parlava di alcuni libri che ha scritto, non avendoli letti ancora tutti, non potevo capire piú di tanto i paragoni e quello che voleva esprimere.


message 3: by Mpc (new) - rated it 4 stars

Mpc | 20 comments Io aspetterò la fine della sessione e poi correrò a prenderlo in biblioteca *-* Non vedo l'ora di iniziarlo!


Arsnoctis (arsnoctisreads) | 128 comments Mod
Consiglio: se sei un lettore o una lettrice abituato a prendere appunti durante la lettura, non portare con te questo libro senza avere un qualcosa su cui poter scrivere.


Kikifede | 40 comments Ho finito il libro proprio ieri sera, e prima di scrivere la mia opinione ho voluto meditarci un pò su. Partiamo dal presupposto che il libro mi è piaciuto, ma non sono riuscita a dare più di tre stelline perchè alcune cose non mi hanno convinto. La prima parte è quella che tratta realmente della vita di King e l'ho trovata molto interessante, i riferimenti ai libri mi sono piaciuti, anche se effettivamente delle sua lunga produzione io ho letto solo 3 libri (ma è una cosa a cui rimedierò, per esempio per quest'anno me ne sono prefissata almeno due). La seconda parte tratta nel dettaglio come poter riuscire a diventare scrittori, ed è questa che mi ha fatto abbassare l'asticella dal 4 al 3. Alcune parti purtroppo le ho trovate noiose, e anche un pò datate, non a caso anche lui dice che il libro lo ha scritto nel 97, e molti consigli che da non sono più utili ai tempi nostri, ci vorrebbe un aggiornamento! Il suo pensiero sui corsi di scrittura l'ho trovato illuminante, ho sempre pensato che per diventare uno scrittore ci fosse bisogno di studi e corsi appropriati, invece lui afferma proprio il contrario, è riuscito a rivoluzionare il mio pensiero. Da alcuni consigli sicuramente utili per questo mestiere, "scrivi ciò che conosci", "usa un linguaggio lineare", "leggi molto e scrivi molto", etc...però non capisco la sua fissazione sugli avverbi, che bisogna eliminarli, ma perchè? Non rafforzano meglio ciò che stai tentando di trasmettere? Per lui no, sono di troppo. Questo post sta diventando troppo prolisso, per ora mi fermo, poi se mi dovessero venire in mente altri dettagli provvederò ad aggiungerli. Voi come l'avete trovato?


Arsnoctis (arsnoctisreads) | 128 comments Mod
Kikifede wrote: "Ho finito il libro proprio ieri sera, e prima di scrivere la mia opinione ho voluto meditarci un pò su. Partiamo dal presupposto che il libro mi è piaciuto, ma non sono riuscita a dare più di tre s..."

Posso solo essere felice di gestire un gruppo di lettura che ti abbia "mandato" un altro libro che ti sia piaciuto, ma mi permetterò di cogliere la tua provocazione sul tema dello stile.

Al momento sono una studentessa di "informazione ed editoria" - più o meno un modo elaborato per dire "giornalismo" - e "non usate gli avverbi" è una delle prime direttive che abbiamo ricevuto, lì per lì non ero convinta, ma poi ho cominciato a guardare sotto una luce diversa certe frasi:
"corrre velocemente verso il treno" ha un suo senso, ma è più efficace di: "insegue il treno"?
"Sono molto arrabbiato", è un'espressione migliore di "sono adirato"?
Questo non vale in ogni situazione e in ogni caso, ma ho cominciato anche io a limitare l'uso degli avverbi, in particolare quelli che terminino con -mente, così come l'uso degli aggettivi aggiunti ad ogni costo.

King si riferisce in particolare a chi si occupi di letteratura "alla portata di tutti" e devo dire di riuscire a comprenderlo di più con il passare del tempo, scrivere "semplice" non è sinonimo di "Banale", "scontato", in alcuni casi trovo che sia tutto il contrario.
Io sono una grande fan della prosa ricercata, ma spesso la soluzione più semplice è anche quella adatta al lettore.

Che ne pensi/ate?


message 7: by Mpc (new) - rated it 4 stars

Mpc | 20 comments Appena finito questo libro (in ritardo, ma l'ho preso dalla biblioteca gli ultimi giorni di febbraio e mi sono dedicata prima a finire American Gods XD) e... be', io adoro Stephen King, mi piace come scrive, quello che scrive, tutto. Quindi mi è piaciuto anche questo. Ho preferito molto di più la parte relativa alla vita, forse perché non sono un'aspirante scrittrice e quindi i consigli di scrittura non mi interessavano particolarmente.

Per quanto riguarda aggettivi e avverbi, io mi trovo parzialmente d'accordo. Penso che dipenda da cosa si stia scrivendo e nella narrativa è DECISAMENTE la strada giusta. Noi lettori ci scocciamo davanti a troppi aggettivi o a troppi avverbi, se mancano invece non ne sentiamo la mancanza, appunto. Durante la lettura di un romanzo, 9/10 mi interessa la storia, e spesso aggettivi e avverbi usati a sproposito o troppo abbondantemente mi fanno tornare coi piedi per terra e mi fanno uscire dal mondo del romanzo.
Ovviamente non è sempre così: ci sono degli scrittori geniali che sanno bilanciare il tutto in maniera perfetta, ma quanti sono i geni là fuori? :)

E niente, 4 stelline e tanta sofferenza per l'incidente raccontato alla fine del libro.


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