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Discussioni sui Libri > Lo scivolone di Fazi Editore

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message 1: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 5935 comments Mod
Parliamo di Il caso Maurizius by Jakob Wassermann e in dettaglio della sua copertina.
In breve: Fazi prende un'immagine dell'americano Aaron Westerberg e la usa come copertina del libro, senza avvisare il pittore. Aaron Westerberg se ne accorge dopo un paio di mesi - ottobre-dicembre - si arrabbia e chiede spiegazioni (oltre al pagamento dei diritti). Fazi la tira lunga anche a causa delle festività. La storia diventa pubblica su FB e la pagina di Fazi si trova inondata di commenti negativi.

Morale: ancora una volta si evince che su internet nulla è segreto, se rubacchi una immagine prima o poi il pubblico lo viene a sapere e tocca far fare gli straordinare a quelli delle pubbliche relazioni.

Poi una mia considerazione: perchè sembra che su internet tutto sia lecito? Nessuno proverebbe a sostenere che entrare in una galleria d'arte, staccare un quadro dalla parete e portarselo a casa sia lecito, che tanto l'intenzione di pagarlo c'è e prima o poi arriverà anche il compenso all'autore. Invece prendere un quadro da internet, usarlo come copertina di un prodotto commerciale, venderlo, guadagnarci sopra e risentirsi quando l'autore del quadro si lamenta pubblicamente dell'utilizzo di una sua opera senza permesso sembra normale.
Nella sua pagina Facebook Fazi si lamenta di aver ricevuto "messaggi di accuse e insulti, nella peggiore tradizione di internet". A parte che tra quelli che ho letto non ho trovato insulti, perchè c'è tutta questa difficoltà a dire "scusate, abbiamo sbagliato, rimediamo subito"?

http://www.lindiependente.it/lartista...

L'autore del quadro: https://www.facebook.com/westerbergaa...
La pagina di Fazi: https://www.facebook.com/fazieditore/


message 2: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3203 comments Non è il primo caso e non sarà l'ultimo, forse ci vuole semplicemente del tempo perché il concetto di "proprietà virtuale" entri nel dna delle persone e nel codice etico delle aziende.
Io ricordo che qualche anno fa Massimo Carlotto utilizzò in un suo libro senza dire niente a nessuno la poesia di una sconosciuta, pubblicata sul web. A chi avendola riconosciuta gli faceva notare che forse avrebbe dovuto offrire un riconoscimento morale all'anonima autrice di quei versi, rispose serenamente che "era impossibile perché non sapeva nemmeno di chi fosse la poesia". Ricordo che all'epoca una mia amica obiettò "Però che la poesia non è tua lo sai ed è tutto ciò che dovrebbe importarti". Confido solo sulla mia memoria per riportare l'episodio, di cui potrei rammentare i dettagli in modo impreciso, perché è curiosamente sparito dal web. Ma sono ragionevolmente sicura che le cose stessero più o meno come ho scritto.


message 3: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2866 comments Mod
Intanto: il pittore è proprio un gran pittore.
Le "scuse" di Fazi fanno un rumore di unghie sui vetri che si sente fino a qui, perché si può dire quello che si vuole, anche che si perde la proprietà di una foto postata su internet, ma giustificare l'utilizzo di un'immagine senza l'autorizzazione dell'autore non è possibile, nemmeno nell'era di internet.


message 4: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2947 comments Mod
Devo dire che, forse perché questa casa editrice mi piace molto, sono un po' in difficoltà a salire sulla barricata dell'indignazione questa volta.

Qualche mese fa mi è stata sbolognata una ricerca di immagini per una pubblicazione che doveva uscire il giorno prima di quando ho avuto l'incarico, per capirci, veramente da chiodi. Ho chiamato enti, musei, archivi storici, associazioni, proloco, uffici turistici, veterinari, diversi privati trovati su flickr e, dulci in fundo, alla fine ho "mandato" una persona di questo gruppo che abita nella zona che mi serviva a fotografare una chiesa di cui apparentemente non esistevano immagini decenti. Abbiamo anche scatenato una faida tra chiesa e stato, pare, perché il parroco non ha voluto aprire la chiesa per fotografare gli interni e il sindaco (e mezzo paese) si è indignato abbestia.

Questo mesi fa, e ho scoperto che le copie omaggio che abbiamo promesso ad alcuni "donatori" ancora non sono partite. Rimedieremo il prima possibile. Non è molto professionale, però questo per dire che a volte questioni che dall'esterno sembrano priorità assolute e irrinunciabili all'interno a volte sono una scocciatura marginale spesso rimandate (o proprio dimenticate) per la contigenza di un milione di altre cose. Inquesto caso c'è una situazione doppiamente particolare perché, essendo andati prima in stampa degli accordi, probabilmente questo signore ha sparato una cifra molto alta sapendo di avere una grossa bomba in mano, e in c.e. si sono attardati cercando un compromesso.

Tuttavia l'artista ha scritto alcune falsità per aizzare la gente dalla sua parte (sostiene di non essere stato neanche citato, invece compare nei credits come di consueto, e di non essere mai stato contattato, cosa che la c.e. smentisce). La Fazi sicuramente ha commesso un'imprudenza, però se l'avessero voluta fare zozza non avrebbero neanche fatto il solito post pubblico e iper condiviso per regalare due copie su Facebook (che poi è quello che l'artista ha citato). Non è una Fanucci che agli artisti defraudati risponde "dovresti ancora ringraziarmi, ti sto dando visibilità". Però come dicevo, sono di parte.


message 5: by Caterina (new)

Caterina | 267 comments Non discuto sulle esigenze organizzative ma se un artista avanza pretese esagerate per l'utilizzo delle sue opere se ne ricerca un altro, non lo si mette davanti al fatto compiuto per poi lamentarsi se è esoso. Resta comunque uno scivolone nel percorso peraltro ottimo di una delle migliori case editrici.


message 6: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 5935 comments Mod
Boh, secondo me è sempre rubare. Non sta nè in cielo nè in terra che si prende il lavoro di una persona con l'intenzione di pagarlo poi, forse. Pensate se fosse la vostra busta paga ad essere erogata così, a discrezione dell'azienda.


message 7: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2327 comments Mod
> perchè sembra che su internet tutto sia lecito? Nessuno proverebbe a sostenere che entrare in una galleria d'arte, staccare un quadro dalla parete e portarselo a casa sia lecito

No, tranquillizziamoci, tutto sommato lo stesso può accadere con i libri:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...


message 8: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 294 comments Io non sono nessuno nel mondo dei libri, ma nel mio piccolo, per le copertine dei mie libri(auto-pubblicati) ho sempre cercato gli autori delle immagini, chiesto se potevo usarle - modificarle, ho ricevuto risposte negative e positive. (Credo che nessuno se sarebbe accorto se avessi barato) Insomma, quello che voglio dire è che si tratta di proprietà intellettuale, e una casa editrice, che in fondo vende proprietà intellettuali, dovrebbe avere l'accortezza di chiedere il permesso all'autore, o eventualmente pagare quello che chiede.


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