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Off-Topic > Libri: tante uscite per pochi lettori.

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message 1: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2976 comments Mod
Io sinceramente punto il dito (anche) contro i troppi che pubblicano senza leggere, o senza leggere abbastanza. Tutti vogliono scrivere, anche se nessuno o quasi legge (come se la cosa poi non si riflettesse in quello che scrivono, per di più!).

Poi rimane il solito punto: non si tiene conto delle biblioteche!


message 2: by Tintinnabula (new)

Tintinnabula | 1051 comments Esatto, anche secondo me non ha senso considerare la spesa per i libri, visto che moltissime persone usano la biblioteca, lo scambio o comprano libri usati (nessuno ci pensa, ma soprattutto nelle città gli usati da bancarella o negozietto vanno forte).
Io poi non credo al fatto che nove famiglie su dieci non hanno nemmeno un libro in casa. Io non conosco nessuno che non abbia almeno una mensolina con dei libri, fossero anche solo ricettari o manuali. Poi magari il lettore in casa è solo il padre, o la figlia, insomma non tutti.
E poi, io in casa mia ho pochissimi libri, perché tanti sono a casa dei miei, alcuni li ho rivenduti, regalati, scambiati, tanti li prendo in biblioteca o li leggo in digitale. Quindi anche la presenza fisica del libro può non significare nulla.


message 3: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
Tintinnabula wrote: "Esatto, anche secondo me non ha senso considerare la spesa per i libri, visto che moltissime persone usano la biblioteca, lo scambio o comprano libri usati (nessuno ci pensa, ma soprattutto nelle c..."

Concordo.
Si aggiunga che c'è gente come la sottoscritta che compra quasi solo ebook in offerta e scarica quelli gratuiti, che sono una miniera per chi ama i classici ormai liberi dal diritto d'autore.
Mi chiedo, poi, quanti di quei 62.250 libri siano vanity press o testi lanciati sul mercato senza alcuna cura.
Anche Rowi ha ragione: tutti ci vogliamo scrittori...


message 4: by Shardangood (new)

Shardangood | 2132 comments Nazzarena wrote: "Tintinnabula wrote: "Esatto, anche secondo me non ha senso considerare la spesa per i libri, visto che moltissime persone usano la biblioteca, lo scambio o comprano libri usati (nessuno ci pensa, m..."

Poco che il 50% dei lettori sotto sotto, ogni tanto scribacchia qualcosa nella speranza, un giorno, di scoprirsi il nuovo Umberto Eco, o la nuova Umberta Eca.


message 5: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments Concordo con quello che dite.

Magari c'è gente che compra libri solo per farci la sua bella mensoletta, che fa tanto arredamento, e poi quei 4-5 libri che ha comprato non li legge mai. Magari invece c'è gente che libri non ne compra ma che passa tutti i giorni o quasi a prendere qualcosa in prestito in biblioteca.

Inoltre, credo anch'io che molti di quei 62000 e passa libri siano vanity press, perché sono convinta anch'io che molta, troppa gente scriva senza leggere.

Una volta il mio ragazzo mi disse, in tono quasi accusatorio, che io non avevo tanti libri in casa. E infatti no, perché moltissimi sono a casa dei miei, moltissimi li ho scambiati o ci ho fatto bookcrossing, ancora di più sono in ebook. Semplicemente in casa non mi entrerebbero tutti.


message 6: by Ylyth (new)

Ylyth Maeve | 180 comments Link alla fonte usata per l'articolo: http://www.istat.it/it/archivio/178337
(che comicamente riesce a comunicare la situazione molto meglio)

Tornando all'articolo: bha. Non mi sembra un articolo scritto con la testa ma con le statistiche. Sarà che da donna del nord con due genitori lettori evidentemente il mio destino di lettrice era scritto nelle stelle o-ò
Undici euro al mese sono una cifra ridicola? Dipende. Se compri in libreria sì, è un libro al mese. O due se ti piacciono i paperback a 5,99. E già così, 12/24 libri l'anno superano la media delle letture annuali. Ma se invece consideriamo gli ebook... datemi 11 euro e come minimo mi porto a casa 6 libri.
Personalmente ho più di cento libri in casa e ne pago lo scotto, non ho più spazio. Una volta letti van venduti, scambiati, regalati o buttati: non c'è scampo! Solo l'e-reader può permettersi l'accumulo compulsivo.
E se volessi leggere gratis e senza aver il problema dello spazio? Buongiono biblioteca! E se la mia biblioteca è distante e mi pesa il culo arrivarci, oppure è malfornita? Ciao Mlol. E se non ho voglia nemmeno di questo? Bhè esistono giveaway, i libri gratuiti di amazon, gli amici che prestano i libri.
I dati vanno interpretati, l'articolo non s'è preso la briga di informarsi prima di farlo.


message 7: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments Sì, anch'io conosco persone che leggono un libro all'anno o meno, ma non credo che sia né per troppo lavoro né per poco tempo. Almeno per le persone che conosco io non è assolutamente questo il caso. È più che altro poca voglia e scarsissimo interesse verso la lettura di libri. Che poi appunto, magari leggono quotidiani o riviste, ma libri proprio no.


message 8: by Rowizyx (last edited Oct 06, 2016 02:41AM) (new)

Rowizyx | 2976 comments Mod
Io credo che la mancanza di volontà (o l'incapacità) di estrapolare i dati delle biblioteche, una volta anonimizzati, sia veramente un danno immenso. Non perché le biblioteche dovrebbero avere un algoritmo che ti consigli le prossime letture come su Amazon, come suggerito dall'amministratore dell'azienda che gestisce MLOL un mesetto fa, ma proprio per capire chi sono gli utilizzatori delle biblioteche. Quanti sono. Età, professioni, ecc. Dati che di solito vengono richiesti dalla biblioteca al momento dell'iscrizione. Volumi dei prestiti, preferenze, quanto spingono le novità e quanti vanno alla ricerca di titoli meno trendy.

Non riuscire (o non volere, perché secondo me tutti i sistemi informatizzati hanno queste funzioni già pensate, ma non utilizzate se non ai fini interni della biblioteca stessa) a rendere disponibili questi dati secondo me è gravissimo, è sintomo dell'aver abdicato la promozione della lettura lasciandola in mano agli editori... a cui di fatto importa che tu legga fino a un certo punto, purché tu compri.


message 9: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments Non avrei saputo dirlo meglio, Rowi.


message 10: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2976 comments Mod
Magari con le congiunzioni giuste fin da subito XD


message 11: by Nazzarena (last edited Oct 06, 2016 03:23AM) (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
Shardangood wrote: "Poco che il 50% dei lettori sotto sotto, ogni tanto scribacchia qualcosa nella speranza, un giorno, di scoprirsi il nuovo Umberto Eco, o la nuova Umberta Eca"

E non mi sento certo di condannarlo, se questa speranza scaturisce da un lettore, magari forte, possibilmente eclettico, auspicabilmente appassionato, che ha una storia da raccontare e una sintassi di qualità superiore a quella che ha riscontrato negli ultimi libri che gli sono capitati per le mani*...
Però nel marasma delle nuove pubblicazioni quanti saranno quelli che vogliono puntare sulla qualità del proprio prodotto e, per contro, quanti quelli che "ho scritto un libro, me lo compri?" e poi non reggono una critica?

*è comunque raro che il lettore sgamato si trovi in mano (quella che reputa) una ciofeca... negli anni ha sviluppato fiuto.


message 12: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 335 comments Il dato è relativo alla spesa, ma non è un dato reale. Ci sono molti più lettori. (prendete wattpad, solo lì c'è un esercito di giovani che leggono). (Comunque credo lo stesso che non siano tantissimi quelli che leggono) Non penso che il problema sia di chi pubblica senza leggere, non leggerebbe ugualmente. Il problema per me è un fattore culturale. L'italia in questo momento è in declino, non so se la colpa è dei social, ma sicuramente è un fattore culturale. Anche in televisione si parla poco di libri e scrittori emergenti, non c'è proprio interesse.


message 13: by Elisabetta (last edited Oct 06, 2016 03:40AM) (new)

Elisabetta | 752 comments Un altro dato di cui non si tiene conto, a mio avviso sono i libri che si studiano.
L'articolo cita che dai 19 anni in su la percentuale dei lettori tende a diminuire, ma chi va all'università sa che la mole di studio rispetto alle superiori è più consistente, che in quattro mesi hai 6 materie se non di più da preparare e quindi almeno un libro a materia e di solito questi libri si aggirano sulle 500 pagine.
per il resto sono d'accordo con voi. In libreria acquisto quando riesco, ma compro tantissimi libri usati (una volta al mese nel mio paese c'è il mercatino dell'antiquariato con 3-4 bancarelle di libri che meritano davvero) e quelli che ho letto e che non voglio tenere nella mia libreria li scambio..
Però in casa supero tranquillamente i 100 volumi (credo)...


message 14: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2976 comments Mod
Nazzarena wrote: "Shardangood wrote: "Poco che il 50% dei lettori sotto sotto, ogni tanto scribacchia qualcosa nella speranza, un giorno, di scoprirsi il nuovo Umberto Eco, o la nuova Umberta Eca"

E non mi sento ce..."


Sei più buona di me, io tratterei col napalm tutti quelli che leggiucchiano Tolkien, pensano di poter fare meglio e buttano giù cloni a cazzo di cane, ignari (o disinteressati) del lavoro di linguistica e ricerca in generale che sta dietro alla Terra di Mezzo. Che ci vuole a inventare una nuova lingua, cambi un paio di lettere a una corrente (come insegna il tizio di Eragon, peraltro) ed è fatta!


message 15: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
Non è che sono buona... anch'io crocifiggerei quelli che hai descritto tu, ma ad alcuni altri potrei dare una possibilità, poiché anche uno che ha scritto 35 libri ha, un giorno, scritto il primo.
Sia chiaro che la possibilità non va oltre le dieci pagine 3:)


Read me two times | 608 comments Elisabetta wrote: "Un altro dato di cui non si tiene conto, a mio avviso sono i libri che si studiano.
L'articolo cita che dai 19 anni in su la percentuale dei lettori tende a diminuire, ma chi va all'università sa c..."


mi intrometto per confermare la tesi dell'universitario...durante i miei anni di medicina ho letto praticamente solo fumetti, sporadici King e ancora più sporadici Murakami. Dopo anatomia umana (1-2-3), fisiologia, biochimica, patologia generale (ecc...) chi ce la faceva a prendere in mano qualsiasi cosa? Io no.

Comunque ogni statistica, quando non interpretata, lascia il tempo che trova. A casa ho circa 350 libri cartacei, ho lasciato a casa di mia madre la maggior parte dei miei 700 e passa fumetti e ho due kindle con circa 800 libri ciascuno, ben lontani dall'essere colmi.
Non conosco persone che non hanno nessun libro in casa, persino mia nonna ne ha uno (a parte le riviste di chiesa).
Per il resto sono convinta che chi non legge è perché non ha ancora trovato il libro giusto (me ne sono convinta grazie a mio cugino, che non ha mai letto nulla, ma nulla di nulla, finché non ha scoperto 1984, pochi anni fa).

Non fatemi nemmeno cominciare a parlare di sedicenti scrittori, che oggi mi sento polemica e potrei scadere...dico solo che il cosiddetto "lettore forte", che capisce (ed è vero) quando un libro è solo fuffa fin dal titolo, magari prova a scrivere per conto suo, ma tra leggere molto e scrivere (non solo grammaticalmente) bene ci passa il mare. Io non so se sono una lettrice forte, ma leggo quando posso, scribacchio quando ne ho voglia (e la mia grammatica è corretta), ma non mi sognerei mai di far leggere quello che scrivo, perché so di non avere talento. e come lo so? perché leggo.
in questo sono d'accordo con Rowizyx: se per inventare una nuova lingua parti da una esistente, per me hai già toppato alla grande.

Forse mi sono capita solo io in questo sproloquio XD


message 17: by Nazzarena (last edited Oct 06, 2016 04:38AM) (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
@Anarchic Rain: la consapevolezza della tua supposta mancanza di talento è sicuramente frutto dell'essere un lettore di lungo corso... una buona base da cui gli scrittori improvvisati non partono di sicuro.

Un giorno, chissà, potremo anche discutere della ricetta perfetta del buon libro e delle dosi di talento e tecnica.


message 18: by Shardangood (new)

Shardangood | 2132 comments In effetti di scrittori fantasy ce n'è una marea; di scrittori di fantasy di qualità credo ce ne siano 3 (sto sparando, ma ho questa sensazione). Di questi 3 ne leggo solo uno che è Martin. In quanto al linguaggio inventato ... dai scagli la prima pietra chi non ne ha inventato almeno uno :)) Non so di Tolkien, ma Martin ci ha dato dentro a livello di nuovi idiomi.

Anche io negli anni universitari (molti) avrò letto due libri. La voglia è tornata dopo la laurea.


Read me two times | 608 comments @Nazzarena: esattamente! gli scrittori improvvisati (e non parlo solo di quelli che...le cinquanta sfumature e simili) leggono poco e niente. oppure, peggio ancora, sono gli editori che vogliono quel prodotto (perché vende) e non si curano della qualità. insomma, abbiamo centinaia di libri che non hanno palesemente visto mai un editor (o un correttore di bozze, se è per questo).


message 20: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 335 comments "Tante uscite per pochi lettori" era questo il tema, ma dagli ultimi commenti sembra che sia "tante uscite il 90% delle quali sono di bassa qualitá". Si potrebbe aprire un'altra discussione :)


message 21: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
ci siamo lasciati trasportare dal fatto che sembra ci siano più scrittori che lettori, ergo: qualcuno di questi scrittori non sa quello che fa :D


message 22: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 335 comments C'è un metodo semplice per orientarsi in questa marea di scrittori/trici ma non posso rivelarlo. Io sono di parte hahaha.


message 23: by Elisabetta (new)

Elisabetta | 752 comments Anarchic Rain wrote: "ENon fatemi nemmeno cominciare a parlare di sedicenti scrittori, che oggi mi sento polemica e potrei scadere...dico solo che il cosiddetto "lettore forte", che capisce (ed è vero) quando un libro è solo fuffa fin dal titolo, magari prova a scrivere per conto suo, ma tra leggere molto e scrivere (non solo grammaticalmente) bene ci passa il mare."

Non me ne far parlare! ho letto "Gray" di Xharrylaugh (mi serviva la X per l'alphabet challenge) "il fenomeno del web già letto da milioni di persone"... una vera schifezza a mio parere.
Io non scrivo, non che non mi piacerebbe, semplicemente non ne sono capace. Mi ricordo che una maestra/professoressa diceva sempre "per saper scrivere bisogna leggere molto". Ho sempre letto molto, ma di scrivere bene proprio non se ne parla (sono ancora scottata da tutti i voti bassi che ho preso nei temi tanto tempo fa...) se poi a scrivere ci prova chi non ha mai aperto un libro... si salvi chi può!!


message 24: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2976 comments Mod
Shardangood wrote: "In effetti di scrittori fantasy ce n'è una marea; di scrittori di fantasy di qualità credo ce ne siano 3 (sto sparando, ma ho questa sensazione). Di questi 3 ne leggo solo uno che è Martin. In quan..."

La differenza è che Tolkien ha scritto le grammatiche delle lingue che ha inventato, vocabolari, e anche alcune fonetiche. Non si è limitato a mettere parole qui e là dove serviva, lui ha DAVVERO inventato delle lingue. Puoi comprare le grammatiche, studiare e, se trovi amici abbastanza nerd, sostenere delle conversazioni nella sua lingua elfica, per capirci.


message 25: by Pierre (last edited Oct 06, 2016 08:18AM) (new)

Pierre Menard | 2330 comments Per quanto riguarda la cifra di 11 euro al mese, stamani ho già superato la soglia per un trimestre e quindi non dovrei comprare più niente fino a fine anno... il mio portafoglio NON mi ringrazia.

Per quanto riguarda la questione della sproporzione tra lettori e scrittori (soprattutto tra lettori e scrittori che non si peritano di non leggere niente), avete già detto molte cose intelligenti e quindi mi accodo volentieri al sacro furore di Rowi e Nazzarena.

Un'osservazione forse peregrina e un po' benaltrista (in stile talk show). Io non credo che nel nostro paese il vero problema sia il fatto che ci siano pochi lettori. Il vero problema è che le decisioni importanti vengono prese da chi non legge o legge come unico libro all'anno l'ultimo di Bruno Vespa. Questa è la vera tragedia italiana.

E se qualcuno (come mi capita spesso) mi risponde: guarda, Pierre, che aver letto tanti libri non ti rende una persona più lungimirante, risponderò parafrasando il principe de Curtis: Se leggere tanto non rende migliori, figuriamoci non leggere per niente!

PS grazie ad Alessandro per aver aperto una bella discussione, molto partecipata.


message 26: by Esteb (new)

Esteb | 831 comments Rowizyx wrote: "Shardangood wrote: "In effetti di scrittori fantasy ce n'è una marea; di scrittori di fantasy di qualità credo ce ne siano 3 (sto sparando, ma ho questa sensazione). Di questi 3 ne leggo solo uno c..."

Come chi parla Klingon !
Kplà


message 27: by Shardangood (new)

Shardangood | 2132 comments Mi pare che pure Martin abbia fatto una cosa del genere con Dothraki e simili. Anzi, ora che mi documento, non l'ha creata Martin ma un linguista, tale David Peterson, con tanto di grammatica. Quella creata da Martin era solo abbozzata. Ma francamente quando leggo nomi in lingue inventate, siano esse semplici o elaborate, mi passa tutta la voglia di leggere.


message 28: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3303 comments Io non mi sogno neppure di spendere 11 euro al mese in libri, ma se sono arrivata a censire 1800 libri della mia biblioteca (e non ho finito) devo averli certamente spesi in passato. In quanto a scrivere, dicono che io non scriva nemmeno male, ma il fatto è che non ho niente da dire. E me ne rendo conto. Sospetto che così non sia per altri.


message 29: by Luca (new)

Luca Cresta | 164 comments Un amico scrittore vero afferma che "scrivere è un diritto di tutti, farsi pubblicare dovrebbe essere una possibilità per pochi". Purtroppo le statistiche sono impietose ma veritiere: credo si sia ormai perso il treno, almeno in Italia. Manca a tutti i livelli, ma soprattutto a partire dalla scuola, la cultura della lettura. Sono del 63 e quindi vengo da un periodo in cui la lettura era il solo modo di viaggiare con la fantasia. Oggi la "concorrenza" degli altri media è molto più forte ed efficace. L'assenza della promozione alla lettura in età scolare impedisce l'allargamento del numero dei lettori. Il continuare a proporre solo gli autori "classici", sempre più lontani dalla realtà odierna, aggrava la situazione. Chi legge oggi è solo il lettore "forte". Andano poi a vedere le classifiche di vendita, sia cartacee che digitali, dobbiamo solo ringraziare i lettori/lettrici di vanity press, romance, YA et similari, perchè mantengono in vita molti degli editori oggi attivi, permettendo loro di publbicare anche altri testi. Come in ogni attività, anche gli scrittori/scrittrici "indie" sono una realtà variegata. Da 4 anni sono passato al digitale al 95% delle mie letture e ho potuto accedere ad autori prima sconosciuti. Anche qui si trovano ottimi testi ed ottimi autori ma certamente vi è un numero molto maggiore (rispetto all'editoria tradizionale) di prodotti miserevoli. Forse la soluzione è passare a leggere in lingua originale, ma questo senza dubbio è una sconfitta per il paese/lingua che ha "creato" la letteratura.


message 30: by Rowizyx (last edited Oct 08, 2016 12:22AM) (new)

Rowizyx | 2976 comments Mod
Sto a 11,50 per questo mese contando anche Diabolik, direi che faccio la mia parte :D

È molto difficile spezzare il ciclo familiare, genitori che non leggono e vivono la lettura come una croce che lo trasmettono ai figli. Ne abbiamo adescati parecchi in biblioteca per Nati per leggere (progetto per bambini 0-6) con la storia del "faticherà meno a scuola", sfruttando il loro utilitarismo, vedremo se funzionerà. Però la lettura rimane per molti una roba scolastica, da abbandonare una volta terminati gli studi e una sofferenza, per loro e per i loro figli.

Comunque proprio in biblioteca io vedo tanti comportamenti sbagliati genitori-bambini: il bambino che ha già dei gusti insoliti e viene mezzo mortificato dalla madre che si scusa perché è diverso; il bambino a cui viene messa fretta perché non servono più di cinque minuti a scegliere un libro; quello a cui viene detto "scegli quello che vuoi" quando la madre, di solito, ha già deciso per lui e lo spingerà poi verso quello che vuole lei...

In generale si vive quest'ansia del libro "giusto": giusto per l'età, giusto per le tematiche (dopo aver sentito bollare Capitan Mutanda come indecente volevo andarmene), giusto che piaccia sicuramente... Se già la biblioteca è così piena di paranoie, figuriamoci una libreria, dove,potresti rimetterci dei soldi!


message 31: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2976 comments Mod
O quando è periodo di vacanze scolastiche e spuntano con la lista dei libri (a volte direttamente le madri senza i diretti interessati) e li spingono a prendere i titoli più smilzi così il cerotto si toglie più in fretta, gaaaah.

Oppure si presentano il primo settembre e urlano allo scandalo perché i libri richiesti sono tutti in prestito.


message 32: by Caterina (new)

Caterina | 269 comments Vogliamo parlare delle proposte di lettura dei maestri/professori ? Non sono cambiate da quando andavo io a scuola, e sono passati più anni di quello che mi piacerebbe.
Per quel che riguarda il rapporto genitori-lettura, la mancanza di interesse verso tutto l'universo libro può provocare altrettanti disastri quanto l'eccessiva ingerenza. La "mia" libraia mi ha raccontato di una cliente che voleva comprare Le 50 sfumature per la figlia dodicenne, alle sue obiezioni e giusti consigli la madre replicò "per una volta che vuole leggere qualcosa".


message 33: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3303 comments Ah, le letture consigliate a scuola! Io ad esempio ho sviluppato una terribile paranoia per i romanzi del neo-realismo nella variante "guerra partigiana" (Pratolini, Fenoglio, Cassola...) che erano le letture obbligatorie ai tempi in cui frequentai io le medie inferiori e i primi anni delle superiori. A suo tempo li apprezzai anche (non Fenoglio, ho sempre detestato Fenoglio) ma in seguito subentrò un senso di sazietà che non ho ancora superato. Se questo fu l'effetto su un lettore abituale come me, figuriamoci quei miei compagni di scuola che già partivano prevenuti: probabilmente il loro senso di nausea ha coinvolto ogni forma narrativa, se negli anni sono riusciti a leggere qualche giallo possiamo già considerarci fortunati. Comunque io non credo molto al ruolo della scuola nel promuovere la lettura, mi accontenterei se non remasse contro. Ecco, io credo che ai bambini debba essere data l'opportunità di leggere, se lo desiderano: devono avere libri a disposizione e deve esser lasciato loro il tempo di leggere, che vuol dire anche avere tempo per annoiarsi. Il libro è un buon modo per ingannare il tempo, non credo che nessuno di noi si sognerebbe di prendere un treno senza avere niente da leggere. Per me il genitore che accompagna il figlio dal dentista o dall'ortopedico senza fornirgli un libro da leggere durante l'attesa è un genitore snaturato.
Poi, se uno vuole leggere, legge. Se no, pazienza. Peggio per lui, che si perde un divertimento.


message 34: by Caterina (new)

Caterina | 269 comments Non potrei essere più d'accordo.


message 35: by Shardangood (new)

Shardangood | 2132 comments Credo l'unico romanzo letto a scuola sia stato "Se questo è un uomo". Non ho mai visto la scuola come quell'istituzione adatta a suggerire degli hobby, come considero la lettura, agli studenti. Ho iniziato a leggere perchè leggevano a casa. Leggeva mia madre, leggeva mio fratello; ho visto che erano contenti del passatempo, le copertine dei libri mi hanno attirato e allora ho deciso di farlo pure io. Da ragazzino ero interessato a mostri, pirati, vampiri, super eroi, e sovrannaturale vario. I miei coetanei idem. Non vedo come gli insegnanti potessero dare dai consigli agli alunni o alimentare la loro voglia di lettura proponendo argomenti quali la vita nelle campagne siciliane, i campi di concentramento, la società agro-pastorale, o altre storie su guerra et similia.
La lettura è un passatempo che nasce quando sei piccolo, e quando sei piccolo ti interessano determinate cose adatte alla tua età, se proprio vuoi inculcare la passione ad un bambino gli devi proporre libri che stuzzichino la loro fantasia. Ma ripeto, per me sono cose che vengono tramandate in casa, non a scuola.


message 36: by Bruna (new)

Bruna (brunacd) | 3303 comments Shardangood wrote: "...Non vedo come gli insegnanti potessero dare dai consigli agli alunni o alimentare la loro voglia di lettura proponendo argomenti quali la vita nelle campagne siciliane, i campi di concentramento, la società agro-pastorale, o altre storie su guerra et similia... "

Esattamente! Non dico che non si debbano far leggere certe cose - prendiamo per esempio Se questo è un uomo: è una lettura importante, che deve far parte della formazione del cittadino di questo paese, ed è giusto che si legga a scuola. Ma non serviranno certo a promuovere il gusto della lettura, anzi è più facile che lo stronchino sul nascere, se non è sostenuto al di fuori della scuola.


message 37: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
E poi ci sono quelli come me, che a 13 anni Walter Scott e Shakespeare a 15 ma guai a leggere un titolo proposto dagli insegnanti fino alle estreme conseguenze: schede di lettura inventate.


message 38: by Gabriele (new)

Gabriele Valenza | 335 comments Io ho sempre odiato leggere i libri. Amavo i fumetti, quando mia zia mi regalava i libri a Natale per invogliarmi, ci rimanevo malissimo. Ho iniziato a leggere libri nel 2013 (28 anni). In casa mia non leggeva nessuno(raramente mia madre), io ho sentito un'esigenza interiore e non ho più smesso. Questo per dire che c'è speranza per tutti


Read me two times | 608 comments sul discorso scuola-o-famiglia io sarei ancora più estrema (come al solito). ovvero, anche io ho iniziato a leggere a casa, niente di leggero, anzi, però mi piacevano tante cose di quelle fatte a scuola, tipo la poesia di Leopardi o la lirica greca o Moravia o Wilde. occasionalmente Poe (a scuola ho conosciuto The raven, in terza media, e niente è più stato lo stesso da allora) o Prevert. però immagino, perché sono stata studentessa, che anche solo un suggerimento dato da un insegnante non venga visto come suggerimento e basta, ma come compito. ammora perché non fare dei laboratori appositi, condotti da persone giovani, solo sui libri? divisi per fasce d'età, argomenti, ecc? capisco il fattore soldi, ovviamente, ma stiamo parlando di un progetto di 1h a settimana, la scuola ormai ha una certa autonomia per queste cose. e magari non assumere un professionista, ma un laureando in lettere o un commesso di libreria...insomma, io credo che si possa fare tanto, se solo ci si impegnasse. i ragazzi farebbero il laboratorio con i loro amici, niente di più coinvolgente...
troppo naive?


message 40: by Pierre (last edited Oct 08, 2016 07:20AM) (new)

Pierre Menard | 2330 comments Luca wrote: "Forse la soluzione è passare a leggere in lingua originale, ma questo senza dubbio è una sconfitta per il paese/lingua che ha "creato" la letteratura."

Perché la definisci una sconfitta per i sumeri? ;)


message 41: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2900 comments Mod
Pierre wrote: "Luca wrote: "Forse la soluzione è passare a leggere in lingua originale, ma questo senza dubbio è una sconfitta per il paese/lingua che ha "creato" la letteratura."

Perché la definisci una sconfit..."


LoL

Letteratura, non scrittura! XD

Davvero Gilgamesh è precedente ai Mahabarata? Sapevatelo, su Rieduchescional channel!


message 42: by Tintinnabula (new)

Tintinnabula | 1051 comments Io devo darvi un dolore: non basta avere una famiglia di lettori per divenire lettori. Nella mia famiglia, con un genitore lettore molto forte e l'altro diciamo medio, solo io leggo con costanza. Mio fratello forse si è addirittura scordato come si fa, dopo la scuola...
Non so darmi una spiegazione, se non che io ero più portata evidentemente.


message 43: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments Io ho cominciato a leggere grazie a mia madre e mia sorella che leggevano moltissimo e mi hanno passato questa passione (mio padre avrà letto 3 libri in vita sua). Leggevo ovviamente libri adatti alla mia età. Poi in quarta o quinta elementare la maestra ci invitò a portare in classe un libro per poi scambiarlo con gli altri. Io portai non so quale libro per bambini, un mio compagno portò un giallo, non ricordo quale, e fu quello che capitò a me. Da lì mi sono appassionata ai gialli e per molti anni li ho letti con costanza.

Alle medie/superiori c'erano sì i soliti insegnanti che ci facevano leggere tutta la produzione della resistenza, col risultato, credo, di far odiare i libri a molti di noi perché, seppure importanti, si trattava a parer mio di libri troppo complicati per ragazzi di 13-14 anni. Ma c'era anche un'insegnante illuminata che ci faceva leggere testi (che, beninteso, erano sul libro di scuola, quindi non si è inventata niente) di Buzzati, Poe, ecc., questi sono i due autori che mi sono rimasti impressi perché li ho amati fin da subito.

Insomma, secondo me la scuola qualcosa può fare, basta vedere come si pone l'insegnante. Che tra l'altro, oltre a inventarsi delle iniziative come quella dello scambio di libri, devono far vedere ai ragazzi la lettura come una cosa piacevole, un gioco, un passatempo divertente (a seconda ovviamente dell'età).


message 44: by Bruna (last edited Oct 08, 2016 10:17AM) (new)

Bruna (brunacd) | 3303 comments Ho notato più volte che chi incontra Buzzati da giovanissimo, si innamora della lettura per sempre... forse dovremmo fare una lista dei libri che noi lettori abituali abbiamo amato di più quando eravamo ragazzini, probabilmente sarebbero i libri giusti da suggerire agli studenti della scuola media.


message 45: by Leady (new)

Leady | 496 comments Io ricordo benissimo che alle elementari una volta a settimana ci portavano nella biblioteca della scuola, dove avevamo tutto il tempo per scegliere un libro da portare a casa e riportarea settimana dopo, divisi per età. Era una cosa che ci piaceva da impazzire e guardavamo i libri scelti dagli altri per sapere cosa "accaparrarci" la settimana dopo. Probabilmente sarei diventata una lettrice comunque perché da me in famiglia leggono tutti, ma comunque questa cosa mi ha fatto vivere la lettura in modo molto positivo, magari per qualche mio compagno con genitori non lettori ha fatto la differenza.
Poi purtroppo sono entrata anch'io nell'iter dei professori pedanti, tranne un illuminato che ci faceva liste di titoli tra cui potevamo scegliere, con Poe, Buzzati, Benni, ma anche Ellroy, e ho amato anche libri più impegnati come l'elogio alla follia. La nostra letteratura è piena di buoni libri, perché uccidere i ragazzi con arcipelago gulag in terza media? (true story). Ad esempio non ho mai capito perché facciano leggere quella sedia nei denti di Marcovaldo quando Calvino ha scritto cento volte di meglio (Le città invisibili, Se una notte di inverno un viaggiatore, Il signor Palomar, le Cosmicomiche ecc). Io amo Calvino, ma l'ho scoperto tardi perché avevo avuto un rifiuto dopo Marcovaldo, mannaggiallaprof.


message 46: by Luca (last edited Oct 08, 2016 01:46PM) (new)

Luca Cresta | 164 comments la statistica dice che se sei parte di una famiglia di lettori è molto più probabile che lo diventi anche tu. Ho condiviso la passione della lettura di mio padre, ma sono passato attraverso la trafila più classica: Topolino, Verne e Salgari, Tex (mai abbandonato), il Corriere dei Ragazzi (e tutti gli altri fumetti), per passare alla FS, ai gialli e quant'altro. Ho letto pochissimi "classici" e nessuno me li ha mai imposti (ho avuto insegnanti illuminati sotto questo punto di vista) e non en sento assolutamente la mancanza. Credo sia proprio la mancanza dell'iniziazione alla lettura da bambino (6÷7 anni), che ci ha portato alla situazione attuale. L'avvento delle nuove tecnologie e la mancanza di reazione da parte della scuola alla sostituzione della lettura con la visione ha invertito la positiva tendenza che si era andata consoldando negli anni 70, 80 e 90, con al crescita della scolarizzazione. Oggi abbiamo perso 3÷4 generazioni di giovani lettori, che a loro volta ridurranno l'approccio alla lettura di quelli che li seguiranno. Ritengo vermanete che solo la scuola oggi potrebbe riportare il nostro paese sulla via della lettura.


message 47: by Tintinnabula (new)

Tintinnabula | 1051 comments Anche io alle elementari e alla medie avevo una ricreazione a settimana dedicata alla biblioteca! Sarà che la sbatta era zero perché la biblioteca comunale è nello stesso edificio delle scuole... Ho notato con piacere che lo fanno ancora oggi.
Credo sia molto importante suggerire libri agli studenti in base alla loro età, e da un certo punto in poi anche in base alla propria personalità. Io per fortuna ho sempre avuto delle liste lunghissime da cui scegliere, e dentro c'era di tutto, da Mann a Pennac a Tabucchi.
Forse l'unico trauma è stato Wuthering Heights letto in inglese in quarta liceo.


message 48: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1595 comments Il primo libro letto in inglese secondo me rischia sempre di essere un trauma, perché normalmente sono classici con un linguaggio antiquato e ti fanno odiare la storia perché non li capisci. A me era successo con Robinson Crusoe, che tra l'altro è un libro pieno di parole complicatissime e non lo consiglierei mai e poi mai come primo libro da leggere in lingua.


message 49: by Kua (new)

Kua (kuaele) | 1877 comments Per me invece è stata proprio la scuola a far partire il desiderio di leggere. Nessuno ha mai letto in famiglia, nè i miei genitori nè i miei fratelli, ma alle elementari ho avuto un'insegnante fantastica che ci leggeva i libri in classe (sì proprio come Pennac) e ci consigliava titoli avvicenti (Piccole donne, Penny Parrish, Capitani coraggiosi...) e alle medie un'altra professoressa illuminata che in classe ci faceva leggere e commentare diversi quotidiani e dava come letture a casa libri della Fallaci, di Buzzati, di Asimov o di Bradbury (!!)
Sono stati comunque casi eccezionali, due docenti con una vera passione per la lettura e con la capacità di trasmetterla agli altri, quindi ritengo di essere stata molto fortunata ad incontrarle.


message 50: by Sandra (new)

Sandra T | 663 comments Non vengo da una famiglia di lettori. Ho cominciato a leggere a scuola fin dalla prima elementare e non ho quasi mai sentito la lettura come un obbligo, nemmeno quando suggerita dai docenti.
Alle elementari disponevamo di una biblioteca di classe, oltre a quella dell'istituto. Le maestre si preoccupavano di aggiornarla, grazie a un piccolo fondo che attingeva da risorse della scuola, dei genitori e altre donazioni, in modo che ce ne fosse per tutti i gusti. Volevano solo che leggessimo, non importa che cosa, educandoci alla responsabilità di tenere i libri in buono stato e riportarli curati, dato che erano di tutti.
Alle scuole medie la lettura è diventata più istituzionale, per così dire, e ci siamo scontrati con i primi libri al di sopra della nostra maturità. Mai troppo, però. Se non lo si fa a quell'età quando lo si deve fare? In età scolare si sforza la mente a imparare capitali lontane, relazioni algebriche, date, nomi di ossa ed enzimi, per quale ragione sforzare la mente alla concentrazione su di un testo complesso, magari non convenzionalmente piacevole, non dovrebbe essere altrettanto prioritario nella formazione del ragazzo? Non è una forma di maturazione anche questa? La letteratura non è solo piacere e svago da tempo libero.
Forse ho sempre avuto una buona disposizione alla lettura anche dei cosiddetti mattoni (non necessariamente tali per il numero di pagine), ma io sono lettrice grazie al mio intero percorso scolastico, dalla prima elementare alla quarta superiore. L'ultimo anno ho avuto un giovane docente di lettere che ancora adesso, pensandoci nove anni dopo, mi fa cascare le braccia per le sue dosi di timidezza, rigidità caratteriale e mancanza di carisma. Va be', divago.
Non che mi stupisca la correlazione dei lettori figli di lettori. Queste sono tendenze, non leggi, e io, così come i figli di lettori che NON leggono, siamo solo casi meno prevedibili. Quello che volevo dire è che la scuola dovrebbe fare tanto anche da questo punto di vista. Forse ne ho una visione un po' romantica, ma innanzitutto dovrebbe formare delle persone e se non è capace di ispirare nei suoi giovani educandi qualche curiosità, che si tratti della lettura, dello sport(*), dello stare con gli altri in un modo o nell'altro, be', che tristezza. Che gran tristezza.

Quando ho cominciato a scrivere avevo le idee molto più chiare. Be', ormai ho scritto, quindi lo posto.

(*) Secondo me la cultura dell'attività fisica è un'altra cosa drammaticamente scarsa in Italia.


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