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Eventi & Segnalazioni > Addio al Salone del Libro di Torino?

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message 1: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6372 comments Mod
(ANSA) - MILANO, 27 LUG - L'Associazione italiana degli editori ha deciso di creare una nuova società con la Fiera di Milano per promuovere la lettura a partire da una nuova manifestazione. Una sorta di addio degli editori al salone di Torino. "L'amministrazione e la fondazione di Torino decida di fare quello che vuole - ha spiegato il presidente dell'Aie Federico Motta - Noi iniziamo un percorso nuovo.
"Recederemo dalla fondazione del libro di Torino": Federico Motta, presidente dell'associazione italiana degli editori, lo ha annunciato durante la conferenza stampa in cui ha svelato il progetto di una manifestazione a Milano che si terrà probabilmente a maggio. La decisione di uscire dalla fondazione è in realtà stata presa "dal consiglio generale all'unanimità lo scorso 25 febbraio. Non è stato fatto finora per correttezza istituzionale visto che a Torino iniziava la campagna elettorale".

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"Il Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) - espressione di tutte le sue componenti: gruppo di varia, gruppo piccoli editori, gruppo accademico professionale, gruppo educativo -, ha dato mandato al Presidente di procedere alla realizzazione di una joint venture con Fiera Milano per l’implementazione del “Progetto Promozione del Libro”. La nuova società si occuperà di sviluppare attività di promozione del libro a livello nazionale, anche mediante l’organizzazione di eventi fieristici in tutto il territorio nazionale, valorizzando l’intera produzione editoriale.
L’AIE si augura di poter continuare con le Istituzioni piemontesi e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura una collaborazione tesa all’individuazione e alla realizzazione di eventi per lo sviluppo della lettura.

Milano, 27 luglio 2016"

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Era nell'aria, eppure non credevo accadesse.

Meglio Milano o Torino? Io sono di parte, vivo a Milano ma amo Torino.
Per chi volesse tifare per il capoluogo piemontese c'è anche la petizione su change.org

http://chn.ge/2a9kTUv


message 2: by Esteb (new)

Esteb | 861 comments io da piemontese non posso che tifare Torino, ma cavoli devono proprio toglierci tutto? se ci togliessero le cose perché siamo manifestamente incapaci....ma la Rai lontano da Torino non è migliorata, il Salone dell'auto è stato accorpato al motorshow e sono morti entrambi, quale futuro per il Salone del Libro? una manifestazione che non mi è parsa in crisi, anzi vivrà come è vissuta Stipel/Sip/Telecom o Italgas o l'industria cinematografica o la Fiat...però UFFA


message 3: by Emma (new)

Emma Costamagna | 65 comments Io, da piemontese, ho firmato per Torino. Fosse stato un flop, ma dal 1988 a oggi è sempre stato un successo dopo l'altro.


message 4: by Tatiana (new)

Tatiana | 127 comments Piemontese anche io, fedelissima dalla prima edizione. ..mi sento rapinata. A Rho (perché non sarà Milano ma Rho) non ci andrò. Mi rifaccio con Scrittori in Città a Cuneo, per lo meno si parla davvero di libri ...


Karl Stark di Grande Inverno [Ippino] (ippino) | 155 comments Io, egoisticamente, sono contento. Abito a Piacenza, e Milano è nettamente più comodo per me :-D


message 6: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2990 comments Mod
Io in generale rimango perplessa dalle strategie delle due Big Cities del nostro paese, Milano e Roma, per "rubare" gli eventi che funzionano alle altre città. Roma in particolare, perché col patrimonio che ha dover andare a mettersi sempre in competizione con le altre città mi sembra ridicolo; a Genova abbiamo fatto una grossa levata di scudi quando hanno provato a proporre un Festival della Scienza copiato nel formato al nostro e piazzato esattamente nel periodo del nostro, e per ora sembra che abbiamo "vinto". Ma anche la proposta di spostare il Gran Premio d'Italia...

Il problema nel caso specifico è capire se e come la grande editoria si coordinerà con gli eventi già esistenti per la promozione del libro su Milano. A me viene spontaneo pensare che se li mangerà, anche perché sono dedicati all'editoria piccola/media e/o indipendente, ed è probabile che anche lì lieviteranno i costi per cui gli editori piccoli non riusciranno a entrare nel giro.

C'è da dire che, se gli eventi si scambiassero (editoria di nicchia - piccola/media - indipendente a Torino e Salone/supermercato a Milano), secondo me Torino ci guadagna pure... Però anche lì, che non facciano gli eventi nella stessa settimana.


message 7: by Marianna (new)

Marianna Rainolter (mariannarain) Il problema è il periodo perché uno difficilmente ha i mezzi per andare a due grandi fiere in meno di due mesi. Io proporrei al limite di fare la solita fiera a Torino e a Milano/Tho trasformare ad esempio BookCity rendendolo una fiera così che uno può andare tranquillamente ad entrambi ed entrambe le città guadagnino


message 8: by Caterina (new)

Caterina | 294 comments Raramente la logica ed il buonsenso conducono le azioni di chi ha il potere di prendere simili decisioni, quanto piuttosto il guadagno economico e il "clientelismo" ( si dice così ?).


message 9: by Giuseppe (new)

Giuseppe Saracino | 396 comments Abitando a Milano ovviamente tifo per Milano ma onestamente non capisco il senso.

Nell'articolo riportato da Roberta si dice che vogliono sviluppare l'attività di promozione del libro a livello nazionale anche mediante la promozione di eventi fieristici.

Scusate, non era più semplice lasciare la fiera a Torino, creare qualcosa di nuovo in altre città visto che A Milano c'è il book city di novembre (magari rivisto e potenziato)


message 10: by Pierre (last edited Sep 21, 2016 01:15AM) (new)

Pierre Menard | 2335 comments Ci avevano provato in diversi a mediare, e qualche giorno fa persino Gramello aveva lanciato la sua idea:

http://www.lastampa.it/2016/09/15/cul...

ma non c'è stato niente da fare:

http://www.illibraio.it/fiere-libro-m...

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/...

http://www.repubblica.it/cultura/2016...

http://www.lastampa.it/2016/09/21/cul...


message 11: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6372 comments Mod
Guarda, per ora non voglio sapere. Trovo che la mossa milanese sia stata davvero di cattivo gusto, una semplice appropriazione di qualcosa che su cui altri hanno investito e fatto funzionare.
Attendo maggio


message 12: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2990 comments Mod
Purtroppo Milano non è nuova a queste cose... :(


message 13: by Fefs (new)

Fefs Messina | 204 comments Io vivo a Torino e aspetto la fiera del libro ogni anno. Se dovessero spostarla a Rho non avrei i soldi per un viaggio andata-ritorno in treno e in pullman, per la fiera e pure per i libri che vorrei comprare lì.
Mi dispiace, ma a un livello puramente egoistico io vorrei rimanesse a Torino.


message 14: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2948 comments Mod
Ma al di là delle nostre comodità (sacrosante), perché l'AIE ha mollato Torino che ha pure abbassato l'affitto del Lingotto? Hanno bisticciato fra loro?


message 15: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6372 comments Mod
Nazzarena wrote: "Ma al di là delle nostre comodità (sacrosante), perché l'AIE ha mollato Torino che ha pure abbassato l'affitto del Lingotto? Hanno bisticciato fra loro?"

L'hanno mollato le case editrici grosse e ricche, che hanno sede a Milano. sostanzialmente: io sono importante e non mi muovo


message 16: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2335 comments Una decina di editori di livello medio-piccolo si è già dimessa dall'AIE quando era ormai chiaro che Milano avrebbe prevalso:

http://www.corriere.it/cultura/16_lug...

D'altra parte, la dirigenza AIE aveva deciso già un piano milanocentrico:

http://www.lastampa.it/2016/07/26/cul...


message 17: by Giulia (new)

Giulia (juliet-alastair) | 139 comments Andrò sicuramente al salone di Torino, in qualsiasi tipologia sarà fatto. Ora più che mai.
Ci sono stata quasi tutti gli anni, e devo dire che i “grandi editori” non sono il motivo per andarci, anzi! Prendiamo lo stand Mondadori. Che senso ha? Non solo ci sono pochi libri rispetto al catalogo, ma non sono nemmeno scontati. È tutta roba che posso benissimo comprare con più comodità e sconti su internet.
Quello su cui secondo me deve incentrarsi un salone del libro è il resto: i piccoli, gli introvabili, le cose che non si conoscono, magari anche editori esteri.
Quindi per quanto mi dispiaccia la spaccatura, non sento attrattiva per l’ennesimo evento big di Milano (pure rubato questa volta), e a date coincidenti non mi porrò nessun dilemma nello scegliere. L'unica curiosità che mi resta è con cosa ricatteranno il resto dei votanti no (Feltrinelli ancora inclusa?), per farli andare a Milano? Nell'ultimo articolo che avevo letto si diceva "era pure circolata la voce che l’Aie avrebbe imposto a chi pubblica libri un aut- aut, «O a Milano o da nessuna parte»". Bella roba!


message 18: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6372 comments Mod
*Giulia* wrote: "Andrò sicuramente al salone di Torino, in qualsiasi tipologia sarà fatto. Ora più che mai.
Ci sono stata quasi tutti gli anni, e devo dire che i “grandi editori” non sono il motivo per andarci, anz..."


Ma l'AIE può fare un aut aut del genere? Mi spiego: magari io faccio la sagra del libro della valle non-so-cosa, e invito la Feltrinelli a mettere un suo stand perchè mi va così. Dovrebbero chiedere il permesso all'AIE?
Io a torino non vado sempre, però gli stand che guardo sono quelli dei meno noti, come 66thand2nd


message 19: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2990 comments Mod
Buona parte degli editori che sostengono il "salone alternativo" a Torino hanno formalmente lasciato l'AIE, quindi direi che non hanno bisogno del loro permesso... Non sarà un evento patrocinato e quindi non ci saranno i fondi...


message 20: by Rowizyx (last edited Sep 21, 2016 06:42AM) (new)

Rowizyx | 2990 comments Mod
Gli stand grandi sono specchietti per allodole per tutti quelli che o non comprano libri abitualmente o sono poco sgamati in fatto di librerie, offerte e acquisti online. Esattamente il cliente tipo a cui si rivolge l'AIE: quello non già fidelizzato, ma che compra i libri degli eventi presenti al salone o novità a prezzo pieno che troverebbe in libreria col 15% (se lo sapesse). È la dimostrazione più lampante che l'associazione non si curi minimamente di chi legge, alla fine della favola.


Nazzarena wrote: "Ma al di là delle nostre comodità (sacrosante), perché l'AIE ha mollato Torino che ha pure abbassato l'affitto del Lingotto? Hanno bisticciato fra loro?"

Allora, c'è da dire che sono anni che minacciavano di farlo, perché il costo del Lingotto era diverso (e molto più alto, soprattutto) rispetto ai prezzi messi per altre fiere... Tipo ricordo articoli che contestavano un paio d'anni fa gli sconti esagerati fatti per un Salone del Gusto, mentre per il Salone del libro niente. Cosa che poi si ripercuoteva soprattutto sui costi di affitto degli stand, diventati proibitivi soprattutto per i piccoli editori: negli ultimi anni avrete visto stand di tre metri quadri occupati da due, a volte anche tre piccoli editori per contenere i costi. Il circolo vizioso si completa con le aspettative della gente, che si aspetta degli sconti, e spesso gli editori non sono in grado di farli (anche se c'è da dire che, se si cerca l'offertona, il giorno chiave è il lunedì, l'ultimo: molti vogliono avere meno colli possibili da affidare a un corriere per riportarli a casa e fanno davvero delle svendite esagerate. La pila di libri presa nel 2015 lo racconta per me :D); poi il salone non è solo saldi, o non dovrebbe esserlo, ma allora bisognerebbe creare occasioni tipo "i fondi di magazzino", per dire, tirare fuori titoli e scorte introvabili con la normale distribuzione.

Comunque, la proposta di sconto da parte del Lingotto (per altro parte della dirigenza è sotto indagine, coff) è arrivata solo dopo la concretizzazione della minaccia, e posso anche capire la strategia "ora o mi regali lo spazio o me ne vado", però dipende cosa si va a creare a Milano. Si poteva anche scegliere un altro spazio a Torino (si era parlato ad esempio del Palavela), per dire.


message 21: by Luca (new)

Luca Cresta | 182 comments Sarò molto controcorrente ma ritengo che, come succede molo spesso in Italia, si sia voluto mungere la mucca fino allo stremo, strozzando gli editori con tariffe esorbitanti, e chiedendo 10€ di solo ingresso ai visitatori. Poi quando i grossi espositori (che fanno il fatturato, perchè comprano gli stand più grossi, con maggiori ospiti e più avvenimenti), hanno detto basta, tutti si meravigliano. E' avvenuta la stessa cosa per altre esposizioni professionali. Ovviamente per le CE grandi, il poter operare a Milano è molto vantaggioso, potendo risparmiare sui costi dell'esposizione e sul costo degli standisti. Tutto il resto è fumo negli occhi di noi poveri lettori. Ho visitato il Salone del libro solo in 2 o 3 occasioni: trovo assurdo che vedere e comprare dei prodotti che sono esposti per essere venduti io debba pagare un biglietto di ingresso.


message 22: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1640 comments Rowizyx wrote: "poi il salone non è solo saldi, o non dovrebbe esserlo, ma allora bisognerebbe creare occasioni tipo "i fondi di magazzino", per dire, tirare fuori titoli e scorte introvabili con la normale distribuzione."

Io al Salone non sono mai stata perché è troppo lontano e costa troppo, ma da svariati anni vado ogni anno a Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria a Roma. Lì ci sono degli editori che fanno questo ragionamento, cioè tirano fuori libri ormai fuori commercio e li vendono a una sciocchezza. In particolare vado sempre a visitare e fare incetta di libri allo stand di Edizioni Lavoro, che pubblica libri interessantissimi di autori appartenenti a letterature poco frequentate (Madagascar, Haiti, e così via). La trovo in effetti un'iniziativa lodevole, anche perché altrimenti quei libri sarebbero destinati al macero.

Luca wrote: "trovo assurdo che vedere e comprare dei prodotti che sono esposti per essere venduti io debba pagare un biglietto di ingresso. "

Anche a me non piace dover pagare un biglietto d'ingresso per comprare dei libri, è come pagare per entrare in libreria. Anche perché è vero che devi pagare l'affitto alla struttura che ospita queste manifestazioni, ma sono le case editrici a sborsare cifre esorbitanti, come si diceva, per pagare questo affitto, per cui non ho mai capito perché debba pagare anche il visitatore. (Anche se è vero che, almeno a Roma, a Torino non so, ci sono incontri con gli autori e conferenze varie che vanno pagate). Resta comunque che io a Roma quei 6 euro (mi pare, non ricordo bene) li pago volentieri, perché ci trovo case editrici che mai e poi troverei in libreria e di cui non verrei mai a conoscenza in altro modo.


message 23: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6372 comments Mod
Marina wrote: "Rowizyx wrote: "poi il salone non è solo saldi, o non dovrebbe esserlo, ma allora bisognerebbe creare occasioni tipo "i fondi di magazzino", per dire, tirare fuori titoli e scorte introvabili con l..."

Attenzione però: non pagate il biglietto d'ingresso per andare a comprar libri, ma per tutti gli eventi, gli incontri e leconferenze che il salone offre. Poi, se non vi interessa partecipare a tali incontri è un altro discorso, ma il salone non è una fiera di sempllici bancarelle


message 24: by Marina (new)

Marina (sonnenbarke) | 1640 comments Ma questo l'ho detto anch'io, Roberta ;-)


message 25: by Enzo (new)

Enzo | 38 comments Sono Piemontese, sono un lettore. Passata la rabbia iniziale per l'ennesimo scippo milanese, vista la visione dell'AIE sul salone auguro tutto il bene al salone di Rho che punta più su una visione Buchmesse ormai in crisi di visitatori da qualche anno. La Fondazione del Libro di Torino è stata rifondata e sicuramente il "furto" porterà a nuove opportunità nel pensare la diffusione della cultura del leggere (e non della mera vendita di libri e novità, infatti il posizionamento temporale del salone di Rho e in concomitanza con il blocco di uscite di nuovi libri). La proposta di Gramellini non era convincente ne opportuna, gli autori in piazza sono già una realtà assodata con il Festival della Letteratura di Mantova e rubare idee ad altri non è confacente con lo spirito inventivo del torinese "bugianen", la proposta del presidente dell'AIE, quella di fare in contemporanea con il loro salone la più grande libreria all'aperto, è addirittura ridicola in quanto mostra quanto poco conosca la realtà torinese e quanto avviene nel campo del libro; a Torino c'è la manifestazione Portici di Carta che non è la più grande ma la più lunga libreria all'aperto sotto i portici di via Po.
Quali siano le possibilità sono infinite, l'ultimo esempio è di pochi giorni or sono con Terra Madre (salone del Gusto), che tolto da un ambiente chiuso quale Torino Esposizioni, e portato nel parco del Valentino e in altre piazze torinesi è stato visitato da almeno un milione di persone, con stand che dopo 3 giorni avevano finito tutto il vendibile (parlando con un rappresentante dello stand Slovacco mi ha detto che non pensavano di riuscire a vendere così tanto e si erano limitati con le scorte per paura di doverle portare indietro), ingresso gratis, navette per lo spostamento nelle varie location cittadine (e chi era stufo di assaggi o cibo con 2 passi poteva godere dei musei nella zona del centro vicino a Piazza Castello).
p.s. tornando ai libri se la finalità del Salone di Rho è la vendita e la promozione dei libri in uscita perché dovrei pagare un biglietto per comprare un libro che vendono in libreria e che la mia libreria di fiducia può dirmi se è una boiata o interessante (parlo di librerie serie non di Mondadori o qualcos'altro store in cui ci sono commesse e non appassionate di libri), arricchire di più la Casa Editrice che vendendo a prezzo pieno si puppa anche il povero guadagno della mia libraria di fiducia...
Che se lo tengano pure il salone, noi faremo qualcosa di meglio!


message 26: by Karl Stark di Grande Inverno [Ippino] (last edited Sep 28, 2016 03:58AM) (new)

Karl Stark di Grande Inverno [Ippino] (ippino) | 155 comments Luca wrote: "trovo assurdo che vedere e comprare dei prodotti che sono esposti per essere venduti io debba pagare un biglietto di ingresso."

Beh, ma questo purtroppo accade in tutte le fiere, mica solo in quella del libro ^^;;
Poi sono d'accordo anch'io che è assurdo, ma tant'è...
Che poi secondo me l'organizzazione di un qualsiasi evento riesce comunque a pagare gli autori invitati e tutti gli incontri e le menate varie, anche senza far pagare l'ingresso ai visitatori.
Spesso sono le CE che invitano (e pagano) gli autori.


message 27: by Luca (new)

Luca Cresta | 182 comments Concordo con Enzo al 100%. Come ho detto all'inizio del mio post precedente, non sono stato un assiduo frequentatore del salone, perchè ho sempre preferito la libreria, si adai tempi dell'Università, e recentemente utilizzo al 90% Internet per approcciare i libri di mio interesse, visto le possibilità molto più vaste che permette la rete.
Alla fine il discorso è legato sempre allo scopo ed al target che si vuole raggiungere. Certamente il problema tocca molto poco i lettori "forti", cioè quelli che sono su Goodreads. A mio giudizio il fine ultimo di un Salone del Libro dovrebbe essere quello dell'allargamento del numero di lettori, ma purtroppo mi è sembrato che sia invece "spolpare" il più possibile i lettori già esistenti. Ben vengano altri tipi di iniziative, come quelle di Mantova o della stessa Torino con i Portici di Carta, dove però nessuno degli attori dei Saloni (organizzatori di eventi e grandi CE) guadagnano un euro e che quindi non vengono mai pubblicizzati e/o spinti.


message 28: by Roberta (new)

Roberta (driope) | 6372 comments Mod
Luca wrote: "Concordo con Enzo al 100%. Come ho detto all'inizio del mio post precedente, non sono stato un assiduo frequentatore del salone, perchè ho sempre preferito la libreria, si adai tempi dell'Universit..."

Io ci sono andata la prima volte durante l'università, quando Amazon.it ancora non c'era e quando vivevo al paesino, quindi il mio punto di riferimento per i libri era una libreria indipendente ben fornita e con proprietario competente che sapeva consigliare tutti. Sono tornata a casa con lo zaino pieno di libri, gli sconti per me erano validi (parliamo di fine anni '90). Faccio il paragone con un paio di anni fa, quando abbiamo deciso all'ultimo di fare un salto e non ci eravamo preparate per assistere alle conferenze, quindi l'abbiamo preso come possibile shopping. Tuttavia non reggeva il confronto con gli sconti reperibili online o con quelli che ti dà una carta fedeltà Feltrinelli o Mondadori, per esempio. Uscendo riflettevo che non è più il tempo di presentare il salone come un posto per vendere, o principalmente per vendere. Certo, sono pur sempre uscita con qualche volume, ma non l'ho più trovato conveniente. Tuttavia ho scoperto case editrici che non conoscevo, o conoscevo solo di nome, ho potuto vedere esposti libri che su internet sono una semplice copertina e capire qualcosa in più sulla qualità di certe edizioni. Non avrò comprato a maggio, ma ho comprato dopo. Il salone dovrebbe puntare a fidelizzare i lettori sul lungo periodo, far scoprire le novità e le nicchie editoriali. Questo scippo milanese potrebbe essere un'occasione per Torino per fare meno mercato e più bella vetrina, ma mi rendo conto che alla fine tutto si riduce al soldo


message 29: by Enzo (new)

Enzo | 38 comments Dipende tutto dal soldo... Io ho partecipato come Protezione Civile ANA come servizio d'ordine al Salone del Gusto, spostato da Petrini e dal Comune da luogo chiuso con biglietto a spazi aperti come parchi e piazze. Da quel che sentivo camminando la gente era più contenta della location, del fatto che non si pagava il biglietto, chi aveva voglia di comprare comprava (le code agli stand degli arancini e dei cannoli siciliani erano epiche), gli stand con le conferenze erano pieni e con il fatto che era gratis e all'aperto anche gli studenti delle facoltà vicine o la gente che usciva in pausa pranzo un giro se lo faceva. Ora il cibo è merce diversa dal libro (anche se il libro è cibo per la mente), ma forse gli editori dovrebbero capire che un salone tradizionale al chiuso attira solo chi è già un lettore mentre una kermesse all'aperto renderebbe curiosi anche quelli che non leggono molto. I soldi si trovano dalla tassa di concessione dello stand, dalla vendita dei libri (gli stand dove ho fatto acquisti o mangiato rilasciavano scontrini a Slow Food Promotion, non al titolare dello stand, quindi i guadagni, tasse incluse, venivano trasferiti al Comune e all'Erario), dei gadget (i Mondadori Store sono già pieni di cose che con i libri non c'entrano nulla). I piccoli editori, che tra l'altro hanno già cessato la loro appartenenza all'AIE, potrebbero essere più interessati a qualcosa fatto da una fondazione come quella di Torino, in quanto non sarebbero oppressi dai fantastilioni di libri dei Big 5, che alla fine fanno perdere la concentrazione e non ci fanno apprezzare lo stand piccolo e vicino a loro che potrebbero essere più interessanti.
ps. esperienza personale: io ho lavorato per quasi 30 anni nel campo dello sviluppo autoveicoli e negli ultimi 25 mi sono sempre rifiutato di andare ai vari saloni in giro per l'Europa, perché alla fine non potevo vedere cosa mi sarebbe servito per lavoro e perché i Saloni Auto (organizzati secondo le esigenze delle case automobilistiche) erano solo maxi-concessionarie per chi voleva vedere l'ultima novità se voleva cambiare auto o per sognare davanti alle luxury car (o alle standiste nella totalità dei casi). L'esempio è solo per rendere più forte l'idea che un Salone con stampo commerciale che ha lo scrittore (o il pilota o il designer) che pubblicizza il prodotto non ha più appeal, il primo esempio è stato quello dell'Auto "rubato" a Torino dal Motor Show di Bologna (che non mi risulta versi in buone condizioni viste le disdette di molte case automobilistiche negli ultimi anni). Scusate il volo forzato, spero di aver reso l'idea e la connessione


message 30: by Karl Stark di Grande Inverno [Ippino] (last edited Sep 30, 2016 05:42AM) (new)

Karl Stark di Grande Inverno [Ippino] (ippino) | 155 comments Enzo wrote: "Ora il cibo è merce diversa dal libro (anche se il libro è cibo per la mente)"

Tutto giusto, e tutto applicabile anche al libro.
Da quando hanno cambiato la fiera del fumetto di Lucca dalla zona del cimitero all'interno delle mura cittadine (quindi centro storico) , la quantità di visitatori è aumentata a dismisura.


message 31: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2990 comments Mod
Eh, magari una formula tipo Lucca (paghi se vuoi accedere agli eventi, se non mi sbaglio, e ai padiglioni tematici, però se non ti interessano nulla ti vieta di goderti l'atmosfera della Fiera, i cosplay eccetera gratis, così come mi pare che ci sia libero accesso agli stand dove non sono previsti eventi) potrebbe essere anche vincente.

Secondo me dovrebbe esserci libero accesso almeno per iniziative volte a incentivare/avvicinare la lettura: prendere esempio da Nati per Leggere, che dovrebbe avere uno spazio immenso morbidoso dove invitare genitori e bambini prescolari a leggere insieme ad alta voce; spazi che so, ti consiglio un libro o un genere, o "mini corsi" per capire come scegliere cosa leggere. Stimolare le buone abitudini della lettura, per creare lettori magari sporadici ma consapevoli.


message 32: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2335 comments A Luccacomics l'accesso a qualunque padiglione (anche a quelli dove si vendono/acquistano fumetti) è subordinato al pagamento del biglietto d'ingresso (quest'anno intorno ai 18 euro, che arrivano a 20 il sabato). Tutto ciò che puoi vedere senza biglietto è la massa enorme di gente che si riversa nelle strade della città, fra cui molti eccellenti cosplayer. Ovviamente a patto di accettare di muoverti alla velocità di 5 metri l'ora circa.


message 33: by Giuseppe (new)

Giuseppe Saracino | 396 comments onestamente non capisco:
1- il senso di far pagare alla fiera del libro, i libri li paghi lo stesso, e nelle librerie gli eventi non si pagano...
2- se vuoi far avvicinare persone ai libri o alla lettura non puoi far pagare il biglietto non ci verrà nessuno...

Secondo me gli addetti hai lavori vogliono che i lettori si dividano, piuttosto per rilanciare tutto potevano inventarsi qualcosa di diverso...

p.s.
scusate ma mi spiegate quali sarebbero gli altri eventi che Milano ha rubato???


Karl Stark di Grande Inverno [Ippino] (ippino) | 155 comments Pierre wrote: "A Luccacomics l'accesso a qualunque padiglione (anche a quelli dove si vendono/acquistano fumetti) è subordinato al pagamento del biglietto d'ingresso"

Si. Io mi riferivo al fatto che magari cambiando location, la fiera ne potrebbe giovare.


message 35: by Pierre (new)

Pierre Menard | 2335 comments Ippino wrote: "Si. Io mi riferivo al fatto c..."

Era solo una precisazione a quanto detto da Rowi circa l'accessibilità ai padiglioni senza eventi.


message 36: by Enzo (last edited Oct 02, 2016 05:17AM) (new)

Enzo | 38 comments Giuseppe wrote: "onestamente non capisco:
1- il senso di far pagare alla fiera del libro, i libri li paghi lo stesso, e nelle librerie gli eventi non si pagano...
2- se vuoi far avvicinare persone ai libri o alla ..."


Due esempi di saloni/manifestazioni spostate sono
Settembre Musica ideato in quel di Torino trasformato in MiTo con Concerti in ambedue i Capoluoghi (che ci può anche stare in quanto la regia suddivide equamente i concerti importanti tra le due città, poi ci sono i concerti "minori" (la denominazione di minore è dovuta solamente alla mancanza di personaggio universalmente noto, sia direttore d'orchestra o solista) che in quel di Torino si svolgono nei cortili dei palazzi storici o delle università
Il salone della Moda (qui stiamo parlando di millenni fa)
Aggiornamento di oggi : il Salone della Montagna portato a Milano come Winter sport qualcosa (perché Milano è piena di montagne ....)


message 37: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2990 comments Mod
Ecco, non mi ricordavo bene. A Lucca ci sono stata una volta sola ed è già passato qualche anno ^^"


message 38: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2948 comments Mod
Che io sappia, da che mondo è mondo alle fiere si entra con un biglietto.

Nel caso dovessi decidere di andarci andrei a Torino, perché ci va Neri Pozza.


message 39: by Giuseppe (new)

Giuseppe Saracino | 396 comments Nazzarena wrote: "Che io sappia, da che mondo è mondo alle fiere si entra con un biglietto."

no qualcosina aggratis c'è es a milano la fiera dell'artigianato


message 40: by Rowizyx (new)

Rowizyx | 2990 comments Mod
Nazzarena wrote: "Che io sappia, da che mondo è mondo alle fiere si entra con un biglietto.

Nel caso dovessi decidere di andarci andrei a Torino, perché ci va Neri Pozza."


Sto ridendo. Solo un po' *sorella di droga libraria, abbracciami*


message 41: by Nazzarena (new)

Nazzarena | 2948 comments Mod
Rowizyx wrote: "Sto ridendo. Solo un po' *sorella di droga libraria, abbracciami*"

*pat pat*


message 42: by Pierre (last edited Oct 13, 2016 09:17AM) (new)

Pierre Menard | 2335 comments Lo scrittore Nicola Lagioia, premio Strega nel 2015 per il suo romanzo "La ferocia", sarà il direttore del Salone del Libro torinese.

http://torino.repubblica.it/cronaca/2...

http://www.lastampa.it/2016/10/13/cro...


message 43: by Paolo (new)

Paolo | 78 comments Caspita dev'essere uno ammanicatissimo. Già conduce Pagina 3 alla radio (in maniera piatta e monocorde specialmente paragonato allo scoppiettante Edoardo Camurri), ed ha vinto un premio Strega con u romanzo con molti difetti (ad essere benevoli).


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