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Mini GdL > The Goldfinch / Il cardellino, parte III (capitoli 7-8): discussione

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message 1: by Saretta (new)

Saretta (hex53617261) | 1902 comments Mod
Ecco la discussione per la terza parte del Cardellino.

Questa parte centrale per me fa da collante rispetto a quanto successo prima e quello che accadrà poi.

Tutto inizia con il ritorno di Theo a New York e si conclude con il suo definitivo stabilirsi presso Hobie.
Cosa succede al Cardellino? Theo decide di collocarlo in un garage a pagamento così come l'ha riportato da Las Vegas: impacchettatto e senza più il coraggio di guardarlo.

ALcuni elementi su cui riflettere:
- l'incontro con Mr. Barbour che non lo riconosce
- il rapporto di Theo con Pippa e Hobie
- il rapporto di Theo con il quadro.

Questa parte è forse quella con meno succo rispetto alle altre, quindi lancio un ulteriore spunto di riflessione: perchè tra tutti i quadri proprio il Cardellino?


message 2: by Francesca (last edited May 16, 2014 09:32AM) (new)

Francesca (oedipa_drake) | 2053 comments Mod
Concordo che questa sezione sia una sorta di ponte tra l'infanzia/adolescenza di Theo e il dopo.
Ma trovo sia un momento fondamentale per il protagonista nel riconoscere che l'infanzia ormai è perduta, il periodo a LV lo ha segnato (nel bene e nel male) irrimediabilmente, ovvero la presa di consapevolezza che la sua vita non può ritornare quella che era "prima".

Così egli non torna a vivere con i Barbour, la casa e la vita con Hobie è diversa da quella che aveva sognato, Pippa rimane irraggiungibile, il palazzo in cui aveva abitato con la madre è stato venduto.

Il tutto a sottolineare anche l'incapacità di Theo di gestire e superare il dolore, la perdita, il suono non essere più in grado di mettere radici per costruirsi un futuro.

A parte il quadro, dal quale tenta di separarsi (vuole finalmente rivelare l'accaduto a Hobie, poi lo nasconde per sicurezza - oppure per prenderne le distanze? - nel garage in affitto).
Così facendo mi chiedo se è il suo modo di elaborare il lutto oppure cela anche altro.

Sul "perché" de Il Cardellino tra tutti i quadri, secondo me la ragione (e la scelta della Tartt soprattutto) si capisce nel finale, perciò non spoilero. ;)
Per quanto visto letto fin qui, quello è il quadro che personalmente è stato consegnato a Theo da Welty - una sorta di eredità di quel momento.


message 3: by Mirrordance (new)

Mirrordance | 153 comments Questo breve intermezzo sembra quasi riportare il protagonista al punto di partenza, un cerchio che si chiude, cosi' come il rotorno da Hobie ma in realta'non e'altro che la conferma di come le cose siano cambiate e di come Theo sia molto cambiato e, ancora una volta, nel momento di prendere una decisone sceglie quella che appare la via piu' semplice.


message 4: by Silviia (new)

Silviia | 106 comments Ho finito questa parte già da un po' e ora non ricordo benissimo tutte le mie impressioni, di sicuro ho visto un Theo che ha rincorso NY in tutti i modi fino a tornare a "casa sua", o meglio nella sua nuova casa da Hobie visto che casa sua ormai non esiste più.
Pur di non esser cacciato di nuovo da NY, fa di tutto per rimanerci, anche studiare notte e giorno pur di esser preso all'università, aiuta Hobie in tutti i modi cercando di non disturbarlo, si accanisce anche in modo eccessivo nello studio, ma alla fine raggiunge i suoi risultati.
Mentre per quanto riguarda il quadro, ne è terrorizzato, non sa mai cosa gli potrebbe accadere se lo scoprissero ma allo stesso tempo non riesce a staccarsene e non se ne vuole liberare per nessun motivo, lo mette da parte ma continua comunque a tenerlo con/per se.
Anche secondo me, come dice Francesca, il quadro non è stata una sua scelta, ma più una scelta di Welty, lui se lo è solo ritrovato in mano.


message 5: by Livia (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
(aaaah, scusate per il ritardo :|)

E' vero, in questa parte il cerchio si chiude, e appare un po' come un finto lieto fine: Theo combatte per tornare a vivere a New York, per rimanere a vivere con Hobie, che sarebbe stata un'altra soluzione idillica al tempo del dopo incidente, in alternativa ai Barbour e prima che partisse per Las Vegas, e a questo punto un sacco di storie si sarebbero fermate (non so perché ma la prima che mi viene in mente è Matilda con lei che (view spoiler)), ma il quadro rimane tra le sue mani, la storia non è finita, il trauma è ancora con lui e non lo può lasciare andare. (Appunto l'incapacità di gestirlo, come dice Francesca, che in generale ha spiegato la situazione molto meglio di me :P).
In un certo senso, manca una rivincita da parte di Theo, che non riesce a superare sé stesso dedicandosi a qualche cosa, che siano le restaurazione di Hobie (cosa che nella prima parte sembrava uno sbocco per lui) o gli studi (il college alla fine non è affatto interessante di per sé, per lui). Il libro quindi continua a adagiarsi su una immensa tristezza, anche se molto contenuta (rimane divorabile).


message 6: by Silviia (new)

Silviia | 106 comments Livia wrote: " Il libro quindi continua a adagiarsi su una immensa tristezza, anche se molto contenuta (rimane divorabile). "

Verissimo, il libro continua a scorrere senza problemi ma anche quando accade qualcosa di positivo c'è sempre quella sfumatura di tristezza nell'aria.


message 7: by Elisabetta (new)

Elisabetta | 1642 comments Silvia wrote: "Verissimo, il libro continua a scorrere senza problemi ma anche quando accade qualcosa di positivo c'è sempre quella sfumatura di tristezza nell'aria. "

Concluso anch'io questi due capitoli?
Che dire? Per me la vita di Theo è in caduta libera. Nonostante quando si impegni riesca ad ottenere anche buoni risultati (ad esempio l'università), poi non la mette a frutto ed affronta tutto con indolenza.
Riguardo alla frase sopra, è proprio per questa continua sensazione di tristezza che a me il libro non sta piacendo molto.. Le cose positive non sono mai del tutto belle e quelle negative fanno sprofondare Theo nella disperazione più nera.


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