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The Monsters and the Critics and Other Essays
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opere di Tolkien > Il medioevo e il fantastico

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message 1: by Sakura87 (last edited Dec 18, 2012 01:40PM) (new) - added it

Sakura87 | 40 comments Sono una persona di media cultura (spero!), appassionata tolkeniana, leggermente infarinata di filologia germanica grazie all'università.
Ieri ho iniziato la lettura del Tolkien più accademico, la raccolta di saggi 'Il medioevo e il fantastico', e devo dire che ci sono rimasta male con me stessa per non aver saputo non dico apprezzare, ma nemmeno capire il 90% del primo saggio, quello che rivaluta il Beowulf come documento poetico e non semplicemente storico.

Qualcuno ha letto questo volume e vuole confrontarsi? Andrò avanti in ogni caso (almeno due dei saggi dovrebbero essere più autobiografici e meno tecnici).


Devero | 297 comments Io lo lessi qualche anno fa.
Sforzandomi di recuperare le uniche nozioni di poetica che abbia mai avuto, ricevute al liceo, qualcosa riuscii a capire, ma non troppo.
Così a memoria, il succo del discorso stava nel fatto che il Beowulf era, prima della rivalutazione di Tolkien, considerato primitivo e senza valore poetico. JRRT fece un'analisi, se ben ricordo, del linguaggio e vi trovò alcune figure poetiche riprese tali e quali nella poetica successiva dell'area Britannico-Scandinava e portata avanti sino ai picchi dell'epica islandese.

Appena rientro a casa, a Natale, rispolvero il volume e rileggo, così se vuoi ci possiamo confrontare con qualcosa di più valido rispetto ai miei ora confusi ricordi.


message 3: by Norbert (new) - added it

Norbert (norbertbook) | 818 comments Mod
Lo lessi e poco ricordo. Se non che sospettavo, in tutto il libro, qualche pesante errore di traduzione.

Se ti può consolare io devo spesso rileggere "On fairy stories" perché non riesco a metabolizzarlo.


Devero | 297 comments Grazie Norbert: mi hai ricordato che alcuni passaggi erano effettivamente afflitti da errori, se non di traduzione, quantomeno di adattamento.
Era palese in uno dei saggi autobiografici.

Mannaggia alla mia memoria a lungo termine: non è più quella di una volta.


message 5: by Norbert (new) - added it

Norbert (norbertbook) | 818 comments Mod
nemmeno la mia. Mi par di ricordare che l'ultima frase del suo discoso d'addio fosse stravolta dall'assenza di un "non" - ma non sono sicuro nemmeno io della mia memoria


message 6: by Sakura87 (new) - added it

Sakura87 | 40 comments Scusate, qualcuno sa dove posso trovare approfondimenti sui motivi che hanno portato Tolkien a convertirsi al cattolicesimo? Fine conoscitore della mitopoiesi e cattolico convinto, la trovo l'enorme contraddizione di questo autore che tanto stimo.
Nel saggio 'Sulle fiabe' ci sono frasi che mi hanno veramente basito. Chiedo scusa a eventuali credenti - io sono atea, se non si fosse capito -, ma una frase come:

"Gli uomini non solo hanno inventato gli esseri fatati, ma hanno immaginato gli dei, e li hanno venerati, e hanno venerato persino quegli dei che furono più profondamente deformati dalla malvagità di coloro che li crearono. [...]La Fantasia resta un diritto umano: noi creiamo a nostra misura e secondo la nostra modalità derivata, perché siamo stati creati: e non soltanto creati, ma creati a immagine e somiglianza di un Creatore."

è semplicemente assurda. Vi si dice in pratica, o almeno così l'ho interpretata, che l'uomo ha la tendenza a creare gli dèi perché lui stesso creatura di un Dio. Derivando, vi sono dèi non esistenti (o comunque esistenti solo in quanto creazioni dell'uomo) e un'unica divinità esistente che ha creato l'uomo. Come può uno studioso di mitologia credere nel cattolicesimo? Non è una polemica, sono realmente curiosa di saperlo. Cosa rende Tolkien sicuro dell'esistenza di una divinità cattolica laddove è convinto della non esistenza delle divinità norrene, interpretate giustamente (nello stesso saggio Sulle Fiabe) come personificazioni degli eventi naturali?


message 7: by Giampaolo (new)

Giampaolo Canzonieri | 46 comments Mod
Troppo complicato risponderti dal cell per una domanda come questa. Se ti va ne riparliamo con l'anno nuovo quando torno a Roma. Intanto puoi dare un'occhiata alla biografia di Carpenter nel capitolo dove si parla della conversione di C.S. Lewis


Devero | 297 comments Sakura, per quel che riguarda la prima domanda, non so darti una risposta precisa. Ma nella biografia di White, nel capitolo dove parla dell'infanzia, ci sono informazioni utili.

Intanto il padre di JRRT muore quando il figlio ha 4 anni, e la madre si ritrova da sola ad accudire a 2 bimbi piccoli, JRRT e suo fratello Hilary di 2 anni e mezzo. Erano ospiti a Birmingham dei genitori della madre, ed avevano pochi contatti con i parenti del padre. In quella fase erano anglicani (nota alla traduzione: quando White parla di ortodossia, si riferisce all'anglicanesimo e non ai pope greco-russi).
Mabel, la madre, nel 1899 si avvicina al cattolicesimo. L'anno dopo si converte.
I figli, molto legati a lei, la seguono.
Quando Tolkien diventa cattolico, seguendo la madre a cui era molto legato, ha quindi 8 anni.
Questa è la risposta che cerchi.
Ma non è per nulla esaustiva.

Io posso aggiungere alcune supposizioni di carattere personale. La prima riguarda la mentalità anglicana-protestante, con particolare riferimento alla predestinazione degli individui: chi ha successo nella vita lo ha perché Dio glielo concede, e Dio lo concede se sei nelle sue grazie; viceversa se le cose ti vanno male è perché non sei nelle sue grazie.
Dunque, se sei buono avrai successo, se sei cattivo le cose ti andranno male.
La solidarietà è fortemente ridotta da questo aspetto, a differenza delle posizioni cattoliche (in teoria).
Aggiungiamo che i genitori del padre non vedevano bene la famiglia della madre e la stessa Mabel, che consideravano "indegna" di loro figlio.
Quindi abbiamo una donna con 2 bimbi piccoli che ha bisogno di aiuto per sbarcare il lunario, aiuto che non gli viene dalla famiglia. Questo aiuto gli venne dalla chiesa cattolica, quindi pensò di convertirsi. Da qui l'aumento di dissapori con tutti i parenti, appartenenti a chiese protestanti e fortemente antipapisti.

Fortemente legato alla madre, JRRT diventa cattolico anche lui. Era un bambino, e la cosa è normale.
Vi resta anche nell'età adulta, e qui penso che nascano i tuoi dubbi.

La frase che riporti è, ovviamente, priva di senso logico. Contiene alcuni non sequitur tipici di qualsiasi affermazione religiosa. Essendo cresciuto in scuole cattoliche, proveniendo da una famiglia cattolica, so bene quello che dico.
Il punto è che per la sua formazione ascientifica, Tolkien non aveva basi critiche per poter affrontare in modo scientifico queste affermazioni.

Può anche essere vero che noi creiamo storie (miti) perché siamo stati creati, e non per il puro piacere che ci da farlo, per gli effetti che i neurotrasmettitori interessati ci forniscono nel farlo. Però è da dimostrare che noi si sia stati creati da qualcosa di diverso dal materiale genetico e fenotipico dei nostri genitori.

Tolkien non era uno scienziato. Era un filologo e linguista, molto devoto alla madre ed alle idee di lei. Idee che si formarono in un periodo di miseria, o comunque di enorme difficoltà. Lui vi restò fedele per un senso di fedeltà alla madre, e probabilmente per un innato senso di ordine, che traspare dai suoi scritti letterari.

Tolkien, come tutti coloro che hanno una FEDE, sono sicuri dell'esistenza della loro divinità perché tutta la loro vita non avrebbe senso se non fosse così. Accettare di aver sbagliato, anche solo in termini di idee, per tutta la vita, può essere troppo anche per molti fini intelletti.

Scusate se sono stato prolisso e ripetitivo.


message 9: by Norbert (new) - added it

Norbert (norbertbook) | 818 comments Mod
Sul fatto che fosse cattolico e "perchè lo fosse" è scritto chiaramente nelle lettere.

A memoria (come ricordava anche Devero) quando la madre si convertì al cattolicesimo, tutti i parenti (i suoi e del marito) le chiusero le porte in faccia. E le in pochi anni morì (di diabete?) perché non aveva soldi per curarsi. Una martire della fede, la considererà Tolkien. Che verrà "tirato su" da un sacerdote cattolico, padre Francis

Che fosse "molto cattolico", quindi, mi pare comprensibile.

Appena possibile cercherè le lettere che confermano quanto ho scritto


message 10: by Sakura87 (new) - added it

Sakura87 | 40 comments Devero, ti ringrazio davvero molto per la tua risposta esaustiva. Come pensavo, non ci sono spiegazioni 'razionali' a qualcosa d'irrazionale come la fede. Occorre prendere Tolkien per com'è.


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