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La biblioteca > Quando si forma il lettore?

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message 1: by Devero (new)

Devero | 976 comments Riflettevo ieri, nel lungo viaggio tra la bassa bergamasca ed il cassinate, sul periodo in cui mi sono "formato" come lettore di libri.

Facendo mente locale ho scoperto che, come lettore di saggi o manuali (astronomia, chimica, biologia, storia e geografia, paleontologia) ho iniziato abbastanza presto, direi tra la IV e la V elementare. Forse addirittura in III, se i ricordi di mia madre su un libro regalatomi per Natale sono corretti.

Come lettore di romanzi ho qualche difficoltà maggiore a ricordare, ma probabilmente ero già in II o III media. Ricordo abbastanza bene che i primi romanzi che lessi erano "I Ragazzi Della Via Pal" e "L'Ultimo Dei Mohicani" e "L'Isola del Tesoro". Ricordo altrettanto bene come Salgàri non mi attirasse, e nemmeno Verne, mentre rimasi folgorato da "2010:Odissea Due".

Poi vennero le superiori, e praticamente smisi di leggere romanzi di qualsiasi tipo. So per certo che non ne acquistai. Anche IL SIGNORE DEGLI ANELLI lo acquistò mio fratello Mirco, 3 anni meno di me, quando fu in prima superiore. Ecco, ricordo che finii di leggerlo prima di lui, e fu una folgorazione. Ma a parte quello, non ricordo di aver letto niente altro in quegli anni. Ovviamente a livello di saggi continuavo a leggere, ma di certo con molto minore frequenza.

Con l'inizio dell'Uni invece, forse anche complice le due ore, due ore e mezza medie di treno al giorno, ripresi la lettura di qualsiasi cosa, tenendo una media di 1 libro alla settimana per quasi 7 anni. Poi, tra il lavoro, il servizio di leva ed amenità varie, la frequenza di lettura è calata. A livello di romanzi non mi sono mai allontanato troppo da SF e avventura.

Ho concluso che in fondo l'imprinting ricevuto tra i 9 e 10 anni è stato quello fondamentale che mi caratterizza anche oggi.

Quello che ancora non realizzo, però, fu il quasi completo abbandono della lettura durante il liceo. So che ci fu, ma mi chiedo se la causa sia solo da imputarsi al basso rendimento scolastico. O comunque che relazione ci fosse tra le due cose.


message 2: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 1088 comments Mod
E' un tema molto interessante.
Per l'esperienza che ho, si può perdere qualcuno che era un lettore da piccolo, ma è difficile recuperare chi non ha mai letto quando è grande. Mi è capitato un'unica volta, dando a un caro amico un romanzo che gli è piaciuto talmente tanto da farlo iniziare a leggere con regolarità.
E badate che non faccio distinzioni di genere: per me vale leggere fumetti come romanzi come saggi.
Secondo me è importante l'ambiente familiare, e che la lettura non venga presentata come qualcosa di "buono" o di obbligatorio da fare (vedi scuole) o di sostitutivo a quello che è il gioco: è qualcosa di bello, che si fa insieme ai genitori o ai fratelli, che integra il gioco. E poi, santo Cielo, scegliere libri che possano interessare il bambino o il ragazzo, invece dei piombi che mi appioppavano a scuola!
Io leggo da sempre, anche se, ripensandoci, mi dico che lo devo avere nel DNA, dato che il mioi primo libro per intero è stato Pinocchio, letto in prima elementare, un capitolo OBBLIGATORIO al giorno, costretta da mia nonna. Tipico esempi odi come NON creare un lettore. Ho continuato a leggere, ma da allora odio Pinocchio di un odio ferocissimo. XD
Non ho mai avuto periodi di interruzione (solo un poco di stanca, nell'ultimo anno, a causa di cattive abitudini che sto correggendo), al massimo di rallentamento a seconda di impegni più o meno fitti; ma noto che nell'ultimo periodo leggo un po' di meno.
Comunque, sono del'opinione che i lettori li si debba accalappiare da piccoli.


message 3: by Renato (new)

Renato Vincenzo | 367 comments Quesito buffo.

Io iniziai a leggere da bambino. Non ricordo che nessuno mi spingesse verso la lettura, anzi. Semplicemente in casa c'era la libreria, con romanzi che coprivano tutte le fasi della crescita: dai libri di favole a Cento anni di solitudine, ed io ero libero di accederci sin dal momento in cui imparai a leggere (e sapevo farlo ben prima della prima elementare).

Di fatto ero quasi bulimico, qualsiasi cosa avesse delle lettere stampate la sfogliavo e la leggevo.

E così è stato per anni, fino all'adozione. Quando, ironicamente, ebbi problemi nel leggere perché i miei non sapevano che esistevano le librerie pubbliche (e quindi il prestito) ed io non me la sentivo di affrontarli sull'argomento "mica possiamo prenderti un libro ogni due giorni", quindi il mio ritmo inizio a calare, a precipitare, con una parziale compensazione attraverso i fumetti e le riviste scientifiche (oddio, Focus... be' a quell'epoca pensavo fosse scientifica :D .

Ora sto cercando di recuperare ma la stanchezza, e la capacità del duo internet/vidogiochi di sopperire al mio bisogno di overflow da dati, spesso hanno la meglio sopratutto sulla mia voglia di sperimentare con nuovi autori.

Per il resto concordo con la Rosea: la fase di crescita fondamentale per prendere il "vizio" della lettura è la prima infanzia, il come lo si possa fare è altro paio di maniche, attualmente un bambino specie se occidentale ha una marea di stimoli a prima vista più interessanti (video giochi, internet, telefilm, cartoni).


message 4: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 1088 comments Mod
Renato wrote: "Per il resto concordo con la Rosea: la fase di crescita fondamentale per prendere il "vizio" della lettura è la prima infanzia, il come lo si possa fare è altro paio di maniche, attualmente un bambino specie se occidentale ha una marea di stimoli a prima vista più interessanti (video giochi, internet, telefilm, cartoni). "

Infatti per me il trucco sarebbe non presentare la lettura come alternativa (e non, sopratutto, come l'alternativa "sana"), ma come un'altra attività divertente: nessuno vede in competizione internet e i videogiochi, perchè far passare come in competizione internet e la lettura, e quindi dare l'idea che la internet (o la tv, o i videogames, o i cartoni) siano divertenti e i libri no?
Inoltre, credo che sia fondamentale abituare il bambino alle storie, e quand'è molto piccolo fargli collegare libri e genitori, leggendo insieme a loro, e associare l'idea del libro a un momento piacevole, di conforto.

...sembra un manuale d'addestramento per cani...


message 5: by Devero (new)

Devero | 976 comments Un poco è quello che mio fratello e mia cognata (laurea in lingu e letteratura straniere) hanno cercato di fare con mio nipote. Anche io ho contribuito.
Ma da quando va alle elementari la cosa è diventata un poco più difficile. Da sempre è un bimbo molto fisico e sta diventando sempre più difficile proporgli cose da leggere, anche di suo interesse.
Non riesce a star fermo e perde in fretta l'interesse.


message 6: by Sage (new)

Sage | 274 comments ritengo che sia normale avere anche un forte bisogno di fisicità da bambini.

alle elementari leggevo, ma mica divoravo libri. leggevo qui e là, pur avendo sempre letto con piacere (dall'età di 4 anni leggevo i fumetti di mio padre).

Secondo me è anche giusto che un bambino delle elementari preferisca correre a stare seduto a leggere.
E' diverso non amare la lettura al preferire attività fisiche.
Personalmente anche io preferisco camminare, ma infatti non le vedo come alternative, le vedo come attività da fare in momenti diversi.


message 7: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 1088 comments Mod
Sage wrote: "E' diverso non amare la lettura al preferire attività fisiche.
Personalmente anche io preferisco camminare, ma infatti non le vedo come alternative, le vedo come attività da fare in momenti diversi. "


O in contemporanea, dopo aver caricato una audiolibro sul lettore mp3. ^^


message 8: by Renato (new)

Renato Vincenzo | 367 comments Da ex bambino che passava più tempo a leggere che a correre dirotti che ritengo moto più sano e naturale che nell'infanzia un bambino spenda le proprie energie nell'attività fisica (che implica stare in mezzo agli altri bambini e quindi imparare tutta una serie di meccanismi sociali che sui libri non possono essere appresi).
Tanto se ha sviluppato ora il piacere della lettura, lo conserverà e quando sarà più grande continuerà a leggere.
(Far riprendere a leggere a qualcuno cui piace, come notava la rosea, è molto meno difficile che far iniziare a leggere ex novo ad un giovane/adulto)


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