Alberto Avanzi's Reviews > La tragedia di Y
La tragedia di Y
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Superbo
Questa volta il nostro Drury Lane viene interpellato dalla polizia per una situazione particolare, che ricorda quel bel dramma familiare che era La fine dei Green (o alcune opere della Christie di tema simile)
La famiglia Hatter (si, proprio come il Mad Hatter, il cappellaio matto, di Alice) è molto particolare. La matriarca Emily, ricchissima, ha avuto una prima figlia, Alice, cieca e sorda ma molto indipendente. Ha poi sposato York Hatter, chimico di professione con un laboratorio che riveste un ruolo importante nel romanzo, dal quale ha avuto figli e nipoti uno più mentalmente instabile e bizzarro dell’altro: un alcolizzato, un personaggio da gossip, una poetessa, un ragazzino indisciplinato e ribelle… Il romanzo si apre con il suicidio per avvelenamento di York, che viene rinvenuto però con il cadavere quasi irriconoscibile, corroso dall’acqua di mare. Poco dopo, qualcuno tenta di avvelenare Louise. E’ qui che entra in scena Drury Lane, che (a differenza della tragedia di X, dove come un oracolo disse di aver capito, pur senza poterlo provare, chi fosse l’assassino fin dalla sua prima entrata in scena) ammette di brancolare nel buio, tanto che un omicidio poco dopo avviene effettivamente, con un bizzarro mezzo di morte, un mandolino. A poco a poco Drury inizierà a comprendere, fino al sorprendente finale, davvero inaspettato anche per i lettori più esperti ed esigenti, con tanto di dilemma morale che Drury risolve a modo suo, non senza una sofferta lotta interiore.
Un romanzo superbo, con grandissima lealtà e al tempo stesso sufficiente abbondanza di false piste e di falsi indizi da rendere difficile la scoperta della soluzione per il lettore, e con un’atmosfera di famiglia moralmente e psichicamente in decadenza che affascina senza distrarre dalla tensione di scoprire chi e perché sta decimando i membri della famiglia Hatter. Uno dei più bei romanzi gialli che mi sia mai capitato di leggere.
Questa volta il nostro Drury Lane viene interpellato dalla polizia per una situazione particolare, che ricorda quel bel dramma familiare che era La fine dei Green (o alcune opere della Christie di tema simile)
La famiglia Hatter (si, proprio come il Mad Hatter, il cappellaio matto, di Alice) è molto particolare. La matriarca Emily, ricchissima, ha avuto una prima figlia, Alice, cieca e sorda ma molto indipendente. Ha poi sposato York Hatter, chimico di professione con un laboratorio che riveste un ruolo importante nel romanzo, dal quale ha avuto figli e nipoti uno più mentalmente instabile e bizzarro dell’altro: un alcolizzato, un personaggio da gossip, una poetessa, un ragazzino indisciplinato e ribelle… Il romanzo si apre con il suicidio per avvelenamento di York, che viene rinvenuto però con il cadavere quasi irriconoscibile, corroso dall’acqua di mare. Poco dopo, qualcuno tenta di avvelenare Louise. E’ qui che entra in scena Drury Lane, che (a differenza della tragedia di X, dove come un oracolo disse di aver capito, pur senza poterlo provare, chi fosse l’assassino fin dalla sua prima entrata in scena) ammette di brancolare nel buio, tanto che un omicidio poco dopo avviene effettivamente, con un bizzarro mezzo di morte, un mandolino. A poco a poco Drury inizierà a comprendere, fino al sorprendente finale, davvero inaspettato anche per i lettori più esperti ed esigenti, con tanto di dilemma morale che Drury risolve a modo suo, non senza una sofferta lotta interiore.
Un romanzo superbo, con grandissima lealtà e al tempo stesso sufficiente abbondanza di false piste e di falsi indizi da rendere difficile la scoperta della soluzione per il lettore, e con un’atmosfera di famiglia moralmente e psichicamente in decadenza che affascina senza distrarre dalla tensione di scoprire chi e perché sta decimando i membri della famiglia Hatter. Uno dei più bei romanzi gialli che mi sia mai capitato di leggere.
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