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Cose che nessuno sa by Alessandro D'Avenia
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4708208
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May 13, 2012

really liked it
Read from May 13 to June 15, 2012

« Si chiedeva perché amare, così semplice in poesia, è così difficile e rischioso nella vita. »

Io non dico che non sia una bella storia, affatto. E' bellissima, lo stile molto bello, quasi sublime, ma non per questo pesante. Il professore usa le parole come i pittori usano i pennelli per dipingere, avverto la stessa delicatezza ma... Ahimè c'è un ma.
Sono una lettrice fondamentalmente critica, che giudica in fretta e vittima della premura. Ma stavolta no, mi sono presa il mio tempo e ho elaborato bene. Il "ma" è rimasto.
E' una favola. La vita è più crudele, più dura, più cattiva. Non voglio sminuire la bellezza del libro, ma non può raccontarmi questa storia come se fosse... Pane, tarallucci e vino! Forse il professore non conosce certe dinamiche familiari, forse utopisticamente voleva raccontare la famiglia del Mulino Bianco... Ma questa è un favola. Le favole non esistono. L'amore tra Giulio e Margherita mi sta bene, è una cosa 'normale'. Non è normale tutto l'amore di cui è condito questo libro. Per dirlo in termini di dolci, come farebbe nonna Teresa, c'è troppo miele, troppo zucchero e sdice. Mi ha commossa, sì, ma è troppo surreale. Perdonatemi, non vogliatemene, sono solo sincera.

P.S.: ah, dimenticavo, perché parlare della Sicilia come se fosse una terra orientale, estranea al resto del mondo? Non che mi abbia ferito - sebbene sia siciliana - ma non ne ho trovato l'utilità. La Sicilia, la terra che chi ci è nato ama visceralmente, è ancora qui, è reale, ma non è lontana anni luce dalla realtà di Milano o di qualche altra città.
Ci tenevo a sottolineare questo.
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