Marco Tamborrino's Reviews > Libra

Libra by Don DeLillo
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4560334
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Apr 17, 2012

it was amazing
Read from April 17 to May 09, 2012

- Quando è il tuo compleanno?
- Il diciotto ottobre, - rispose Lee.
- Libra. La Bilancia.
- Sì, la Bilancia, - disse Ferrie
- L'Equilibrio, - disse Shaw.
Quelli della bilancia. Alcuni sono positivi, padroni di sé, equilibrati, con la testa a posto, saggi e rispettati da tutti. Altri invece sono negativi, cioè piuttosto instabili, impulsivi. Tanto, ma tanto, ma tanto influenzabili. Propensi a spiccare il salto pericoloso. In entrambi i casi, la chiave è l'equilibrio.


A volte finisci dei libri e non è che ti senti privato di un amico. Ti senti privato di un mondo intero. Finisci dei libri e ti chiedi cosa succede là fuori, perché mai tu sei dentro casa a leggere. Ti portano via un universo. Le ultime pagine. Le lacrime che colano sull'inchiostro. E le domande, le migliaia di domande prima dell'ultima riga. Ti hanno derubato, quando finisci dei libri. Così io mi sono sentito: come se mi avessero tolto ogni certezza. Le certezze derivate da un mese di lettura, da un mese di lettura sulla vita di Lee Harvey Oswald. Ventiquattro anni. Una vita giovane, eppure una vita immensa. Adesso ho bisogno di aria. Ho finito un libro che è poesia. Quando finisci un libro che è poesia è normale che ti venga voglia di uscire a respirare un po' d'aria fresca. È il disfacimento interiore delle proprie convinzioni. Le parole che graffiano, stridono, si artigliano ai tuoi vestiti, ti si accalcano addosso. Non puoi farci niente. Sono gelide e secche, sono lì per fare del male.

Ma che cos'è Libra?
Io penso che Libra sia Lee Harvey Oswald, e che Lee Harvey Oswald non possa essere altro che Libra. Il romanzo stesso. Tutti i dettagli della sua vita. L'infanzia, la giovinezza, l'amore. L'Unione Sovietica, l'odio per il sistema capitalista. Lee Harvey Oswald è conosciuto dalla maggior parte di noi semplicemente come l'assassino del trentacinquesimo Presidente degli Stati Uniti d'America, John Fiztgerald Kennedy. Ci fermiamo qui e lo odiamo. Pensare a un complotto sarebbe troppo complesso. Un complotto implica centinaia di piste da seguire, centinaia di dati su centinaia di personaggi, tutti coloro che sono entrati in contatto con Lee Harvey Oswald. Perché alla fine gira tutto intorno a lui. Tutto riporta a lui. Sono un capro espiatorio, disse prima di venire ucciso da Jack Ruby.

"C'è abbastanza mistero nei fatti così come li conosciamo, abbastanza complotto, coincidenza, questioni irrisolte, vicoli ciechi, molteplicità di interpretazioni. Non c'è bisogno, pensa, di inventare la grande macchinazione magistrale, la congiura che si ramifica impeccabilmente in dieci direzioni diverse."

Non ce n'è bisogno, già. Ma alla fine non si può far altro. Fu veramente Oswald a uccidere il presidente. Era l'unico a sparare, quel giorno? Ventidue novembre millenovecentosessantatre. Come mai tutte le persone che entrarono in contatto con lui negli ultimi mesi della sua vita morirono pochi anni dopo? De Lillo intreccia ai fatti reali sulla vita di Oswald gli eventi fittizi che darebbero vita a un grande complotto per assassinare il presidente e far pensare che Oswald fosse stato inviato da Cuba, e alimentare quindi una nuova invasione dell'isola dopo il fallimento della Baia dei Porci. Ancora oggi, dopo tre inchieste (una delle quali è la famosa e abnorme Commissione Warren), non si è riusciti a dimostrare che si trattasse di un complotto. E così hanno deciso che è stato lui e basta. Lee Harvey Oswald ha ucciso il presidente. Da solo. Ma noi non leggiamo Libra per sapere questo. Questo lo sappiamo già. Noi leggiamo Libra per sapere se la vita di L. H. Oswald era una vita come tante oppure una vita speciale. E scopriamo, quasi con sorpresa, che era entrambe le cose. Che tutte le nostre vite soneo entrambe le cose. Speciali e normali. Che l'amore è speciale e normale. Che avere una figlia, diventare padre, è insieme una cosa meravigliosa, inaspettata e incredibile, tanto quanto una cosa quotidiana e noiosa.

Chi è Lee Harvey Oswald?
"L'assistente sociale scrisse: «Le risposte alle domande rivelano che il ragazzo sente fra sé e le altre persone un velo che lo rende irraggiungibile, ma preferisce che il velo resti intatto»."

Lee H. Oswald è un ragazzino maltrattato dai compagni di scuola che vive da solo con la madre. Si spostano in continuazione. A dieci anni ha già cambiato sei scuole. Cresce leggendo il manuale dei marines di suo fratello Robert, già arruolato. Poi inizia a leggere letteratura marxista. Si arruola a 18 anni. Nell'esercito gli capita di sbagliare, e viene spedito nel carcere di rigore ad Atsugi, Giappone. Conosce il sistema della prigione americana. Poi, passando per la Finlandia, va in Unione Sovietica. Si innamora di Marina, la sposa, e quando si accorge che il comunismo è tutto tranne quello che pensava, torna in Amerca. Qui viene preso di mira dai servizi segreti americani, ex agenti della CIA che tramano per uccidere il presidente e far partire un'invasione di Cuba. Viene preso di mira perché ha tutte le caratteristiche del personaggio di cui questi congiurati hanno bisogno. È l'uomo perfetto.

"L'obiettivo principale è che Kennedy muoia.
Il secondo obiettivo è che muoia Oswald."


Secondo la classica ricostruzione dei fatti, quella che - più o meno - tutti conosciamo, Lee Harvey Oswald sparò tre proiettili in meno di sei secondi. Il primo ferì lievemente il presidente sotto il mento. Il secondo mancò il bersaglio. Il terzo aprì un buco nella testa di JFK. In Libra, quando Oswald sta mirando per sparare il terzo proiettile, nel mirino del suo fucile vede la testa del presidente esplodere, ma non per il suo colpo. Sono un capro espiatorio, disse. E noi, ancora oggi, non sappiamo quale sia la verità.
Ma Lee Harvey Oswald era anche il ragazzo che ha saputo amare con tutto se stesso come qualsiasi essere umano. Il ragazzo che passava le notti a fissare la figlia, tanto l'amava. Tornato in America si mise a picchiare Marina, è vero, ma paradossalmente non smise mai di amarla.

"Il saluto con cui le rispondeva era infantile, un agitar di mano, un piacere profondo e toccante. Sembrava dirle, dalla sua barchetta: - Guardaci, siamo un miracolo, così autentico e sicuro."

Quali sono i personaggi che ruotano attorno all'universo di Libra, al mondo di Lee Harvey Oswald?
Ce ne sono tanti. Ogni attentatore ha la sua storia, la sua famiglia, i suoi sentimenti. Ogni membro dell'operazione volta ad assassinare Kennedy richiede pagine e pagine di approfondimento. Niente è messo lì a caso. il più rilevante è forse David Ferrie (pilota della marina), omosessuale convinto di avere il cancro.

"- Dave, tu in cosa credi?
- In tutto. Specialmente nella mia morte.
- La desideri?
- La sento. Io sono la pubblicità vivente del cancro.
- Ma ne parli così volentieri.
- Perché, avrei altra scelta?"


Poi c'è Marguerite Oswald, la madre di Lee. Nei suoi capitoli sembra sempre parlare a un giudice in un'aula di tribunale. Dice che non può spiegare la vita di suo figlio con una semplice deposizione. Deve raccontarla tutta. E i toni con cui racconta sono drammatici, forti, impregnati di un opprimente senso di perdita allo stesso tempo umano e storico. E dopo Marguerite c'è Marina. Marina e il suo amore sincero per Lee, convinta che le cicatrici che lei e il ragazzo portano sulle braccia siano un segno del destino, un segno che li ha fatti incontrare e li farà stare insieme. Ma quando lui comincia a picchiarla, lei inizia a chiedersi se l'ami veramente, pur rimanendo invariato il suo amore per lui.
A Marguerite e Marina si aggiunge una carrellata di personaggi più o meno importanti. Ma ognuno di loro, a modo suo, è tragico e malinconico. Ognuno si porta dietro una tristezza infinita, e il lettore sa perfettamente che tutto dovrà culminare con la morte del presidente. Perché è l'anima del complotti, terminare con una morte.
Win Everett, ideatore dell'attentato, a tal proposito formulerà questo pensiero:

"Le trame possiedono una logica. C'è una tendenza, nelle trame, a evolvere in direzione della morte. Lui era convinto che l'idea della morte fosse insita nella natura di ogni trama. Nelle trame di narrativa come in quelle di uomini armati. Più la trama di un racconto è fitta, più è probabile che approdi alla morte. La trama di un romanzo, credeva, è il nostro modo di localizzare la forza della morte fuori dal libro, di esorcizzarla, di contenerla."

Qual è il senso di Libra?
Forse DeLillo non aveva un secondo fine. Forse lo scrittore americano voleva solo scrivere un bel romanzo sulla questione documentandosi molto. Ma io credo che abbia voluto dare anche un segnale. Che la vita di ogni essere umano non è semplice. Non si può giudicare da un gesto. Non si può rinchiudere in un istante di tempo e lasciarla lì. Kennedy era un simbolo prima ancora che un uomo. E Lee Harvey Oswald o coloro che sono rimasti nell'ombra l'hanno distrutto. Ma perché? Non sono umani anche loro? Non sono simboli anche loro? Simboli di un America, di un sistema sbagliato?
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Reading Progress

04/18/2012 page 45
11.0% "Qualunque cosa tu ti prefigga, l'ossessione personale, sarà quella a ucciderti. Se sei un poeta sarà la poesia a ucciderti eccetera. Che lo sappiano o no, le persone scelgono la propria morte."
04/19/2012 page 64
15.0% "C'è abbastanza mistero nei fatti così come li conosciamo, abbastanza complotto, coincidenza, questioni irrisolte, vicoli ciechi, molteplicità di interpretazioni. Non c'è bisogno, pensa, di inventare la grande macchinazione magistrale, la congiura che si ramifica impeccabilmente in dieci direzioni diverse."
04/19/2012 page 64
15.0% "C'è abbastanza mistero nei fatti così come li conosciamo, abbastanza complotto, coincidenza, questioni irrisolte, vicoli ciechi, molteplicità di interpretazioni. Non c'è bisogno, pensa, di inventare la grande macchinazione magistrale, la congiura che si ramifica impeccabilmente in dieci direzioni diverse."
04/21/2012 page 127
30.0% "Poesia."
04/27/2012 page 160
37.0% "Il modo in cui è descritta la crescita del giovane Oswald è toccante, davvero toccante. Lo leggerei più in fretta, ma va assaporato."
04/27/2012 page 160
37.0% "Il modo in cui è descritta la crescita del giovane Oswald è toccante, davvero toccante. Lo leggerei più in fretta, ma va assaporato."
04/28/2012 page 201
47.0% "Alcuni non credono in Dio ma a Pasqua colorano le nuova solo per cambiare la routine di tutti i giorni."
05/03/2012 page 256
60.0% "La famiglia si aspetta che tu sia una cosa quando invece sei un'altra. Ti torcono fino a deformarti. Hai un fratello con un buon lavoro e una bella moglie e dei bimbi carini e vogliono che tu sia una persona che possono riconoscere. E una madre in divisa bianca che ti prende per le braccia e piange. Sei intrappolato nella loro mente. Ti modellano e ti martellano. Andare via è quello che devi fare, se vuoi vedere te s" 1 comment
05/04/2012 page 291
68.0% "Mi sono innamorato di un libro."
05/24/2016 marked as: read
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