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Sei gradi di separazione by John Guare
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's review
Feb 18, 2012

it was amazing
bookshelves: theatre, north-american-literature
Read from April 15 to 16, 2012

L'immaginazione è il posto in cui tutti stiamo cercando di arrivare

Ho acquistato questo testo teatrale solo per un monologo. Sì, proprio così. Il protagonista, un impostore, si fa amare per le sue capacità dialettiche e avvince l'auditorio attraverso il più bel monologo sulla letteratura che io abbia mai letto in una storia. La sua tesi parte dall'analisi del libro Il giovane Holden e si conclude con Il signore degli anelli e lega l'idea della paralisi degli esseri umani a quella relativa alla morte della fantasia.
Al di là di questo lungo monologo, c'è una storia davvero intrigante che avvince e ci fa riflettere sulle fragilità degli uomini i quali sono come un quadro doppio di Kandinsky, che campeggia al centro della scena sin dalle prime battute, e che si volta mostrando un altro e inaspettato lato. L'immaginazione è il lato opposto, quello che stupisce, che c'è in ciascuno di noi. La fantasia, secondo l'autore, ci permette di segnare dei limiti da travalicare, ci insegna ad andare oltre di noi.
I sei gradi di separazione, la teoria secondo cui ognuno è legato ad un altro essere umano solo da sei persone, da sei gradi di conoscenza, si spezza nel momento in cui perdiamo la nostra identità e attraverso le storie altrui iniziamo a vivere innumerevoli esperienze, come se fossimo gli altri.

Un estratto del monologo:

Ho finito il libro (Il giovane Holden, n.d.r). E' una storia toccante e comica, perché il ragazzo vorrebbe fare moltissimo e non riesce a fare un bel niente. Odia ogni forma di falsità e non fa che mentire a chiunque. Vuole piacere a tutti, e riesce solo a essere odioso, tutto preso da sé. In altre parole, un'immagine piuttosto accurata di un adolescente maschio. E quello che mi allarma del libro - non tanto del libro, ma dell'aura che c'è intorno - è questo: il libro parla prima di tutto della paralisi. Il ragazzo non riesce a funzionare. E alla fine, prima che possa scappare e cominciare una nuova vita, comincia a piovere e lui lascia perdere tutto.
Ora non c'è niente di male a scrivere della paralisi emotiva e intellettuale. In realtà, grazie a Checov e a Samuel Beckett, potrebbe essere considerato il grande tema moderno.
Le ultime straordinarie parole di "Apettando Godot"...
"Andiamo".
"Sì, andiamo".
Didascalia: Non si muovono.
Ma l'aura che circonda questo libro di Salinger - che forse dovrebbero leggere tutti tranne i giovani uomini - è questa: rispecchia come un gioco di specchi deformanti e amplifica come un amplificatore distorto una delle grandi tragedie del nostro tempo: la morte dell'immaginazione.
Perché cos'altro è la paralisi?
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Reading Progress

04/15/2012 page 69
60.0%

Comments (showing 1-2 of 2) (2 new)

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Zeno's son E' uno dei miei libri preferiti, machiavellico e geniale.


Vale Lukas wrote: "E' uno dei miei libri preferiti, machiavellico e geniale."
Anche un po' inquietante, a dire il vero!


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