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Middle England by Jonathan Coe
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Muore giovane chi è caro agli dei, dicevano i Greci.
Fortunatamente, Jonathan Coe non è stato così caro agli dei da indurli a volerselo prendere tutto, per tenerlo con sé per l’eternità. Coe non è morto giovane e io gli auguro di morire vecchissimo, ultracentenario.
Ma agli dei deve essere stata molto cara quella sua fantasia sfrenata, fuori da ogni logica, capace di fargli inventare situazioni assurde in cui si muovono personaggi umanissimi. Quella che gli ha permesso di scrivere La famiglia Winshaw, per capirci. Quella che adesso è, evidentemente, sull’Olimpo.

Naturalmente, non che un grande scrittore (tale lo considero) possa diventare un imbrattacarte solo perché non ha più venti o trent’anni: ed infatti il libro della sua maturità è un gran bel libro.
Ma è il libro di un bravo, bravissimo, scrittore come ce ne sono; non molti, ma ce ne sono.
Non è il libro di uno scrittore illuminato da qualcosa che solo lui ha.
E a farmelo dire non è neanche il fatto che sia andato a ripescare gli stessi personaggi per la terza volta: che è un indizio di quello che hanno fatto gli dei, ma ci permette di rincontrare dei vecchi amici, invecchiati e cambiati come siamo invecchiati e cambiati noi che leggiamo, ed è piacevole farlo.
E’ che la situazione assurda, qui, non l’ha inventata lui, era già lì, nell’Inghilterra* del secondo decennio del secolo, dove un primo ministro indice un referendum potenzialmente devastante senza rendersi conto di quel che sta facendo; dove nessuno si rende conto di quello che si prepara, perché nessuno capisce che nel suo paese c’è una notevole quantità di persone convinte di essere vittime di discriminazione razziale in quanto bianche; che non ne possono più degli intellettuali; che trovano accettabile non poter più andare a vivere a Berlino o a lavorare ad Amsterdam, tanto ci vanno solo i ricchi, purché questo serva a tenere lontani polacchi e romeni.
Persone che mescoleranno in un unico anelito di rivalsa l’insofferenza verso gli stranieri, verso i non stranieri non bianchi, verso i ricchi, verso i privilegiati, e la convoglieranno in un voto che non farà sparire gli stranieri, non toglierà ai ricchi i loro privilegi, ma riaffermerà, nella loro convinzione, un’identità fin lì sottratta dall’Europa.

La Brexit si manifesta per quello che è (un’idiozia), ma fornisce a Coe quello che nel basket si chiama assist, ed è un assist formidabile, che gli permette di mostrare la confusione totale del suo paese, senza dover aggiungere niente.
Qualcuno abbandonerà il paese, godendo dell’entusiasmo ingenuo e non necessariamente motivato di chi cambia vita.
Gli altri resteranno.
Che cosa succederà è ancora da scoprire.

*non so perché il libro parli di Inghilterra e non di Gran Bretagna, ma tant’è
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Reading Progress

Started Reading
March 6, 2019 – Shelved
March 6, 2019 – Finished Reading

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