Amarilli Settantatre's Reviews > In fuga

In fuga by Kevin Hearne
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bookshelves: fantasy, paranormal, urban-fantasy

La Morrigan mi guardò come se le parole che stava per pronunciare avessero potuto farmi svenire come una delle protagoniste dei romanzi di Jane Austen, intrappolate nei propri corsetti.
"Fear. Tinne. Ngetal. Ura. Idho."
Ontano, agrifoglio, giunco, erica e tasso.
Il primo rappresentava un guerriero, ed era allo stesso tempo il più chiaramente interpretabile e il più vago. Gli altri suggerivano tutti che al guerriero, chiunque fosse, stava per rovesciarsi addosso un mare di merda. L'agrifoglio segnava sfide e traversie, il giunco gridava di paura, l'erica metteva in guardia contro le sorprese e il tasso profetizzava la morte.
Beh, il messaggio era chiaro. Il guerriero sarebbe morto.


Ho approfittato della ripresa della pubblicazione di questa serie e devo dire di aver preso un'ottima decisione, perchè ho letto tutti e tre i volumi in poco più di un week-end, divertendomi parecchio.
Di certo, l'idea di creare universi con commistioni di religioni antiche e moderne, poemi epici e mitologie delle più varie specie, non è nuova nelle serie urban/paranormal-fantasy, ma proprio per questo io cerco romanzi di questo tipo. Basti pensare che una delle mie serie favorite è quella degli Immortali di Kresley Cole, dove personaggi mitologici si mescolano a demoni, vampiri, streghe, ecc.

Hearne compie la stessa operazione, ma basandosi su una cultura dettagliata e che non ha paura di spaziare dall'oriente all'occidente, dalle divinità minori dei nativi americani agli dei olimpici, a quelli celtici e norreni, in un mix scoppiettante e irriverente.

Poi - va detto - Hearne è essenzialmente un NERD (lo proclama lui in bio) e si sente: la sua narrazione è un continuo rimando alla cultura popolare, ai film e ai fumetti della nostra adolescenza, alle citazioni che ti fanno alzare gli occhi al cielo e ti fanno scoppiare a ridere, mentre sei nel bel mezzo di un'azione o di una battaglia.

Il suo Atticus (il vero nome celtico è impronunciabile) è un eroe atipico, uno che per primo non si prende sul serio, nonostante sia più vecchio di quasi tutte le creature soprannaturali con cui interagisce. E' un druido, e già in questo si diversifica: un ragazzo millenario (21 secoli), devoto alla Terra e ai suoi riti, che è riuscito a vagare nella Storia e a ritagliarsi un angolo di pace nel nuovo mondo: un'erboristeria-libreria-chincaglieria, una vita su due ruote (non guida), un cane che è il suo migliore amico, tempo libero passato a trasformarsi o portare a termine qualche lavoretto particolare nei mondi magici. Un ventenne come tanti, se non fosse saggio, ricco, erudito, favorito di alcune dee (e pure amante, ogni tanto), e si fosse portato via una spada magica per capriccio...

La sua prima avventura si legge che è un piacere e ti fa desiderare di scoprire cosa gli capiterà in seguito. Quindi, se vi piacciono gli elementi che ho elencato, consiglio di iniziare la serie.
Punto bonus: lo studio legale che assiste Atticus, i cui soci sono un vampiro islandese e un branco di licantropi di origini vichinghe. Soltanto la loro presenza ravviva più di una scena e merita di approfondire la conoscenza con gli alleati dell'ultimo druido.

Quando non puoi ragionare con le persone, devi cercare di spaventarle.
Se anche quello non funziona, allora non ti rimane che fuggire o ucciderle.
O scatenargli addosso i tuoi avvocati.
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Reading Progress

February 27, 2019 – Started Reading
February 27, 2019 – Shelved
March 2, 2019 – Shelved as: fantasy
March 2, 2019 – Shelved as: paranormal
March 2, 2019 – Shelved as: urban-fantasy
March 2, 2019 – Finished Reading

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