Georgiana 1792's Reviews > Budapest

Budapest by Chico Buarque
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bookshelves: mondiali-18-read

È strano come a volte, senza neanche volerlo, si leggono dei libri che sono collegati tra loro anche per vie trasversali. In questo periodo mi sembra di leggere tantissimi libri che riguardano ghostwriter, scrittori, traduttori e redattori: tutta gente che ama usare le parole e che sa creare stili diversi a seconda di chi dovrà essere l'autore finale che comparirà sulla copertina dell'opera, colui il cui nome verrà osannato.
José Costa - nome brasiliano comunissimo perché anonimo deve essere colui che lo porta - è un ghostwriter, un uomo che scrive libri sbobinando cassette di chiacchiere del presunto autore e creando opere di successo di cui mai potrà rivendicare la paternità. Né José la vorrebbe.
José ha una passione per le lingue, che ama imparare e dimenticare a piacimento; e dopo un convegno a Istanbul, dove ha assistito al Congresso degli Scrittori Anonimi, è costretto a fare uno scalo a Budapest, e si innamora dell'ungherese, una lingua utile solo a chi vive in Ungheria, naturalmente.
Per certi emigranti l'accento può rappresentare una rivalsa, un modo di maltrattare la lingua che li opprime. Della lingua che non stima, l'emigrante masticherà le parole sufficienti al suo lavoro e al quotidiano, sempre le stesse parole, non una di più. E un giorno alla fine della vita dovrà dimenticare anche queste, per ritornare al vocabolario dell'infanzia. Così come ci si dimentica il nome di persone vicine, quando la memoria comincia a fare acqua, come una piscina a poco a poco si svuota, come ci si dimentica del giorno prima e si trattengono i ricordi più profondi. Ma per chi ha adottato una nuova lingua, come una madre che si fosse scelta, per chi ne ha amato e cercato ogni parola, il persistere dell'accento era un castigo ingiusto.
Inutile dire che la moglie Vanda, l'anchorwoman di un telegiornale nazionale brasiliano, bellissima, non condivide questa sua passione, e anziché accompagnarlo a Budapest per imparare la lingua magiara, preferisce andare a trovare la sorella gemella a Londra.
Il problema col lavoro di ghostwriter di José, comunque, nasce quando le donne che lui ama (prima Vanda e poi Kriska) leggono le sue opere, naturalmente senza sapere che sono sue, perché, per contratto, lui non può fare sapere a nessuno, neanche a sua moglie, quali sono le opere che ha scritto e fatto firmare ad altri. E ha delle reazioni incontrollate sia quando sono affascinate dall'opera che quando la ritengono così e così.
Paradossalmente, José Costa - o meglio Zsose Kósta - come lo chiamano gli ungheresi - si troverà anche dall'altra parte della barricata, come quel tedesco glabro, Kaspar Krabbe, per cui ha scritto l'autobiografia, in una sorta di loop, in cui il libro ricomincia e continua a scriversi mentre lo si sta vivendo.
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Reading Progress

July 16, 2018 – Shelved
July 16, 2018 – Shelved as: to-read
July 25, 2018 – Started Reading
July 27, 2018 – Shelved as: mondiali-18-read
July 27, 2018 – Finished Reading

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