Dagio_maya 's Reviews > Una stanza piena di gente

Una stanza piena di gente by Daniel Keyes
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bookshelves: americana, real

Libro paradigmatico tanto per la letteratura psichiatrica quanto per quella giudiziaria.
Dal punto di vista psichiatrico, infatti, la storia di William Stanley Milligan ha dato spunto ad approfondimenti e studi riguardo ai disturbi dissociativi d’identità.
Nel 1977, a seguito dell’arresto con l’accusa di ben tre stupri e rapine, Milligan dimostra un comportamento stravagante e viene dunque sottoposto a perizia psichiatrica. Il risultato sarà sconcertante: disturbo di personalità multipla.
Inizialmente pare che Billy ospiti in sé altre tredici personalità (che lui chiama persone...) ma la terapia ne porterà alla luce altre per arrivare ad un totale di ben ventiquattro che si contendono la sua coscienza.
Dal punto di vista giudiziario, poi, Milligan è stato il primo individuo nella storia degli Stati Uniti a essere stato dichiarato non colpevole di gravi crimini per ragioni di infermità mentale proprio in seguito al riconoscimento medico della sua dissociazione.
All’età di quattro anni – in coincidenza del suicidio del padre- Billy sperimenterà le prime dissociazioni che andranno aumentando in seguito ai pesanti abusi a cui il patrigno lo sottoporrà.
Detto in parole povere, la dissociazione è una forma estrema di difesa dopo grandi traumi. La creazione di alter ego non è che un estrema arma per reagire quando le paure bloccano l’individuo.
Così Milligan custodisce soggetti maschili forti e rudi quando avverte la possibilità che qualcuno gli faccia del male; altri soggetti hanno il compito di fare proprio il dolore. Poi ci sono personalità infantili e anche femminili.
Il meccanismo in cui ogni individuo creato acquista coscienza della realtà è così spiegato:

«Com’è fatto? Cosa vedi realmente quando sei ‘sul posto’?»
«È un grande fascio di luce bianca che illumina il pavimento. Tutti stanno lì intorno o sono nei loro letti lì vicino nel buio. Qualcuno sta a guardare, altri dormono o sono impegnati nelle loro attività. Ma chiunque faccia un passo avanti sul posto prende il controllo della coscienza.»


Daniel Keyes decide di mettersi nei panni di Billy per scrivere la sua storia e dunque la voce narrante e un fuori campo di un racconto dove lo scrittore stesso si allinea tra i protagonisti. Se è comprensibile l’intento di una miglior comprensione dei fatti, il risultato è, a mio avviso. A tratti un po’ fuorviante perché dà l’impressione che si stia leggendo della fiction. Ma forse questa sensazione è dovuta alla storia stessa di Milligan che spesso e volentieri ha dell’incredibile. Alcune delle personalità che ospita hanno capacità incredibili come la conoscenza di lingue straniere parlate e scritte (Arthur conosce l’arabo, Ragen e croato). Quasi tutti hanno doti artistiche e sanno esprimersi con la pittura tanto da riuscire anche vendere i suoi quadri.
Lettura interessante.



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Reading Progress

June 5, 2018 – Shelved
June 5, 2018 – Shelved as: to-read
July 17, 2018 – Started Reading
July 17, 2018 –
2.0%
July 20, 2018 –
17.0%
July 21, 2018 –
43.0%
July 22, 2018 –
67.0%
July 23, 2018 –
80.0%
July 24, 2018 – Shelved as: americana
July 24, 2018 – Shelved as: real
July 24, 2018 – Finished Reading

Comments Showing 1-6 of 6 (6 new)

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message 1: by Roberto (new)

Roberto Un libro che vorrei leggere da tanto; anche se non mi sembri più di tanto entusiasta...


Dagio_maya No entusiasta sicuramente no perchè comunque è una storia torbida.
E' interessante la disamina psichiatrica, noiosa (per me) la questione giudiziaria,,,
Poi sono combattuta perchè, ovviamente, l'autore ha cercato di mettere in buona luce Milligan che quindi è molto vittima. Io però non sono riuscita per tutta la lettura a non pensare alle donne stuprate.
Il mio commento è parziale, cioè non dico queste cose che ho pensato perchè non mi sembrava giusto condizionare gli altri lettori
😉


message 3: by Gabril (new)

Gabril In questo caso mi interessa molto la parte psichiatrica, meno la fiction. Cioè: per riuscire a costruire un romanzo da una storia come questa bisogna essere a livelli altissimi, altrimenti si creano quei contrasti che tu hai segnalato. Mah. Me lo segno, poi si vedrà.


Dagio_maya Gabril wrote: "In questo caso mi interessa molto la parte psichiatrica, meno la fiction. Cioè: per riuscire a costruire un romanzo da una storia come questa bisogna essere a livelli altissimi, altrimenti si crean..."

No Gabril, mi sono spiegata male.
Non è un romanzo di fantasia che si ispira ad una storia reale.
L'autore mette per iscritto il racconto fatto da Milligan stesso nei momenti in cui la terapia gli permette di raggiungere uno stato di unità del suo essere (mi accorgo ora che non è tanto facile da spiegare..).
Quindi si raccontano i fatti compreso il contatto prima e i colloqui poi con "lo scrittore" che si oggettivizza e diventa lui stesso personaggio della storia...
Una scelta fatta perchè in effetti non è facile calarsi in una situazione psichica così complicata. Personalmente, a tratti, questo modo di raccontarci i fatti mi è sembrato più affine ad una storia romanzata quando invece è una biografia che si pone come auto-biografia.
Potrei fare una battutaccia: un libro con più personalità!
non so se mi sono spiegata..


dehorsmaisdedans Interesting. Ma ho sempre storto il naso sulla categoria legale attenuante di “infermità mentale”: disumanizza lu colpevole, un paradigma “saneista” e insieme lo assolve. mah


Dagio_maya dehorsmaisdedans wrote: "Interesting. Ma ho sempre storto il naso sulla categoria legale attenuante di “infermità mentale”: disumanizza lu colpevole, un paradigma “saneista” e insieme lo assolve. mah"

Infatti, è proprio il dubbio che mi accompagnato durante la lettura.
:-(


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