Valeria Beccari's Reviews > Esercizi di memoria

Esercizi di memoria by Andrea Camilleri
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Il fatto che io sia molto ignorante quando si parla di Camilleri e dei suoi libri, forse non ha aiutato nella recensione di questa raccolta. La percezione che ho del Comissario Montalbano viene da ciò che conosco per sentito dire e, al di fuori di egli, non ho ben presente Camilleri come scrittore. Quindi immagino di averlo giudicato nella maniera più oggettiva possibile, andando a scontrarmi nettamente con tutti coloro che lo hanno amato e che sono cresciuti con le sue storie.

Partiamo dal formato del libro. La copertina rigida non è mai stata la mia preferita poiché è scomodo da portarmi in giro: è ingombrante e difficile da tenere con una sola mano e soprattutto da incastrare per bene in uno zaino strapieno di libri universitari e computer. Dentro, poi, c'è stato un lavoro di impaginazione che ho trovato incredibilmente inefficace: il libro mantiene per 235 pagine un margine spesso che parte sia dai lati sia dalle altezze. Il carattere ha un corpo credo di 13 o 12pt: il risultato è un libro di 235 pagine teoriche che sarebbero state benissimo riducibili in 150 effettive comprese delle illustrazioni degli artisti. Perché mai dover allungare il brodo quando il gusto della materia prima poteva essere buono senza alcuna diluizione? Non sempre più è meglio.

Detto ciò, le storie non sono male per il semplice fatto che non si possono criticare gli episodi di vita di qualcuno. Camilleri descrive situazioni che talvolta sfociano quasi nel surreale: sembra incredibile che tanti episodi particolari accadano ad una singola persona. Le storie di per loro sono riuscite nello scopo di incuriosire il lettore, ma a questo punto mi domando perché scegliere il formato della raccolta piuttosto che di una biografia. Il libro, una volta letto, pare incompleto: è come se nel girare l'ultima pagina ci si dovesse aspettare un continuo su temi che hanno costituito la sua infanzia, la sua maturità e la sua anzianità. Una biografia EFFETTIVA, di duecento pagine vere, sarebbe stata decisamente più apprezzata. Il materiale ci sarebbe stato tutto: Camilleri ha novant'anni e ha condotto una vita piena. Perché dunque non optare per un esercizio di memoria completo?

Un altro punto che ha reso sommariamente negativa la recensione è stata la sintassi del libro, ma più in particolare la punteggiatura. Premessa; Camilleri è cieco e non ha ovviamente più la possibilità di osservare il proprio scritto nella sua totalità, ma deve affidarsi alle pause che chi scriveva per lui simulava nella rilettura del testo. Quindi capisco la difficoltà dello scrittore: mi è strano però accettare che un editore, abituato a correggere narrativa, non sappia come riempire le inevitabili lacune di punteggiatura. L'uso delle virgole è spropositato e non necessario; avrò visto i due punti solo un paio di volte, per non parlare dei punti e virgola che sono quasi dimenticati. Sarà che sono abituata ad un buon uso della punteggiatura, su cui i miei professori hanno sempre insistito lungamente, ma questo dettaglio stilistico mi ha creato forti disagi durante la lettura. Le frasi appaiono innaturali e a lungo termine stancanti: per tutto il libro non sono riuscita ad abituarmi, e mi è stato impossibile tralasciare questo punto a favore del contenuto delle storie.
Un esempio, uno tra i tanti che ho scorto aprendo il libro a random, è il seguente.

Capitolo “La fortuna”, pag. 112
“E lanciò verso di me racchetta e palle che atterrarono a quattro passi di distanza. Stavo vincendo la partita e perciò rimasi per un po' fermo con la racchetta in mano, poi mi decisi a raccogliere l'altra racchetta e la palla e ad andare a darmi una gran bella lavata, era una giornata molto calda e io mi sentivo bagnato di sudore. Avevo fatto appena due passi quando sentii un crac violentissimo e subito dopo la terra si aprì sotto i miei piedi, cacciai un urlo e precipitai, atterrai in verticale dentro un liquido che mi arrivò alla gola: era un liquido nero, vischioso ma soprattutto emanava un fetore insopportabile”.


Dunque per me questo libro ha avuto più la natura di un romanzo obbligatorio del liceo, che ho dovuto finire perché ormai mi avevano proposto, piuttosto che uno sguardo interessante nella vita di un autore che ha detto tanto quanto ha fatto. Adesso mi imbatterò nelle avventure e nelle indagini di Montalbano con una consapevolezza in più che dietro alla penna che lo descrive c'è un uomo estremamente affascinante di cui, magari, un giorno riuscirò a leggere una vera biografia.
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Reading Progress

Finished Reading
April 11, 2018 – Shelved

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