Cosimo's Reviews > Salvare le ossa

Salvare le ossa by Jesmyn Ward
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Nelle mani della terra

“China sta rantolando. Ogni volta che espira le esce un latrato sordo e pesante come una sberla. Il rumore arriva dal bosco, e quando mi affaccio alla porta sul retro mi sembra che si stia avvicinando, e mi aspetto di vederla emergere dagli alberi con Skeetah al suo fianco, e invece no. Vedo soltanto la giornata, più calda della precedente, densa come acqua sul punto di bollire. E poi il suono si diffonde come un contagio. Ci sono altri cani nei boschi vicini, dall'altra parte della Fossa, in fondo alla strada serpeggiante e ghiaiosa, e abbaiano tutti con lei. La circondano come un coro. I richiami riempiono il cielo, risuonano ovunque, tutti insieme. Da qualche parte in mezzo a quella cagnara, ne sono sicura, c'è Skeetah che li chiama a sé tutti quanti. È la mano che tiene il guinzaglio. È il palmo. Quando tira si avvicinano, quando allenta la presa si disperdono tra i pini, la terra rossa, i ruscelli, le querce. Ululano. Sbuffano. China lancia un grido potente, e all'improvviso tacciono tutti”.

Esch, ragazzina cuore di femmina, suo padre e i suoi tre fratelli, con i loro amici, vivono a Bois Sauvage, nel bayou sul delta del Mississippi, pieno South rurale americano, ecosistema di canali, paludi, cipressi e palme, azalee, buganvillee, glicini; è l'estate 2005, i giovani ragazzi attendono l'arrivo e il passaggio di Katrina, uno degli uragani più distruttivi della storia. Esch e i suoi sono afroamericani e sono poverissimi, il padre è depresso e alcolista, la madre è morta di parto alla nascita del piccolo Junior (che gioca e salta curioso di ogni cosa), lasciando i cari tra amore e dolore; il maggiore, Randall, gioca a basket e cerca con lo sport di aprirsi le porte del college, Skeetah invece, secondo protagonista della storia, è primordiale e istintivo e nutre una passione smisurata per il suo cane, una femmina di pitbull di nome China, cane da combattimento che ha appena avuto la prima cucciolata. La scelta di Jesmyn Ward di marcare nel testo la concreta vicinanza tra questi giovani esseri umani affamati e pieni di desiderio e i loro cani, che nel sangue e nella durezza lottano, suggerisce un'interpretazione a un certo livello politica, nel senso originario del termine: in determinate condizioni il territorio stesso diviene luogo di un conflitto naturale, di una lotta inevitabile tra individui e comunità, tra compagni e rivali, tra soggetti e ambiente. Vivono nella Fossa i Batiste, un avallamento di terreno e argilla rossa in una radura, tra edifici in rovina e baracche di legno. Esch si prende cura di tutti, è innamorata di Manny, miglior amico del fratello, che però ha una ragazza più grande, legge di Medea e gli Argonauti ed è rimasta incinta; è innocente e selvaggia, vivace, coraggiosa e libera, ha imparato a sopravvivere con l'istinto e l'acutezza e ora porta con sé una nuova esistenza. I boschi intorno alla località ospitano scoiattoli e conigli, cervi, lupi e volpi; ovunque gli alberi proteggono ogni cosa. L'esistenza scorre contraria, lei non vuole cedere alla disperazione, al senso di vuoto; la sventura è narrata da Ward nella fisicità delle aspirazioni, nella corporeità dei sentimenti. Si leggono scene di nuda crudeltà, di sapore arcaico, e troviamo il senso tragico del destino, l'umanità vulnerabile alla potenza della natura, la vita sconvolta dal caos degli eventi e sempre sospesa nell'attesa, nel non essere, nel mancare. Jesmyn Ward descrive come la tempesta ha trasformato la sua terra: Ci ha lasciato un mare di buio e una terra bruciata dal sale. Ci ha lasciati qui perché impariamo a camminare da soli. A salvare ciò che possiamo. La lingua figurativa della Ward è ipnotica e forte nell'evocare, mimetica nella tendenza creola e in quella classica, illumina l'orizzonte narrativo e metaforico di luce obliqua e incerta. Le atmosfere ricordano un film indimenticabile, Beasts of the Southern Wild di Benh Zeitlin. Il romanzo di Jesmyn Ward ha vinto il National Book Award nel 2011 e premiato dal medesimo riconoscimento nel 2017 è di prossima pubblicazione Sing, Unburied, Sing.

“Allora strofino, sfrego via come posso l'amore per Manny, l'odio per Manny, Manny. Esco dal fosso e scaccio le formiche, perché è l'unica cosa che posso fare. Seguo Randall intorno alla casa, perché è l'unica cosa che posso fare; se questo significa essere forte o debole non lo so, ma è quello che faccio. Mi viene il singhiozzo, eppure le lacrime continuano a scendere. Dopo la morte di mamma, papà aveva detto: Cosa piangete a fare? Smettetela di piangere. Piangere non cambia niente. Ma noi non avevamo smesso di piangere. Solo, lo facevamo in silenzio. Ci andavamo a nascondere. Avevo imparato a piangere senza quasi versare lacrime, ingoiando l'acqua calda e salata e sentendola scorrere giù per la gola. Non potevamo fare altro. E così ingoio, aguzzo gli occhi tra le lacrime e mi metto a correre”.
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Reading Progress

March 27, 2018 – Shelved
March 27, 2018 – Shelved as: to-read
June 5, 2018 – Started Reading
June 5, 2018 –
page 102
31.87%
June 6, 2018 –
page 232
72.5%
June 6, 2018 –
page 256
80.0%
June 8, 2018 –
page 204
63.75%
June 8, 2018 –
page 304
95.0%
June 8, 2018 – Finished Reading

Comments Showing 1-5 of 5 (5 new)

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message 1: by zumurruddu (new) - added it

zumurruddu 5 stelle! mi ispira moltissimo, penso che lo leggerò


Cosimo ottima intenzione, zum, grazie :)


message 3: by Cosimo (last edited Jun 09, 2018 12:49AM) (new) - rated it 4 stars

Cosimo ci ho pensato e ho preferito abbassare a quattro. :)


piperitapitta Beh, ma cinque stelle a volte testimoniano anche un entusiasmo, non devono per forza essere oggettive :-)
Comunque, ancora in lettura, penso anche io di attestarmi su quattro.


message 5: by Gattalucy (new)

Gattalucy Bene. Grazie. Ce l'ho lì che mi guarda ma ancora non sapevo cosa fare. Entra nella famigerata lista.


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