Ste Pic's Reviews > La donna del ritratto

La donna del ritratto by Javier Cercas
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...se sia più nobile sopportar gli strali e le percosse di una sorte oltraggiosa...

Javier Cercas è un ottimo scrittore barcellonese, professore di letteratura e amante del cinema (la donna del ritratto è un evidente e esplicito omaggio al film di Fritz Lang) Pur avendo il respiro del romanzo giallo-non giallo il talento migliore di Cercas è per l’aforisma, la frase fulminante, magari un po’ banale, ma godibile e arguta. Che siano sue o citate (e Cercas per la citazione ha un certo talento e dimestichezza) poco importa, queste frasi elegantemente costruite permeano il romanzo in maniera costante e quasi lo sorreggono in alcuni momenti di debolezza. La storia, soprattutto nella prima parte che è costruita come un giallo o un thriller, è molto godibile e la tensione è stemperata solo da alcuni siparietti comici e ironici dell’inadatto e disastroso protagonista (un cattedratico universitario, un intellettuale precario) che in comune con i Marlowe o gli Spade ha solo la tendenza all'alcolismo. Inadatto a fare il detective, ma spesso anche mediocremente inadatto alla vita: da subito si affrontano anche i temi della crisi del rapporto matrimoniale, della ricerca della trasgressione e della felicità, dei rimpianti sugli amori passati, della precarietà e insoddisfazione del lavoro e della carriera universitaria. La virata esistenzialista nuoce un po’ al ritmo, ma i dialoghi sono ben costruiti e la tensione non scende mai del tutto. Tragico e comico, a volte persino grottesco, si alternano e si fondono in un mix quasi sempre equilibrato. Forse la provenienza accademica dell’autore fa si che ci propini un po’ troppa analisi critico-letteraria, lo fa in maniera non troppo invasiva e saccente, tutto sommato in modo che non intacchi una generale piacevolezza della lettura. La tesi fondamentale del libro, spesso ripetuta e argomentata anche per bocca di autori citati, la distinzione tra” uomo del destino” e “uomo di carattere” non brilla per originalità, ma è ben integrata e ci aiuta a ragionare e riflettere assieme al protagonista e ad arrivare assieme a lui alla fine del libro con molti dubbi e pochissime certezze. "Il personaggio di carattere è quello che vive immerso nel presente puro, nel puro ribollire dell'istante, dentro il piacere permanente e senza finalità della pura affermazione vitale. Il personaggio del destino, invece, non vive per il presente, ma per il futuro, perché trae soddisfazione solo dall'impresa compiuta, un'impresa che, del resto, una volta compiuta perde ogni attrazione e deve essere sostituita da un'altra" 
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Reading Progress

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August 13, 2015 – Finished Reading
July 28, 2017 – Shelved

Comments Showing 1-5 of 5 (5 new)

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message 1: by Emmapeel (new)

Emmapeel Mmmh... più che di leggere il libro mi hai fatto venir voglia di rivedere Vertigine.


message 2: by Grazia (new)

Grazia "Quelli come noi che credono nella fisica sanno che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’ostinata illusione." - Albert Einstein :)))


message 3: by Emilio (new)

Emilio Berra Bella ed equilibrata recensione.
Sto leggendo dell'autore "Soldati di Salamina" : arranco un po' .


message 4: by Ste Pic (last edited Sep 13, 2017 11:58AM) (new) - rated it 4 stars

Ste Pic Ah, vertigine però è di otto preminger e non di fritz lang, ma è vero che anche lì c'è un ritratto femminile che faceva innamorare: per forza è il ritratto di gene tierney!


message 5: by Emmapeel (new)

Emmapeel Per quanto mi riguarda Gene Tierney batte Joan Bennett 10 a 0. Su Preminger e Lang invece se ne può parlare.


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