Chiara Pagliochini's Reviews > Tenera è la notte

Tenera è la notte by F. Scott Fitzgerald
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5277704
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Sep 11, 2011

really liked it
bookshelves: letteratura-angloamericana
Read from February 01 to 09, 2012

“Dick cercò di rilassarsi: la lotta sarebbe presto incominciata a casa e avrebbe forse dovuto vegliare a lungo ricomponendo l’universo per lei.”

È stato molte volte detto - e scritto certo in tutte le lingue - che l’amore dovrebbe essere una fusione tra due persone, una fusione fisica e mentale e spirituale che faccia di due esseri un essere solo.
“Tender is the night” viene a raccontarci quel che accade quando questo obiettivo è raggiunto, e le conclusioni che se ne traggono non sono felici neanche un po’. Non dico tragiche, perché c’è così poca tragedia nella vita di tutti i giorni che al massimo chiamiamo tragico il tragicomico. Conclusioni che lasciano l’amaro in bocca, piuttosto, e un senso diffuso di disagio e in un certo modo anche una diversa consapevolezza.
Io non sono mai stata davvero innamorata e quindi per me è difficile parlare di un libro come questo e capirlo in tutte le sue sfumature di sentimento. E se le considerazioni che faccio sembreranno un po’ ciniche e un po’ banali, vi chiedo scusa.
“Tender is the night” è un romanzo che sviluppa una pluralità di livelli di lettura. Possiamo leggerlo come un’analisi sociale e materiale di un certo periodo storico, l’indagine critica di una società di villeggianti spensierati e spiagge e soldi spesi con incoscienza, notti profumate e calici di champagne, il tutto avvolto da una cappa di decadenza e di struggimento, di segreti e convenzionalità. Possiamo leggerlo come la storia di un matrimonio senza lieto fine. Possiamo leggerlo come la fine di un matrimonio – dell’unione di due spiriti in uno – e una progressiva disgregazione, un trampolino di lancio verso una rinnovata individualità. Possiamo leggerlo come una presa di coscienza, un’emancipazione femminile. Possiamo leggerlo come il racconto di un’anima comprata e pervertita dal lusso. Ma se non riusciamo a leggere questi livelli tutti assieme, non riusciremo ad avere un disegno completo, non riusciremo compitamente a definirlo. E difatti “Tenera è la notte” sgambetta via da ogni tentativo di definizione.

Il livello che maggiormente ha attirato la mia attenzione è quello del rapporto tra Dick e Nicole, marito e moglie, lui bravo psichiatra di media estrazione, lei ricca paziente malata di schizofrenia, ora tornata a una vita “normale”. Seguiamo la loro storia tappa per tappa, dal tenero innamoramento in una clinica svizzera – e l’innamoramento è l’unica cosa davvero tenera che questo romanzo ci prometta – a una vita matrimoniale di alti e bassi, grandi slanci affettivi e improvvise ricadute, fino all’interruzione finale.
Nel loro stare insieme, fin dalle prime battute, Dick e Nicole commettono molti passi falsi. Una statuina di porcellana e il suo guardiano non potrebbero mai essere troppo felici assieme. Ed ecco Dick che vigila la sua statuina, badando bene che non caschi dalla mensola, e quando cade è lì tutto pronto a raccoglierla e a rimettere insieme i cocci con l’attacca-tutto, fiducioso che potrà incollarla per sempre e che il risultato finale non ne verrà mai pregiudicato. Ma anche stanco, a un certo punto, e sfiduciato che un padrone degenerato abbia posto quella statua su una mensola inclinata. Nicole è la statuina vezzosa, tutta contenta di essere protetta e raccolta dalle mani forti di Dick: si agghinda, si pavoneggia, si fida di lui, confida in lui ed è sempre certa che sarà lì per raccoglierla. Ma è una statuina, per l’appunto: non può pensare che i pensieri che Dick le presta, non brilla di luce propria se non è guardata, sarebbe incapace di badare a se stessa. Finge, talvolta, che ci riuscirebbe, ma ha troppe crepe per non cedere di nuovo.
Nel rapporto tra Dick e Nicole c’è tanto poco scambio quanto ce n’è tra il domestico e il suo pezzo di porcellana. Ma Dick e Nicole sono persone, e il loro rapporto non può restare così per sempre. Ed è così che certi ladri di sentimenti si intrufolano e forzano le serrature e infilano i grimaldelli un po’ qui e un po’ lì, cercando di separarli. Dick non riesce a reggere la parte dell’infermiera e si avvia verso un cammino di abbruttimento. Nicole, da parte sua, non ce la fa a restare una bambola, e cerca un suo cammino, cerca pensieri che siano suoi e sentimenti che siano suoi e si emancipa, si individua, guarisce. Più Nicole guarisce, più Dick si profonda, e sempre meno si immergono l’uno nell’altra. Quando riemergono, sono due persone separate, due persone prive di comunicazione. È la fine dell’uno e l’inizio dell’altra.

C’è una certa tristezza nel pensiero che tanto amore faccia male. Non si dovrebbe amare così: Nicole dovrebbe essere solo Nicole e Dick solo Dick e io solo io. Ogni tentativo di sovrapposizione è una perdita e una corruzione. E la profonda tristezza sta forse in questo, che l’amore ci promette un’identificazione a tempo indefinito, ci spinge a soffrire delle sofferenze dell’altro, ad amare quello che egli ama, e alla fine torna a dirci che era tutto uno scherzo: ma cosa fai? Ci hai creduto? Ma non lo sai che ti rovina la salute? E allora che dovremmo fare, non amare? O amare in modo diverso, amare in modo superficiale? Ecco, questo è il mio amore, quello è il tuo, teniamoli disgiunti e poi restituiamoceli quando ce ne siamo stancati.

Scott mise molto di sé e di sua moglie Zelda e dei piccoli avvenimenti di tutti i giorni in questo romanzo. Non tragici, come dicevo, ma tragicomici, per farci subodorare quel tanto di squallido e di farsesco hanno le nostre esistenze. Di Scott e di Zelda io so poco, quasi niente, se non qualche accenno crudele dalla penna di Hemingway. Mi aspettavo maggiore crudeltà in questo romanzo, più frecce scoccate, più ferite mortali, ma in fondo perché tradire la realtà per il romanzo? Nella realtà veniamo feriti per così piccole cose che quando le allestiamo per un romanzo paiono buffe e marginali. Ma così è la realtà. E noi non vorremo mica dipingere un mondo che non esiste?
Esista e non esista, il mondo dipinto da Scott è incantevole. Incantevole, generosa, gentile, evocativa la sua penna, poche parole, pochi tratti e tutto un disegno nella mente del lettore. Una grande abilità narrativa che la traduzione italiana a tratti imbruttisce e a tratti impreziosisce, ma senza che il lettore si senta davvero tradito.
Potrei dire molto altro, ma sarei di troppo. Concedete fiducia, pazienza, coccolate questo romanzo fino a farlo diventare una cosina indifesa e malleabile, e ne vedrete grandi cose. Grandi balsami versati sulle vostre piccole ferite, grandi come capocchie di spillo, e forse qualche insegnamento da trattenere.
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Quotes Chiara Liked

F. Scott Fitzgerald
“One writes of scars healed, a loose parallel to the pathology of the skin, but there is no such thing in the life of an individual. There are open wounds, shrunk sometimes to the size of a pin-prick but wounds still. The marks of suffering are more comparable to the loss of a finger, or of the sight of an eye. We may not miss them, either, for one minute in a year, but if we should there is nothing to be done about it.”
F. Scott Fitzgerald, Tender Is the Night

F. Scott Fitzgerald
“The voice fell low, sank into her breast and stretched the tight bodice over her heart as she came up close. He felt the young lips, her body sighing in relief against the arm growing stronger to hold her. There were now no more plans than if Dick had arbitrarily made some indissoluble mixture, with atoms joined and inseparable; you could throw it all out but never again could they fit back into atomic scale. As he held her and tasted her, and as she curved in further and further toward him, with her own lips, new to herself, drowned and engulfed in love, yet solaced and triumphant, he was thankful to have an existence at all, if only as a reflection in her wet eyes.”
F. Scott Fitzgerald, Tender is the Night

F. Scott Fitzgerald
“Good manners are an admission that everybody is so tender that they have to be handled with gloves. Now, human respect—you don't call a man a coward or a liar lightly, but if you spend your life sparing people's feelings and feeding their vanity, you get so you can't distinguish what should be respected in them.”
F. Scott Fitzgerald, Tender Is the Night

F. Scott Fitzgerald
“Her beauty climbed the rolling slope, it came into the room, rustling ghost-like through the curtains...”
F. Scott Fitzgerald, Tender Is the Night

F. Scott Fitzgerald
“They were still in the happier stage of love. They were full of brave illusions about each other, tremendous illusions, so that the communion of self with self seemed to be on a plane where no other human relations mattered. They both seemed to have arrived there with an extraordinary innocence as though a series of pure accidents had driven them together, so many accidents that at last they were forced to conclude that they were for each other. They had arrived with clean hands, or so it seemed, after no traffic with the merely curious and clandestine.”
F. Scott Fitzgerald, Tender Is the Night
tags: love

F. Scott Fitzgerald
“She smiled, a moving childish smile that was like all the lost youth in the world.”
F. Scott Fitzgerald, Tender Is the Night

F. Scott Fitzgerald
“But I suppose you must touch life in order to spring from it.”
F. Scott Fitzgerald, Tender Is the Night

F. Scott Fitzgerald
“When you're older you'll know what people who love suffer. The agony. It's better to be cold and young than to love. It's happened to me before but never like this - so accidental - just when everything was going well.”
F. Scott Fitzgerald, Tender Is the Night


Reading Progress

02/01/2012 page 73
17.0% "La guardò e per un momento lei visse nel luminoso mondo azzurro degli occhi di lui, con curiosità e fiducia."
02/02/2012 page 118
28.0% "Rosemary sonnecchiò tre ore e poi giacque sveglia, sospesa nella luce lunare. Avvolta nell'oscurità erotica, esaurì rapidamente il futuro con tutte le eventualità che potevano condurre a un bacio, ma quel bacio stesso confuso come i baci dei film."
02/03/2012 page 153
36.0% "Erano ancora nella fase più felice dell'amore. Erano pieni di illusioni coraggiose nei riguardi l'uno dell'altro, illusioni tremende, per le quali la comunione dell'io con l'io pareva su un piano in cui nessun'altra relazione umana importava. Pareva a entrambi di esservi arrivati con una innocenza straordinaria, come se una serie di puri casi li avesse spinti ad unirsi, ..."
02/05/2012 page 209
50.0% "Credo che l'amore sia l'unica cosa che c'è o che dovrebbe esserci."
02/05/2012 page 243
58.0% "Ricordo come ti aspettavo in giardino... stringevo tutta me stessa tra le braccia come un cestino di fiori. Mi sentivo molto dolce... e aspettavo di porgerti quel cestino."
02/07/2012 page 303
72.0% "Quando si è soli nel corpo e nello spirito si ha bisogno di solitudine, e la solitudine causa altra solitudine."
02/08/2012 page 361
86.0% "Immaginava che molti uomini non intendessero altro che questo, quando dicevano di essere innamorati: non una folle sommersione dell'anima, un tuffo di tutti i colori in una tinta che tutto oscurava, com'era stato il suo amore per Nicole. Certi pensieri su Nicole, che dovesse morire, piombare nel buio mortale, amare un altro, gli davano una nausea fisica."
01/31/2016 marked as: read

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