Roberta's Reviews > Alla ricerca del tempo perduto

Alla ricerca del tempo perduto by Marcel Proust
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bookshelves: 1001, francesi

Questa non è una recensione, ce ne sono in giro già abbastanza. Anzi, ciò che è stato scritto a proposito della Recherce supera di gran lunga il numero di pagine della Recherche stessa. Inoltre, se continuano ad esserci lettori che macinano con gioia le 2000 e più pagine del romanzo, un motivo ci sarà: è bello.
Quindi mi limito a lasciare qui qualche appunto, pensieri che mi vengono in mente durante la lettura.


DALLA PARTE DI SWANN

Ho sempre associato questa prima parte alla primavera e anche oggi mi fa lo stesso effetto. Immagino siano le descrizioni delle passeggiate e dei paesaggi. Non vedo l'ora che il tempo mi permetta di leggere all'aperto.
Intanto Swann ha incontrato Odette ed il guinzaglio si fa sempre più corto, fino a sfociare in un matrimonio socialmente esecrabile. Odette è un personaggio triste, una mantenuta senza altra dote che la bellezza, che non si fa scrupolo ad usare.
Odette e Swann avranno una bambina: conclusa la generazione dei padri, si passa al parco a giocare coi figli


ALL'OMBRA DELLE FANCIULLE IN FIORE

Perché leggere Proust oggi? Anche solo per la descrizione del teatro, e dell'emozione di andarci per la prima volta. Il nostro giovane è passato dall'essere mammone ad essere terribilmente romantico.

Proust è in grado di descrivere i bagni pubblici come se fossero una sala da tè.

Non riesco a capire esattamente quanti abbia il fanciullo che va in vacanza a Balbec. Prima gioca alla lotta con Gilberte traendone un piacere da adulto, ora è in crisi nel dover lasciare la madre per una breve vacanza. Intanto si ubriaca, dietro consiglio medico, per affrontare le emozioni di un viaggio in treno (lascio a voi pendolari eventuali battute sull'abbinamento alcool-trenitalia).

Ed eccomi alle ultime pagine del secondo libro. Il giovanotto è in vacanza al mare e la nonna è ormai dimenticata a favore di un gruppo di ragazze tra cui spicca Albertine, la fanciulla che darà titolo a uno dei prossimi volumi.
Il ragazzino è un marpioncello in divenire. Nota ogni ragazza in egual misura, per tutte sembra trovare un particolare di suo interesse. Quando ne "conquista" una, il che spesso significa semplicemente esserle presentato ed aver scambiato due parole, ammette candidamente che la conoscenza e l'abitudine cancellano la passione. La realtà è infatti molto meno passionale dei sogni ad occhi aperti.
Io intanto provo piacere ed interesse a vederlo crescere. Non è un personaggio simpatico: è spesso superficiale, attirato più dalla moda che dalla sostanza. Si è creato una sorta di persona immaginaria a cui aspira: va a teatro credendo di cadere vittima di una sorta di sindrome di Stendhal e ci rimane male perché ha provato "solo" il piacere di un normale intrattenimento. Ma dato che altri raccontano quella stessa opera come un capolavoro creto dall'attrice protagonista, allora ecco che il nostro eroe si ri-racconta l'esperienza fino a farla combaciare con lo standard che si era inventato. Al giorno d'oggi si parlerebbe di peer-pressure (fare cose e tenere certi atteggiamenti per soddisfare il gruppo a cui si appartiene), lui riesce a farsi peer-pressure da solo.


I GUERMANTES

Ed eccoci nella casa nuova. Francoise è simpatica come sempre, ma sono arrivata al primo scoglio. Saint-Loup e la celebrazione dell'arte militare mi annoiano parecchio, voglio tornare alle seghe mentali del protagonista.
Saint-Loup è l'uomo zerbino, erede di Swann. Il nostro eroe punta alla zia di Saint-Loup, ma senza costrutto. La cosa interessante è la cronaca dell'affare Dreyfuss, che viene superficialmente citato dai personaggi.

Sono alle ultime pagine di questo volume e sto facendo fatica. La scrittura di Proust è sempre ottima e una volta ricominciato a leggere veleggio serenamente tra salotti e frivolezze, ma il problema è proprio riprendere in mano il racconto dopo una pausa. Sono, infatti, 547 pagine (1534-987) di salotti, di viziate signore aristocratiche che fanno battutine di spirito a cui tutti ridacchiano per dovere (non fanno ridere), donne che fanno le eccentriche a tutti i costi credendo così di farsi notare, principesse di spirito popolano che per dimostrarsi d'ampie vedute trattano gli inferiori come simpatici animaletti bisognosi di attenzioni. Facendo un paragone con la cultura popolare italiana mi è venuto in mente l'episodio di Fantozzi in cui i dipendenti della megaditta vengono invitati a cena a casa della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare e lei continua a chiamarli "inferiori".
E, diciamocelo, questa Guermantes è davvero antipatica, una gatta morta.

Il mazzo di asparagi di Elstir-Manet che i Guermantes non hanno comprato




SODOMA E GOMORRA

Ma che simpatico questo Proust. Esordisce con una descrizione piuttosto allegra dell'omosessualità maschile, ma quando viene ipotizzata quella femminile allora è scandalo e fastidio.

Però, amico Proust, un filo d'azione potresti anche mettercela. Un colpo di scena, che so. Guarda, accetto anche due lacrimucce in stile "C'è posta per te", ma andiamo avanti. Interessante la digressione sull'etimologia di alcuni termini, ma ora basta con queste conversazioni superficiali da salotto. Mi sento come l'invitata che non conosce nessuno, non condivide i gusti degli altri e se ne sta in un angolo sbocconcellando un pasticcino e sorridendo ebete, cercando una scusa per potersi allontanare presto dal party più noioso della storia.


LA PRIGIONIERA
Titolo esaustivo. Il nostro eroe è sempre più disturbato e ritiene che infilarsi Albertine in casa sia un miglioramento. La fanciulla ci sta perché si fa mantenere mica male e tanto lo frega come vuole. Continuano le ansie per le supposte relazioni omosessuali di Albertine.
Secondo me di lesbico Albertine non ha nulla, ma questo Christian Grey d'antan semplicemente non vuole che lei abbia relazioni con esseri umani diversi da lui e Francoise. E diciamocelo: anche Francoise ci mette del suo per abusare psicologicamente di Albertine.
Poi abbiamo i Verdurin, che con tutti i difetti non riusciamo però ad abbandonare. Sono come dei parenti alla lontana, quelli strani che devi sopportare a matrimoni e funerali.


ALBERTINE SCOMPARSA
E dopo l'omosessualità allegra del tomo precedente, esordiamo con una simpatica accusa di corruzione di minore.

No, fermi tutti! (view spoiler) E adesso?
E adesso nulla, il chiodo è sempre lo stesso: Albertine è lesbica? Ha mai fatto sesso con altre ragazze? Se sì, come/cosa ha fatto?
Qualcuno dia un abbonamento Pornhub a quest'uomo!

Muore giovane chi è caro agli dei.


IL TEMPO RITROVATO

Non riesco a crederci, sono alla fine. Guerra e sadomaso.

No, ma dai, adesso parte il pippone malinconico. In effetti, a poche (relativamente parlando) pagine dalla fine la necessità di congedarsi e fare il punto della situazione è sentita. Ritorna la madeleine iniziale, ancora più carica di significato ora che sappiamo tutta la storia.
6 mesi, 2000 pagine, tanti personaggi peculiari che sono diventati una sorta di famiglia letteraria: il treno è in ritardo? Ottimo, approfittiamone per andare a vedere cosa fanno questi eccentrici francesi.

Ebbene, sono arrivata alla fine. Troppo presto, non ero pronta. E adesso? Con chi li passo i prossimi 6 mesi, ora che non ho più la compagnia di questi vanesi, superficiali francesi?

http://www.marcelproust.it/
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Reading Progress

January 25, 2016 – Started Reading
January 25, 2016 – Shelved
January 25, 2016 – Shelved as: 1001
January 25, 2016 – Shelved as: francesi
January 28, 2016 –
16.0%
February 24, 2016 –
31.0%
March 23, 2016 –
48.0%
April 17, 2016 –
65.0%
May 29, 2016 –
77.0%
June 18, 2016 –
85.0%
July 31, 2016 – Finished Reading

Comments Showing 1-3 of 3 (3 new)

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Roberta Frahorus wrote: "Un giorno lo inizierò..."
Soffri meno se lo dividi nei 7 libri che lo compongono. Se ci pensi sono in media 300 pagine a libro, il resto sono introduzioni esageratamente lunghe che puoi saltare serenamente.
Prova ad aprire un club di lettura, secondo me trovi gente e se vi fate un libro al mese per luglio/agosto hai finito


message 2: by Pitichi (new)

Pitichi Superba recensione, soprattutto l'ultimo paragrafo. Mi hai quasi fatto venire voglia di leggerlo :-)


Roberta Chiara mi ero persa il tuo commento del mese scorso. Grazie al cielo il libro di maggio è molto meglio, temevo di gettare la spugna. Ma arrivata a questo punto non posso!


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