T4ncr3d1's Reviews > 2001: Odissea nello spazio

2001 by Arthur C. Clarke
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M 50x66
's review
Jan 29, 2011

really liked it
bookshelves: sci-fi, inglesi, strano-forte, sfida-1001
Read in January, 2011

"Se esisteva qualcosa di là da questo, il suo nome poteva essere soltanto Dio."

Parlare di questo romanzo è un'impresa ardua, in quanto romanzo cult della fantascienza ed in quanto strettamente legato all'altrettanto cult film realizzato da Kubrick. Perché, a ben vedere, 2001: odissea nello spazio è un'esperienza a più campi che comprende il film ed il romanzo insieme.
Per questo motivo, un giudizio del solo romanzo non può essere massimo; sarebbe un torto alla gran esperienza visiva e psichedelica del film.
Più prudente e conveniente sarà allora concentrarsi su quanto scritto e creato dalla sola mano di Clarke. E in effetti non è difficile: dalle dissertazioni tecniche, sempre straordinariamente chiare, lucide, e all'avanguardia, alla cosmogonia legata ai Primogeniti, le caratteristiche dello scrittore emergono chiaramente. Forse la più apprezzata delle qualità del compianto scrittore è la sua capacità di anticipare invenzioni e sviluppi tecnologici con una lucidità fuori dall'ordinario: Clarke è stato il primo, è bene ricordarlo, ad avere scritto dei satelliti artificiali, molti anni prima che si iniziasse a pensare di costruirli. In questo romanzo di fine anni Sessanta Clarke intuisce persino l'invenzione del touch-screen. Ma non si tratta solo di abbondanza di dettagli tecnici e di invenzioni azzeccate: quello di Clarke è un romanzo di fantascienza realisticamente perfetto, che disdegna le esagerazioni del genere, riuscendo ad essere comunque visionario e sorprendente, sempre.
Di contro, inevitabilmente, scema un po' sulla caratterizzazione dei personaggi, non tanto per mancanza di capacità quanto, forse, di interesse. Tanto più brillante deve apparire, allora, la caratterizzazione del supercomputer HAL, che conosce un conflitto interiore impensabile per un'intelligenza artificiale, portandolo poi nella totale nevrosi e follia.
Rimane, infine, il tema dell'origine della vita e dell'immortalità: già annunciata nel racconto La sentinella (che ispirò Kubrick per la realizzazione del film) e in altri racconti minori, prende qui forma la sua personale filosofia dei Primogeniti, presunte divinità galattiche, un tempo umane e ora giunte al culmine massimo dell'evoluzione, dispensatrici di vita attraverso l'Universo intero. Si parla di origine della vita, di eternità, di divinità: quella di Clarke è quasi una religione laica, una religione (fanta)scientifica, che cerca nelle profondità ignote dello spazio la risposta alla domanda fondamentale: la vita, l'universo e tutto quanto, per citare Adams.
Tutte queste sono caratteristiche e tematiche che l'autore porta sempre con sé, anche nella sua ultima e matura trilogia, scritta con Stephen Baxter. Ma una cosa è certa: non dimenticheremo mai il senso di totale smarrimento e di timore reverenziale che si prova di fronte al grande e impossibile monolito nero.
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