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Le notti bianche by Fyodor Dostoyevsky
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1142958
's review
Jan 27, 2011

it was ok
bookshelves: russi
Read in January, 2011

Questa è la prima opera di Dosto che leggo. Lo so che è un mostro sacro della letteratura russa e che bisogna dosare le parole. Ma a me non è piaciuto granchè. Dovrebbe essere l'esempio del sognatore, quest'omino di San Pietroburgo, e in effetti nel primo capitolo si scopre la città attraverso i suoi occhi, filtrata dalla fantasia, piena di particolari che pochi altri noterebbero. Ad esempio descrive bene i colori delle case, dando un'immagine molto vivida delle vie, quasi si stesse guardando una cartolina. Fine dell'apprezzabile. Perchè poi incontra una ragazzina disperata e se ne innamora, dando inizio a quello che secondo la quarta di copertina è la fuga dal mondo dei sogni e della fantasticheria, mentre più verosimilmente è un impantanamento in una serie di battute improbabili, scoppi di pianti alternati a risa, cambiamenti repentini d'umore che fanno assomigliare il tutto a una telenovela sudamericana. La donna in questione poi è una profittatrice pronta a cambiare bandiera molto velocemente, prendendo in considerazione in quattro e quattr'otto le timide avances del protagonista non appena si rende conto che il suo grande amore non si farà più vivo. Ovviamente poi le cose si mettono diversamente e lui tornerà nel suo mondo sognante, pur grato di quel minuto di felicità che queste quattro notti in bianco gli hanno regalato.
Io però non ci vedo tutta questa profondità di significato che l'introduzione critica promette. Da quando la incontra, l'omino non fa altro che corteggiarla affannosamente, limitando di molto le riflessioni e facendo perdere fascino e atmosfera al racconto. E' anche scritto in maniera pomposa, troppo ostentata.
Il titolo mi piace, invece. La notte è il momento del distacco, quando i contorni si fanno meno netti e la mente è libera di perdersi nei suoi viaggi - il bianco rappresenta invece un barlume di gioia nella vita vera, quando i sogni erano magari anche un modo per allontanarsi da una realtà poco appagante. Ecco, magari accennare solo all'incontro con la ragazza, soffermandosi di più sulle impressioni, su come era cambiata la città una volta conosciuto l'amore... meno dialoghi, insomma, più introspezione e voli di fantasia, visto che di sognatore si tratta.
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Reading Progress

04/05/2016 marked as: read

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