Francesca's Reviews > Le dolci viole del pensiero

Le dolci viole del pensiero by Paolo Pergolari
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Ma se il massimo dell'aspirazione di un cane è vivere come un cane, allora il più grande tormento umano è quello di rinunciare alla verità che è di tutti a patto che nessuno la detenga.
Ma, intanto, la discarica si ingrandisce...

Quando un libro come questo "ti accade", provi due sentimenti d'ugual intensità, sebbene opposti: irritazione, poiché mai, se non per un fortuito caso, l'avresti potuto trovare; contentezza, perché il fortuito caso di cui sopra te l'ha consegnato, bello, nuovo, pronto per essere letto.
Godiamo di ciò che abbiamo, con l'editoria ce la prenderemo domani.
Avrei voluto riportare altre citazioni, ché conterebbero più delle molte parole a cui io potrei attingere per comunicarvi quanto ritengo valga la pena leggere quest'opera. (M'hanno detto che è vecchia, che ha fatto il suo corso... in onestà, seppur con rispetto a chi me l'ha detto, me ne frego cordialmente.)
Ahimé, ce ne sono troppe di citazioni da riportare. Io leggo come se studiassi, sottolineo, cerco le parole che non conosco, le appunto a margine, faccio schizzi e annoto riflessioni... Molto di questo libro è sottolineato.
Un giorno, un professore mi disse che sottolineare serviva a evidenziare le parti più importanti, perciò se sottolineavo tutto, nulla in fondo aveva rilevanza. Anzi, tutto perdeva importanza.
Mica vero. Significa solo che voglio ricordare ogni cosa. Poiché da tutte sono stata impressionata.
Alla fine, tuttavia, consapevole di non poter riportare 170 pagine di libro, ho scelto quella conclusiva e riassuntiva di tutte.
In breve, è la storia di un cane che acquisisce una coscienza, vivendo in una discarica e "conoscendo" i rifiuti. Attraverso questi sviluppa un suo sentire a cui decide di dare un qualche seguito. Illuso e idealista, con i pensieri confusi e che si inseguono, consapevole che quelle riflessioni non dovrebbe poterle fare, il nostro cane o il cane-noi è osservatore involontario di una devastazione che scopre meravigliosa nella sua democraticità, la morte di cose morte, meno eclatante e rumorosa, ma pur sempre uguale per tutto. Una devastazione indifferente ed equa, capace di istruire, e questa creatura senz'anima diviene individuo acquisendo un'umanità per niente comune a chi di questo termine si forgia e ci si identifica. Alla fine di tutto, l'unico vero umano è un cane! Non è per tutti, ma può essere per molti.
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Reading Progress

January 1, 2015 – Started Reading
January 1, 2015 – Finished Reading
October 11, 2015 – Shelved

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