Roberto's Reviews > Esercizi d'amore

Esercizi d'amore by Alain de Botton
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bookshelves: francia, amore-coppia

Come funzionano le storie d'amore? Come nasce, si sviluppa, si stabilizza, muore un amore? Come mai quelle sensazioni appassionate e travolgenti che si vivono all'inizio si trasformano poi spesso in una monotona abitudine (se va bene) o in insofferente insoddisfazione o in tradimento (se va male)? E come si arriva alla inesorabile morte straziante dell'amore (straziante perché da un certo punto in poi non se ne può più....)?

Ecco, il libro "Esercizi d'amore" si prefigge di dare risposte a queste domande.

Quando si parla d'amore, è normale aguzzare le orecchie. Il tema è interessante e intrigante e c'è la possibilità di imparare qualcosa.
Ci predisponiamo quindi con l'animo giusto seduti comodi sulla sedia e con la massima attenzione iniziamo a leggere.

E' un saggio? No. E' un romanzo. Uffa, pensiamo, un altro romanzo sull'amore? Vabbè, andiamo avanti.

Il protagonista venticinquenne ci racconta la sua storia d'amore con Chloe, una giovane ventitreenne conosciuta per caso su un aereo.
La storia d'amore è abbastanza tipica e convenzionale:

un inizio casuale e travolgente (se non ti vedo muoio),
una fase di assuefazione (se non ti vedo potrei morire),
una fase abitudinaria (ok, se non ti vedo ti vedrò),
una fase insofferente (se non ti vedo, meglio),
una fase di tradimento (il fatto che non ti veda io non è una buona ragione perché tu debba vedere qualcun altro...),
una di terrorismo romantico (se non ti vedo mi ammazzo),
una fine (non ti voglio vedere mai più, cascasse il mondo).

Dove sta l'idea e la novità del libro? Sta nel fatto che de Botton analizza in dettaglio ogni singola fase, scomodando filosofi e pensatori e tentando di associare regole filosofiche a scientifiche a comportamenti che appaiono invece quasi sempre irrazionali.

Purtroppo l'amore si concilia male con la filosofia. E alla fine il romanzo, descrivendo questa relazione adolescenziale decisamente immatura, si trasforma in un bigino di filosofia noiosa e inutile. Mooolto noiosa e moooolto inutile.

Al termine della lettura rimangono solo alcuni pensieri degni di nota:

"Qualunque sia il grado di felicità con la nostra compagna, l'amore per lei ci è di ostacolo (a meno di non vivere in una società poligamica) ad avviare altre relazioni romantiche. Ma perché ciò dovrebbe essere causa di frustrazione, se davvero la amiamo? Perché, se il nostro amore per lei è sempre vivo, dovremmo sentire come un limite tale condizione? Forse perché, nel risolvere il nostro bisogno di amare, non sempre riusciamo a risolvere il nostro bisogno di desiderare."

“Uno dei lati ironici dell’amore è che siamo seduttori molto più convincenti quando l’oggetto delle nostre attenzioni non ci attrae poi così tanto: l’intensità del desiderio, invece, soffoca in noi disinvoltura e spontaneità.“

“C’è una lunga e pessimistica corrente nel pensiero occidentale secondo cui l’amore, in definitiva, può essere raffigurato soltanto come una pratica unilaterale, di marxistica ammirazione, dove il desiderio fiorisce sull’impossibilità di vedere restituito l’amore.”

Ahimè, un altro libro inutile...
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Reading Progress

September 9, 2015 – Started Reading
September 9, 2015 – Shelved
September 9, 2015 –
page 80
37.04%
September 10, 2015 –
page 160
74.07%
September 11, 2015 – Finished Reading
August 8, 2017 – Shelved as: francia
August 27, 2017 – Shelved as: amore-coppia
November 29, 2017 – Shelved as: già-letto

Comments Showing 1-1 of 1 (1 new)

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message 1: by lorinbocol (new)

lorinbocol che tristezza la ragioneria applicata ai sentimenti. piuttosto roland barthes, con tutti i suoi limiti.


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